Scoglio della Metamorfosi - Via Luna Nascente

Zona Montuosa Alpi Retiche Località di partenza San Martino - Val di Mello (SO)
Quota Partenza 1075 Mt. Quota di arrivo 1715 Mt.
Dislivello totale +410 Mt. per l'attacco
+230 Mt. la via (345 lo sviluppo)
Data di uscita 05/11/2006
Ore di salita

1 h. 20' per l'attacco
5 h. la via

Ore di discesa 1 h. 40'
Sentieri utilizzati

n. 20

Giudizio sull'ascensione Stupenda
Sass Balòss presenti Luca, Bertoldo Difficoltà VII°/VI° e A1
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Il tempo durante tutta la giornata è stato splendido anche se le temperature erano un poco rigide specialmente verso mezzogiorno quando s'è alzato un forte vento. Il sentiero che conduce all'attacco è piuttosto evidente (se non è ricoperto da foglie di faggio appena cadute).
L'arrampicata avviene su ottimo granito.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata. Fare attenzione alle ultime due lunghezze perché quasi totalmente improteggibili.
Presenza di acqua
Lungo il percorso in corrispondenza dell'abitato "Cà di Carna".
Punti di appoggio
Verrebbe da scrivere nessuno perché il rifugio Luna Nascente non sembra affatto un rifugio ma un'osteria...
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito da arrampicata. Cordini necessari per le soste. Portare numerosi friend di varie misure per integrare (fino al n°2 Camalot, n°4 o 5 utili solo nel sesto tiro).

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
Diverse guide d'arrampicata che riportano la relazione di "Luna Nascente" si limitano a dire che si tratta di una linea di salita stupenda. Ritengono infatti che ulteriori commenti siano superflui, anzi, che non sia possibile commentare con le parole la bellezza di questa via.
L'itinerario è molto logico e regala certamente numerose soddisfazioni a chi lo ripercorre. Trattandosi di un'arrampicata in fessura la via risulta molto proteggibile con friend (e nut). La seconda lunghezza è ben chiodata, nelle altre si trovano pochi chiodi, e le ultime due si svolgono in placca e sono praticamente improteggibili. Tutte le soste sono attrezzate con 2 o più chiodi, spesso già collegati da cordini e a volte con la presenza di un anello per la calata.
L'apertura della via risale al 3 settembre 1978 e i suoi apritori sono nomi ben noti... Antonio Boscacci, Mirella Ghezzi, Graziano Milani.
Attacco, Descrizione della via
Giungendo da Colico oltrepassare la città di Morbegno senza mai abbandonare la strada provinciale 38. Ad un certo punto la strada oltrepasserà il fiume Adda e piegherà nettamente verso destra. Appena oltrepassato il ponte (3 arcate di cemento bianco) svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Masino. Seguire la strada locale 404 per circa 8 Km. fino a giungere al paese di San Martino. Proseguire prestando attenzione ai cartelli che indicano la Val di Mello. Dopo qualche tornante dovrete svoltare a destra e percorrere la piccola strada per circa 2 Km. Arriverete così ad un posteggio oltre il quale è impossibile proseguire in macchina.
Qui imboccare il sentiero che attraversa tutta la Val di Mello. Superare la contrada "Cà di Carna" e in corrispondenza del "Bidè della Contessa" (una grossa e profonda pozza d'acqua posta in corrispondenza di un grande masso) prendere un sentiero sulla sinistra che conduce dapprima alla struttura "Sarcofago" e successivamente alla cascata delle Sponde del Qualido. Dopo aver attraversato il corso d'acqua il sentiero s'appresta a salire sino a raggiungere il grande bosco situato alla sommità della struttura denominata "Dimore degli Dei". Il sentierino si snoda lungo il bosco e conduce alla base dello "Scoglio della Metamorfosi". Costeggiarlo verso destra (viso a monte) sino a raggiungere un canale. Qui si noterà una grotta; l'attacco è alla sua destra in corrispondenza di una pianta.

1° tiro:
salire appena a destra della grotta puntando ad un piccola fessura obliqua dov'è presente un vecchio chiodo e poco più sopra un nut incastrato. Dopo aver vinto l'ostico passaggio innalzarsi alcuni metri lungo un facile camino sino a raggiungere la sosta che si effettua su spuntone (numerosi cordini con anello di calata). 20 Mt., V°, VII° o VI°+ e A1, V°, 1 chiodo, 1 nut incastrato.

2° tiro:
dalla sosta portarsi nello stretto camino a sinistra formato da una grossa lama denominata "La Porta del Cielo". Non salire in verticale perché si tratta della prima lunghezza di "Polimagò", ma obliquare a destra fino a raggiungere un tetto sotto il quale scorre una netta fessura. Con l'aiuto di quest'ultima traversare a destra fino al termine del tetto, indi proseguire in verticale per pochissimi metri raggiungendo così la sosta (chiodi+dado con coordini). 20 Mt., V°+, VII°- o VI° e A0, V°+, 5 chiodi.

3° tiro:
salire in verticale lungo la fessura sino al suo termine, indi traversare verso destra sino alla sosta (2 chiodi con cordini) che è posta su di un terrazzino in corrispondenza dello spigolo della parete. 40 Mt., V°+, IV°+, 1 chiodo, 1 dado incastrato.

4° tiro:
puntare a degli evidenti cordini posizionati qualche metro sopra la sosta, indi seguendo la fessura obliquare verso destra per poi riprendere a salire fino alla sosta (2 chiodi con cordini). 40 Mt., V°+, VI°, cordini su spuntone, 1 clessidra, 3 chiodi.

5° tiro:
ancora lungo la fessura per qualche metro, poi si traversa a destra passando sotto uno strapiombo ed infine si riprende a salire in verticale sino alla sosta (3 chiodi con cordini). 40 Mt., V°+, VI°-, 1 chiodo, 1 friend incastrato.

6° tiro:
seguire la fessura sino a quando è possibile traversare a sinistra (puntare ai cordini a sinistra e non a quelli più alti). Scendere per qualche metro grazie ad una lama, aggirarla e risalire l'ampia fessura sino alla sosta (2 chiodi). Quest'ultimo tratto (25 Mt. circa) è proteggibile solo con friend grossi (4 o 5 Camalot). Poco prima della sosta esce il famoso traverso di "Polimagò".
45 Mt., VI°, V°+, V°, 2 chiodi vicinissimi, 1 sosta intermedia con cordini.

7° tiro:
seguire la fessura (che ad un certo punto diviene molto piccola) sino a raggiungere la sosta (3 chiodi) in corrispondenza di un alberello rinsecchito. 50 Mt., IV°+, V°.

8° tiro:
dalla sosta salire la placca soprastante stando leggermente a sinistra, nel centro della colata nera. Qui è presente un chiodo insicuro, comunque non visibile dal basso. Continuare a salire obliquando a sinistra, poi percorrere gli ultimi metri in verticale fin poco sotto un lungo tetto. Da qui, mediante rocce molto lavorate, è facile traversare verso sinistra raggiungendo la fine del tetto dove si sosta su 2 chiodi. 45 Mt., III°+, IV°+, 1 passo di V°+, IV°+, 1 chiodo.

9° tiro:
dalla sosta salire in verticale sino ad incontrare terreno più semplice. Obliquare poi a sinistra raggiungendo le piante sommitali. Attrezzare la sosta su un albero. 45 Mt., IV°+, IV°, III°, II°.
Discesa
Seguire la traccia di sentiero che sale lungo il bosco sino a raggiungere un terreno adagiato (che in estate viene utilizzato per pascolo) quindi imboccare il canale di discesa che è segnalato con dei grossi massi. Scendere facendo attenzione ai diversi passi esposti ma mai difficili (alcuni anche su roccia) sino a pervenire all'attacco della via e da qui al parcheggio mediante il sentiero percorso durante l'avvicinamento. Durante il primo tratto in salita fate attenzione a non uscire dalla traccia principale!

Note

Un particolare accesso consiste nel salire la via "Il Risveglio di Kundalini" alle "Dimore degli Dei"... tale concatenamento porta il nome di "KundaLuna".

   

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 Primi segni di ghiaccio lungo il sentiero di accesso

L'attacco della via con, a sinistra, "la porta del cielo"

   

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Bertoldo sulla prima lunghezza

Luca sul terzo tiro

   

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 Luca sul quarto tiro

Bertoldo sul quinto tiro

   

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 La fessura del sesto tiro, proteggibile solo con friend grossi

Gli ultimi metri del settimo tiro

 

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Luca e Matteo a fine via, sullo sfondo il Qualido