Monte Colodri/Parete Est - Via Katia Monte

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località  di partenza Arco (TN)
Quota partenza 100 Mt. Quota di arrivo 400 Mt. circa
Dislivello totale

+65 Mt. circa per l'attacco
+235 Mt. la via (390 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 431B
Ore di salita 10' per l'attacco
3 h. 45' la via
Ore di discesa

5' sino alla vetta del Colodri
30' dalla vetta al parcheggio

Esposizione Est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 31/03/2012 Difficoltà VII/VI, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata calda. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La ferrata che si percorre in discesa non è difficile però presenta dei tratti molto unti e, se bagnati, decisamente scivolosi.
La roccia in via è ottima. Sui passi chiave è unta ma, a parte le prime lunghezze, mai eccessivamente da dare fastidio.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. La via, salvo i passi più difficili, è poco protetta quindi è indispensabile portare dadi e friend (da 0.3 a 3 Camalot - volendo raddoppiare n. 2 e 3) per integrare.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il monte Colodri è il simbolo dell'arrampicata nella Valle del Sarca. E' situato immediatamente a nord dell'abitato di Arco e presenta pareti molto verticali e strapiombanti percorse quasi ovunque da itinerari d'arrampicata. Dalle linee classiche lungo fessure e diedri affrontate già nella seconda metà degli anni '70 a quelle estreme in artificiale o chiodate per l'arrampicata libera su difficilissime placche.
In comune hanno arrampicata atletica e roccia quasi sempre ottima.
La via Katia Monte è stata aperta da Giuliano Stenghel e Franco Monte il 5 maggio 1976. Itinerario alpinisticamente molto interessante che collega, con numerosi traversi, varie fessure e diedri tra loro. Il primo ad essere aperto sulla Parete Est del Colodri.
Attualmente i passi più duri sono protetti con spit, per il resto si trovano pochi chiodi che rendono necessario integrare con dadi o friends. Le soste sono tutte comode e sicure.
Dal libro "Lasciami volare" di Giuliano Stenghel (Emanuelli Editore 1995):
Arrampicare con il cuore
"Ti ricordi Franco, quando dopo aver scalato la via Ornella in Val Scodella ci godevamo gli ultimi raggi di sole che tramontava sul Biaena? Era il nostro primo incontro dopo tanto tempo, molti anni erano trascorsi da quando giocavamo spensierati sotto casa.
Seduti fra corda, cordini e moschettoni, sorseggiando un po' d'acqua rubata alla borraccia apristi il tuo cuore, la tua cicatrice dolente per raccontarmi la tua vita, l'episodio che ha segnato l'esistenza tua e della tua famiglia: la lunga malattia, la morte della tua bambina, Katia di soli cinque anni d'età , volata come solo sanno fare gli angeli in paradiso. Mi proponesti di aprire una via che portasse il suo nome: e alcuni giorni dopo ci legammo assieme per vincere l'inviolata parete est di Cima Colodri. [...]
Proseguo traversando lungo una parete senza appigli, mi calo sulla corda rinviata a due chiodi ed oscillo: il mio primo pendolo verso l'ignoto. Ho sempre amato i traversi! Probabilmente perché attraversando ho risolto delle vie che sembravano inaccessibili, oppure per la gioia estetica che dona l'immagine dell'uomo in risalto sull'orizzonte, sulla verticalità che appare realmente com'è.
Ci muoviamo lenti a causa dei grossi scarponi, dello zaino che tutti e due portiamo in spalla: ma siamo soprattutto appesantiti dal bagaglio della nostra inesperienza: arrampichiamo da poco di più di un anno. Possediamo però lo stesso ideale, lo stesso sogno e tutte le motivazioni necessarie per avventurarci, lottare, soffrire. Per superare un passaggio metto tre chiodi, costruiti artigianalmente.
Poveri chiodi, un giorno qualcuno vi toglierà, nonostante centinaia di cordate vi abbiano usati, amati, e vi sostituirà con degli "spit" e sicuramente lo farà calandosi dall'alto e con un comodo trapano.
Qualcuno di questi chiodi rimarrà forse dimenticato e servirà per non cancellare la storia, per non annientare i ricordi, l'arte, la fatica dei primi salitori. [...]
Una breve sosta, sotto l'ultimo salto, gli ultimi tiri di corda; infine il libro di via, la fotografia indimenticabile di Katia sorridente e la tua dedica: poche parole, una preghiera, una lacrima...
Si può piangere in montagna? Credo di si se ci vai con il cuore.
"
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale ove conviene parcheggiare.
Ci sono due possibilità di attacco, entrambe conducono alla prima sosta:
1- mediante un diedro molto unto posto sul lato destro di un avancorpo triangolare grigio (V+, attacco della via
Brunello Sommadossi);
2- mediante una rampa che parte a sinistra del sopracitato avancorpo (attacco da noi seguito e di seguito descritto).
Seguire il sentiero che conduce verso la ferrata del Colodri. Raggiunti i primi grossi massi attrezzati per l'arrampicata sportiva si devia a destra in direzione dell'evidente rampa che sale obliqua verso destra. Sulla sinistra della rampa è presente una falesia. Si attacca all'inizio della rampa, sotto la verticale di un diedro (No money 6c+).

1° tiro:
seguire la rampa verso destra. Dopo un passo su roccia più verticale ed unta si oltrepassano delle piante e si continua facilmente sino alla sosta (1 fittone+pianta). 55 Mt., III, IV, II, 2 spit, 1 sosta intermedia (2 chiodi+1 spit).

2° tiro:
traversare e poi obliquare a destra raggiungendo un diedrino che porta al pulpito dove si sosta (anello cementato).
20 Mt., V, 2 chiodi, 1 friend incastrato, 1 sosta intermedia (2 spit+cordone+anelli di calata).

3° tiro:
scendere verso destra sino al terrazzino inclinato dove si sosta (2 spit con anelli). 15 Mt., IV, 1 chiodo.

4° tiro:
spostarsi un po' a destra e poi salire utilizzando una bella lama che permette di traversare verso destra. Al suo termine salire per muro strapiombante traversando infine verso destra sino alla sosta (2 spit+cordone).
25 Mt., VI, VII oppure A0, 2 chiodi, 4 spit, 1 sosta intermedia (2 spit).

5° tiro:
traversare a destra oltrepassando uno spigoletto. Per cengia raggiungere un diedro che si sale sino ad una cengetta che, seguita verso destra, porta al terrazzino con pianta dove si sosta (da attrezzare su pianta). 25 Mt., VII oppure A0, V+, 1 chiodo, 3 spit.

6° tiro:
salire il diedrino sulla sinistra (freccia incisa) poi iniziare un lungo traverso verso destra inizialmente su cengia e poi attraverso una bella placca gialla sino alla base di un diedro dove si sosta (2 chiodi). 45 Mt., IV, V+.

7° tiro:
salire il diedro sino al suo termine e poi traversare a destra su cengia tra gli alberi sino alla base di una vaga rampa che sale obliqua verso sinistra. Attrezzare una sosta su pianta accanto ad una freccia incisa sulla roccia.
25 Mt., V+, I, 1 sasso incastrato con cordone.

8° tiro:
seguire la rampetta verso sinistra (rocce inizialmente friabili) e poi dritti per roccia decisamente migliore sino una pianta dove si sosta (cordone). 40 Mt., IV+, V, 1 clessidra con cordone, 1 spit.

9° tiro:
obliquare verso destra sin sotto uno strapiombo. Lo si supera e si prosegue per pochi metri in un diedro giallo uscendone, prima del suo termine, verso destra raggiungendo la sosta (2 chiodi+1 spit). 15 Mt., V+, 1 chiodo, 1 spit, 1 anello cementato.

10° tiro:
dritti fin sotto lo strapiombo che si supera per proseguire poi lungo un bel diedro grigio fessurato. Alla fine si continua per breve rampetta erbosa fino una grossa pianta dove si sosta (da attrezzare). 40 Mt., VI+ oppure A0, VI, 4 spit.

11° tiro:
traversare verso destra fino una fessurina che, salendo obliqua verso sinistra, diviene diedro. Si sosta (anello cementato) all'incirca sulla verticale della sosta precedente. 25 Mt., III, IV.

12° tiro:
seguire la fessura verso sinistra sino al terrazzino di sosta (anello cementato). 25 Mt., V+, VI, V+, 1 chiodo, 1 spit.

13° tiro:
seguire la larga fessura obliqua verso sinistra. Al suo termine per caminetto si esce dalle difficoltà e si sosta (clessidra con cordone).
35 Mt., V+, IV, 2 spit, 1 clessidra con cordino.
Discesa
Dal termine della via imboccare una traccia di sentiero verso sinistra in direzione della grossa croce (già visibile) posta sulla cima del Monte Colodri (sulla croce presente libro di vetta). Da qui abbassarsi verso sud (segnavia bianchi e rossi) sino a raggiungere la ferrata del Colodri (n. 431B) che scende in direzione di Arco e velocemente riporta al parcheggio.

Note

Il nono e decimo tiro possono anche essere uniti. In tal caso però non effettuare l'ottava sosta sulla pianta ma proseguire ancora pochi metri sino all'anello cementato.
Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali. Da evitare il periodo estivo.

Commenti vari
Dal libro "Lasciami volare" di Giuliano Stenghel (Emanuelli Editore 1995):
[...]“E la Katia?” , mi interrompe Giuliano. “La tua via sulla parete Est è bellissima! Dai raccontami” , gli chiedo con la solita insistenza. Ciano (Giuliano Stenghel n.d.r.) , pazientemente riprende: “Non dimenticherò mai la via Katia sulla parete Est del Colodri, e soprattutto non scorderò la volontà, forza e generosità umana di Franco Monte, il mio compagno di allora.
Durante l'apertura della via che avrebbe portato il nome della sua bambina, scomparsa pochi mesi prima, ho imparato che avrei potuto dare anche un perché, un senso al mio alpinismo.
Sulla Katia ho vissuto momenti di commozione unici. Ci sono voluti quindici anni, per rivivere nuovamente e direttamente le sensazioni provate dal mio compagno. Franco mi ha insegnato che prima di essere grandi alpinisti è meglio diventare uomini leali”. [...]
Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti sud-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina web ViviDolomiti edizioni - libri di montagna e acquistarne direttamente una copia.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   

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La rampa che porta alla prima sosta

Diedrino un po' unto alla fine della seconda lunghezza

   

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Il quarto tiro su ottima roccia gialla segue prima una bella lama e poi un muro strapiombante

   

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Difficile traversino all'inizio della quinta lunghezza

Luca sulla bella fessura del dodicesimo tiro

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 Ultima lunghezza sempre in fessura

Il caminetto col quale termina la via

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Luca e Claudia in cima al Colodri dopo aver terminato la via

Il Monte Colodri con i tracciati delle vie:
Pomi coti, Del Bepi, White Crack, Brunello Sommadossi,
Renata Rossi, Katia Monte e Barbara.

 

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