Monte dei Frati e Monte Valrossa

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Carona (BG)
Quota partenza 1100 Mt. Quota di arrivo 2502 Mt. il Monte dei Frati
2550 Mt. il Monte Valrossa
Dislivello totale 1450 Mt. Data di uscita 01/06/2019
Ore di salita 4 h. per il Monte dei Frati
altri 20' per il Monte Valrossa
Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. 247, 236 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Nonostante il periodo ormai prossimo alla fine della primavera, a seguito delle recenti e copiose nevicate, oltre i 2000 metri di quota si è rinvenuto un abbondante e continuo manto nevoso, ben superiore in alcuni punti al metro di altezza, oltretutto non battuto da altri camminatori. Purtroppo le temperature elevate, già a fine mattina hanno reso tale neve, fradicia e pesante, per cui la discesa è risultata a tratti penosa... Sentieri ben segnalati ed evidenti fino al Lago dei Frati. Oltre il lago, tutto è scomparso sotto la neve, ma il percorso risulta comunque logico ed evidente.

Eventuali pericoli
Attenzione alla presenza di grandi cornici lungo la cresta che unisce le due cime. Il pendio sopra il Lago dei Frati, presenta tratti molto ripidi (superiori ai 30 gradi), occorre quindi essere certi che il manto nevoso sia ben assestato per risalirlo con la dovuta sicurezza; stesso discorso per il vallone di discesa poco sotto la vetta del Monte dei Frati.
Presenza di acqua
Nel borgo di Pagliari si trovano un paio di fontane a cui attingere acqua freschissima.
Punti di appoggio
A parte le case di Pagliari a meno di mezzoretta dalla partenza, non si trova più nulla se non alcuni ruderi e le strutture della diga del laghetto artificiale nella Val dei Frati (2 ore dal parcheggio).
Materiale necessario oltre al tradizionale
In caso di neve portatevi ramponi e una piccozza.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole escursione in ambiente innevato a tarda stagione lungo la bellissima e solitaria Valle dei Frati prima, e la semplice ma non banale cresta che dal Passo di Aviasco porta al Monte dei Frati e prosegue al Monte Valrossa poi. Immensi i panorami sia verso Nord che verso Sud, ad abbracciare tantissime cime e laghi della valle Brembana e Seriana.
Descrizione percorso
Giunti a Carona, in alta Val Brembana, prendete la direzione (ben indicata) per il parcheggio dei rifugi Longo e Calvi. Lungo la strada asfaltata arriverete al bivio per i rifugi stessi, oltre il quale non è più possibile proseguire in auto (occorre un ticket da pagare per il parcheggio lungo la strada che si inoltra oltre Carona, costa 2 € al giorno ed è acquistabile presso i bar e gli esercizi commerciali di Carona). Parcheggiate in prossimità di un netto tornante verso sinistra, oppure, come usualmente fa il sottoscritto, lasciate l'auto nei parcheggi liberi mezzo chilometro prima e fatevi un quarto d'ora di strada in più a piedi... Proprio al tornante si stacca la strada verso destra (chiusa al traffico) che prenderemo. Si inizia a camminare su ripido asfalto fino al bel borgo di Pagliari (10’). Poco prima delle case, un sentiero (sentiero estivo n. 247 per il rifugio Calvi) scende verso destra in mezzacosta tra prati. In breve arriva tra le abitazioni di Pagliari per poi scendere lungo un scalinata verso le sponde del fiume Brembo. Si attraversa un ponte e si prosegue verso sinistra, ignorando il sentierino che costeggia il corso del fiume stesso. Si prende l'evidente e segnalato sentiero che con leggera pendenza si inoltra nel bel bosco misto alla nostra destra. Superata una piccola pietraia che scende dalla nostra destra si prosegue nuovamente nel bosco. Si attraversa un rigagnolo d’acqua e si inizia una ripida salita su sentiero a gradoni fatti da tronchi di legno. Al termine della ripida scalinata si prosegue con una serie di cambi di pendenza sempre all’ombra del bosco che ora è composto da delle belle conifere. In corrispondenza di un masso con la scritta “Calvi”, si compie una curva verso destra per poi passare sotto una ripida paretina rocciosa. Incontrerete ad un bivio un sentiero verso destra in ripida salita, ignoriamo anche questo, proseguendo dritti in falsopiano e poi in leggera discesa per pochi metri fino ad arrivare in una zona acquitrinosa (50' dalla partenza). Superata la zona umida si sale un poco per giungere ad una seconda zona paludosa. Si prosegue ora nuovamente nel bosco fino ad un bivio verso destra (indicazioni su un masso, 1 h. dal parcheggio) dal quale si riprende a salire con una certa pendenza fino ad una zona di pascoli al cui inizio si trovano alcuni grandi massi coperti di vegetazione. Superati i massi si procede tra prato e cespugli all’interno di una specie di valletta quasi pianeggiante costellata da alcuni ruderi, mucchi di pietre ed una piccola pietraia. Superato alla nostra destra un edificio dal tetto a semicerchio si arriva al bivio per il sentiero che conduce verso il rifugio Laghi Gemelli (1 h. 15’ dall’auto). Noi proseguiamo verso sinistra, attraversiamo un torrentello ed in falsopiano, poi in discesa arriviamo ad un ponticello che scavalca una stretta gola con un ripido corso d’acqua che scende dalla Valle dei Frati. Più avanti troviamo il bivio a destra per la valle suddetta, sentiero n° 236 (1h 30' dalla partenza). Lo seguiamo, ripido fin da subito, facendo attenzione ad alcune zone ghiacciate lungo il tracciato caratterizzato da stretti tornantini, cespugli di lamponi e mirtilli. Giunti al cospetto della piccola diga che racchiude il laghetto dei Frati, teniamo il lato destro orografico della valle (sinistra per chi sale). Rimanendo alti sopra il lago, seguiamo un bel sentierino in mezzacosta, dapprima erboso e poi sassoso. Dopo una breve salita ci troviamo in una zona quasi pianeggiante ben più alta del lago. Qui entriamo in una piccola pietraia di rocce a scaglie color ruggine, tipiche della zona. Puntiamo al centro della valle, dove un ripido pendio ci porterà nella parte alta della valle, meno faticosa ed erta. Alla nostra sinistra una alta parete rocciosa indica l'inizio della salita. Per arrivare alla parte alta della valle dobbiamo prima affrontare questo ripido pendio (30 gradi), puntando ad un enorme masso posto in alto, al centro, al termine del pendio stesso. Il percorso è costante, si sale dritti verso il suddetto masso ed una volta arrivati ad esso, si piega leggermente a sinistra, sempre su terreno ripido. Pochi metri e la pendenza cala. Ora la valle si apre improvvisamente e, in lontananza si possono vedere il Passo d'Aviasco orientale (quello a cui puntiamo) e quello occidentale, posto più a destra per chi sale. Per ragioni di sicurezza, è meglio, al termine del ripido pendio, poco sopra al grande masso, scendere nel vallone sottostante e da lì, risalire verso il passo di sinistra, proprio davanti al Monte Pradella. Scendiamo dunque nella conca sotto di noi e con un bel tracciato ondulato e con alcuni ripidi tratti giungiamo all'ometto di pietra che idica il Passo d'Aviasco (2 h. dall'inizio del sentiero 236). Il percorso originale, in assenza di neve, rimane invece sul lato destro orografico della valle e con un lungo mezzacosta in senso orario porta direttamente al passo. Dal passo andiamo decisamente verso sinistra, alzandoci subito lungo la ripida costa erbosa del Monte dei Frati. Il percorso si sviluppa su balze erbose piuttosto scivolose, ma in presenza di neve, la salita diviene più regolare. Senza mai allontanarci dal filo della dorsale guadagnamo rapidamente quota godendo del bellissimo panorama alla nostra destra: lo sguardo spazia dai laghi di Aviasco, al Monte Pradella, le Cime di Valsanguigno, il Lago Colombo sovrastato dalla mole rocciosa del Pizzo Becco ed infine i Corni di Sardegnana. Ad un certo punto, la salita diviene meno ripida e dobbiamo seguire la cresta, ora più sottile ma mai difficile, verso destra. Giunti sotto alla parte finale della salita per il Monte dei Frati, abbandoniamo la cresta che è interrotta da un salto verticale di 4-5 metri molto esposto. Effettuiamo un mezzo giro verso destra e scendiamo alcuni metri lungo il ripido pendio alla nostra destra, per poi tornare verso sinistra e portarci alla base del salto roccioso. Per arrivare qui, occorre però percorrere una breve cengia che si affaccia su un ripido ed insidioso canalone che scende alla nostra destra. In caso di neve accumulata sulla cengia, questa diviene piuttosto delicata ed occorre affrontarla con i ramponi ai piedi ed una certa attenzione. Si tratta di non più di 5-6 metri ma sono i più delicati dell'intera camminata. Una volta arrivati dalla parte opposta della cengia, affrontiamo una facile e ben appigliato saltello roccioso misto a qualche zolla d'erba ed eccoci nuovamente in cresta. Non resta che proseguire tranquillamente verso la ormai vicina vetta del Monte dei Frati che si raggiunge con un ultimo ripido pendio. Bellissimo il panorama dalla vetta, soprattutto verso la zona dei Monti Zerna, Masoni, Cigola e Aga. Bello anche il colpo d'occhio sul proseguio della cresta che si snoda sinuosa verso il Monte Valrossa ed oltre fino al Cabianca. facendo attenzione alla presenza di cornici di neve, spesso di notevoli dimensioni, si cammina lungo il filo di cresta per alcune decine di metri, per poi scendere lungo il pendio alla nostra destra e proseguire in direzione del vicino Monte Valrossa. Senza mai allontanarsi troppo dalla cresta procediamo in mezzacosta cercando di mantenere una quota costante. Arriviamo ad una evidente selletta rocciosa (bello guardare a sinistra in basso attraverso la sella) e riprendiamo il filo della cresta, magari stando leggermente più bassi, sempre per via delle pericolose cornici aggettanti. Da qui in meno di 15 minuti di salita, senza difficoltà, arriviamo alla cima del Monte Valrossa.
Discesa
Ripercorriamo l'intero percorso di cresta fino ad arrivare poco oltre la cima del Monte dei Frati. Prima di arrivare alla cengia ai piedi del salto roccioso, ci troveremo ad una ampia e dolce sella. Da qui, alla nostra destra si apre un evidente vallone, inizialmente molto ripido e più in basso dalla pendenza più abbordabile. Scendiamo senza indugio lungo il vallone, ma solo in caso di neve ben assestata e portante, poiché il fondo sotto il manto nevoso è molto sassoso e con vari e pericolosi buchi tra i massi (anche in assenza di neve sconsiglio vivamente di percorrere questo vallone, essendo piuttosto friabile). Il vallone inizia con una pendenza piuttosto importante (attorno ai 30-35 gradi), ma dopo un centinaio di metri possiamo rilassarci e restando al centro del vallone proseguire la discesa con maggior tranquillità e rapidità. Verso la fine del vallone, questo si divide in due per la presenza di un grande dosso roccioso. Io ho seguito il ramo di sinistra, ma nulla vieta di andare a destra. In ogni caso ci troveremo sul fondovalle della Valle dei Frati, ancora piuttosto in alto sopra al lago omonimo. Una volta giunti nella Valle dei Frati, non ci resta che ripercorrere il sentiero di andata fino all'auto.

Note
Dalla cima del Monte Valrossa, è possibile, anzi consigliabile se siete in buona forma, proseguire verso il Monte Cabianca, sempre lungo la medesima cresta. In questo caso però, con neve, la cresta verrà abbandonata poco oltre il Valrossa, per proseguire su ripidi pendii innevati e arrivare allo sbocco del Canalino Nord del Cabianca e da qui salire in breve alla vetta, oppure discendere dal suddetto canalino (pendenze attorno ai 40-45 gradi, quindi con piccozza, ramponi e casco).
   

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Uno scialpinista in uscita dal ripido vallone

Lungo la parte finale della cresta per il Monte dei Frati

   

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Il delicato passaggio poco prima del Monte dei Frati

Parte della cresta percorsa

   

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Sulla cima del Monte dei Frati con il Monte Pradella a sinistra

Verso il Monte Valrossa

   

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Omar sulla cima del Valrossa

Il ripido vallone di discesa
con alcune delle numerose piccole slavine