Pizzo di Petto e Monte Vigna Vaga

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Località Tezzi Alti - Gandellino (BG)
Quota partenza 969 Mt. Quota di arrivo 2332 Mt.
Dislivello totale 1500 Mt. Data di uscita 02/06/2016
Ore di salita 4 h. Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. 309, 401 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Uggiosa giornata con continui scrosci di pioggia alternati a brevi schiarite. Nebbia praticamente costante per tutto il percorso che ha reso vana ogni possibile vista sul bel panorama circostante. Pioggia fitta durante l'ultima ora e mezza di discesa. Sentieri ben segnalati dal parcheggio fino al Passo di Fontanamora. Da qui tracce di passaggio evidenti per la vetta della Vigna Vaga. La discesa dal Passo di Fontanamora verso Tezzi Alti, lungo il sentiero senza numero che conduce alla Baita Alta di Fontanamora è poco chiaro, con numerosi bolli ma posti in posizioni poco visibili per chi scende. Dalla suddetta baita il percorso diviene più evidente e meglio indicato.

Eventuali pericoli
Nessuno. Attenzione in caso di innevamento residuo al tratto sotto al Passo di Petto.
Presenza di acqua
Bella fontana presso la Fonte di San Carlo a 30’ di cammino dal parcheggio; altra acqua la troviamo alla Baita di mezzo di Vigna Vaga (2 h. 30’ dalla partenza).
Punti di appoggio
La cappelletta di San Carlo dopo circa 30 minuti di cammino da Tezzi Alti; l’area da pic-nic con tanto di tettoia in località Spiazzi dell’Acqua dopo 1 ora dal parcheggio; alcune baite nei minuti successivi della camminata. Dopo circa 2 ore dall’inizio della camminata arriverete a Baita bassa di Vigna Vaga e dopo altri 30’ alla Baita di mezzo di Vigna Vaga. Lungo la discesa arriverete ad una baita posta poco prima dei ruderi della Baita Alta di Fontanamora e dopo altri 30' circa incontrerete la Baita Bassa di Fontanamora.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla. Nel caso la camminata venga effettuata ad inizio primavera o comunque con neve residua è consigliabile avere con sé i ramponi per affrontare in sicurezza il tratto nel vallone sotto al Pizzo di Petto.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevolissima camminata, rovinata purtroppo dal meteo avverso, che porta sulla cima di due montagne non molto frequentate ma molto panoramiche e di accesso relativamente facile. La bella Val Sedornia all'inizio, il discreto fascino del Laghetto di Spigorel, il selvaggio vallone sotto il Pizzo di Petto, la pietrosa Val Conchetta e l'intricata discesa tra aperti prati e labirintiche conche erbose, sono solo alcuni degli aspetti salienti di questa escursione che richiede anche un certo impegno fisico.
Descrizione percorso
Lungo la strada della Val Seriana, giunti a Ponte
Nossa, si prende la destra verso Valbondione. Una volta giunti a Gandellino, si scende verso destra per entrare nel piccolo paese; alla prima curva si segue a sinistra e si inizia una lunga serie di tornanti verso il borgo di Tezzi Alti. Arrivati alla chiesetta sulla sinistra, si parcheggia nel piccolo spazio per auto davanti alla chiesa e si inizia a camminare su asfalto proseguendo in salita. Al primo tornante sinistrorso si abbandona l’asfalto prendendo il sentierino davanti a noi che subito si impenna tra prati e piante. Sbucati su un’ampia strada sterrata, la si segue verso destra ed al primo tornante si procede dritti in un prato. Si cammina ora su sentierino sassoso che in breve si immerge in un boschetto per sbucare poco dopo una baita, proprio davanti a d una palina che indica un sentiero “agrituristico” denominato Flavio Tasca verso sinistra. Noi invece andiamo a destra inoltrandoci sempre più in una bellissima abetaia inizialmente in salita. Lasciamo alla nostra sinistra un grosso masso muschioso e poco oltre un bacino idrico dietro il quale si trova piccola area pic- nic. Qui facciamo visita ad un curioso masso sulla cui superficie sono scolpite dei curiosi e misteriosi fori (pare fosse un masso sul quale in antichità si facessero riti religiosi in favore del dio Saturno). Poche decine di metri e ci imbattiamo nella fresca fonte di San Carlo (1165 Mt.). Giunti ad un secondo bacino idrico sulle cui pareti sono presenti delle scritte un poco confuse e delle indicazioni poco chiare, procediamo dritti e poi al primo bivio subito a destra direzione Vigna Vaga e Fontanamora. Ad un secondo bivio, andiamo dritti, ignorando il sentiero a sinistra per la Vigna Soliva. Perdiamo ora un poco di quota fino ad una zona pic-nic in località Spiazzi dell’Acqua. Qui attraversiamo il torrente  Sedornia dinanzi a noi (in caso di torrente in piena è possibile usare un malandato ponticello poco più a valle) e seguiamo l’ampio e pianeggiante sentiero sulla sponda opposta verso sinistra (verso destra si scende a Spiazzi di Boario, sopra Gromo, lungo il sentiero 313). Al termine del tratto pianeggiante, rimontiamo una zona prativa nella quale sono presenti alcune baite (Stalle Prato di Vigna). Attraversiamo il torrentello in un punto a metà salita e puntiamo verso la baita più alta. Qui giunti, la pendenza diminuisce e dopo aver costeggiato l’ultima baita incontriamo un bivio. Prendiamo il sentiero in salita verso destra (indicazioni per il lago Spigorel) e, ammirando il bel panorama tra gli alberi, proseguiamo fino ad un successivo bivio al quale deviamo decisamente verso sinistra, abbandonando l’ampio sentiero che prosegue verso il passo Omini e il Sentiero dell’orso. Risaliamo il ripido bosco di abeti su sentiero cosparso di radici. Al termine del bosco attraversiamo una piccola zona prativa al cui centro incontriamo la Baita Bassa di Vigna Vaga (1507 Mt.). Poco più avanti si rientra nell’abetaia e torniamo a salire ripidamente. Terminato il bosco più folto, ci troviamo ora a camminare tra abeti più rari e piccoli e numerosi cespugli. Giungiamo così alla Baita di Mezzo di Vigna Vaga (1660 Mt.) posta in felice posizione soleggiata. Qui seguiamo a destra entrando in un valloncello al cui margine sinistro si trova una piccola pietraia dominata da una formazione rocciosa. Saliamo il valloncello erboso al centro. Arrivati sulla soglia del boschetto di larici, ci spostiamo verso sinistra e camminando su sentierino sbuchiamo al termine degli alberi proprio dove termina la formazione rocciosa alla nostra sinistra. Proseguiamo in falsopiano, incontriamo una piccola croce sotto ad un abete e continuiamo dritti, ignorando una traccia che si dirige, pianeggiante, verso sinistra. Ci portiamo sotto ad un evidente costone roccioso che teniamo alla nostra sinistra (palina in legno) senza mai raggiungerlo. Saliamo in modo regolare tra cespugli e un bellissimo ambiente roccioso attorno (a destra è evidente il massiccio della Vigna Vaga) rimanendo sulla sinistra del vallone che più saliamo e più tende ad aprirsi fino ad un breve tratto pianeggiante che precede una brevissima salitella al termine della quale ci troviamo dinanzi il Laghetto Spigorel. Una palina in legno ci indica la direzione da seguire per incrociare il Sentiero delle Orobie. Andiamo oltre il laghetto, camminando sulla sua sponda destra (per chi sale). In breve si torna a salire ma mai troppo ripidamente. Alla nostra destra si trova la Corna Spigorel che man mano si sale, assume una bellissima forma slanciata simile ad una prua di nave. Ignoriamo la deviazione verso sinistra che conduce a Lizzola. Proseguiamo su prati punteggiati da rocce fino ad incrociare l'ampio Sentiero delle Orobie (n. 401) che seguiamo verso destra (20' dalle sponde del lago). Il paesaggio attorno, tra una breve schiarita e l'altra appare molto bello, severo e aspro. Il sentiero è in falsopiano e ci porta, con un ampio giro in senso orario sotto il vallone dominato dal Pizzo di Petto. Giunti nel vallone, rimaniamo sul suo lato sinistro ed iniziamo a risalirlo piuttosto faticosamente tramite stretti tornantini sassosi. Arrivati poco sotto la quota del Passo di Petto, effettuiamo un lungo traverso pianeggiante che ci permette di tagliare il vallone ormai sotto i nostri piedi per portarci sotto la verticale del passo. Da qui (attenzione alla neve residua) si risale verso il passo dove alcune catene (inutili...) sono ancorate alle rocce. Dall'erbosa selletta del passo (1 ora dl laghetto), andiamo a destra e per una facile, ma ripida dorsale erbosa, in meno di 5 minuti, siamo sulla vetta del Pizzo di Petto (2270 Mt.). Nulla si trova ad indicare la sommità della montagna. Scendiamo quindi a ritroso fin quasi al passo precedente per poi tagliare verso l'evidente sentiero 401 che dal passo di Petto conduce al Passo di Fontanamora. Il tratto è bellissimo, si tratta di un lungo mezzacosta che taglia un vallone detritico che dalla Val Conchetta. Alla nostra destra si alzano alcune pareti rocciose, mentre davanti a noi, verso sinistra si vede la mole rocciosa del Monte Ferrante, alla cui sinistra si trova il Passo di Fontanamora. Qui arriviamo, terminato il traverso pianeggiante ed una breve ma ripida salita, dopo circa 30 minuti dal Pizzo di Petto. Una palina riporta varie destinazioni tra cui Tezzi Alti: la seguiremo dopo il ritorno dalla Vigna Vaga. Saliamo ora verso destra con percorso libero, senza segni o indicazioni alcune. La Vigna Vaga è a breve distanza e basterà seguirne la dorsale erbosa per 15' fino alla sua piccola croce (2332 Mt.).
Discesa
Tornati al Passo di Fontanamora, palina di fronte a noi, procediamo dritti verso Tezzi Alti (scritta anche su un masso) lungo un sentiero segnalato da bolli bianchi e rossi, ma privo di numerazione. Il sentiero scende lungo prati, tra conche erbose, piccoli dossi, vallette e valloncelli. Il procedere necessita di una certa attenzione per non smarrire i segnali a tratti nascosti o poco visibili. La direzione è quella verso il lontano Passo degli Omini, ma molto prima di arrivarci, in località Foppana (1 h. dalla cima della Vigna Vaga), nei pressi di una casera, si piega decisamente a destra per scendere verso la Baita Alta di Fontanamora (rudere). Poco prima della Baita, si incontrano un paio di altre paline in legno che ignoriamo restando sempre sul sentiero principale. Da qui, entriamo in un ampio vallone che percorriamo tramite un ripido sentierino sassoso ricco di tornantini. Giunti ormai in vista della Baita Bassa di Fontanamora, continuiamo la discesa restando ai margini del bosco alla nostra destra e tenendo alla nostra sinistra un ampio canalone posto ai piedi dell'imponente Sasso di Fontanamora, che scende fino alla baita suddetta. Qui arrivati seguiamo verso destra il sentiero che in circa 5 minuti ci porta al bivio per il Lago Spigorel incontrato durante la salita. Al bivio questa volta proseguiamo dritti in discesa lungo la strada già percorsa fino all'auto.

Note
Il Laghetto di Spigorel in alcune paline è indicato anche come Lago di Vigna Vaga. La zona attorno al laghetto è ricca di fauna selvatica, tra cui camosci e cervi.
Commenti vari
Per altre indicazioni, curiosità, notizie e foto della zona, si vedano le uscite al Monte Timogno, al Laghetto Spigorel e al Pizzo di Petto.
Altre salite
Omar e Golem avevano già salito il Pizzo di petto il 20 maggio 2006.
Luca e Claudia avevano già salito il Pizzo di petto con gli sci il 5 marzo 2011.
   

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La Vigna Vaga dal Laghetto Spigorel

Il Laghetto di Spigorel

   

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La Corna Spigorel

Omar sul Pizzo di Petto

   

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Ferrante a sinistra e Passo di Fontanamora a destra

Il sentiero dal Passo di Petto a quello di Fontanamora

   

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La dorsale verso la Vigna Vaga dal passo di Fontanamora

Omar sulla Vigna Vaga tra pioggia e nebbia

 

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