Cima Vallocci e Cima dei Lupi (cresta Nord-Est)

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Ronchi - Foppolo (BG)
Quota partenza 1650 Mt. Quota di arrivo 2510 Mt. (Cima Vallocci)
Dislivello totale 1000 Mt. circa
Data di uscita 18/08/2020
Ore di salita 2 h. 45' per la Cima Vallocci
1 h 15' in più per la Cima dei Lupi
Ore di discesa 2 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 202, 201 A, 203
Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar
Difficoltà EE la Cima Vallocci
F la cresta Nord-Est della Cima dei Lupi con passi di I/II
Condizioni climatiche e dei sentieri

Girnata dai due volti contrapposti: pioggerella, nebbie e vento freddo durante la mattina; sole e cieli azzurri con ampi nuvoloni che correvano veloci nel pomeriggio ragalando ampi panorami  e bellissimi colori altrimenti preclusi. Sentieri ben segnalati da paline e bolli fino al bivio tra il sentiero che sale alla Bocchetta dei Lupi e la misera traccia che conduce al Passo di Dordonella. Da questo bivio i bolli divengono poco visibili ed in alcuni punti tendono a perdersi. Alcuni ometti facilitano la progressione, ma nella parte alta anche questi tendono a confondersi con il paesaggio. Dal Passo di Dordonella, salendo alla Cima di Vallocci seguiamo l'evidente cresta che più in alto diviene molto ripida. Tornati al Passo di Dordonella, si segue ora la rocciosa cresta Sud per la Cima dei Lupi, molto esposta e priva di ogni traccia di passaggio o segni di alcun tipo. Anche la discesa verso la Bocchetta dei Lupi è priva di indicazioni, ma è presente una debole traccia che ci aiuta nell'individuare il percorso. Dalla bocchetta in poi tornano bolli ed indicazioni.

Eventuali pericoli
La percorrenza della cresta Nord-Est della Cima dei Lupi richiede molta attenzione, non tanto per le difficoltà che oppone, quanto per la sua sottigliezza e l'esposizione.
Presenza di acqua
Poco dopo la partenza, sulla destra si trova un piazzale di deposito delle cabinovie in disuso, qui, oltre ad un paio di bacheche informative, si trova anche una fontana con tanto di scultura di legno. Scendendo in Val Madre, mezz'ora dopo il Passo di Dordona, possiamo prolungare di pochi minuti la discesa oltre il bivio per il sentiero che sale alla Bocchetta dei Lupi ed arrivare al rifugio Dordona.
Punti di appoggio
In circa 30 minuti di cammino arriviamo ad un bel pianoro con ponticello in legno da attraversare, qui, verso sinistra si vede una baitella isolata (Baita Comellini, 1800 Mt.) Al Passo di Dordona possiamo trovare un ottimo riparo da pioggia o intemperie nelle vecchie trincee e gallerie militari. Seguendo il sentiero n. 203 verso destra, partendo dal Passo di Dordona, in circa 10 minuti arriveremo ad una baitella poco oltre il laghetto di Dordona. Scendendo invece verso la Valtellina, in circa 30 minuti possiamo arrivare al Rifugio Dordona (1930 Mt.). Durante la discesa dal Passo dei Lupi, a circa 20 minuti da questo si trova una baita sempre aperta che offreo spartano ricovero su assali di legno.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla per l'escursione. Una torcia se volete visitare le trincee di guerra al passo di Dordona.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bella escursione con numerosi e diversi ambienti attraversati: pascoli, valllette e valloni, creste e panoramici passi, nonchè cime poco frequentate. La camminata inizia in territorio bergamasco, ma si svolge prevalentemente in quello valtellinese, anche se si rimane vicini al confine tra le due province. La Cima Vallocci è poco frequentata, ma offre un panorama mozzafiato e regala piacevoli emozioni a chi ne risale la ripida ma mai difficile dorsale. La Cima dei Lupi, sebbene non abbia forme attraenti, è dotata di due cime separate (Cima Nord e Cima Sud; ma per qualcuno l'unica cima è quella Sud) da una poco evidente sella, ed è ancor meno frequentata, se non in inverno da vie più accessibili (vedi relazione del 26-02-2011); la sua salita dalla bella cresta Nord-Est, esposta e con tortuose lame rocciose, regala un forte senso di scoperta e avventura e necessita di passo fermo e intuito per trovare i passaggi migliori e mai difficili. Anche il resto della camminata garantisce piacevoli panorami ed angoli interessanti (come le trincee di guerra al Passo di Dordona, oppure  piccoli ed isolati laghetti senza nome).
Descrizione percorso
Giunti a Foppolo in Alta Valle Brembana, seguiamo le indicazioni per il Passo di Dordona ben evidenti presso un tornante sinistrorso. Lasciamo l'auto al termine della strada in località Rochi (o Ronchi secondo alcune cartine), in via Rovera. Qui, nel punto in cui si trova una palina di metallo con le indicazioni per il passo stesso (n. 202) e per il Passo di Porcile e quello del Tartano (n. 201), procediamo in salita fino all'inizio della strada sterrata. Camminiamo ora su questa sterrata, ampia e sassosa. Bellissime le viste sul Monte Pegherolo e le cime che lo corcondano. Subito ci imbattiamo in un bivio. Qui andiamo a sinistra sempre lungo la sterrata, lasciando a destra la ripida strada per i mezzi autorizzati che salgono al Passo Dordona e agli alpeggi in zona, nonchè al Rifugio Dordona. La nostra strada prosegue pianeggiante e transita dietro ad alcuni antiestetici paravalanghe in cemento armato, in nessun modo mimetizzati. Dopo poche decine di metri la stada serpeggia fino ad un ponticello che permette di attraversare un piccolo corso d'acqua. Sulla nostra sinistra sono ben visibili alcune baite in mezzo ad un prato, tra cui la Baita Comellini. Presso il ponticello di cemento è presente un paletto con la scritta "P. Dordona". Attraversato il torrentello riprendiamo a salire su prati aperti. Passiamo un piccolo edificio dell'acquedotto e più in alto eccoci presso altri orrendo paravalanghe sulle cui pareti di cemento si rinvengono alcuni bolli del sentiero n. 202. Proseguiamo verso un evidente boschetto di larici che attraversiamo, ignorando una deviazione sinistra con l'indicazione per Dordona (dalla quale scenderemo al ritorno). Usciti dal boschetto eccoci in una ampia radura percorsa da un torrentello che attraversiamo grazie ad un ponticello dove si trova una palina con le inidcazioni per rifugio e passo di Dordona. Poco discosta dal ponte, verso sinistra vediamo l'isolata baita Cornelli. Attraversiamo il ponte e procedimo verso il pendio davanti a noi. Con una serie di tornanti, tratti rettilinei e improvvise curve, guadagniamo rapidamente quota su terreno misto, tra cespugli, larici e rododendri. Bella vista sul vicino Pizzo del Vescovo. Usciti dal pendio eccoci in una serie di conche poste a diversa altezza, percorse da una lunga fila di tralicci dell'alta tensione che, oltre a rovinare l'ambiente, ci indicano la direzione della nostra meta. Il sentiero passa nei pressi di alcune formazioni rocciose, ma si mantiene sempre tranquillo e poco ripido. In meno di 1 ora dalla partenza eccoci al Passo di Dordona con le sue affascinanti gallerie e trincee militari. Vi troviamo anche una piccola madonnina con tanto di asta e bandiera sventolante. Interessante il panorama verso la Valtellina, il lontanissimo ma ben visibile Gruppo del Disgrazia e la interessantissima cresta che sale verso il Monte Cadelle. Alla nostra destra si vede la appuntita mole del Monte Toro e più Lontano il roccioso versante Nord del Corno Stella. Verso sinistra, in lontananza è visibile anche la Cima di Vallocci, aguzza e con la sua forma piramidale, più a sinistra si trova la lunga e poco appariscente Cima dei Lupi con le poco accentuate cime Nord e Sud. Scendiamo in Val Madre, sul versante valtellinese lungo il sentiero n. 201 A, ampio e sterrato, praticamente una strada per 4 ruote motrici. La strada scende dolce e rilassante verso il rifugio Dordona. Poco prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra parte un sentiero ben evidenziato da una palina indicante tra le altre, anche la direzione per la Boccehtta dei Lupi (sentiero GVO- Gran Via delle Orobie). Dopo circa 15' di salita tra prati, il sentiero passo sotto ad un costoncino roccioso alla nostra destra: qui su di un masso a terra si nota un bollo giallo e rosso e su un secondo masso poco distante, una scritta appena visibile che indica Passo di Dordonella. Andiamo quindi a destra seguendo un breve tratto sassoso, simile al greto di un torrente. Sotto al costone roccioso la traccia poco evidente piega a destra. Facciamo molta attenzione a vari bolli rossi fatti con vernice spray. Procediamo fino ad un piccolo valloncello che risaliamo sul versante sinistro per chi sale tramite stretti tornantini molto ripidi. Poco sopra, attraversiamo il valloncello e proseguiamo fino ad un costone che non doppiamo, ma deviamo verso sinistra risalendolo. Segue un tratto in mezzacosta verso destra. Attraversiamo una piccola pietraia di rocce chiare. Nei pressi di un rudere, proseguiamo verso sinistra salendo un vallone erboso piuttosto ripido, facendo ben attenzione a vari ometti sparsi tra l'erba alta e massi affioranti. Seguendo gli ometti guadagnamo velocemente quota. Con percorso poco evidente e su terreno aperto, raggiungiamo la dosale che ci separa dal versante opposto: siamo al Passo di Dordonella, 40 minuti dal bollo giallo e rosso. Seguiamo la cresta verso destra che ci condurrà direttamente sulla Cima Vallocci. Il percorso è poco impegnativo, anche se nel primo tratto il filo è decisamente sottile, ma non esposto, essendo il versante alla nostra sinistra poco ripido. Camminiamo su lame e placche appoggiate, con andamento quasi pianeggiante. È possibile evitare questo tratto roccioso stando più bassi sul lato sinistro e risalendo in cresta al suo termine, dove comincia la seconda parte di salita alla cima, quello più ripido ma facile. Se invece restiamo sul filo di cresta, oltre a divertirci di più, ne trarremo anche più soddisfazione. Il primo tratto termina con un salto roccioso di circa 3 metri, a dire il vero un poco esposto, ma anch'esso è aggirabile sulla sinistra. Proseguiamo ora su terreno più facile, tra erba e massi affioranti, anche se più ripido. Man mano saliamo la pendenza aumenta. Giunti ad una pietraia incontriamo alcuni ometti molto grossi che proseguono verso l'alto, ma sono anche visibili in discesa. Arrivati ad una spalla erbosa, vediamo un ultimo grosso ometto. Continuiamo su terreno erboso fino ad una seconda pietraia in cui si vedono curiosi massi bianchi simili a marmo. Da qui inizia la parte più ripida: il salto finale alla cima. Questo si sviluppa tra facili gradoni rocciosi e serpeggianti traccette su erte balze erbose. Arrivati ad un tratto erboso pianeggiante ci troviamo sull'antecima, ormai in vista del crocefisso di vetta al quale arriviamo velocemente seguendo l'evidente facile ed ampia costa alla cui destra si vede un canalone roccioso che cade verticale verso il basso. Dopo una meritata pausa per godersi il panorama di cime vicine (tra le quali Monte Cadelle, Cima di Lemma, Pizzo della Scala, Passo del Tartano, Laghi di Porcile, Monte Toro e Corno Stella e molto altro) e lontane (Monte Disgrazia, Pegherolo), ripercorriamo in discesa i nostri passi fino al Passo di Dordonella. Da qui, invece di ridiscendere nel vallone alla nostra sinistra, proseguiamo dritti lungo l'ampia e comodo dorsale pratosa, puntinata di massi affioranti, verso la Cima Nord dei Lupi. Giunti davanti ad una zona più rocciosa, possiamo salirla direttamente, con qualche facilissimo saltello, oppure aggirarla sulla sinistra tra prati e riprendere la dorsale poco più avanti. Oltre la zona rocciosa, torniamo a camminare per prati meno ripidi. Eccoci ora ad affrontare una serie di tratti su placche inclinate verso destra, sottili ed articolate. Dobbiamo inventarci il percorso più agevole in mezzo a questo apparente caos di lame e rocce. La soluzione migliore è quella di non abbandonare mai il filo di cresta anche quando questa diviene piuttosto sottile ed intricata. Esistono anche un paio di punti in cui è possibile abbassarsi fino al pendio sottostante e risalire ben più avanti, ma così facendo si perderebbe il bello dell'escursione. Volgendosi indietro si ha una bella vista sul percorso di salita alla Cima Vallocci. Un ultimo tratto più agevole ci porta all'ometto di vetta della Cima Nord dei Lupi (quota attorno ai 2410 metri). Continuiamo ora lungo la cresta verso la Cima Sud con direzione Nord-Est. Possiamo ben vedere il resto del cammino e l'esposizione della cresta che ci aspetta, ma restando sul suo filo, con una certa attenzione, possiamo proseguire senza grosse difficoltà. Il punto più impegnativo lo incontriamo all'inizio, poi le difficoltà tendono a ridursi, man mano ci avviciniamo alla seconda cima. La cresta ha le stesse caratteristiche di quella precedente, ossia lame accatastate, placche esposte, qualche breve saltello roccioso e brevi tratti sul balze erbose. L'ultimo tratto è costituito da una facile dorsale erbosa. Anche sulla Cima Sud dei Lupi (2415 Mt.) ci attende uno striminzito ometto di sassi ed un piacevole panorama, specie sui Laghi di Porcile e la zona del Passo del Tartano.
Discesa
Dall'omino di vetta della Cima meridionale dei Lupi, scendiamo con molta attenzione verso sinistra (Sud) lungo una ripidissima costa erbosa piuttosto stretta. Seguiamo la traccia tra ripide balze erbose, stretti tornantiti esposti, facendo attenzione a non deviare mai dal centro della costa. A metà discesa superiamo un tratto pianeggiante per poi riprendere la forte discesa tra qualche semplice saltello roccioso che si alterna ad altri punti erbosi, fino ad arrivare allo strettissimo intaglio della Bocchetta dei Lupi, dove una targa gialla ed una palina ci indicano varie direzioni. Scendiamo verso sinistra in direzione del sentiero n. 201A che ci condurrà alla strada sterrata che scende dal Passo di Dordona. Scendiamo allora dalla Bocchetta dei Lupi lungo una breve rampa di gradini terrosi per poi proseguire su ampi prati. Effettuiamo un giro in senso orario e attraversiamo una piccola pietraia. Proseguiamo su prati fino ad un piccolo laghetto (probabilmente il Laghetto dei Dossi) che lasciamo alla nostra destra. Scendiamo ora verso la strada sotto di noi. Superiamo il punto in cui, all'andata, abbiamo abbandonato il sentiero 201A per deviare verso destra e salire al Passo di Dordonella. Da qui in pochi minuti arriviamo alla sterrata e la risaliamo verso destra fino al Passo di Dordona. Dal passo, anziché scendere lungo il percorso fatto all'andata, prendiamo verso sinistra il sentiero n. 203. Questo è una ampia sterrata che procede semi pianeggiante. Superiamo il Laghetto di Dordona alla nostra destra, e poco oltre una baita discosta dal sentiero verso sinistra. Ignoriamo poi il bivio con un sentierino che salirebbe al Lago delle Trote per proseguire dritti lungo la sterrata in leggera discesa. Seguendo fedelmente il percorso perdiamo lentamente quota. Giunti ad un tornante destrorso, sulla sinistra si stacca un sentiero che sale al ristoro Montebello. Ignoriamo anche questo e scendiamo a valle con davanti a noi l'imponente mole del Pegherolo. Superiamo un paio di tralicci dell'alta tensione. Poco oltre ecco una vecchia stazione della funivia e poi un paio di baite sulla destra. Pochi minuti ed arriviamo al termine della strada sterrata, nei pressi di alcuni paravalanghe su cui corrono alcune vie di roccia artificiali. Da qui all'auto è questione di un paio di minuti.

Note
Dalla Cima Sud dei Lupi, in circa 15' di facile camminata lungo la comoda cresta potrete arrivare anche alla vicinina Cima di Val Lunga, dopo aver perso leggermente quota fino, alla ampia sella che la precede e dopo la breve salita su terreno privo di difficoltà. Presso il Passo di Dordona si rinvengono i resti, ben tenuti e curati, di alcune trincee di guerra appartenenti alla linea di difesa denominata Linea Cadorna (dal nome del generale che comandava l'esercito italiano ai tempi della Prima Guerra Mondiale). Qui si trovano trincee, camminamenti, gallerie e postazioni fortificate. Per altre foto del Passo di Dordona, vedi la relazione del 15-12-2018.
Commenti vari
Peccato per la presenza, lungo la bella strada sterrata che scende lungo il rifugio Dordona dal Passo omonimo e prosegue poi in Val Madre, di numerose automobili fuoristrada e moto da enduro: la scia di gas di scrico che lasciano al loro passaggio è fastidiosa e persisitente. Pare che in rete la maggior parte delle salite alla Cima dei Lupi avvenga dalla Bocchetta dei Lupi e da qui lungo la ripida crestina Sud (da me percorsa in discesa) che termina a quella che io ho identificato come Cima Sud dei Lupi a 2415 Mt.. Non conosco quale sia la quota della cima Nord da me salita prima della Sud e che qualcuno considera solo una elevazione senza nome che precede la cima vera e propria cioè la Sud.
   

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Salita alla Cima Vallocci dal Passo di Dordonella

Crocefisso sulla Cima Vallocci

   

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Tracciato seguito per la Cima dei Lupi

Inizio del tratto roccioso

   

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Proseguono facili placche e lame

Cima Nord dei Lupi

   

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Cresta esposta verso la Cima Sud dei Lupi

Aspetto della cresta nella parte mediana tra le due cime

   

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Parte finale della cresta per la Cima sud dei Lupi

Cima Sud dei Lupi con il Cadelle a sx e il Valeggino a dx

   

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Laghetti di Porcile dalla Cima Sud dei Lupi

Le cime viste dalla strada per il Passo Dordona