Torre Grande di Falzarego - Via Dibona

 
Zona montuosa Dolomiti - Gruppo di Fanis Località di partenza Passo Falzarego (BL)
Quota partenza 2054 Mt. Quota di arrivo 2500 Mt.
Dislivello totale

+146 Mt. per l'attacco
+300 Mt. la via (390 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 412
Ore di salita

30' per l'attacco
4 h. 30' la via

Ore di discesa 45'
Esposizione Sud-est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 25/06/2008 Difficoltà V+/V, A0
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Durante tutta la salita il meteo è stato buono. Il sentiero che conduce all'attacco è ben segnalato ed evidente; quello di discesa necessita di qualche attenzione poiché richiede un tratto d'arrampicata (eventuale doppia). La roccia in via è generalmente ottima.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
Nessuna.
Punti di appoggio
Al parcheggio c'è il rifugio Col Gallina e il bar-ristorante Strobel.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Tradizionale da arrampicata. Portare qualche cordino per le clessidre e friend per integrare.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Itinerario aperto da Angelo Dibona, Ignazi
o Dibona e G. De Stefani il 3 settembre 1934. In via sono presenti diversi chiodi e clessidre. E' una classica della zona, molto ripetuta, per cui non è raro trovare altre cordate all'attacco.
AGGIORNAMENTO 2019: ci hanno segnalato che alcune vecchie soste sono state riviste ed attrezzate con fittoni resinati. Vedi note a fine relazione.
Attacco, descrizione della via
Da Cortina d'Ampezzo si sale la strada statale 48 che conduce al Passo Falzarego fino a circa 1 Km. sotto il passo in località "Pian del Menìs". Sulla sinistra c'è il rifugio "Col Gallina" e sulla destra il ristorante "Strobel". Di fronte al ristorante c'è ampia possibilità di posteggio.
Dal piazzale si sale in direzione delle Torri seguendo il sentiero che inizia a fianco del ristorante (non numerato ma segnalato con bolli rossi e bianchi) per circa 15' fino ad incrociare una vecchia strada di guerra oggi sentiero C.A.I. n. 412.
Seguire questo sentiero pianeggiante verso destra per un centinaio di metri fino al vecchio ospedale militare.
Da qui la parete è ben visibile: si prosegue per traccia in salita lungo un ghiaione puntando alla base di un evidente diedro inciso da una fessura. Alla base della fessura, sulla sinistra, c'è un anello cementato (appena a sinistra dell'attacco, su di una parete nera c'è una via a fix).

1° tiro:

salire il diedro sino al suo termine dopodiché si prosegue superando i vari risalti di erba e roccia sino a raggiungere la sommità di un pilastrino dove si sosta (1 anello cementato). 40 Mt., IV, III+, 3 anelli cementati.

2° tiro:
obliquare a sinistra in direzione del canale. Prima di raggiungerlo superare la paretina molto verticale (presenti 2 spit di un'altra via) e proseguire per una rampa che sale in obliquo verso destra sino a raggiungere la sosta (2 anelli cementati).
25 Mt., IV, III, 1 anello cementato, 2 spit vicini.

3° tiro:
proseguire verticalmente sopra la sosta puntando direttamente ad un diedro che si segue sino a quando sulla destra è possibile seguire delle facili rocce che conducono alla sosta (1 chiodo+1 anello cementato). 40 Mt., IV, III, 2 chiodi, 1 clessidra.

4° tiro:
la via originale a questo punto obliqua verso destra lungo un canalino che porta oltre uno spigolo oltrepassato il quale si sale dritti per erba e roccette fino alla sosta successiva (1 anello cementato). 25 Mt., III. Noi invece abbiamo, involontariamente percorso una variante: salire la placca sopra la sosta entrando nel canale a sinistra. Seguirlo fino al suo termine uscendo su una terrazza erbosa. Costeggiando la parete si giunge alla sosta (1 chiodo a pressione+1 clessidra). 40 Mt., IV+, IV, I, 1 chiodo, 4 clessidre con cordoni.

5° tiro:
se avete scelto di percorrere la via originale ora dovrete superare una placca stando a sinistra dello spigolo. Dopo i primi metri più ripidi le difficoltà calano e si prosegue lungo rocce erbose sino a raggiungere la sosta (1 chiodo+1 clessidra). 35 Mt., IV, II. Per i temerari che hanno scelto di seguire la 'nostra' variante... superare con arrampicata tecnica le rocce sopra la sosta piegando verso destra e raggiungendo così una corda fissa (si tratta di una possibilità d'uscita della via). Sosta su spit. Con un'altra lunghezza di corda scendere nel canale a destra della corda fissa sino a raggiungere la sosta (1 chiodo+1 clessidra). 35+30 Mt., V, IV+, 1 chiodo.

6° tiro:
salire la stupenda placca lavorata sopra la sosta dapprima piegando verso destra e successivamente riportandosi verso sinistra in direzione dello spigolo. Puntare poi ad un alberello secco poco prima del quale si sosta (1 chiodo+1 clessidra).
30 Mt., V-, IV+, diverse clessidre.

7° tiro:
traversare a sinistra per 6 metri. Raggiunta la base di una fessura verticale si sale qualche metro (chiodo con cordone) e si riprende a traversare a sinistra. Superato lo spigolo e raggiunta una nicchia gialla si sosta (1 spit). 15 Mt., V-, 1 chiodo, 1 clessidra.

8° tiro:
salire a sinistra della sosta superando uno strapiombino. Poi per un canale aperto si punta direttamente alla base della parete gialla che caratterizza gli ultimi metri prima della vetta. Quando il canale diviene più verticale una netta lama conduce sotto l'opprimente salto giallo dove si sosta (1 masso incastrato con cordoni). 30 Mt., IV+, IV.

9° tiro:
lunghezza molto impegnativa. Salire la spaccatura (a tratti fessura e a tratti camino) formata dal pilastro giallo staccato sopra la sosta. Raggiunta la sommità con una spaccata ci si porta sulla parete principale e si supera la placca liscia raggiungendo così un piccolo ripiano dove si sosta (1 chiodo nuovo da integrare con friend 0.5 Camalot).
35 Mt., V, IV, V+ oppure V e A0, 5 chiodi (3 dei quali nel tratto di A0).

10° tiro:
proseguire stando a sinistra della profonda fessura. Man mano che si sale le difficoltà calano e la qualità della roccia peggiora. Sostare in cresta (1 anello cementato). 20 Mt., IV, II, 1 chiodo.

11° tiro:
per semplici rocce in direzione della vetta. Sosta da attrezzare. 50 Mt., I.
Discesa
La discesa avviene lungo la via Normale. Scendere verso nord (in direzione della Cima di Falzarego) lungo un canalino che porta alla forcella che divide la Torre Grande dalla Cima di Falzarego (I e II, presente qualche ancoraggio cementato). Da qui scendere verso sinistra (viso a valle - ovest) seguendo una traccia di sentiero e qualche ometto (passi di II).
Raggiunta la base dell'intaglio che divide le due torri seguire ancora il sentiero scendendo però a destra (ometto, viso a valle). Da qui in breve sarete sulla ex strada militare (sentiero 412) per poi imboccare il sentiero percorso durante l'avvicinamento che, se seguito a ritroso, permette di ritornare alla macchina.

Note

La nona sosta in teoria andrebbe fatta sulla cima del pilastro ancorati ad un chiodo. Oppure utilizzando anche quelli per il passo in A0 ma alquanto bruttini. Secondo noi molto più sicuro sostare sul terrazzino soprastante integrando il nuovo chiodo con un friend Camalot 0.5 molto stabile.
AGGIORNAMENTO 2019: Alessandro Spinelli ci ha segnalato che alcune vecchie soste sono state riviste ed attrezzate con fittoni resinati.
S7: 2 fittoni poco sopra al fix da noi segnalato;
S8: 2 fittoni;
S9: 2 fittoni e aggiunti anche 2 fittoni sul tratto di A0.

Commenti vari

Presente una possibilità di uscita a metà via. Dalla quinta sosta è possibile salire per il canale a sinistra (che noi abbiamo percorso in discesa per l'errore fatto su L4 ed L5) raggiungendo così una corda metallica. Seguendola si raggiunge l'intaglio tra la Torre Piccola e la Torre Grande. Da qui si scende nel canale tra le due torri fino ad incontrare il sentiero che scende dalla vetta della Torre Grande.

Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti nord-orientali vol.1 edita da ViviDolomiti.
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Un'esercitazione militare nei pressi dell'ex ospedale militare

Bertoldo sulla bellissima placca del sesto tiro

   

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Luca sulla settima lunghezza

Luca in sosta sotto il muro giallo finale

   

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Bertoldo impegnato sul tiro chiave della via

Luca sulla decima lunghezza

   

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Bertoldo sistema il materiale a fine via

Durante la discesa

   

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Le Torri di Falzarego con i tracciati della vie: Comici, Brandolin, Diretta Ghedina e Dibona.
Cerchiato in rosso il vecchio ospedale militare.