Le Dimore degli Dei - Via Il Risveglio di Kundalini
| Zona Montuosa |
Alpi Retiche |
Località di partenza |
San Martino - Val di
Mello (SO) |
| Quota Partenza |
1075 Mt. |
Quota di arrivo |
1435 Mt. |
| Dislivello totale |
+125 Mt. per l'attacco
+235 Mt. la via (410 lo sviluppo) |
Data di uscita |
12/11/2006 |
| Ore di salita |
30' per l'attacco
5 h. la via |
Ore di discesa |
50' |
| Sentieri utilizzati |
n. 20 |
Giudizio sull'ascensione |
Molto Bella |
| Sass Balòss
presenti |
Luca, Bertoldo |
Difficoltà |
VII°-/VI° e A0 |
| Altre persone presenti |
| Fabio. |
| Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia |
Il
tempo durante tutta la giornata è stato splendido anche se un fortissimo vento non ci ha permesso di godere a pieno la salita. Il
sentiero che conduce all'attacco è piuttosto evidente.
L'arrampicata avviene su ottimo granito.
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Eventuali pericoli |
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Soliti da arrampicata. |
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Presenza di acqua |
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Lungo il percorso in corrispondenza dell'abitato "Cà di Carna". |
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Punti di appoggio |
| Verrebbe
da scrivere nessuno perché il rifugio Luna Nascente non sembra affatto un rifugio ma un'osteria... |
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Materiale necessario oltre al tradizionale |
Solito da arrampicata. Cordini necessari per le soste. Portare
numerosi friend di varie misure per integrare.
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Caratteristiche dell'arrampicata |
Descrizione Generale
Dalla Guida "Val di Mello - 9000 metri sopra i prati" di Paolo Masa e Jacopo Merizzi:
"A sinistra del "Sarcofago", lambite dal torrente che scende dalla Val Qualido e sovrastate dallo "Scoglio delle Metamorfosi", si trovano "Le Dimore degli Dei", una struttura sconfinata il cui limite destro si potrebbe far coincidere con il Baratro: grandioso avancorpo che scende dalla Val di Zocca. La struttura è caratterizzata alla sua sinistra da un enorme arco di pietra, lungo qualche centinaio di metri, e da una vasta estensione di placche alla sua destra.
Gli Dei non potevano scegliere posto migliore per stabilirvi le loro dimore, riuscendo da queste a controllare i movimenti di tutti i mortali. Un tempo luogo di baccanali e di gran fermento, qui si decideva il destino degli uomini e degli animali, della terra e dell'universo intero; qui si svolgevano i sacri corteggiamenti, i regali banchetti, gli intrighi e le altissime vendette. Ora la presenza degli Dei si è fatta più discreta, tant'è che ad un visitatore poco sensibile potrebbe perfino sfuggire la loro trasparente presenza.
Un contatto con le Divinità lo stabilirono senza dubbio Ivan Guerini e Mario Villa che, in un ormai storico week-end di aprile del 1976, tracciarono il primo itinerario della struttura, denominato "Il Risveglio di Kundalini", dedicato al Dio orientale della vitalità onirica."
Attacco, Descrizione della via
Giungendo da Colico oltrepassare la città di Morbegno
senza mai abbandonare la strada provinciale 38. Ad un certo
punto la strada oltrepasserà il fiume Adda e piegherà
nettamente verso destra. Appena oltrepassato il ponte (3
arcate di cemento bianco) svoltare
a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Masino. Seguire
la strada locale 404 per circa 8 Km. fino a giungere al paese
di San Martino. Proseguire prestando attenzione ai cartelli
che indicano la Val di Mello. Dopo qualche tornante dovrete
svoltare a destra e percorrere la piccola strada per circa 2
Km. Arriverete così ad un posteggio oltre il quale è impossibile proseguire in macchina.
Qui imboccare il sentiero che attraversa tutta la Val di Mello.
Superare la contrada "Cà di Carna" e il "Bidè della Contessa"
(una grossa e profonda pozza d'acqua posta in corrispondenza di un grande masso). Prima di giungere alla contrada "Cascina Piana" dove c'è anche il
rifugio Luna Nascente il sentiero supera con un ponte un piccolo
corso d'acqua. Immediatamente dopo sulla sinistra (cartello che
vieta di calpestare i prati) una piccola traccia attraversa il
pascolo e sale in direzione delle sovrastanti placche.
Seguire dunque la traccia fino quando piega decisamente a
destra giungendo al settore "Le Dimore degli Dei" (qualche ometto lungo il tracciato).
Prima che il sentiero perde leggermente quota è possibile salire
a sinistra alcuni metri tra rocce ed erba raggiungendo un comodo
ripiano con pianta per attrezzare la sosta. Osservando sotto al
sovrastante tetto si possono notare dei cordini.
1° tiro:
salire la fessura-diedro di sinistra sino al suo termine facendo attenzione a non smuovere la grande lama appoggiata. Raggiunta la fessura orizzontale traversare verso destra, superare un alberello e continuare sino a raggiungere una fessura verticale
che si segue alcuni metri fino alla sosta, situata sotto il tetto che porta il nome di "Ala di Pipistrello".
40 Mt., V°+, V°, IV°, 1 clessidra con cordini.
2° tiro:
spostarsi a sinistra della sosta e iniziare a traversare sotto il tetto sino al suo termine, proseguire in obliquo lungo una fessura sino a raggiungere degli alberelli dove si sosta. 40 Mt., VII°- oppure IV°+
e A0, V°-, IV°, 4 chiodi, 1 clessidra con cordone.
3° tiro:
probabilmente il tiro più bello della via. Salire la fessura denominata "La serpe fuggente"
completamente da proteggere con friend medi (1-2 camalot) sino a raggiungere la sosta (presenza
di 2 soste poco distanti tra loro).
40 Mt., V°+, IV°, V°, 3 friend incastrati.
4° tiro:
portarsi verso l'evidente camino di sinistra. Piazzare subito
un friend grosso (almeno 3 camalot) nel fondo, poi iniziare a
salire stando però all'esterno, con dei passi in placca ed altri
in spaccata. Impossibile proteggere per i successivi 7/8 Mt.
Raggiungere la pianta soprastante, proseguire con un passo in placca e poi per terreno semplice sino ad un albero con dei cordini proprio sotto l'inizio dell'arco.
50 Mt., VI°-, V°, III°.
5° tiro:
Guerini e
Villa durante l'apertura obliquarono verso destra in direzione delle piante che formano il "Bosco dei Folletti" e li bivaccarono: "Volevo godermela il più a lungo possibile" dirà Guerini
qualche anno dopo, sintetizzando con la solita efficacia la sua
nuova filosofia.
Oggi la maggior parte delle cordate sale lungo l'arco per circa
40 metri e poi traversano a destra lungo placche.
Dalla sosta ci si sposta un poco a destra e si risale il diedro
(VI°) fino ad un comodo terrazzino con 3 chiodi di sosta.
Noi, non abbiamo seguito il diedro perché occupato da altra
cordata, ma bensì la lama un po' erbosa più a destra,
raggiungendo comunque la stessa sosta.
40 Mt., III°+, IV°+, V°.
6° tiro:
salire lungo l'arco sfruttando l'evidente fessura sino a raggiungere un chiodo con cordino. Qui
abbandonare l'arco ed iniziare a traversare verso destra
abbassandosi leggermente fino a raggiungere una leggera fessura
con un po' di erba ed un piccolo ginepro. Oltre il ginepro si
trovano 2 chiodi di sosta un po' precari. 45 Mt., V°, IV°, 2 chiodi
(1 con cordino).
E' possibile proseguire lungo l'arco fino a dei cordini con
maglia rapida, da qui ci si cala circa 10 Mt. e ci si sposta un
poco a destra raggiungendo la sosta sopracitata.
7° tiro:
continuare la
traversata verso destra sino al termine delle placche ove si risale qualche metro
per terreno semplice sino a raggiungere un terrazzino dove si sosta
su pianta. 45 Mt., III°, IV°, 3 chiodi.
8° tiro:
salire la placca piegando verso destra sino ad un muretto verticale, superarlo sfruttando uno spuntone orizzontale. Traversare poi verso destra sino a degli alberi dove si sosta. 40 Mt., V°-, IV°-,
3 chiodi.
9° tiro:
altro tiro della via indubbiamente molto bello. Salire la placca puntando allo spigolo, girarlo e seguire la fessura
(massima esposizione) sino ad un diedro che si supera con un
passo decisamente verticale. Spostarsi a sinistra e salire la
placca appoggiata fino a raggiungere i 4 chiodi di sosta. 35 Mt., V°+, VI°,
6/7 chiodi (2 dei quali con altro chiodo a lato per eventuale
sosta di emergenza).
10° tiro:
traversare verso destra prima su placca poi seguendo una fessura, girare lo spigolo e salire sino al "Bosco Incantato" dove si sosta.
35 Mt., IV°+, V°, IV°, 3 chiodi.
Discesa
Dal termine della via seguire le tracce a sinistra sino ad incrociare il sentiero che discende dallo "Scoglio della Metamorfosi e dalla sovrastante Val Qualido e che conduce nuovamente al sentiero 20 e quindi al parcheggio.
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| Note |
| Numerose cordate, al termine della via, sono solite salire sino al settore denominato "Lo Scoglio della Metamorfosi" e attaccare una delle più belle vie della valle: "Luna Nascente". Tale concatenamento porta il nome di "KundaLuna". |
| Commenti vari |
| Durante la salita abbiamo avuto modo di conoscere Andrea e Luigi, due ragazzi di quindici e diciassette anni, future promesse dell'alpinismo (anche se loro oggi lo ignorano) che si destreggiavano sulle placche come dei piccoli folletti... |
| Altre ripetizioni |
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La via è stata ripetuta il durante un'uscita del Corso di Roccia 2008 della Scuola d'Alpinismo Valle Seriana. |
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A sinistra Luca sotto all' "Ala di pipistrello" e a destra
inseguendo la "Serpe fuggente" |
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Posizionando il friend all'inizio del quarto tiro |
Fabio e Matteo all'inizio del quinto tiro |
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Fabio sulla sesta lunghezza |
L'estetico traverso della settima lunghezza |
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A sinistra Fabio e a destra Bertoldo in uscita dal nono tiro |
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Da sx Luigi, Andrea, Fabio, Matteo e
Luca nel bosco incantato |
Schema della via (foto del 7 ottobre) |
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