Passo di Dordona

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Ronchi (o Rochi) - Foppolo (BG)
Quota partenza 1650 Mt. Quota di arrivo 2061 Mt.
Dislivello totale 400 Mt. Data di uscita 15/12/2018
Ore di salita 1 h. 15' Ore di discesa 1 h.
Sentieri utilizzati n. 202, 203 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bellissima giornata di sole e neve. Manto bianco che verso il Passo di Dordon raggiungeva i 30 centimetri. Percorso non battuto ma con neve abbastanza portante. Temperature decisamente basse, attorno ai 8-9 °C sotto zero. Sentieri ben segnalati ed evidenti.

Eventuali pericoli
Nessuno, salvo i soliti tipici dovuti ad eventuale ghiaccio nascosto.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Dopo circa 30 minuti di cammino arriviamo ad un bel pianoro con ponticello da attraversare, qui, verso destra si vede una baitella isolata (Baita Cornellini, 1800 metri circa di quota) Al Passo di Dordona possiamo trovare un ottimo riparo da pioggia o intemperie nelle vecchie trincee e gallerie militari. Seguendo il sentiero n. 203 verso destra, partendo dal Passo di Dordona, in circa 10 minuti arriveremo ad una baitella poco oltre il laghetto di Dordona. Scendendo invece verso la Valtellina, in circa 30 minuti possiamo arrivare al Rifugio Dordona.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Ramponi, sempre utili in caso di scarso innevamento.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Semplice e breve passeggiata, adatta anche ai meno esperti, in un piacevole ambiente montano che regala ampi panorami ed interessanti spunti storici grazie anche alla presenza di trincee di guerra poste lungo la linea di difesa Cadorna al tempo della Prima Guerra Mondiale. La sua brevità ed il dislivello limitato la rendono adatta ad un'escursione invernale di mezza giornata, anche con forte innevamento.
Descrizione percorso
Giunti a Foppolo in Alta Valle Brembana, seguiamo le indicazioni per il Passo di Dordona ben evidenti presso un tornante sinistrorso. Lasciamo l'auto al termine della strada in località Rochi (o Ronchi secondo alcune cartine), in via Rovera. Qui, nel punto in cui si trova una palina di metallo con le indicazioni per il passo stesso (n. 202) e per il Passo di Porcile e quello del Tartano (n. 201), procediamo in salita fino all'inizio della strada sterrata. Camminiamo ora su questa sterrata, ampia e sassosa. Bellissime le viste sul Monte Pegherolo e le cime che lo corcondano. Subito ci imbattiamo in un bivio. Qui andiamo a sinistra sempre lungo la sterrata, lasciando a destra la ripida strada per i mezzi autorizzati che salgono al Passo Dordona e agli alpeggi in zona, nonchè al Rifugio Dordona. La nostra strada prosegue pianeggiante e transita dietro ad alcuni antiestetici paravalanghe in cemento armato, in nessun modo mimetizzati. Dopo poche decine di metri la stada serpeggia fino ad un ponticello che permette di attraversare un piccolo corso d'acqua. Sulla nostra sinistra sono ben visibili alcune baite in mezzo ad un prato. Presso il ponticello di cemento è presente un paletto con la scritta "P. Dordona". Attraversato il torrentello riprendiamo a salire su prati aperti. Passiamo un piccolo edificio dell'acquedotto e più in alto eccoci presso altri orrendo paravalanghe sulle cui pareti di cemento si rinvengono alcuni bolli del sentiero n. 202. Proseguiamo verso un evidente boschetto di larici che attraversiamo, ignorando una deviazione sinistra con l'indicazione per Dordona (dalla quale scenderemo al ritorno). Usciti dal boschetto eccoci in una ampia radura percorsa da un torrentello che attraversiamo grazie ad un ponticello dove si trova una palina con le inidcazioni per rifugio e passo di Dordona. Poco discosta dal ponte, verso sinistra vediamo l'isolata baita Cornelli. Attraversiamo il ponte e procedimo verso il pendio davanti a noi. Con una serie di tornanti, tratti rettilinei e improvvise curve, guadagniamo rapidamente quota su terreno misto, tra cespugli, larici e rododendri. Bella vista sul vicino Pizzo del Vescovo. Usciti dal pendio eccoci in una serie di conche poste a diversa altezza, percorse da una lunga fila di tralicci dell'alta tensione che, oltre a rovinare l'ambiente, ci indicano la direzione della nostra meta. Il sentiero passa nei pressi di alcune formazioni rocciose, ma si mantiene sempre tranquillo e poco ripido. In circa 1 ora abbondante dalla partenza eccoci al Passo di Dordona con le sue affascinanti gallerie e trincee militari. Vi troviamo anche una piccola madonnina con tanto di asta e bandiera sventolante. Interessante il panorama verso la Valtellina, il lontanissimo ma ben visibile Gruppo del Disgrazia e la interessantissima cresta che sale verso il Monte Cadelle.
Discesa
Torniamo sui nostri passi fino a trovarci alti sopra la radura con il ponticello, da qui, anziché scendere direttamente verso il basso a sinistra, proseguiamo dritti allontanandoci verso destra. Camminiamo in falsopiano osservando la radura sotto di noi alla nostra sinistra. Attraversiamo una grossa pietraia costituita da tipici massi grigi coperti di licheni verde acido. Ad una certo punto sono ben visibili in basso i paravalanghe di cemento. Scendiamo pe rprati fino al boschetto di larici incontrato in salita. Pochi minuti di discesa ed eccoci sbucare sul sentiero dell'andata dove avevamo incontrato il doppio segnale per Dordona. Ora non ci resta che tornare all'auto.

Note
Presso il Passo di Dordona si rinvengono i resti, ben tenuti e curati, di alcune trincee di guerra appartenenti alla linea di difesa denominata Linea Cadorna (dal nome del generale che comandava l'esercito italiano ai tempi della Prima Guerra Mondiale). Possiamo visitare trincee, camminamenti, gallerie e postazioni fortificate. Dal Passo di Dordona, possiamo tornare all'auto anche seguendo il panoramicissimo e comodissimo sentiero n. 203 che dopo aver superato il Laghetto di Dordona, prosegue verso il Lago delle Trote. Dopo il laghetto il tracciato prosegue pianeggiante. Lasciamo una baita alla nostra sinistra poco più alta del sentiero. Poco dopo il tracciato inizia a perdere decisamente quota. Ad un certo punto occorre però abbandonare questo sentiero per seguire verso destra la strada agro-silvo-pastorale che ci riporta alla località Ronchi.
Commenti vari
Peccato per la forte presenza di tralicci dell'alta tensione nella seconda parte del tracciato e soprattutto nella zona del passo.
   

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Splendida vista sul Disgrazia dal Passo di Dordona

Omar nella zona delle trincee

   

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Omar in versione natalizia al Passo di Dordona

Il Laghetto di Dordona

   

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Parte del tracciato dalla radura con il ponticello

La pietraia al ritorno dal Passo di Dordona