| Zona montuosa |
Alpi Orobie |
Località di partenza |
Loc. Tezzi Alti - Gandellino (BG) |
| Quota partenza |
969 Mt. |
Quota di arrivo |
2356 Mt. |
| Dislivello totale |
1500 Mt. con i saliscendi |
Data di uscita |
28/01/2017 |
| Ore di salita |
4 h. |
Ore di discesa |
3 h. |
| Sentieri utilizzati |
n. 309 |
Giudizio sull'escursione |
Bella |
| Sass Balòss presenti |
Omar, Guglielmo |
Difficoltà |
EE |
| Amici presenti |
| Gianba. |
| Condizioni climatiche e dei sentieri |
|
Discreta
giornata di metà inverno. Neve in scarsa quantità su gran parte della
parte alta del percorso. Solo a partire dalla croce del Monte Calvera abbiamo
riscontrato un degno manto nevoso, a tratti piuttosto ventato ed
indurito, che ha raggiunto i 30 cm lungo la dorsale del Monte Vigna
Soliva. Segnaletica poco evidente su quasi tutto l'itinerario;
addirittura assente lungo l'improvvisata discesa dal Vigna Soliva verso
la Val Sedornia. In quest'ultima parte, su prati estremamente ripidi,
fate molta attenzione a non farvi ingolosire dai primi due ometti ben
evidenti: oltre essi non avrete più nessun segnale. Utilissimo in
questo caso sarà un sistema GPS che vi possa indicare, al termine del
pendio erboso, dove ricongiungervi al percorso fatto in salita, poco
più a destra nel sottostante bosco. |
| Eventuali pericoli |
|
Fate un minimo di attenzione, in caso di neve e ghiaccio, ad alcuni
passaggi un poco esposti dalla sella con la pozza d'acqua ed il
ricovero in pietra fino alla croce posta sull'antecima del Monte
Calvera. Anche dalla vetta del Calvera, fino alla selletta con la Vigna
Soliva, potrete trovare condizioni che necessitano di attenzione in
caso di neve dura. Tra i “pericoli”, possiamo mettere anche la
possibilità di non trovare il giusto percorso durante la discesa da noi
seguita, essendo questa priva di traccia e segnali. |
| Presenza di acqua |
| Bella
fontana presso la Fonte di San Carlo a
30’
di cammino dal parcheggio. Con una breve deviazione (5') è possibile
arrivare ad un'altra fontanella in località Spiazzi dell'Acqua,
all'incrocio con il sentiero per Spiazzi di Gromo. |
| Punti di appoggio |
| Presso
la località Spiazzi dell'Acqua si trova una bella tettoia attrezzata
per pic-nic, con caminetto e barbecue. Dopo una oretta di cammino da
qui, arriverete alla Baita Zucchi, costruita a ridosso di un roccione.
Infine, giunti alla selletta al termine del vallone roccioso sotto la
vetta del Calvera (1 h. e 15' dalla baita Zucchi), troverete un piccolo
rifugio in pietra, coperto da un telo impermeabile e, nei pressi di
questo, una tondeggiante pozza d'acqua. |
| Materiale necessario oltre al tradizionale |
| Ramponi. |
| Caratteristiche dell'escursione |
| Descrizione generale
Il Monte Vigna Soliva è il punto culminante di un bel gruppetto
montuoso, compatto e circolare, posto all'imbocco dell'alta Valle
Seriana, proprio davanti ai giganti della zona, in posizione
privilegiata per panorama ed esposizione al sole. Le altre due cime del
gruppo sono il Monte Calvera ed il Pizzo delle Corna. La cima è poco
frequentata, come testimoniano le segnalazioni poco evidenti lungo il
percorso, ma a chi volesse faticare per 4 ore abbondanti, sa regalare
bellissimi scorci panoramici, nonché insoliti ed interessanti angoli
lungo tutto l'itinerario. Molto bello il tratto tra la croce del
Calvera e la cima del Vigna Soliva.
Descrizione percorso
Lungo la strada della Val Seriana, giunti a Pontenossa,
si prende la destra verso Valbondione. Una volta
giunti a Gandellino, si scende verso destra per entrare nel piccolo paese;
alla prima curva si segue a sinistra e si inizia una lunga serie di
tornanti verso il borgo di Tezzi Alti. Arrivati
alla chiesetta sulla sinistra, si parcheggia nel piccolo spazio per auto
davanti alla chiesa e si inizia a camminare su asfalto proseguendo in
salita. Al primo tornante sinistrorso si abbandona l’asfalto prendendo il
sentierino davanti a noi che subito si impenna tra prati e piante. Sbucati
su un’ampia strada sterrata, la si segue
verso destra ed al primo tornante si procede dritti in un prato. Si cammina
ora su sentierino sassoso che in breve si immerge in un boschetto per
sbucare poco dopo una baita, proprio davanti a d una palina che indica un
sentiero “agrituristico” denominato Flavio Tasca verso sinistra. Noi invece
andiamo a destra inoltrandoci sempre più in una bellissima abetaia
inizialmente in salita. Lasciamo alla nostra sinistra un grosso masso muschioso e poco oltre un bacino idrico dietro il quale
si trova piccola area pic-nic.
Qui facciamo visita ad un masso sulla cui superficie sono scolpite
dei curiosi e misteriosi fori/coppelle (pare fosse un masso sul quale in antichità
si praticavano riti religiosi in favore del dio Saturno). Poche decine di
metri e ci imbattiamo nella fresca fonte di San Carlo (1165 Mt.). Giunti ad
un secondo bacino idrico sulle cui pareti sono presenti delle scritte un
poco confuse e delle indicazioni poco chiare, procediamo dritti e poi al
primo bivio subito a destra direzione
Vigna Vaga e Fontanamora.
Poco oltre eccoci ad un altro bivio, qui seguiamo la chiara indicazione
di una freccia di legno che ci invita a prendere il sentiero di
sinistra per il Monte Vigna Soliva. Saliamo ripidi e regolari.
Ignoriamo alla nostra destra un sentierino che scende verso la località
Spiazzi dell'Acqua e proseguiamo dritti in salita su ampio sentiero
pietroso. Man mano saliamo, il sentiero si fà più stretto. Arrivati ad
un certo punto sulla sinistra si intravede una roccia con una sbiadita
scritta rossa che indica il Monte Calvera. Abbandoniamo il sentierone
per deviare a sinistra. Subito dopo una ben più evidente freccia rossa,
ci segnala di proseguire dritti e poi una seconda freccia ci conferma
la direzione corretta. Per oltre 20 minuti camminiamo nel fitto bosco
che ora mischia faggi e conifere. Usciti dal bosco, eccoci in una
radura erbosa puntinata da abeti, dominata in alto dalle pendici del
Calvera (qui sbucheremo al ritorno). Seguiamo la traccia nell'erba e,
ad un certo punto, pieghiamo verso sinistra in falsopiano. Con alcuni
saliscendi tra l'erba alta e i cespugli sparsi, arriviamo ad una zona
caratterizzata dalla presenza di grossi massi isolati ed un bellissimo
colpo d'occhio verso il Monte Pradella ed il Pizzo Farno davanti a noi.
Superiamo la Baita Zucchi, poco discosta in basso a sinistra del
percorso originale. Proseguiamo su traccia in mezzacosta tra larici
fino ad un paio di ruderi di baite, uno a destra ed un secondo più in
basso a sinistra. Alle nostre spalle si può ammirare la zona del Passo
degli Omini, il Timogno e l'Avert. Davanti a noi il Pizzo del Diavolo
di Tenda fa splendida mostra di sè. Saliamo in diagonale verso destra.
Alzandoci, possiamo vedere sotto di noi anche i cerchi irregolari di
alcuni recinti di pietra (tradizionalmente detti barèc). Puntiamo ad
uno spigolo roccioso rossastro in alto. Ad un certo punto ci troviamo
davanti alcuni ometti di pietra, uno dei quali è posto sopra ad una
roccia su cui è mal disegnata una croce rossa ed una freccia ad
indicarci la direzione. Perdiamo quota, ignorando l'evidente traccia
che sale dritta tra l'erba. Entriamo ora in un vallone che poco sopra è
caratterizzato da una pietraia di rocce violacee. Continuiamo a salire
seguendo vari bolli rossi. La pietraia rimane alla nostra destra,
mentre noi siamo sul lato sinistro (salendo) del vallone. Dopo circa
30' di salita ripida e monotona, su sentiero zigzagante che a volte
tende ad affievolirsi per poi ricomparire poco più in alto, arriviamo
ad una ben marcata sella. Qui si trovano una bella pozza rotonda ed un
riparo fatto di pietre coperte da un telo plastificato. Ignoriamo gli
ometti che procedono verso una specie di passo più in alto e ci
spostiamo verso destra in diagonale salendo tra pietre ed erba. La
salita è ripida ed occorre fare una certa attenzione nel caso il
terreno sia coperto di neve o ghiaccio. Sotto di noi, verso destra il
pendio è molto ripido e presenta alcuni salti rocciosi. Si sale
tendendo verso destra fino a trovarci sotto alla croce. Ma per
raggiungerla dobbiamo proseguire ancora verso destra e poi, una volta
raggiunta una specie di crestina, alla cui sinistra si trova una
trincea naturale parallela, si segue questa verso sinistra. In breve si
giunge ai piedi della grande croce in ferro. Dalla croce proseguiamo
lungo la crestina per poi andare leggermente a destra e tra vallette,
conche e dossi, ci portiamo sotto l'evidente gradone roccioso che si
innalza di una ventina di metri davanti a noi. Scendiamo per pochi
metri alla sua base e lo risaliamo grazie ad un canalino-rampa molto
facile. All'uscita da questo siamo all'inizio di una specie di pianoro
sul cui lato destro si trova un secondo gradone roccioso. Noi restiamo
bassi e percorriamo il pianoro verso nord. Poche decine di metri dopo
dobbiamo scendere sul fondo di un piccolo canyon profondo una decina di
metri. È questo un luogo di grande fascino: siamo completamente
circondati da rocce. Risaliamo la profonda fossa su verso il lato
opposto per poi seguire la sottile cresta sulla quale sbuchiamo verso
sinistra. In breve, su facili roccette ed erba, arriviamo sulla ben più
tranquilla ed ampia dorsale erbosa che conduce sulla cima vera e
propria del Monte Calvera (20-30 minuti dalla croce). Continuiamo lungo
la dorsale che graduatamente perde quota. Arrivati sopra ad un salto,
andiamo verso destra, facendo molta attenzione alla forte pendenza.
Scendiamo fino ad un saltino misto di rocce ed erba. Lo affrontiamo sul
filo di cresta per poi andare a sinistra. La pendenza elevata e
l'esposizione richiedono cura nel procedere. Arrivati ai piedi del
saltino, andiamo a sinistra in mezzacosta con un traverso (attenzione
in caso di neve ghiacciata) fino ad una evidente selletta. Da qui
risaliamo un dossetto erboso piuttosto ripido grazie ad una labilissima
traccia a tornantini. Al termine della risalita siamo a poche decine di
metri dalla cresta erbosa che si dilunga verso la nostra vetta.
Restando più bassi della cresta, camminiamo in mezzacosta, salendo
graduatamente verso la dorsale. Qui arrivati, non rimane che seguirne
il corso fino al pendio finale che termina sulla cima del Monte Vigna
Soliva.
Discesa
Tornati alla croce posta sull'antecima del Monte Calvera, si segue la
cresta in discesa, ignorando la deviazione verso destra che ci farebbe
scendere lungo il percorso già fatto in salita. Proseguiamo invece
dritti in cresta verso un paio di ometti ben evidenti. Arrivati sopra
ad un ampio, lungo e ripido pendio erboso sotto i nostri piedi, lo
discendiamo rimanendone al centro. La pendenza è a tratti esasperante e
non lascia mai camminare tranquilli. A seconda del terreno conviene
spostarsi da un lato all'altro del ripido vallone, aperto e privo di
vegetazione arborea o arbustiva, se non qualche rododendro. Arrivati in
una zona con alcuni rari larici, la pendenza tende a diminuire, ma
rimane comunque elevata. Al termine dei larici, eccoci ora nelle
vicinanze di un bosco di abeti. Poco sopra il limite degli abeti,
finalmente la pendenza diminuisce e siamo ora in una zona quasi
pianeggiante. Da qui, senza segnali, nè tracce, scendiamo in diagonale
verso destra fino a trovare tra le piante un cartello di divieto di
caccia. Sempre passando tra le fitta vegetazione, proseguiamo in
discesa leggermente verso sinistra fino ad uscire dal fitto del
boschetto e trovarci davanti al sentierino, poco evidente, fatto in
salita e che ci ha condotto al falsopiano prima della Baita Zucchi. Noi
ora lo seguiamo verso sinistra per tornare verso l'auto. |
| Note |
| Per altre foto ed informazioni guardate anche la relazione del Monte Calvera.
In caso di buone condizioni della neve e di giornate più lunghe, è
possibile proseguire in cresta oltre il Monte Vigna Soliva ed arrivare
al vicino Pizzo delle Corna, per poi scendere verso la Val Sedornia e
da lì rientrare a Tezzi Alti. |
| Commenti vari |
| Come segnalato nei commenti dell'escursione al Monte Calvera del 17 dicembre 2016,
la vera vetta, pochissimo pronunciata, di quest'ultima non si trova in
corrispondenza della croce, ma ben più spostata verso nord, lungo la
cresta che prosegue verso il Monte Vigna Soliva. In quell'occasione si
era parlato di un'ipotetica variante di discesa verso la Val Sedornia,
variante non segnalata che è stata puntualmente seguita in questa
escursione, ma che non termina, come ipotizzato in località Spiazzi
dell'acqua, bensì più a monte. |
SCARICA IL FILE PER IL GPS |
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Omar e Gianba poco oltre Baita Zucchi |
La croce posta al di sotto della cima del Monte Calvera |
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Il bel Canyon da percorrere nei pressi del Monte Calvera |
Risalendo il pendio |
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Bel tratto del percorso |
Risalendo la cresta finale sotto la cima del monte Vigna Soliva |
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In cima al monte Vigna Soliva |
Gli ometti che invitano alla discesa diretta che abbiamo improvvisato sotto la croce di Cima Calvera |
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Rilievi GPS |
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