Pizzo di Cigola e Monte Aga

Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Carona (BG)
Quota partenza 1150 Mt. Quota di arrivo 2632 Mt. (Pizzo Cigola); 2720 Mt. (M. Aga)
Dislivello totale

+1750 Mt. compresi i saliscendi

Data di uscita 10/08/2013
Ore di salita 3 h. 30' per il Pizzo di Cigola
1 h. 30' dal Cigola all'Aga
Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. 208, 210, 224, 253 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE; passi di I, II (esposti)
Condizioni climatiche e dei sentieri
Splendida giornata estiva, assenza totale di nuvole anche nel pomeriggio, come raramente capita sulle Orobie. Sentieri facili e ben segnalati fino al Passo di Cigola. Traccia con sbiaditi bolli rossi, a tratti non visibilissimi, lungo l'esposta e friabile cresta del Pizzo di Cigola, dove molto probabili sono le cadute di massi. Ben segnalata la salita all'Aga su ripido ghiaione a tratti coperto di neve dura.
Eventuali pericoli
Attenzione solo lungo la cresta del Cigola dove alcuni passaggi su roccia instabile rendono un poco pericoloso il procedere, specie in discesa. Un minimo di attenzione ai sassi anche lungo la salita all'Aga nel caso abbiate sopra o sotto altri escursionisti.
Presenza di acqua
Bella fontana a Pagliari, dopo 10' dalla partenza da Carona; acqua anche al rifugio privato "Baitone" (1 h. 15' da Carona) ed al rifugio Longo (2 h. scarse da Carona).
Punti di appoggio

Il rifugio privato il Baitone dispone di una piccola tettoia sotto cui ripararsi in caso di maltempo. Molto più comodo il rifugio Longo. Da qui in poi non si trova più nulla.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Ramponi ad inizio estate per la salita lungo il vallone detritico che porta alla cima del Monte Aga. In caso di annate nevose, i ramponi risulteranno utili anche a stagione inoltrata.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Lunga escursione che porta ad accoppiare due cime molto vicine tra loro, separate da un panoramico passo. La prima delle due, il Pizzo di Cigola, è pochissimo frequentata a causa della non facile cresta che conduce alla sua sommità e per affrontare la quale occorre avere una discreta esperienza di progressione su roccia esposta e instabile (a metà della cresta vi è un passaggio di II grado piuttosto esposto). La seconda vetta, il Monte Aga, è molto più frequentato e privo di difficoltà tecniche, ed offre un panorama mozzafiato sulle montagne circostanti, anche se la salita può risultare faticosa e ripida (specie dopo aver salito già il Pizzo di Cigola). Ovviamente le due cime possono essere salite indipendentemente l'una dall'altra.
Descrizione percorso
Giunti a Carona, in alta Val Brembana, prendete la direzione (ben indicata) per il parcheggio dei rifugi Longo e Calvi. Lungo la strada asfaltata arriverete al bivio per i rifugi stessi, oltre il quale non è più possibile proseguire in auto. Si inizia a camminare su ripido asfalto fino al bel borgo di Pagliari (10'). Da qui la strada, sebbene ampia, diviene ciottolata e cementata (sentiero n. 210), ma rimane comunque ripida. Passate le affascinanti cascate di Val Sambuzza (30' dal parcheggio) si prosegue fino ad un paio di ripidi tornanti per giungere ad una baita sul margine della strada con annessa fontanella. Andiamo oltre la casetta e con un altro tornante procediamo lungo la carrareccia. Ora la pendenza diminuisce e si inizia a camminare anche all'ombra di qualche pianta. Dopo circa 45' dalla partenza ci imbattiamo in un evidente cartello in legno (con indicazioni Rifugio Longo, sentiero 208) che ci invita ad abbandonare (finalmente...) la strada e deviare verso sinistra per entrare in un ripido bosco di abeti. In breve arriviamo sotto ad una baita privata e poco dopo al rifugio privato il Baitone (15' dalla deviazione). Il percorso è ora quasi pianeggiante e sbucherà su una ampia sterrata (sentiero n. 224) in mezzacosta con pendenza regolare, che in circa 40' sale verso il rifugio Longo. Dal rifugio si prosegue sulla sterrata fino al poco distante lago del Diavolo (15'). Guardando il lago, si procede verso sinistra (indicazioni su un muretto per il Passo di Cigola, sentiero n. 253) per alcune decine di metri per poi imboccare verso destra il ripido vallone che in tre quarti d'ora porta al passo. Il percorso è misto tra prati e pietraie. Arrivati al passo, per la salita al Pizzo di Cigola, si prende la cresta a sinistra della bocchetta del passo, seguendone fedelmente il filo per i primi metri. I bolli sono di un rosso sbiadito ma comunque evidenti. Dopo pochi minuti ci si porta leggermente sul versante brembano facendo attenzione al terreno friabile. Tornati in cresta si procede con facile arrampicata fino ad un impegnativo salto roccioso esposto (II grado) alla cui base vi è scritto “attenzione caduta sassi”. Questo tratto, ho visto poi essere aggirabile sul versante Valtellinese (cosa che ho fatto in discesa). Giunti su una specie di pulpito roccioso si faccia ben attenzione ai bolli che qui sono carenti: non abbassatevi sul versante brembano come sembrerebbe logico, ma state poco distanti dalla cresta rimanendovi comunque sotto. Con un paio di gradoni rocciosi si tornano a vedere bene i bolli. Superato un canale friabile che scende verso la nostra sinistra, si compie un leggero traverso verso sinistra in mezzacosta su erba e pietre e si affronta l'ultima rampa verso la cima, ora più facile. Giunti sulla affilata cresta finale, si percorrono con una certa attenzione gli ultimi metri pianeggianti e si è al cospetto della bella croce in ferro del Cigola. La discesa avviene lungo il medesimo itinerario. Tornati al passo di Cigola, ci si abbassa pochi metri lungo il sentiero che porta al Longo per poi prendere una traccia pianeggiante verso sinistra che in breve ci porta alla base dell'ampio vallone pietroso da risalire per giungere alla vetta del Monte Aga. I bolli e le frecce sono numerosissimi (fin troppo) ed il percorso si sviluppa tra ghiaioni, pietraie, macchie di neve dura e placche rocciose inclinate. Giunti alla sommità del vallone si sbuca sulla cresta. Seguendola verso destra, facendo attenzione alle rocce taglienti e friabili, si arriva alla piccola Madonnina racchiusa in una teca posta sulla cima del monte.
Discesa
Dalla Cima dell'Aga, si torna al passo di Cigola e da qui si ripercorre il percorso fatto in salita.

Note
La zona poco sopra il Lago del Diavolo e che conduce al Passo di Cigola è particolarmente ricca di stambecchi facilmente avvicinabili. Per i più lazzaroni è disponibile un servizio navetta per il rifugio Longo (così anche per il Calvi) da prenotare al n. 328/0424902. Sarebbe bello che, per farsi perdonare il passaggio in jeep, al ritorno dall'Aga , giunti al lago del Diavolo, si effettuasse la traversata verso il rifugio Calvi e da lì scendere a Carona.
Commenti vari
Un appunto ai tracciatori del sentiero che sale il vallone del Monte Aga: in un ambiente così bello e severo sarebbero stati più indicati dei piccoli bolli colorati (o meglio degli ometti) ad indicare la via di salita, anziché quelle orrende e gigantesche frecce disegnate in fretta e furia con la vernice spray che rovinano decisamente il paesaggio.
   
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Cresta del Pizzo di Cigola
Omar sul Cigola
   
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Il vallone da salire per il Monte Aga
La sommità del vallone per il Monte Aga
   
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Omar sull'Aga
Panorama dall'Aga verso la conca del rif. Calvi
   
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Stambecco al passo di Cigola
Il lago del Diavolo con il Cigola e l'Aga
   
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