| Descrizione
generale
Dalla guida "Vie di roccia e grotte dell'Alto Garda":
"Il Monte Stivo col suo versante ovest dolcemente inclinato verso il pittoresco paese di Bolognano, offre per l'escursionista interessantissimi itinerari che si snodano fra boschi e prati ricchi di una flora montana di prim'ordine. Meta principale di tutti questi sentieri è il Rifugio Prospero Marchetti della SAT di Arco, situato una cinquantina di metri sotto la cima dello Stivo che a ragione è considerata la cima più bella del Basso Sarca per il suo vastissimo panorama che spazia su un'area vastissima che va dalla pianura alle cime dell'Austria. Ma non solo il tranquillo escursionista trova qui il suo paradiso, anche il rocciatore in cerca di novità sull'isolata e assolata parete del 'Pezol' può trovare una buona palestra per salite su una grigia roccia calcarea. La parete, ben visibile dalla valle, è un po' svilita dalla abbondante presenza di arbusti che a questa modesta altezza crescono numerosi".
Il primo ad aprire itinerari d'arrampicata sulla parete sud del Pezol fu Enrico Leonardi che nel 1974 tracciò tre diversi itinerari: La via del Diedro, la Dante Dassati (con Marco Vecchi) e la via della Parete Sud (con Mario Morandini).
La via Claudia 22 è stata aperta da
Günther Kuen e Max Röck nel 2022 e si snoda lungo la parete sud superando placche ben protette a fix.
La via è stata percorsa con poco tempo a disposizione e abbiamo concatenato quasi tutti i tiri.
Attacco, descrizione della via
Da Arco imboccare la strada statale n. 240dir che sale verso Nago; raggiunta la frazione di Bolognano svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il monte Velo. Imboccare la strada provinciale n. 48, superare la frazione di Gazzi e i successivi tornanti. Ignorare un tornante verso destra dove, nei pressi della curva, è presente una sbarra e continuare, superando altri tornati, fino ad arrivare ad un altro tornante, sempre verso destra, con una sbarra. Qui è presente una palina CAI con la scritta "Ir". Parcheggiare a fianco della strada (pochi posti disponibili).
Oltrepassare la sbarra e continuare lungo la sterrata fino ad incontrare sulla sinistra un grosso masso con un bollo rosso (e un bollo molto piccolo azzurro). Qui prendere la traccia verso sinistra che scende e che in breve conduce alle pareti.
Ignorare gli attacchi delle vie e percorrere il sentiero in salita (imboccando la piccola traccia in discesa si raggiunge la parete dell'Ir, dove corre la via del Gufetto). Raggiunto un nuovo bivio nei pressi di una falesia (visibili diverse corde fisse sulla destra) imboccare il sentiero di sinistra (piccolo bollo azzurro) ignorando quello destra, in salita (è la nostra discesa).
Continuare lungo il bosco sino a raggiungere un piccolo slargo. Qui piegare a destra e continuare seguendo i piccoli bolli blu che ad un certo punto abbandonano il sentiero principale (fare molta attenzione alle deviazioni). La traccia conduce proprio di fronte alla parete che è facilmente riconoscibile per via del grande diedro/canale che la divide all'incirca a metà. La via corre sulla fascia di destra. Abbandonare la traccia principale e salire in direzione della parete fino all'attacco della via Cercando la Trincea (scritta azzurra e clessidra con cordone). Seguire la traccia verso destra fino a raggiungere l'attacco (scritta rossa "Claudia 22"). Poco oltre si trovano le vie: della Clessidra e Ciao Rita 2.3.22.
1° tiro:
salire la placca appoggiata e portarsi alla base del muro verticale. Ignorare la sosta e salire alla sua destra lungo un muro più articolato, compiendo un breve obliquo a destra. La sosta (2 fix+cordone+maglia rapida) si trova su di un comodo terrazzino. 45 Mt., 5a, qualche passo di 5b, 4 clessidre con cordone, 4 fix.
2° tiro:
alzarsi sopra la sosta superando un passo in strapiombo. Proseguire in obliquo verso destra lungo una placca lavorata fin sotto a un muretto verticale, oltre il quale si trova un sosta (2 fix+cordone+maglia rapida). Ignorarla e salire alla sua destra lungo una fessura/diedro con alcuni passi delicati. 55 Mt., 5a, qualche passo di 5b, 12 clessidre con cordone, 2 fix, 1 pianta con cordone, 1 sosta intermedia (2 fix+cordone+maglia rapida).
3° tiro:
alzarsi in verticale lungo la placca e compiere un leggero spostamento a destra per poi riprendere a salire in verticale. Ignorare la sosta (2 fix+cordino+maglia rapida) e continuare a salire per terreno più semplice spostandosi a destra e riprendendo poco dopo a salire
in verticale fino alla sosta (2 fix+clessidra+2 cordoni). 55 Mt., 4c, 1 pianta con cordone, 6 fix, 8 clessidre con cordone, 1 sosta intermedia (2 fix+cordino+maglia rapida).
4° tiro:
salire il facile muretto sopra la sosta e raggiunta una terrazza, seguire la traccia verso destra, che conduce alla base del pilastrino finale. Si sosta alla base delle rocce (scritta rossa "Claudia"). Sulla sinistra corre la via Cercando la Trincea.
20 Mt., 3c, 1 clessidra con cordone, 1 pianta con cordone.
5° tiro:
alzarsi in verticale lungo il diedrino e traversare a destra. Continuare lungo le placche fino a raggiungere la sosta (2 fix). Ignorarla e continuare lungo l'evidente corridoio di rocce fino alla sosta (2 fix+libro di via). 45 Mt., 4c, II, 2 fix, 5 clessidre con cordone.
Da questo punto è possibile prendere la traccia di rientro, che si stacca sulla sinistra e che sale alla sommità del dosso (soluzione da noi adottata), oppure prendere verso destra, compiere un lungo spostamento e salire un'ultima lunghezza di corda (25 Mt., 4c, 5 fix, 2 clessidre con cordone).
Discesa
Dalla S5, proseguire lungo la traccia di sentiero di sinistra fino a raggiungere la sommità di un dosso (grande traliccio). Imboccare il sentiero che scende verso destra (presente qualche breve tratto attrezzato)
fino ad una deviazione (palina "Garda Trek"). Prendere a sinistra (ometto) ricongiungendosi col tracciato dell'avvicinamento
e, mediante questo, tornare all'auto. |