Monte Pellegrino/Roccia dello Schiavo - Via A Giulio

 
Zona montuosa Appennino Siculo - Monti della Conca d'Oro Località di partenza Palermo
Quota partenza 50 Mt. Quota di arrivo 280 Mt. (306 la cima)
Dislivello totale +60 Mt. dal parcheggio all'attacco
+170 Mt. la via (210 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 10' dal parcheggio all'attacco
3 h. la via
Ore di discesa 30' le doppie
10' il sentiero fino al parcheggio
Esposizione Sud Giudizio sull'ascensione Discreta
Data di uscita 02/01/2011 Difficoltà VI (VI+ la variante)
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata inizialmente nuvolosa a causa della notte piovosa, poi il cielo si è aperto un po' conservando però grossi nuvoloni.
La roccia in via è ottima. 

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Necessari friends (o dadi) e cordini per integrare le protezioni presenti. Necessarie due corde da 50 Mt. per la discesa in doppia (meglio da 60 Mt.).

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il Monte Pellegrino si innalza solitario nella piana in cui sorge la città di Palermo ed arriva a toccare i 600 metri di quota. Il versante Ovest è rivolto verso la città mentre quelli Nord ed Est sono rivolti verso il mare e sovrastano il paese di Mondello e le borgate dell'Addaura, di Vergine Maria e dell'Arenella. A Sud non troviamo una parete compatta ma delle fasce rocciose ed un bosco attraverso cui salgono i tornanti della strada che conduce sulla sommità del monte.
Sul versante ovest troviamo la Roccia dello Schiavo: una protuberanza rocciosa di forma triangolare che si affaccia sullo stadio "La Favorita" della città di Palermo. L'altezza della parete è di circa 200 Mt. e sono presenti vari itinerari che arrivano in cima. Tutta la fascia basale invece è attrezzata a falesia; sono stati riattrezzati a monotiro anche le prime lunghezze delle vie lunghe.
Questo itinerario è stato aperto da Giovanni Bellavista, Giuseppe Maurici e Roby Manfrè Scuderi il 16 novembre 1980 dopo un tentativo da parte di Marco Bonamini e Giulio Naselli nel quale quest'ultimo perse la vita; la via è a lui dedicata. La parte alta segue il vecchio tracciato della via della Speranza aperta qualche anno prima da Umberto Capotummino. Maurici e Scuderi nell'81 apriranno una variante a quest'ultima per renderla una linea indipendente ed anche più attraente.
La prima lunghezza di corda è stata riattrezzata a monotiro aggiungendo alcuni fittoni resinati ai vecchi spit da 8 Mm.
Tutte le soste sono attrezzate.
Attacco, descrizione della via

Dal centro di Palermo percorrere Viale Del Fante verso l'esterno della città. Superare lo stadio "La Favorita", dopo 500 Mt. imboccare una strada sulla destra varcando un vecchio cancello con colonne gialle (indicazione per C.R.A.L. e Protezione Civile). Seguire la strada (che punta dritta verso l'evidente parete della Roccia dello Schiavo) fino allo stop, indi svoltare a destra e poi ancora a destra parcheggiando nel piazzale sterrato (proprio a lato del C.R.A.L. e della Protezione Civile).
A piedi percorrere i sentierini nella boscaglia attraversando le due carreggiate della strada e poi puntare alla base della parete.
L'attacco è situato verso l'estremità destra della parete evidenziato da una vistosa scritta rossa "Giulio".

1° tiro:
salire la fessura uscendone più in alto a destra. Poi difficile diedro giallo al termine del quale ci si sposta a sinistra in un caminetto. Prima del suo termine traversare a sinistra 2 metri e salire per placchetta esposta fino alla sosta (2 spit+maglia rapida).
40 Mt., IV+, V-, VI, V-, 9 tra fittoni e spit, 3 chiodi, 1 clessidra con cordone, 1 sosta intermedia con catena.

2° tiro:
in obliquo a sinistra per rampetta erbosa, poi dritti all'alberello sul quale si sosta (da attrezzare). 15 Mt., III+, 1 clessidra con cordoni.

3° tiro:
sopra la sosta fino un grosso masso. Traversare a sinistra sotto al masso e poi dritti superando uno strapiombino e poi un bellissimo diedro oltre il quale si sosta (2 spit). 40 Mt., V+, 2 spit, 2 chiodi.

4° tiro:
a sinistra si sale il facile diedrino, poi si obliqua a destra sotto la fascia gialla fino alla sosta (2 spit).
20 Mt., III+, IV+, 1 clessidra con cordone. 

5° tiro:
per placca in obliquo a destra fino alla sosta (1 spit+ 1 chiodo) posta su un terrazzino inclinato a destra del diedro. Questa è di fatto una variante; l'originale resta più a destra su rocce rotte ed erbose raggiungendo la medesima sosta. 25 Mt., VI+, V, 5 spit.

6° tiro:
proseguire sopra la sosta in leggero obliquo a sinistra. Dopo un muretto giallo si continua per rocce più semplici sino alla sosta (2 spit). 20 Mt., V, IV-, 1 spit.

7° tiro:
alzarsi alcuni metri e poi obliquare decisamente a sinistra sino a raggiungere il terrazzino dove hanno inizio le corde doppie (1 fittone+ 1spit+catena con moschettone di calata - 3 anelli inox poco sopra). 50 Mt., III+, II, 1 clessidra con cordone.

Da qui è possibile raggiungere la sommità della Roccia dello Schiavo mediante una lunghezza di II (consigliabile solo se si vuole scendere a piedi).
Discesa
Di seguito elenchiamo tre calate effettuabili con due mezze corde da 60 Mt. seguendo vagamente le soste della via Diretta; con corde da 50 Mt. è necessario effettuare più calate sfruttando gli altri ancoraggi citati:
1a. calata: 60 Mt., fino un esposto pulpito dove si trova la S4 della via Diretta (presenti altri 2 ancoraggi intermedi);
2a. calata: 45 Mt. fino al bordo esterno della terrazza con ulivo;
3a. calata: 55 Mt. fino a terra (possibile dividere la calata cercando, verso destra -viso a monte-, la S1 della Diretta).

Note

Abbiamo descritto le lunghezze di corda fino alla sosta dove hanno inizio le calate in corda doppia. La via terminerebbe sulla cima ma l'ultima lunghezza è di scarso interesse. Inoltre una volta giunti in  cima bisognerebbe affrontare una discesa a piedi abbastanza lunga oppure ridiscendere alla settima sosta per calarsi in doppia.

Commenti vari

Nel periodo estivo attenzione alle zecche.

   

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La fessura della prima lunghezza

La placchetta esposta che conduce alla prima sosta

   

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La rampa erbosa della seconda lunghezza

Lo stupendo (ma breve) diedro del terzo tiro

   

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Quarta lunghezza

La variante in placca del quinto tiro

   

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A pochi metri dalla sesta sosta

La Roccia dello Schiavo con i tracciati delle vie:
Mùrtola, Diretta (in viola le varianti alla Diretta), Syusy,
della Speranza e A Giulio.
In verde i 3 ancoraggi per le calate in doppia.