Monte Colodri/Pilastro Zanzara - Via Barbara

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località  di partenza Arco (TN)
Quota partenza 100 Mt. Quota di arrivo 400 Mt. circa
Dislivello totale

+65 Mt. circa per l'attacco
+235 Mt. la via (315 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 431B
Ore di salita 15' per l'attacco
4 h. 30' la via
Ore di discesa

10' sino alla vetta del Colodri
30' dalla vetta al parcheggio

Esposizione Est Giudizio sull'ascensione Ottima
Data di uscita 03/04/2010 Difficoltà V+, VI
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata decisamente incerta... infatti durante l'ultimo tiro ha iniziato a piovere. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La ferrata che si percorre in discesa non è difficile però presenta dei tratti molto unti e, se bagnati, decisamente scivolosi.
La roccia in via è decisamente ottima, però sui passi chiave risulta molto levigata... a nostro parere comunque l'eccessivo "unto" è fastidioso solo in due passi rispettivamente sul secondo e quinto tiro.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. La via è poco protetta quindi è indispensabile portare dadi e friend per integrare (consigliati friends da 0.3 a 3 Camalot. Volendo raddoppiare n° 1 e 3).

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il monte Colodri è il simbolo dell'arrampicata nella Valle del Sarca. E' situato immediatamente a nord dell'abitato di Arco e presenta pareti molto verticali e strapiombanti percorse quasi ovunque da itinerari d'arrampicata. Dalle linee classiche lungo fessure e diedri affrontate già nella seconda metà degli anni '70 a quelle estreme in artificiale o chiodate per l'arrampicata libera su difficilissime placche.
In comune hanno arrampicata atletica e roccia quasi sempre ottima.
Il Pilastro Zanzara si trova sulla spalla destra del monte e deve la sua fama alla via Zanzara e Labbradoro aperta da Maurizio Zanolla "Manolo" e Roberto Bassi nel 1983 e che per anni ha rappresentato la massima espressione dell'arrampicata libera nell'intera valle.
La prima via del pilastro invece è la "Umberta Bertamini" che sale cercando le linee più facili della parete. E' stata aperta da Ugo e Mario Ischia, G. Emanuelli e F. Calzà l'8 novembre 1972. Sempre nello stesso anno, Ugo e Mario Ischia, ripeterono l'itinerario e raggiunta la grande cengia continuarono per 5 lunghezze di corda seguendo un bellissimo diedro rossastro dando vita a quella che oggi è la via Barbara.
Inutile dire che la roccia presenta dei tratti molto unti che ad un primo approccio fanno passare la voglia di proseguire la salita; tuttavia una volta iniziato a salire il bellissimo diedro del sesto tiro il fastidio passerà in secondo piano.
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale ove conviene parcheggiare. Da qui continuare a piedi in direzione di Ceniga (e del pilastro). Dopo circa 500 Mt. sulla sinistra si trova un ristorante/pizzeria. Entrare nel parcheggio del locale ed imboccare un sentierino sulla sinistra che, attraverso un boschetto, conduce alla base della parete. Costeggiarla verso destra sino all'attacco (scritta "vie umberta - barbara").
Guardando il Pilastro Zanzara (dalla strada) si riconosce facilmente una terrazza erbosa con piante, leggermente inclinata, a pochi metri di altezza. L'attacco si trova vagamente in corrispondenza dell'estremità sinistra di questa rampa.

1° tiro - "Via Umberta Bertamini":
salire la placca erbosa, poi spostarsi a destra e superare una lama gialla strapiombante. Continuare ora per una rampa erbosa sino  a sostare su degli alberi (vecchi cordoni). 35 Mt., III, V, II, 1 chiodo, 2 clessidre con cordone.

2° tiro:
proseguire sulla rampa erbosa puntando alla base della fessura che divide l'evidente placca grigia. Superare lo strapiombino iniziale molto unto e continuare lungo la fessura che via via si allarga e conduce ad un diedro. Alla fine del diedro si trova una placca appoggiata oltre la quale c'è la sosta (1 chiodo cementato con anello).
35 Mt., V+, 1 fettuccia su pianta, 1 spit, 1 cordone su masso incastrato, 1 sosta intermedia (chiodo cementato con anello).

3° tiro:
spostarsi a sinistra e superare la paretina verticale mediante una fessura. Sosta su pianta. 15 Mt., VI, 1 spit.

4° tiro:
salire la rampa appoggiata sino al suo termine; superare un breve muretto uscendo su di un terrazzo dove si sosta (chiodo cementato con anello). 40 Mt., IV+, IV, IV+, 6 spit, 1 sosta intermedia su 3 chiodi a pressione (via DDT).

5° tiro:
ignorare gli spit che salgono verticalmente (via "Zanzara e Labbradoro") ma traversare a destra e rimontare un muretto. Continuare ora per terreno più semplice sino ad uscire sulla grande cengia dove si trova la sosta (clessidra + chiodo). 30 Mt., VI, V, 1 chiodo, 1 spit.

6° tiro - "Via Barbara":
da qui ha inizio la via Barbara. Dalla sosta spostarsi a destra e rimontare le rocce entrando in un bellissimo diedro rossastro che si segue sino alla sosta (chiodo cementato con anello). 35 Mt., V+, VI, 1 spit, 3 friend incastrati.

7° tiro:
continuare ancora lungo il diedro sino al suo termine. La sosta si trova su due chiodi cementati distanti tra di loro sotto un tetto. Qui la roccia è un po' marcia. Consigliamo, una volta usciti dal diedro, di traversare a destra e sostare sulla pianta che si vede (quindi senza alzarsi fino ai chiodi di sosta). 35 Mt., VI, V+, VI, 1 chiodo, 2 spit, 1 cuneo.

8° tiro:
traversare ancora un poco a destra e raggiunta una fessura salire verticalmente fino ad un terrazzino detritico. Proseguire verso sinistra  entrando così in un grande camino. Si sosta in corrispondenza del secondo masso incastrato dov'è presente un chiodo cementato con anello. 40Mt., V-, IV, 1 spit, 1 chiodo.

9° tiro:
vincere la paretina a sinistra della sosta sfruttando la fessura strapiombante. Continuare poi lungo una spaccatura sino ad uscire su di una cengia dove si attrezza la sosta su spuntone. 20 Mt., VI, IV+, 2 spit.

10° tiro:
traversare a sinistra lungo la cengia erbosa (attenzione a non smuovere sassi) sino alla base di una fessura che si sale senza troppe difficoltà. Sostare su di una pianta. 30 Mt., II, IV, 1 spit.
Discesa
Dal termine della via imboccare una traccia di sentiero che inizialmente sale e poi scende sino alla vetta del Monte Colodri (croce e libro di vetta). Da qui abbassarsi verso sud sino a raggiungere la ferrata del Colodri (n. 431B) che scende in direzione di Arco e velocemente riporta al parcheggio.

Note

Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali. Da evitare il periodo estivo.

Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti sud-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
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In prossimità della seconda sosta

Matteo sulla lama della terza lunghezza

   

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Il quinto tiro. A sinistra il delicato traverso iniziale, a destra gli ultimi facili metri

   

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Lo spettacolare diedro della sesta lunghezza

Il camino dell'ottavo tiro

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 Ultime difficoltà sulla nona lunghezza

L'ottava sosta sul blocco incastrato nel camino

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L'ultima facile lunghezza

La preghiera del rocciatore

   

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La Parete Est del Monte Colodri ed il Pilastro Zanzara con i tracciati delle vie:
Pomi coti, Del Bepi, White Crack, Brunello Sommadossi, Renata Rossi, Katia Monte e Barbara

 

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