Monte Colodri/Parete Est - Via White Crack

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località  di partenza Arco (TN)
Quota partenza 100 Mt. Quota di arrivo 400 Mt. circa
Dislivello totale

+65 Mt. circa per l'attacco
+235 Mt. la via (290 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 431B
Ore di salita 10' per l'attacco
5 h. 30' la via
Ore di discesa

1' sino alla vetta del Colodri
30' dalla vetta al parcheggio

Esposizione Est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 24/01/2016 Difficoltà VII/VI-, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Simone R.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata serena con temperature gradevoli. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La ferrata che si percorre in discesa non è difficile però presenta dei tratti molto unti e, se bagnati, decisamente scivolosi.
La roccia in via è ottima. Sui passi chiave è unta ma, a parte le prime due lunghezze, solo in alcuni passaggi dà eccessivamente fastidio.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Indispensabili dei friend per integrare le protezioni presenti (da 0.4 a 4 Camalot). Volendo si può portare anche il n. 4 ma non è indispensabile.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il monte Colodri è il simbolo dell'arrampicata nella Valle del Sarca. E' situato immediatamente a nord dell'abitato di Arco e presenta pareti molto verticali e strapiombanti percorse quasi ovunque da itinerari d'arrampicata. Dalle linee classiche lungo fessure e diedri affrontate già nella seconda metà degli anni '70 a quelle estreme in artificiale o chiodate per l'arrampicata libera su difficilissime placche.
In comune hanno arrampicata atletica e roccia quasi sempre ottima.
Questo itinerario è stato aperto da Roberto Bassi e Luigi Giacomelli nell'aprile del 1979 seguendo una linea molto logica di fessure e diedri con difficoltà sempre molto continue fino alla fine. Non ha un attacco indipendente ma è necessario percorrere le prime due lunghezze della via
Brunello Sommadossi.
Dalla guida Arco Pareti di Diego Filippi edita da Versante Sud: "...nel tratto centrale della via, si arrampica lungo quello che è forse il più bello, lineare e perfetto diedro dell'intero Colodri..."
Attualmente la via è protetta con alcuni spit ma risulta indispensabile integrare con protezioni veloci. Le soste sono tutte sicure e comode attrezzate con anelloni cementati oppure da attrezzare su piante.
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale ove conviene parcheggiare.
Ci sono due possibilità di attacco, entrambe conducono alla prima sosta:
1- mediante un diedro molto unto posto sul lato destro di un avancorpo triangolare grigio (V+, attacco della via Brunello Sommadossi
);
2- mediante una rampa che parte a sinistra del sopracitato avancorpo (attacco da noi seguito e di seguito descritto).
Seguire il sentiero che conduce verso la ferrata del Colodri. Raggiunti i primi grossi massi attrezzati per l'arrampicata sportiva si devia a destra in direzione dell'evidente rampa che sale obliqua verso destra. Sulla sinistra della rampa è presente una falesia. Si attacca all'inizio della rampa, sotto la verticale di un diedro (No money 6c+).

1° tiro:

seguire la rampa verso destra. Dopo un passo su roccia più verticale ed unta si raggiungono delle piante alla base di un pilastro staccato che sale obliquo verso sinistra. QUi attrezzare una sosta (pianta).
45 Mt., III, IV, II, 2 spit, 1 sosta intermedia (2 chiodi+1 spit).


2° tiro:
seguire il pilastro staccato sino al suo termine e sostare (anello cementato) sopra al grosso masso appoggiato in cima al pilastro. Da qui, verso destra, si continua per la via
Brunello Sommadossi. 25 Mt., V+, V, 2 spit, 1 chiodo, 2 fittoni.

3° tiro:
traversare un paio di metri a sinistra e risalire il bel diedro rosso fin sotto al tetto dove si sosta (anello cementato).
30 Mt., VI+ oppure V e A0, V+, VI oppure V+ e A0, 5 spit, 1 chiodo.

4° tiro:
traversare a destra sotto al tetto e poi salire la difficile fessura bianca fino una zona più facile. Si sosta (anello cementato) appena a sinistra della fessura. 15 Mt., VII oppure VI- e A0, V+, IV+, 2 spit, 2 chiodi.

5° tiro:
riprendere la fessura e poi continuare per rocce più facili puntando alla terrazza con piante. Spostarsi sulla terrazza qualche metro verso sinistra in direzione dell'evidente diedro chiuso in alto da un tettino. Si sosta (anello cementato) circa 3/4 Mt. a destra del diedro. 30 Mt., V+, IV, III, 1 chiodo.

6° tiro:
salire il lungo e regolare diedro fino a raggiungere la sosta (anello cementato).
30 Mt., V+, 2 spit, 1 clessidra con cordini, 1 dado incastrato.

7° tiro:
continuare nel diedro fino a raggiungere il tetto. Traversare a sinistra e riprendere il proseguimento del diedro fino alla terrazza con piante dove si attrezza una sosta (pianta). 35 Mt., 3 spit, VI-, V+, VI oppure A0, V, 1 clessidra con fettuccia, 1 clessidra con cordino.

8° tiro:
qui la via finisce. E' possibile traversare verso destra fino a prendere le fessure finali della via Sommadossi; salire dritti per la variante diretta dei bolognesi che segue una fessura strapiombante; oppure obliquare verso sinistra per prendere il canale d'uscita della via Agostina. Quest'ultima rappresenta la soluzione più semplice: salire verso sinistra per una placca appoggiata fino a raggiungere lo spigolo. Qui salire sfruttando una fessura e dei blocchi incastrati e, dopo averli superati, traversare a sinistra raggiungendo un terrazzino erboso dove è possibile sostare (pianta con cordone). 35 Mt., IV, V, III.

9° tiro:
seguire il canale e, dove la roccia peggiora, risalire verso destra per roccette e poi bella placchetta (attenzione alla qualità della roccia nella prima parte!). Superare uno strapiombino e raggiunge facilmente il termine della via. Sosta da attrezzare (pianta).
45 Mt., IV, VI oppure A0, III, 4 chiodi.
Discesa
Imboccare una traccia di sentiero verso sinistra in direzione della grossa croce posta sulla cima del Monte Colodri (sulla croce presente libro di vetta). Da qui abbassarsi verso sud (segnavia bianchi e rossi) sino a raggiungere la ferrata del Colodri (n. 431B) che scende in direzione di Arco e velocemente riporta al parcheggio.

Note

Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali. Da evitare il periodo estivo.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")
   

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Luca sulla rampa della prima lunghezza

Simone quasi al termine del pilastro staccato del secondo tiro

   

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Il diedro rosso della terza lunghezza

Luca sulla fessura bianca del quinto tiro

   

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Sesta lunghezza: il lungo diedro che caratterizza questo tiro ed il successivo

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Superamento del tettino nel settimo tiro

Finalmente un tiro semplice

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Il canale d'uscita un po' marciotto della via Agostina

Il Monte Colodri con i tracciati delle vie:
Pomi coti, Del Bepi, White Crack, Brunello Sommadossi,
Renata Rossi, Katia Monte e Barbara

 

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