Monte Colodri/Parete Est - Via Renata Rossi

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca LocalitÓ di partenza Arcro (TN)
Quota partenza 100 Mt. Quota di arrivo 400 Mt. circa
Dislivello totale

+60 Mt. circa per l'attacco
+240 Mt. la via (290 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 431B
Ore di salita 10' per l'attacco
6 h. la via
Ore di discesa 1' sino alla vetta del Colodri
30' dalla vetta al parcheggio
Esposizione Est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 18/05/2013 Difficoltà V+/VI, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti

Claudia.

Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata inizialmente serena e calda, poi sono giunte le nuvole che ci hanno fatto arrampicare con temperature ottimali per essere già oltre la metà di maggio (ma quest'anno lo sappiamo, il tempo è pessimo). Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La ferrata che si percorre in discesa non è difficile però presenta dei tratti molto unti e, se bagnati, decisamente scivolosi.
La roccia in via è ottima. Sui passi chiave è unta ma, a parte le prime tre lunghezze, mai eccessivamente da dare fastidio.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Normale materiale per arrampicata su roccia. Necessaria una serie di friends (da 0.3 a 3 Camalot) e cordini per proteggersi poiché, a parte il diedro del quinto tiro, le protezioni sono poche e distanti.
Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il monte Colodri è il simbolo dell'arrampicata nella Valle del Sarca. E' situato immediatamente a nord dell'abitato di Arco e presenta pareti molto verticali e strapiombanti percorse quasi ovunque da itinerari d'arrampicata. Dalle linee classiche lungo fessure e diedri affrontate già nella seconda metà degli anni '70 a quelle estreme in artificiale o chiodate per l'arrampicata libera su difficilissime placche.
In comune hanno arrampicata atletica e roccia quasi sempre ottima.
Questo itinerario è stato uno tra i primi ad essere aperto sulla Parete Est ad opera di Marco Furlani, Roberto Bassi, E. Piffer e Luigi Giacomelli il 4 febbraio 1979. E' stato dedicato a Renata Rossi, la prima donna italiana a conseguire il brevetto di guida alpina; segue una linea molto logica di fessure e diedri di difficoltà sempre molto continue fino alla fine.
Attualmente la via è protetta con alcuni chiodi e spit ma, a parte un paio di lunghezze, decisamente rari. Le soste sono tutte sicure e comode attrezzate con anelloni cementati oppure da attrezzare su piante.
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale ove conviene parcheggiare.
Ci sono due possibilità di attacco, entrambe conducono alla prima sosta:
1- mediante un diedro molto unto posto sul lato destro di un avancorpo triangolare grigio (attacco da noi seguito e di seguito descritto
);
2- mediante una rampa che parte a sinistra del sopracitato avancorpo (attacco della via
Katia Monte).
C
ontinuare a piedi in direzione di Ceniga. Dopo circa 500 Mt. sulla sinistra si trova un ristorante/pizzeria. Entrare nel parcheggio del locale ed imboccare un sentierino sulla sinistra che, attraverso un boschetto, conduce alla base della parete. Costeggiarla verso destra sino un evidente diedro formato da un avancorpo grigio addossato alla parete (scritta rossa "via sommadossi" e lapide in memoria di Rudi Kiewe).

1° tiro:

salire il diedrino grigio e poi obliquare a sinistra seguendo l'evidente fessurona sino al terrazzino dove si sosta (1 fittone+pianta).
Verso metà è possibile aggirare i metri più lucidi spostandosi leggermente a sinistra in placca.
50 Mt., V, V+, 3 spit, 3 chiodi (di cui 2 vicini), 2 fittoni, 1 sosta intermedia (2 boccole+catena).

2° tiro:
traversare e poi obliquare a destra raggiungendo un diedrino che porta al pulpito dove si sosta (anello cementato).
20 Mt., V, 2 chiodi, 1 friend incastrato, 1 sosta intermedia (2 spit+cordone+anelli di calata).

3° tiro:
prendere la bella fessura e seguirla fino quando obbliga a traversare a sinistra circa un metro. Ora, sempre seguendo la fessura, si raggiunge la sosta (anellone cementato). 30 Mt., V+, VI, 1 cuneo con fettuccia, 1 cordino incastrato.

4° tiro:
alzarsi sino sotto al tetto e traversare difficilmente a destra sino al suo termine. Ora più facilmente si traversa ancora un pochino a destra alla base si una placca a gocce sino a raggiungere un breve diedrino che permette si alzarsi sino alla sosta (anellone cementato).
20 Mt., VI, IV+, 3 spit, 1 pianta con cordino.

5° tiro:
traversare a sinistra raggiungendo il diedro che si segue sino al suo termine. Ora non seguire la fessura verso sinistra ma bensì il caminetto sulla destra che conduce alla terrazza con piante dove si sosta (pianta con cordoni+maglia rapida).
45 Mt., VI, VI+ oppure A0, IV, 6 chiodi, 5 spit.

6° tiro:
obliquare a destra sulla terrazza sino alla base di un diedrino. Salirlo sino alla prima pianta. Seguire ora la fessura di destra e poi spostarsi nel caminetto nascosto sulla sinistra che permette di raggiungere la grossa pianta soprastante dove si sosta (da attrezzare).
35 Mt., II, IV+, VI, V, 2 spit.

7° tiro:
seguire il diedro giallo sino al suo termine. Si sosta (anellone cementato) su un pulpito sulla destra. 30 Mt., V, 1 chiodo, 1 spit.

8° tiro:
alzarsi nella fessura a sinistra della sosta che porta sotto al tetto. Superarlo verso destra e poi alzarsi tornando a sinistra verso una pianta accanto alla quale si trova la sosta (anellone cementato). 25 Mt., V, VI, 3 spit, 1 clessidra con cordone.

9° tiro:
seguire l'evidente fessura sino al suo termine e per facili rocce raggiungere la sommità della struttura. Si sosta su pianta (da attrezzare).
35 Mt., IV, V+, IV, 2 spit.
Discesa
Dal termine della via imboccare una traccia di sentiero verso sinistra in direzione della grossa croce posta sulla cima del Monte Colodri (sulla croce presente libro di vetta). Da qui abbassarsi verso sud (segnavia bianchi e rossi) sino a raggiungere la ferrata del Colodri (n. 431B) che scende in direzione di Arco e velocemente riporta al parcheggio.

Note

Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali. Da evitare il periodo estivo.

Commenti vari
Dal settimo tiro si staccava la storica variante "Specchio delle mie brame" aperta da Roberto Bassi ed Heinz Mariacher nel marzo 1982. Importante in quanto risultava essere la prima placca della Valle del Sarca chiodata dall'alto espressamente per l'arrampicata sportiva. Questa variante è stata inglobata nella nuova via Giovanni Segantini.
Dal racconto "Segantini sul Colodri" dell'apritore Giampaolo "Trota" Calzà:
"...Ma c’è un’altra visione che ci ha accompagnato su questa via. Sfogliando la guida… anzi “il Vangelo” di Roberto Bassi “Arrampicare in Valle del Sarca“ mi sono ritornati alla mente tanti ricordi di Roberto, Manolo, Heinz Mariacher, mentre chiodavano falesie e aprivano nuove vie. Loro tracciavano quelle linee proprio come un pittore traccia con il pennello le sue tele. Forse anche noi arrampicatori, quando decidiamo di intraprendere nuove vie, potremmo definirci “artisti” difficili da comprendere. Anche noi affrontiamo le nostre tele bianche, le pareti, dove possiamo immaginare il nostro passaggio, alla ricerca della lunghezza più bella, della via più difficile.
La nostra via all’ottavo tiro percorre “Specchio delle mie brame“, la storica e famosa lunghezza aperta dall’alto da Roberto Bassi ed Heinz Mariacher. Quella è stata un’autentica visione per l’epoca e forse la via Giovanni Segantini è nata proprio da questo bellissimo tiro di placca ormai in disuso. E’ nata dal sogno di renderlo ancora vivo, di poterlo salire per toccare quelle famose prese che hanno fatto storia qui in valle. Placca vuol dire tecnica, “divertitevi climber tecnici”: la chiodatura di questa lunghezza l’abbiamo mantenuta all’originale, cioè con le stesse “distanze” di allora…"
Pubblicazioni
Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti sud-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
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Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")
   

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Due immagini della bella fessura del terzo tiro

   

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La fine del traverso sulla quarta lunghezza

Il lungo e difficile diedro del quinto tiro

   

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Caminetto alla fine del quinto tiro

Sesta lunghezza

   
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Il diedro del settimo tiro Passando accanto al tetto nell'ottava lunghezza
   
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La fessura finale che porta sulla sommità del Colodri

Il Monte Colodri con i tracciati delle vie:
Pomi coti, Del Bepi, White Crack, Brunello Sommadossi,
Renata Rossi, Katia Monte e Barbara

   

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