Parete di Pezol - Via Dante Dassati

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località  di partenza Loc. Bolognano - Arco (TN)
Quota partenza 475 Mt. circa Quota di arrivo 720 Mt. (sommità del dosso)
Dislivello totale

-15/+70 Mt. per l'attacco
+160 Mt. la via (195 lo sviluppo+20 alla sommità)

Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 30' per l'attacco
2 h. 40' la via
Ore di discesa

30'

Esposizione Sud Giudizio sull'ascensione Discreta
Data di uscita 15/10/2023 Difficoltà VI+/ V+, A0
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Ivan.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata con cielo coperto ma con temperature gradevoli che ci hanno permesso di arrampicare in maniche corte. I sentieri che si percorrono sono evidenti; la roccia è ottima lungo tutto l'itinerario.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Portare una serie di friend per integrare.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Dalla guida "Vie di roccia e grotte dell'Alto Garda":
"Il Monte Stivo col suo versante ovest dolcemente inclinato verso il pittoresco paese di Bolognano, offre per l'escursionista interessantissimi itinerari che si snodano fra boschi e prati ricchi di una flora montana di prim'ordine. Meta principale di tutti questi sentieri è il Rifugio Prospero Marchetti della SAT di Arco, situato una cinquantina di metri sotto la cima dello Stivo che a ragione è considerata la cima più bella del Basso Sarca per il suo vastissimo panorama che spazia su un'area vastissima che va dalla pianura alle cime dell'Austria. Ma non solo il tranquillo escursionista trova qui il suo paradiso, anche il rocciatore in cerca di novità sull'isolata e assolata parete del 'Pezol' può trovare una buona palestra per salite su una grigia roccia calcarea. La parete, ben visibile dalla valle, è un po' svilita dalla abbondante presenza di arbusti che a questa modesta altezza crescono numerosi".
Il primo ad aprire itinerari d'arrampicata sulla parete sud del Pezol fu Enrico Leonardi che nel 1974 tracciò tre diversi itinerari: La via del Diedro, la Dante Dassati (con Marco Vecchi) e la via della Parete Sud (con Mario Morandini).
La via Dante Dassati fu salita con Marco Vecchi l'11 agosto 1974; in seguito all’apertura la via cadde nel dimenticatoio nonostante la relazione fu pubblicata sulla guida “Vie di roccia e grotte dell’Alto Garda” (Giuliano Emanuelli e Sergio Calzà – SAT di Arco, 1983). Tra il 2018 e il dicembre 2020, Heinz Grill, Florian Kluckner, Andrea Farneti e Sandra Schieder hanno compiuto un grande lavoro di pulizia e tracciato una variante d’uscita (oggi comunemente seguita) che ha reso l’itinerario più omogeneo.
Attacco, descrizione della via
Da Arco imboccare la strada statale n. 240dir che sale verso Nago; raggiunta la frazione di Bolognano svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il monte Velo. Imboccare la strada provinciale n. 48, superare la frazione di Gazzi e i successivi tornanti. Ignorare un tornante verso destra dove, nei pressi della curva, è presente una sbarra e continuare, superando altri tornati, fino ad arrivare ad un altro tornante, sempre verso destra, con una sbarra.
Qui è presente una palina CAI con la scritta "Ir". Parcheggiare a fianco della strada (pochi posti disponibili).
Oltrepassare la sbarra e continuare lungo la sterrata fino ad incontrare sulla sinistra un grosso masso con un bollo rosso (e un bollo molto piccolo azzurro). Qui prendere la traccia verso sinistra che scende e che in breve conduce alle pareti. Ignorare gli attacchi delle vie e percorrere il sentiero in salita (imboccando la piccola traccia in discesa si raggiunge la parete dell'Ir, dove corre la via del Gufetto). Raggiunto un nuovo bivio nei pressi di una falesia (visibili diverse corde fisse sulla destra) imboccare il sentiero di sinistra (piccolo bollo azzurro) ignorando quello destra, in salita (è la nostra discesa).
Continuare lungo il bosco sino a raggiungere un piccolo slargo. Qui piegare a destra e continuare seguendo i piccoli bolli blu che ad un certo punto abbandonano il sentiero principale (fare molta attenzione alle deviazioni). La traccia conduce proprio di fronte alla parete che è facilmente riconoscibile per via del grande diedro/canale che la divide all'incirca a metà. La via corre sulla fascia di destra. Abbandonare la traccia principale e salire in direzione dell'attacco della via Cercando la Trincea (scritta azzurra e una clessidra con cordone). Circa 10 metri più a sinistra si trova l'attacco della via Dante Dassati. Sulla fascia sinistra della parete corre la via Sulle Pance di Pezol. Percorrendo la traccia di destra si raggiungono le vie: Claudia 22, della Clessidra e Ciao Rita 2.3.22.

1° tiro:
salire in verticale lungo il pilastro compiendo un piccolo spostamento a destra per evitare uno strapiombino. Riportarsi a sinistra e guadagnare la sosta (fix con anello+clessidra con cordone) posta leggermente sulla sinistra. 25 Mt., V, IV, 5 clessidre con cordone.

2° tiro:
spostarsi a destra, rimontare il pilastro e vincere la bella placca compatta. Rocce più semplici e lavorate consentono di raggiungere la sosta (fix con anello+clessidra con cordone). 30 Mt., VI oppure V+ e A0, IV+, 1 fix, 7 clessidre con cordone.

3° tiro:
spostarsi a destra della sosta e rimontare la placca. Vincere lo strapiombino e proseguire per rocce più semplici dapprima a sinistra e poi a destra. Un muretto verticale precede la sosta (fix+fix con anello), che è leggermente spostata sulla destra. 30 Mt., IV, V+ oppure A0, IV, IV+, 3 clessidre con cordone, 1 cordone su pianta, 1 chiodo.

4° tiro:
salire la spaccatura a destra della sosta e doppiare uno spigolino. Salire il camino stando dapprima sulla parete di sinistra. La sosta (fix con anello+clessidra con cordone) si trova alla base di una fessura verticale. 20 Mt., IV, V-, 4 clessidre con cordone.

5° tiro:
la via originale prosegue a destra. Salire in verticale inizialmente lungo la fessura e poi sfruttando la parete alla sua destra. Raggiunta una cornice, spostarsi a sinistra e salire la placca. Traversare verso destra e sostare (2 clessidre con cordoni poco visibili) sotto una fascia strapiombante. 20 Mt., VI- oppure V+ e A0, V, 1 chiodo, 3 clessidre.

6° tiro:
salire a destra della sosta superando uno strapiombino faticoso. Continuare lungo la placca dapprima in verticale e poi spostandosi leggermente a sinistra, sfruttando alcune fessure superficiali. La sosta (2 fix di cui 1 con anello) si trova sul limite destro di un terrazzino. 30 Mt., VI+ oppure A0, V+, IV, V-, 2 fix, 5 clessidre con cordone.

7° tiro:
traversare verso sinistra e rimontare la parete. Proseguire lungo un vago canale verificando bene le prese e gli appoggi. In breve si esce dalla parete e si raggiunge un boschetto, dove si sosta (albero). 40 Mt., IV, IV+, III, II, I, 1 fix, 5 clessidre con cordone.

Discesa
Se si vuole, si può percorrere la traccia verso destra e raggiungere l'ultima lunghezza della Via Cercando la Trincea (30 Mt., V+, VI). Diversamente salendo per facili balze si raggiunge la sommità di un dosso (grande traliccio). Imboccare il sentiero che scende verso destra (presente qualche breve tratto attrezzato) fino ad una deviazione (palina "Garda Trek"). Prendere a sinistra (ometto) ricongiungendosi col tracciato dell'avvicinamento e, mediante questo, tornare all'auto.

Note
Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali. Da evitare il periodo estivo.
   

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Primo tiro: Ivan sta per raggiungere Will in sosta Il pilastro del secondo tiro
   

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Ivan sui primi metri di L4

Ivan

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La Parete di Pezol con i tracciati delle vie:
Sulle Pance di Pezol, Dante Dassati, Cercando la Trincea, Claudia 22, della Clessidra e Ciao Rita 2.3.22