Monte Sasna

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Lizzola - Valbondione (BG)
Quota partenza 1250 Mt. Quota di arrivo 2229 Mt.
Dislivello totale 1050 Mt. Sentieri utilizzati n. 307
Ore di salita 2 h. 30' Ore di discesa 1 h. 30'
Data di uscita 01/02/2020 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Mattinata di nebbie e ampi spazi di sereno. Tempo più soleggiato verso mezzogiorno. Sentieri ben segnalati ed evidenti anche con forte presenza di neve. La dorsale che conduce al Sasna è comoda, ampia ed evidente.

Eventuali pericoli
Nessuno. Attenzione solo alla possibile presenza di cornici lungo la parte finale della cresta, tra l'anticima e la cima vera e propria.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Dopo circa 20-30 minuti dalla partenza passiamo accanto alla Baita Bassa di Sasna, Arrivati al Passo della Manina, troviamo una cappelletta che può offrire un minimo di riparo. Anche lungo al cresta che sale al Sasna, dopo il primo dosso e prima di affrontare un lungo tratto ripido, sulla destra si scorge un baitello (in occasione era completamente sommerso dalla neve...) al quale dirigersi in caso di necessità.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Utili i ramponi.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Nel caso abbiate poco tempo a disposizione, questa è la camminata facile ed ideale da farsi nel periodo invernale con una buona presenza di neve al suolo. Percorso molto frequentato sia dai camminatori che dagli scialpinisti, privo di difficoltà e con un dislivello limitato. La parte più piacevole è sicuramente quella che dal Passo della Manina sale al Sasna in poco più di un ora di  divertenti saliscendi, lungo una ampia e facile dorsale erbosa. Il tracciato offre anche un panorama ampissimo (in caso di bel tempo...) sui giganti delle Orobie Bergamasche: dai Diavoli, al Redorta, dal Coca al Recastello.
Descrizione percorso
Arrivati al paesello di Lizzola, ultimo centro abitato della Valle Seriana nel suo ramo Ovest, saliamo fino alla scuola di sci. Qui parcheggiamo in un comodo spiazzo sulla sinistra. Attraversiamo la strada ed entriamo in un ampio prato davanti a noi, pochi metri più in alto della casetta di legno della scuola di sci. Nei pressi di una panchina sotto un albero si trova la palina che segnala l'inizio del sentiero n. 307 per il Passo della Manina. In breve entriamo in un rado bosco percorrendo un sentierino a stretti tornantini grazie ai quali guadagniamo velocemente quota. Usciti dal bosco eccoci nei pressi della Baita Bassa dell'Asta alal nostra sinistra. Proseguiamo dritti in un bel valloncello stando sul suo lato sinistro. Camminiamo al limitare di un bosco che sale alla nostra sinistra, per poi entrare in una zona di cespugli ed arbusti. Alziamo lo sguardo in alto e sopra di noi è già possibile vedere la piccola chiesetta posta a poca distanza dal passo. La raggiungiamo percorrendo il sentiero che serpeggia tra gli arbusti sempre più sparuti. Poco prima di arrivarci, il percorso compie un traverso a sinistra per arrivare direttamente al Passo della Manina dove una palina indica la quota di 1796 metri. Proseguendo verso destra in due minuti arriviamo alla chiesetta posta in posizione panoramica. Tornati poi al passo godendoci il bellissimo panorama sul Pizzo Redorta, sul Pizzo Coca, più in lontananza sul Diavolo di Tenda ed il vallone di Valsecca, mentre verso Sud, la vista si concentra sulla Presolana. Camminiamo ora lungo la comoda e tranquilla dorsale in direzione Est, saliamo un primo dosso e lo discendiamo sul lato opposto. Poco oltre attraversiamo una profonda spaccatura nel terreno grazie ad un ponticello di legno. Continuando lungo la bella dorsale, ne seguiamo l'andamento senza mai discostarcene. Dopo una breve e decisa discesina eccoci davanti ad un ripido ed ampio pendio che rimontiamo con percorso non obbligato. Si tratta del punto più faticoso della dorsale che qui assume la forma di un pendio ampio e regolare. Alla salita segue un tratto di mezzacosta per poi tornare a salire nuovamente su costa fino alla croce in ferro posta sull'anticima del Monte Sasna a 2200 metri di altezza, dopo circa 2 ore e 15' di salita. Vista bellissima sull'intera dorsale appena percorsa. Ben visibile, oltre il Passo della Manina è il Gruppo della Vigna Soliva, con il Pizzo delle Corna ed il Monte Calvera (vedi relazioni del 28.01.2017 e 17.12.2016), preceduti dai più modesti Cavandola e Sponda Vaga (vedi relazione del 16.06.2018), mentre subito a sinistra del passo si innalza il Monte Pizzul con la sua sottile e ripida crestina. Dopo una breve sosta, riprendiamo il cammino con una breve discesa a cui segue un'ultima salita lungo la cresta che termina sulla cima vera e propria del Monte Sasna, dopo meno di 10 minuti dalla croce.
Discesa
Percorrendo a ritroso il tracciato dell'andata.

Note
Con mia grande sorpresa, una volta giunto sulla cima del Sasna, non ho trovato la croce di vetta e mi ha colto il dubbio di non essere arrivato in vetta, vista la fitta nebbia che mi circondava e che solo a sprazzi lasciava vedere il panorama attorno. Ho scoperto poi che la croce non è più eretta lassù da circa un anno e forse si trovava sepolta sotto i quasi due metri di neve caduti, oppure è stata portata via.
Commenti vari
Tanti saluti al simpatico scialpinista incontrato al Passo della Manina e con cui ho condiviso la salita fino al Sasna. Una volta tornato al Passo della Manina, sarei dovuto salire anche al vicino Monte Pizzul lungo la sua sottile cresta che parte da poco sotto il passo, ma qualche decina di metri prima della chiesetta qui posta, un misterioso ed improvviso dolore al polpaccio destro (stiramento? strappo? ruggine?...) mi ha reso completamente zoppo. Solo con grande fatica e dolore sono riuscito a scendere fino a Lizzola tra pause e massaggi.
   

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Dal Passo della Manina verso il Monte Vigna Soliva

Dal passo si sviluppa la dorsale fino al Sasna

   

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Il ripido pendio a metà dorsale

Ultimo tratto di salita verso la croce dell'anticima

   

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Omar accanto alla croce dell'anticima

Sulla cima mentre tornano le nebbie