Monte Sodadura

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Pizzino - Valtaleggio (BG)
Quota partenza 910 Mt. Quota di arrivo 2010 Mt.
Dislivello totale 1100 Mt. Data di uscita 19/01/2017
Ore di salita 3 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n 150, 101, 120 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Sole e temperature miti fuori stagione hanno reso piacevole anche riposare qualche minuto sulla cima del Sodadura. Sentieri ben segnalati ed facilmente identificabili lungo tutto il percorso. Neve in limitate quantità fin dalla partenza. Il vento dei giorni precedenti ha creato zone di accumulo e zone quasi assenti da neve. Parte del tragitto si svolge su un ampia strada sterrata (ben innevata in questa occasione) che consente la salita ai Piani di Artavaggio anche ai fuoristrada dei rifugisti della zona.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Si può trovare da bere ai Piani di Artavaggio (circa 2 ore dalla partenza), presso alcuni rifugi aperti (Casari, Sassi Castelli). Più in alto si arriva al rifugio Nicola (che ho trovato aperto) e poco distante al rifugio Cazzaniga-Merlini (chiuso).
Punti di appoggio
I medesimi rifugi sopra citati. Lungo tutto il percorso è comunque possibile trovare riparo presso baite, baitelli, cascine, ruderi, rifugi e chi più ne ha più ne metta. Anche durante la discesa si può avere riparo presso il rifugio Gherardi e l'ex rifugio Battisti.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla. Per stare tranquilli, come sempre in inverno, portiamoci i ramponi.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Facile giro ad anello lungo un percorso tranquillo e con un limitato dislivello alla piramidale cima del Monte Sodadura. Ottima scelta in caso di forte innevamento, in quanto non si attraversano mai zone esposte o ripide. Panorama limitato durante la salita, ma molto ampio durante la seconda parte dell'escursione.
Descrizione percorso
Da San Giovanni Bianco in Val Brembana, si sale lungo la bellissima strada della Val Taleggio. Superata la zona degli orridi si continua fino a Taleggio e da qui si sale a Pizzino. Poco prima del caratteristico nucleo di case arroccate, si prende la strada asfaltata a destra che sale verso Quindicina, seguendo le indicazioni per il rifugio Gherardi. Lasciamo l'auto il più vicino possibile al bivio per la località Fraggio, a seconda delle condizioni di innevamento della strada stessa. Ideale è lasciare l'auto in corrispondenza del bivio che porta ai Piani di Artavaggio e da qui ridiscendere a piedi per un paio di centinaia di metri. Prendiamo l'evidente deviazione per Fraggio (indicata come "Sentiero Fraggio"). Percorriamo il piacevole sentiero nel bosco in leggera discesa fino al nucleo di poche case tipiche della valle, con tetto in piode. Qui troviamo anche la bella chiesetta dedicata a San Lorenzo. Per raggiungere le casette e la chiesa si deve fare une brevissima deviazione dal sentiero di circa 50 metri. Tornati sul sentiero principale, proseguiamo. Superiamo una bella cascina alla nostra destra e scendiamo fino ad un ponticello di metallo. Attraversiamo il torrente che scende dalla valle e deviamo subito dopo verso destra. Saliamo con regolarità nel bosco. Ad un certo punto, ignoriamo la deviazione verso sinistra per Reggetto (piccola località dalla quale si può salire fino al vicino e ben visibile Corno Zuccone). Proseguiamo in salita sul sentiero n. 150. Arriviamo ad un paio di cascine posizionate in una radura erbosa. Ancora una breve salita e poi affrontiamo un tratto meno ripido, quasi in falsopiano. Sotto di noi si estende una bella valletta puntinata da vecchie baite più o meno diroccate ed abbandonate. Scendiamo lungo un muretto a secco fino al centro della valletta e la attraversiamo risalendone l'altro versante fino ad incrociare una ampia strada sterrata. La seguiamo verso destra, per abbandonarla poco dopo salendo lungo un bel sentiero nel bosco indicato da una evidente freccia rossa su di una roccia. Più in alto rispuntiamo sulla strada sterrata che seguiamo verso destra in leggera salita. Questa è la strada che sale ai Piani di Artavaggio ed è percorsa da fuoristrada autorizzati fino ai rifugi più in alto. Lungo l'ampia strada superiamo una grande cascina in mezzo ad un ampio prato. Inizia ora una serie di ampi tornanti con i quali si guadagna lentamente quota. I Piani di Artavaggio sono ancora lontani, ma la strada per raggiungerli è comoda e tranquilla. Finalmente, ad un certo punto, si ha una bella vista sul Monte Sodadura e la costiera che prosegue fino alla Bocchetta Regadur che ci allieta lungo il cammino. Giunti presso la Baita Piazza Cavalli (con vendita di formaggi e latticini), la pendenza diminuisce ulteriormente. Pochi minuti e arriviamo al cospetto del grande edificio Albergo Sciatori all'inizio dei Piani di Artavaggio (2 ore dal parcheggio). Ignoriamo il sentiero verso il rifugio Sassi Castelli e quello verso Avolasio per proseguire verso una chiesetta dalle linee moderne ed il sentiero per i rifugi Nicola e Cazzaniga. Superiamo una palina con le indicazioni dei rifugi suddetti, il Monte Sodadura (dato ad 1 ora di cammino) la quota dei Piani di Artavaggio (1644 Mt.) e il sentiero n. 101 per il rifugio Gherardi. Seguiamo per il Nicola. Su comoda e regolare strada sterrata guadagniamo quota passando accanto a numerosi edifici privati. Bella anche la vista sulle Grigne. Finalmente eccoci al rifugio Nicola (2 h. 30' dalla partenza). Dal rifugio andiamo verso destra. Godiamoci il panorama verso lo Zuccone Campelli. Arrivati ad una palina, abbandoniamo il sentiero verso la Bocchetta di Regadur n. 101) e seguiamo le indicazioni per il piramidale Monte Sodadura (indicato a 20 minuti) verso destra. Con una ripida salita tra erba e qualche semplicissimo gradino di roccia (a tratti un poco esposto) lungo la cresta est, si arriva sull'ampia cima del Monte Sodadura, dove è posta una bella Madonnina ed una croce in ferro. Ampissimo e molto bello il panorama a 360 gradi.
Discesa
Seguiamo ora la ripida ma facile discesa lungo l'ampia cresta ovest che punta in direzione della Bocchetta Regadur. Arrivati ai piedi della discesa, proseguiamo verso destra lungo il sentiero n. 101 che con una bella serie di saliscendi ci conduce senza nessun problema alla Bocchetta Regadur (meno di 30 minuti dalla cima). Da qui, scendiamo verso destra lungo il comodo sentiero n. 120 per il rifugio Gherardi. Poco sotto la bocchetta superiamo un bivacco in legno. Scendiamo ancora e iniziamo un lungo tratto in mezzacosta che taglia i ripidi pendii alla nostra destra. Il percorso è caratterizzato da una serie di canaloni che scendono da destra e possono creare qualche problema in caso di neve ghiacciata. Arrivati all'ex rifugi Cesare Battisti in rilassante posizione soleggiata, continuiamo a scendere tra prati semi pianeggianti e conchette erbose fino al vicino rifugio Gherardi (1650 Mt., 1 h. dal Sodadura). Da qui seguiamo una serie di evidenti paline che conducono verso Quindicina, lungo prati e vallette ondulate. Terminata la discesa, si inizia un lungo tratto traverso verso sinistra. Sotto di noi si stendono ampi prati ricchi di cespugli. Il traverso conduce verso Quindicina, ma, appena è possibile, abbandoniamo il sentiero principale per scendere verso destra lungo i suddetti prati fino all'evidente e ben visibile strada sotto di noi. Arrivati alla strada, la seguiamo verso destra (Quindicina è verso sinistra) tra numerose baitelle e cascine in tipica struttura della valle. Continuiamo lungo la strada fino all'auto (30' dalla strada).

Note
Per abbreviare il percorso è possibile, una volta giunti al rifugio Nicola, ridiscendere ai Piani di Artavaggio e da qui scendere direttamente a Pizzino lungo l'ampia strada sterrata, indicata con il n. del sentiero 150) parzialmente seguita in salita. Per altre informazioni e fotografie della zona, potete dare un'occhiata all' escursione Aralalta-Cima di Piazzo del 16 novembre 2013. Una volta giunti ai Piani di Artavaggio, anziché dirigersi verso il rifugio Nicola, è possibile seguire le indicazioni per il rifugio Gherardi e poi deviare verso sinistra per il Monte Sodadura lungo al cresta sud, caratterizzata da un bel saltino roccioso all'inizio della cresta. Nell'ameno borgo di Fraggio, posto di frontiera Veneziana prima del Ducato di Milano, con tanto di piccola prigione, potrete visitare la bella chiesetta del '400 dedicata a San Lorenzo, caratterizzata da un bel rosone sulla facciata, da un massiccio portale in pietra, da un portone in legno, dal bellissimo tetto in piode e da un raro campaniletto a vela; al suo interno è conservata una crocifissione di fine '400 di autore sconosciuto.
   

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La chiesetta di San Lorenzo a Fraggio

La caratteristica piramide del Sodadura vista poco prima dei Piani di Artavaggio

   

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Il rifugio Cazzaniga-Merlini con lo Zuccone dei Campelli

Croce e panorama dal Sodadura

   

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Omar e la Madonnina del Sodadura

Dalla Bocchetta Regadur uno sguardo all'Aralalta

 

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