Cima d'Ambiéz - Via Patacorta

 
Zona montuosa Dolomiti di Brenta Località di partenza Ristoro Dolomiti, loc. Baesa
San Lorenzo in Banale (TN)
Quota partenza 850 Mt. Quota di arrivo 2830 Mt. circa (3102 Mt. la vetta)
Dislivello totale +970 Mt. dal parcheggio al rif. Cacciatore
(eventuale servizio taxi jeep)
+590 Mt. dal rif. Cacciatore al rif. Agostini
+310 Mt. circa dal rif. Agostini all'attacco
+110 la via (130 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 325 e 358
Ore di salita

2 h. dal parcheggio al rif. Cacciatore
(25' in jeep)
1 h. 15' dal rif. Cacciatore al rif. Agostini
45' h. dal rif. Agostini all'attacco
2 h. la via

Ore di discesa 1 h. dal termine della via al rif. Agostini
45' dal rif. Agostini al rif. Cacciatore
1 h. 30' dal rif. Cacciatore al parcheggio
(25' in jeep)
Esposizione Sud-est Giudizio sull'ascensione Bella
Data di uscita 16/08/2016 Difficoltà V, V+
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Bella giornata anche se inizialmente il cielo era un po' velato. Le previsioni davano temporali nel tardo pomeriggio e, quando fortunatamente eravamo già in macchina, abbiamo preso un temporale coi fiocchi. I sentieri che si percorrono sono evidenti, ben segnalati ed in ottimo stato. La roccia in via è eccezionale: la Val d'Ambiéz è una delle zone con la roccia più bella di tutte le dolomiti!

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente. Prestare attenzione a non smuovere sassi dalle cenge detritiche durante la discesa dalla via Normale.
Presenza di acqua
Al rifugio Agostini presente una fontana con scritta "non potabile". Chi è abituato a bere acqua dai torrenti di montagna non incapperà in nessun mal di pancia improvviso in quanto è acqua che proviene dalla fusione della soprastante "vedretta d'Ambiéz" e non passa i test di potabilità per mancanza di sali minerali.
Punti di appoggio
Rifugio Cacciatore (1820 Mt., 50 posti) e rifugio Silvio Agostini (2410 Mt., 57 posti, tel. 0465734138). Quest'ultimo risulta particolarmente indicato per pernottare nel caso si trascorra più di un giorno ad arrampicare su queste bellissime pareti.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito da arrampicata. Necessaria una serie di friends (da 0.3 a 1 o 2 Camalot) e alcuni cordini per le clessidre.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La Cima d'Ambiéz è senza dubbio la più frequentata dell'omonima valle. Sull'imponente scudo della sua parete est sono stati tracciati, nel corso degli anni, decine di itinerari. La caratteristica principale che li accomuna tutti è la stupenda qualità della roccia che si presenta molto ruvida e solida.
La via Patacorta è stata aperta in una giornata piovosa, il 15 luglio 2001 da Rosanna Bosetti, Fausto Ceschi, Giovanni Maccani e Elio Orlandi con la compagnia di Cesarino Fava "Patacorta" alla tenera età di 81 anni.
Si tratta di un itinerario divertente, su roccia nera e solida. Per la sua brevità, la buona chiodatura e la facile discesa, è particolarmente indicato come approccio alle vie più impegnative della parete.
Attacco, descrizione della via
Dal San Lorenzo in Banale (TN) si seguono le indicazioni per il ristoro Dolomiti dove è presente un ampio parcheggio. Da qui si imbocca la strada carrozzabile e si sale fino al rifugio Cacciatore. Questo tratto (circa 2-2,5 h.) è evitabile usufruendo del servizio taxi jeep. Dal Cacciatore si imbocca il sentiero n. 325 che sale al rifugio Silvio Agostini. E' anche possibile seguire la strada carrozzabile (n. 325 bis) che compie un giro più ampio. Il rifugio è contornato da molte cime. La Cima d'Ambiéz è forse la più imponente, già ben visibile anche dal rifugio Cacciatore, e si presenta con una grossa e compatta muraglia. Dal rifugio Agostini si imbocca il sentiero 358 che sale in direzione della vedretta d'Ambiéz. Si costeggiano le pareti sul lato sinistro del vallone (viso a monte) fino a giungere sotto lo zoccolo della Cima d'Ambiéz. Lo si supera facilmente con l'ausilio di tre brevi tratti attrezzati, che permettono di evitare di transitare sulla vedretta, e si giunge alla base della parete vera e propria. Si percorre l'esposta cengia verso sinistra (oltrepassando gli attacchi di numerose vie) fino al suo termine e si sale per le facili roccette (II) appena a destra di un canalino che sale obliquo verso sinistra (via Nomale). Giunti ad un primo terrazzino che interrompe il canale si trova una grossa clessidra con cordoni e maglia rapida. Qui attacca la via Patacorta.

1° tiro:
risalire la placchetta puntando allo strapiombino nero. Lo si supera con movimento verso destra e si risale fino al comodo terrazzino di sosta (1 chiodo+1 clessidra+cordone). 20 Mt., IV, V+, IV, 2 chiodi, 2 clessidre con cordone.

2° tiro:
seguire il diedro che, dopo una strozzatura, si allarga a canale. Poi uscire a sinistra e continuare per muretto verticale (o più facilmente seguendo il pilastrino sulla sinistra) sino a raggiungere una larga cornice. Spostarsi a sinistra fino alla sosta (1 chiodo+1 clessidra+cordini+maglia rapida). 40 Mt., V, IV, II, 1 chiodo, 1 clessidra con cordone.

3° tiro:
superare la soprastante placca e un successivo strapiombino oltre il quale si sosta (1 grossa clessidra con cordoni).
10 Mt., V+, 2 chiodi, 2 clessidre con cordone.

4° tiro:
per le rocce nere leggermente strapiombanti sopra la sosta per poi obliquare verso sinistra fino alla base di un diedro biancastro. Lo si risale (passo di uscita non banale, attenzione che il chiodo è crepato e di dubbia tenuta) e si sosta (1 clessidra+cordoni+maglia rapida) appena oltre su comoda terrazza. 30 Mt., V-, V, 1 chiodo, 1 clessidra con cordino.

5° tiro:
seguire il canalino che poi piega verso sinistra (la via originale dovrebbe salire dritta per muretto articolato) fino ad una grossa cengia detritica. Spostarsi verso sinistra fino ad individuare la sosta (1 clessidra+1 fix+cordone+maglia rapida) della via Normale (ometto).
30 Mt., IV, III, 1 chiodo.

Da qui è possibile proseguire fino in vetta seguendo la via Normale (molti tratti di II decisamente esposti). Sconsigliato anche perché decisamente lungo.
Discesa

Si segue il tratto terminale della discesa lungo la via Normale che, proprio in questa zona, presenta i tratti più impegnativi e superabili con delle calate in corda doppia. L'ultima sosta della via Patacorta coincide con il primo degli ancoraggi di queste doppie. Si effettua una prima calata di 55 Mt. fino ad una cornice. Si raggiunge il vicino canale individuando il successivo ancoraggio (3 chiodi+cordoni+moschettone) su uno sperone nel centro del canale. Da qui è sufficiente una calata di 30 Mt. e poi si scende per roccette (II) giungendo in breve all'attacco della via. Da qui, a ritroso mediante lo stesso percorso d'avvicinamento, si ritorna al rifugio Agostini e quindi al parcheggio.

Note
Via molto breve ma meritevole. Ideale in giornate di tempo incerto oppure se si ha poco tempo a disposizione.
Commenti vari
Ottima la gestione del rifugio Agostini. Il rifugista Roberto conosce bene le vie della zona e la cucina è ottima e abbondante.
   

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Sulla prima lunghezza, sotto lo strapiombino nero

Claudia dopo aver superato lo strapiombino nero

 

 

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Inizio del secondo tiro

Luca sulla placca della terza lunghezza

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La placca del terzo tiro vista dall'alto

Quarta lunghezza

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Difficile strozzatura al termine del quarto tiro

La Cima d'Ambiéz con i tracciati delle vie:
Patacorta, Fox/Stenico, Vienna e della Soddisfazione

 

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