| Descrizione generale
Nel caso abbiate poco tempo a disposizione, questa è la camminata
facile ed ideale da farsi nel periodo invernale con una buona presenza
di neve al suolo. Percorso molto frequentato sia dai camminatori che
dagli scialpinisti, privo di difficoltà e con un dislivello limitato.
La parte più piacevole è sicuramente quella che dal Passo della Manina
sale al Sasna in poco più di un ora di divertenti saliscendi,
lungo una ampia e facile dorsale erbosa. Il tracciato offre anche un
panorama ampissimo (in caso di bel tempo...) sui giganti delle Orobie
Bergamasche: dai Diavoli, al Redorta, dal Coca al Recastello.
Descrizione percorso
Arrivati al paesello di Lizzola, ultimo centro abitato della Valle
Seriana nel suo ramo Ovest, saliamo fino alla scuola di sci. Qui
parcheggiamo in un comodo spiazzo sulla sinistra. Attraversiamo la
strada ed entriamo in un ampio prato davanti a noi, pochi metri più in
alto della casetta di legno della scuola di sci. Nei pressi di una
panchina sotto un albero si trova la palina che segnala l'inizio del
sentiero n. 307 per il Passo della Manina. In breve entriamo in un rado
bosco percorrendo un sentierino a stretti tornantini grazie ai quali
guadagniamo velocemente quota. Usciti dal bosco eccoci nei pressi della
Baita Bassa dell'Asta alal nostra sinistra. Proseguiamo dritti in un
bel valloncello stando sul suo lato sinistro. Camminiamo al limitare di
un bosco che sale alla nostra sinistra, per poi entrare in una zona di
cespugli ed arbusti. Alziamo lo sguardo in alto e sopra di noi è già
possibile vedere la piccola chiesetta posta a poca distanza dal passo.
La raggiungiamo percorrendo il sentiero che serpeggia tra gli arbusti
sempre più sparuti. Poco prima di arrivarci, il percorso compie un
traverso a sinistra per arrivare direttamente al Passo della Manina
dove una palina indica la quota di 1796 metri. Proseguendo verso destra
in due minuti arriviamo alla chiesetta posta in posizione panoramica.
Tornati poi al passo godendoci il bellissimo panorama sul Pizzo
Redorta, sul Pizzo Coca, più in lontananza sul Diavolo di Tenda ed il
vallone di Valsecca, mentre verso Sud, la vista si concentra sulla
Presolana. Camminiamo ora lungo la comoda e tranquilla dorsale in
direzione Est, saliamo un primo dosso e lo discendiamo sul lato
opposto. Poco oltre attraversiamo una profonda spaccatura nel terreno
grazie ad un ponticello di legno. Continuando lungo la bella dorsale,
ne seguiamo l'andamento senza mai discostarcene. Dopo una breve e
decisa discesina eccoci davanti ad un ripido ed ampio pendio che
rimontiamo con percorso non obbligato. Si tratta del punto più faticoso
della dorsale che qui assume la forma di un pendio ampio e regolare.
Alla salita segue un tratto di mezzacosta per poi tornare a salire
nuovamente su costa fino alla croce in ferro posta sull'anticima del
Monte Sasna a 2200 metri di altezza, dopo circa 2 ore e 15' di salita.
Vista bellissima sull'intera dorsale appena percorsa. Ben visibile,
oltre il Passo della Manina è il Gruppo della Vigna Soliva, con il
Pizzo delle Corna ed il Monte Calvera (vedi relazioni del 28.01.2017 e
17.12.2016), preceduti dai più modesti Cavandola e Sponda Vaga (vedi
relazione del 16.06.2018), mentre subito a sinistra del passo si
innalza il Monte Pizzul con la sua sottile e ripida crestina. Dopo una
breve sosta, riprendiamo il cammino con una breve discesa a cui segue
un'ultima salita lungo la cresta che termina sulla cima vera e propria
del Monte Sasna, dopo meno di 10 minuti dalla croce.
Discesa
Percorrendo a ritroso il tracciato dell'andata. |