Cima d'Ambiéz - Via Fox/Stenico

 
Zona montuosa Dolomiti di Brenta Località di partenza Ristoro Dolomiti, loc. Baesa
San Lorenzo in Banale (TN)
Quota partenza 850 Mt. Quota di arrivo 2920 Mt. circa (3102 Mt. la vetta)
Dislivello totale +970 Mt. dal parcheggio al rif. Cacciatore
(eventuale servizio taxi jeep)
+590 Mt. dal rif. Cacciatore al rif. Agostini
+310 Mt. circa dal rif. Agostini all'attacco
+200 la via (220 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 325 e 358
Ore di salita

2 h. dal parcheggio al rif. Cacciatore
(25' in jeep)
1 h. 15' dal rif. Cacciatore al rif. Agostini
45' h. dal rif. Agostini all'attacco
3 h. 30' la via

Ore di discesa 1 h. 30' dal termine via al rif. Agostini
45' dal rif. Agostini al rif. Cacciatore
1 h. 30' dal rif. Cacciatore al parcheggio
(25' in jeep)
Esposizione Sud-est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 13/08/2016 Difficoltà VI/V+, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Bella giornata molto serena. I sentieri che si percorrono sono evidenti, ben segnalati ed in ottimo stato. La roccia in via è eccezionale: la Val d'Ambiéz è una delle zone con la roccia più bella di tutte le dolomiti!

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente. Prestare attenzione a non smuovere sassi dalle cenge detritiche durante la discesa dalla via Normale.
La discesa seguendo la via Normale è molto articolata ed esposta e, in condizioni di scarsa visibilità, potrebbe essere difficile individuarne il giusto percorso.
Presenza di acqua
Al rifugio Agostini presente una fontana con scritta "non potabile". Chi è abituato a bere acqua dai torrenti di montagna non incapperà in nessun mal di pancia improvviso in quanto è acqua che proviene dalla fusione della soprastante "vedretta d'Ambiéz" e non passa i test di potabilità per mancanza di sali minerali.
Punti di appoggio
Rifugio Cacciatore (1820 Mt., 50 posti) e rifugio Silvio Agostini (2410 Mt., 57 posti, tel. 0465734138). Quest'ultimo risulta particolarmente indicato per pernottare nel caso si trascorra più di un giorno ad arrampicare su queste bellissime pareti.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale dotazione alpinistica. Necessaria una serie di friends (da 0.3 a 2 Camalot) e alcuni cordini per le clessidre.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La Cima d'Ambiéz è senza dubbio la più frequentata dell'omonima valle. Sull'imponente scudo della sua parete est sono stati tracciati, nel corso degli anni, decine di itinerari. La caratteristica principale che li accomuna tutti è la stupenda qualità della roccia che si presenta molto ruvida e solida.
La via Fox/Stenico per la sua logicità, le difficoltà contenute, l'abbondante chiodatura e la lunghezza inferiore rispetto alle altre vie è sicuramente la più ripetuta della parte e tra le più frequentate dell'intero gruppo di Brenta. Aperta dai forti alpinisti trentini Pino Fox e Marino Stenico l'8 agosto 1939 segue un sistema di fessure, forse l'unico di questa zona compatta della parete, regalando un'arrampicata esposta ed atletica. Il primo tratto difficile è attrezzato con numerosi chiodi, sul resto dell'itinerario se ne trovano un po' meno ma è sempre facile integrare con protezioni veloci o clessidre. Recentemente, in quasi tutte le soste, è stato aggiunto un fix con maglia rapida. E' un itinerario che può essere sfruttato come approccio alle vie più impegnative della parete.
Attacco, descrizione della via
Dal San Lorenzo in Banale (TN) si seguono le indicazioni per il ristoro Dolomiti dove è presente un ampio parcheggio. Da qui si imbocca la strada carrozzabile e si sale fino al rifugio Cacciatore. Questo tratto (circa 2-2,5 h.) è evitabile usufruendo del servizio taxi jeep. Dal Cacciatore si imbocca il sentiero n. 325 che sale al rifugio Silvio Agostini. E' anche possibile seguire la strada carrozzabile (n. 325 bis) che compie un giro più ampio. Il rifugio è contornato da molte cime. La Cima d'Ambiéz è forse la più imponente, già ben visibile anche dal rifugio Cacciatore, e si presenta con una grossa e compatta muraglia. Dal rifugio Agostini si imbocca il sentiero 358 che sale in direzione della vedretta d'Ambiéz. Si costeggiano le pareti sul lato sinistro del vallone (viso a monte) fino a giungere sotto lo zoccolo della Cima d'Ambiéz. Lo si supera facilmente con l'ausilio di tre brevi tratti attrezzati, che permettono di evitare di transitare sulla vedretta, e si giunge alla base della parete vera e propria. Si percorre l'esposta cengia verso sinistra (oltrepassando gli attacchi di numerose vie). Qualche metro più a sinistra della via Vienna (targhetta di legno con inciso "vienna") si notano in alto le due famose fessure parallele dette "orecchie". Sotto si esse un sistema di fessure scende verticale su roccia nera fino a pochi metri sopra la cengia. Si risalgono i facili risalti rocciosi fino alla base della fessura dove si trova l'attacco (terrazzino con grosso masso).

1° tiro:
aggirare lo strapiombino a sinistra e risalire il diedro fino a raggiungere un muretto strapiombante. Lo si supera verso destra e si continua nella fessura fino alla sosta (1 chiodo+1 fix con maglia rapida+cordoni+1 altro chiodo). 35 Mt., V+, VI oppure A0, V+, 9 chiodi.

2° tiro:
leggermente a destra prendendo un bel diedro fessurato che si segue fino al comodo terrazzino di sosta (2 chiodi+1 fix con maglia rapida) sotto uno strapiombino giallo. 40 Mt., V, IV+, 5 chiodi.

3° tiro:
superare direttamente lo strapiombino appena a destra della sosta. Traversare 1 metro a sinistra prendendo una fessura che si segue fino al suo termine (possibile sosta). Si supera un muretto strapiombante e poi per diedro giallastro uscendo a destra e raggiungendo la sosta (1 chiodo+1 fix+cordoni+maglia rapida). 40 Mt., V+, V, V+, 2 chiodi, 2 soste intermedie (chiodi+cordoni).

4° tiro:
da qui è possibile scegliere se seguire "l'orecchio" destro o sinistro. Noi abbiamo seguito quello destro (molto bello).
Per placchetta e muretto verticale in obliquo verso destra puntando alla base dell'orecchia dove si sosta (3 chiodi+1 clessidra+cordoni).
15 Mt., IV-, V, III, 2 chiodi.

5° tiro:
alzarsi e seguire il diedro/camino (molto bello) fino al suo termine dove si sosta comodamente (2 clessidre+cordoni+moschettone).
35 Mt., V, V-, 3 chiodi, 1 clessidra con cordone.

6° tiro:
seguire il canale verso sinistra. Si supera un breve salto verticale e poi si continua sempre in obliquo verso sinistra per rocce via via più semplici. Si sosta (1 chiodo con cordino) un poco a destra di due grossi pilastri in mezzo ai quali si può passare.
55 Mt., IV, V-, III, II, 2 clessidre con cordone, 1 sosta intermedia (2 chiodi+cordino).

Passare in mezzo ai due pilastri e poi alzarsi circa una decina di metri su rocce articolate fino a raggiungere una larga cengia detritica. Circa 20 Mt., II. Seguire la cengia verso sinistra fino ad incontrare la via Normale che sale in vetta (ometti, tratti di II decisamente esposti, necessari circa 30'). Possibile iniziare direttamente la discesa.
Discesa

Avviene seguendo la via Normale lungo la cresta sud con percorso a zig-zag (numerosi ometti). Passaggi molto esposti di II, difficile individuare il giusto percorso in caso di nebbia. Giunti sulla larga cengia detritica sopra la forcella tra Cima e Denti d'Ambiéz è possibile sfruttare delle calate in corda doppia. Vicino ad un grosso ometto si trova l'ancoraggio della prima doppia (1 spit+1 clessidra+cordone+maglia rapida). Si scende per 55 Mt. fino ad una cornice. Si raggiunge il vicino canale individuando il successivo ancoraggio (3 chiodi+cordoni+moschettone) su uno sperone nel centro del canale. Da qui è sufficiente una calata di 30 Mt. e poi si scende per roccette (II, possibile ulteriore calata) giungendo in breve alla cengia percorsa per raggiungere l'attacco. Da qui, a ritroso mediante lo stesso percorso d'avvicinamento, si ritorna al rifugio Agostini e quindi al parcheggio.

Note
Non è difficile trovare affollamento sulla via con la presenza, magari, di cordate lente in quanto, tra gli itinerari più semplici della parete, è il più famoso!
Commenti vari
Ottima la gestione del rifugio Agostini. Il rifugista Roberto conosce bene le vie della zona e la cucina è ottima e abbondante.
Altre ripetizioni
Luca, Ivan F. e Rubens G. avevano già salito l'itinerario il 15 agosto 2009.
   

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Due immagini della prima lunghezza

 

 

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Il lungo diedro del secondo tiro

Luca sulla fessura della terza lunghezza

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Claudia a pochi metri dalla quarta sosta

Il breve quarto tiro

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Il bellissimo diedro/camino che forma "l'orecchio" destro

La Cima d'Ambiéz con i tracciati delle vie:
Patacorta, Fox/Stenico, Vienna e della Soddisfazione

 

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