Cima d'Ambiéz - Via Vienna

 
Zona montuosa Dolomiti di Brenta Località di partenza Ristoro Dolomiti, loc. Baesa
San Lorenzo in Banale (TN)
Quota partenza 850 Mt. Quota di arrivo 3060 Mt. circa (3102 Mt. la vetta)
Dislivello totale +970 Mt. dal parcheggio al rif. Cacciatore
(eventuale servizio taxi jeep)
+590 Mt. dal rif. Cacciatore al rif. Agostini
+290 Mt. circa dal rif. Agostini all'attacco
+360 Mt. la via (380 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 325 e 358
Ore di salita

2 h. dal parcheggio al rif. Cacciatore
(25' in jeep)
1 h. 15' dal rif. Cacciatore al rif. Agostini
40' h. dal rif. Agostini all'attacco
6 h. 30' la via

Ore di discesa 2 h. dalla vetta al rif. Agostini
45' dal rif. Agostini al rif. Cacciatore
1 h. 30' dal rif. Cacciatore al parcheggio
(25' in jeep)
Esposizione Sud-est Giudizio sull'ascensione Ottima
Data di uscita 16/08/2009 Difficoltà V+, VI
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Rubens.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Bella giornata molto serena ma, quasi a fine via, sotto lo strapiombo finale, un violento temporale ci ha colti all'improvviso. Abbiamo atteso il suo passaggio e abbiamo terminato la via. I sentieri che si percorrono sono evidenti, ben segnalati ed in ottimo stato.
La roccia in via è eccezionale: la Val d'Ambiéz (in particolar modo la Cima d'Ambiéz) è una delle zone con la roccia più bella di tutte le dolomiti!

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente. Prestare attenzione a non smuovere sassi dalle cenge detritiche durante la discesa dalla via Normale. La discesa seguendo la via Normale è molto articolata ed esposta e, in condizioni di scarsa visibilità, potrebbe essere difficile individuarne il giusto percorso.
Presenza di acqua
Al rifugio Agostini presente una fontana con scritta "non potabile". Chi è abituato a bere acqua dai torrenti di montagna non incapperà in nessun mal di pancia improvviso in quanto è acqua che proviene dalla fusione della soprastante "vedretta d'Ambiéz" e non passa i test di potabilità per mancanza di sali minerali.
Punti di appoggio
Rifugio Cacciatore (1820 Mt., 50 posti) e rifugio Silvio Agostini (2410 Mt., 57 posti, tel. 0465734138). Quest'ultimo risulta particolarmente indicato per pernottare nel caso si trascorra più di un giorno ad arrampicare su queste bellissime pareti.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale dotazione alpinistica. Necessaria una serie di friends (da 0.3 a 3 Camalot) e alcuni cordini per le clessidre.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La Cima d'Ambiéz è senza dubbio la più frequentata dell'omonima valle. Sull'imponente scudo della sua parete est sono stati tracciati, nel corso degli anni, decine di itinerari. La caratteristica principale che li accomuna tutti è la stupenda qualità della roccia che si presenta molto ruvida e solida.
La via Vienna, aperta il 29 luglio 1973 da Karl Kosa, Joschi Pfeffer e Günther Straub risulta essere tra le più ripetute della parete. Arrampicata elegante e tecnica, a tratti anche atletica, che concentra le massime difficoltà nelle prime tre lunghezze. Il resto della via si svolge su difficoltà più contenute ma la scarsa chiodatura fa si che l'itinerario da seguire non sia sempre così evidente. E' fondamentale sapersi proteggere bene con protezioni veloci ed avere intuito per trovare il percorso corretto. Le soste sono tutte presenti ed in alcuni casi facilmente integrabili con clessidre o friend.
Attacco, descrizione della via
Dal San Lorenzo in Banale (TN) si seguono le indicazioni per il ristoro Dolomiti dove è presente un ampio parcheggio. Da qui si imbocca la strada carrozzabile e si sale fino al rifugio Cacciatore. Questo tratto (circa 2-2,5 h.) è evitabile usufruendo del servizio taxi jeep. Dal Cacciatore si imbocca il sentiero n. 325 che sale al rifugio Silvio Agostini. E' anche possibile seguire la strada carrozzabile (n. 325 bis) che compie un giro più ampio. Il rifugio è contornato da molte cime. La Cima d'Ambiéz è forse la più imponente, già ben visibile anche dal rifugio Cacciatore, e si presenta con una grossa e compatta muraglia. Dal rifugio Agostini si imbocca il sentiero 358 che sale in direzione della vedretta d'Ambiéz. Si costeggiano le pareti sul lato sinistro del vallone (viso a monte) fino a giungere sotto lo zoccolo della Cima d'Ambiéz. Lo si supera facilmente con l'ausilio di tre brevi tratti attrezzati, che permettono di evitare di transitare sulla vedretta, e si giunge alla base della parete vera e propria. Si percorre la cengia verso sinistra (superando gli attacchi di numerose vie) fino una piccola nicchia dove una targhetta in legno con incisa la scritta "vienna" indica l'attacco della via.

1° tiro:
salire il diedrino a destra della targa e poi spostarsi a sinistra raggiungendo un tettino. Aggirarlo a sinistra e poi obliquare a destra fino al comodo terrazzino di sosta (1 fix+1 chiodo). 35 Mt., V, V+, 3 chiodi.

2° tiro:
tratto chiave della salita. Obliquare a sinistra verso uno strapiombino. Superarlo e seguire il diedrino giallo e strapiombante verso destra. Uscire a destra e poi seguire un'esile fessura che conduce alla stretta cornice dove si sosta (1fix+2 chiodi).
35 Mt., VI-, VI, VI-, 6 chiodi, 1 fix.

3° tiro:
spostarsi a destra (dritti variante leggermente più impegnativa) e poi salire in direzione dello spigolo. Superarlo verso destra e salire ad una nicchia (possibile sosta scomoda) dalla quale si obliqua leggermente a sinistra e poi dritti fino una cengetta dove si sosta (3 chiodi).
30 Mt., VI-, V, 2 chiodi, 1 sosta intermedia (2 chiodi).

4° tiro:
spostarsi a destra e risalire il diedro grigio. Appena possibile piegare a sinistra verso una grande nicchia nella quale si sosta (3 chiodi).
25 Mt., V, IV+, 2 chiodi.

5° tiro:
obliquare per la placca a destra della nicchia fino a raggiungere una fessura nera. Seguirla e, al suo termine, spostarsi un poco a sinistra e poi salire dritti alla cengetta dove si sosta (2 chiodi). 35 Mt., V, IV+, 3 chiodi, 1 clessidra con cordone.

6° tiro:
obliquare leggermente verso destra, senza percorso obbligato, fino alla cengia successiva. Traversare a sinistra circa 5 metri raggiungendo la sosta (2 chiodi) alla base di una fessura nera. 40 Mt., IV.

7° tiro:
seguire la fessura nera (visibili più a destra dei cordini della via Goduria) fino a raggiungere la sosta (2 chiodi) su un terrazzino.
30 Mt., IV+, 1 chiodo.

8° tiro:
spostarsi circa 4 metri a sinistra e poi salire dritti per circa 5. Andare un po' a destra verso uno strapiombino e poi puntare alla roccia gialla sotto la fascia strapiombante. Si sosta (2 chiodi+2 clessidre) in una nicchia. 30 Mt., IV, V, 2 chiodi.

9° tiro:
traversare a destra sotto gli strapiombi per circa 15 Mt. fino al punto di minor resistenza (cordone penzolante). Superarlo (ottime prese) raggiungendo una cengia dove si sosta (2 chiodi). Possibile via di fuga seguendo la cengia verso sinistra.
30 Mt., V+, III, V+, 2 chiodi, 1 clessidra con cordone.

10° tiro:
obliquare pochi metri verso sinistra e poi tornare a destra superando un paio di strapiombini. Continuare fino alla cengia successiva dove si sosta (1 clessidra). 30 Mt., IV, V, V+, 1 chiodo.

11° tiro:
salire per il camino/canale fino al termine delle corde indi attrezzare una sosta (spuntoni o friends). 60 Mt., III+, II.

Seguire la cengia verso sinistra (viso a monte, ometti) fino a raggiungere la via Normale mediante la quale è possibile raggiungere la vetta (non vicinissima, circa 10-15') oppure iniziare direttamente la discesa.
Discesa

Avviene seguendo la via Normale lungo la cresta sud con percorso a zig-zag (numerosi ometti). Passaggi molto esposti di II, difficile individuare il giusto percorso in caso di nebbia. Giunti sulla larga cengia detritica sopra la forcella tra Cima e Denti d'Ambiéz è possibile sfruttare delle calate in corda doppia. Vicino ad un grosso ometto si trova l'ancoraggio della prima doppia (1 spit+1 clessidra+cordone+maglia rapida). Si scende per 55 Mt. fino ad una cornice. Si raggiunge il vicino canale individuando il successivo ancoraggio (3 chiodi+cordoni+moschettone) su uno sperone nel centro del canale. Da qui è sufficiente una calata di 30 Mt. e poi si scende per roccette (II, possibile ulteriore calata) giungendo in breve alla cengia che riporta all'attacco. Da qui, a ritroso mediante lo stesso percorso d'avvicinamento, si ritorna al rifugio Agostini e quindi al parcheggio.

Commenti vari
Ottima la gestione del rifugio Agostini. Il rifugista Roberto conosce bene le vie della zona e la cucina è ottima e abbondante.
   

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Rubens sulla prima lunghezza

Rubens all'inizio del secondo tiro

 

 

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Sul terzo tiro

Luca sul diedro grigio della quarta lunghezza

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Rubens risale l'estetica, ed esposta, quinta lunghezza

Rubens all'ottava sosta appena finito il temporale

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La Cima d'Ambiéz con i tracciati delle vie: Patacorta, Fox/Stenico, Vienna e della Soddisfazione

 

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