Monte Pellegrino/Roccia dello Schiavo - Via della Speranza

 
Zona montuosa Appennino Siculo - Monti della Conca d'Oro Località di partenza Palermo
Quota partenza 50 Mt. Quota di arrivo 280 Mt. (306 la cima)
Dislivello totale +65 Mt. dal parcheggio all'attacco
+165 Mt. la via (210 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 10' dal parcheggio all'attacco
3 h. la via
Ore di discesa 30' le doppie
10' il sentiero fino al parcheggio
Esposizione Sud-ovest Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 30/12/2010 Difficoltà VI+/VI, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata molto serena e calda, un lieve venticello ricordava di essere in inverno. La roccia in via è ottima. 

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Necessari friends (o dadi) e cordini per integrare le protezioni presenti. Necessarie due corde da 50 Mt. per la discesa in doppia (meglio da 60 Mt.).

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il Monte Pellegrino si innalza solitario nella piana in cui sorge la città di Palermo ed arriva a toccare i 600 metri di quota. Il versante Ovest è rivolto verso la città mentre quelli Nord ed Est sono rivolti verso il mare e sovrastano il paese di Mondello e le borgate dell'Addaura, di Vergine Maria e dell'Arenella. A Sud non troviamo una parete compatta ma delle fasce rocciose ed un bosco attraverso cui salgono i tornanti della strada che conduce sulla sommità del monte.
Sul versante ovest troviamo la Roccia dello Schiavo: una protuberanza rocciosa di forma triangolare che si affaccia sullo stadio "La Favorita" della città di Palermo. L'altezza della parete è di circa 200 Mt. e sono presenti vari itinerari che arrivano in cima. Tutta la fascia basale invece è attrezzata a falesia; sono stati riattrezzati a monotiro anche le prime lunghezze delle vie lunghe.
L'itinerario originale è stato aperto negli anni '70 da Umberto Capotummino e dopo circa 100 Mt. devia a destra rispetto alla linea seguita attualmente (tracciato poi ripreso con la via A Giulio). La parte alta dell'itinerario attuale è stata percorsa per la prima volta da Giuseppe Maurici e Roby Manfrè Scuderi il primo settembre 1981.
La prima lunghezza di corda è stata riattrezzata a monotiro con fittoni resinati e spit da 10 Mm., sul resto della via si trovano alcuni vecchi chiodi e spit da 8 Mm. Tutte le soste sono attrezzate.
Attacco, descrizione della via

Dal centro di Palermo percorrere Viale Del Fante verso l'esterno della città. Superare lo stadio "La Favorita", dopo 500 Mt. imboccare una strada sulla destra varcando un vecchio cancello con colonne gialle (indicazione per C.R.A.L. e Protezione Civile). Seguire la strada (che punta dritta verso l'evidente parete della Roccia dello Schiavo) fino allo stop, indi svoltare a destra e poi ancora a destra parcheggiando nel piazzale sterrato (proprio a lato del C.R.A.L. e della Protezione Civile).
A piedi percorrere i sentierini nella boscaglia attraversando le due carreggiate della strada e poi puntare alla base della parete dov'è presente un traliccio dell'alta tensione. Circa 50 Mt. a destra del traliccio si trova l'attacco della via della Speranza, accanto ad una grossa e sbiadita scritta rossa "Spigolo sud".

1° tiro:
salire 2 metri a sinistra della scritta imboccando il diedrino con piccolo strapiombo. Ignorare la sosta del monotiro ed obliquare a sinistra alla base di una placca erbosa (2 spit vicini per sosta sconsigliata). Alzarsi sulla placca poi traversare a destra 2 metri e salire fino alla cengetta erbosa dove si sosta (1 clessidra con cordino e 2 chiodi scomodi alla base del terrazzino).
45 Mt., IV, VI+ oppure A0, V, 8 tra fittoni e spit, 1 sosta intermedia con catena, 2 spit vicini per sosta.

2° tiro:
salire il diedrino sfruttando la fessura alla sua destra, traversare a destra circa 4 metri mediante una fessura, poi salire in verticale fin sotto un pilastro addossato alla parete. Dove la fessura si allarga traversare 3 metri a sinistra e sostare (3 spit).
40 Mt., V+, V, V+, 4 chiodi, 5 clessidre con cordone.

3° tiro:
salire in cima al pilastro poi superare la placca, indi obliquare a sinistra imboccando un diedrino rosso. Superare uno strapiombino e proseguire fino alla grotta nella quale si sosta (2 chiodi+clessidra con cordone). 50 Mt., IV+, VI, IV+, 5 spit.

4° tiro:
salire nella grotta, uscire a destra e proseguire per placca in obliquo a destra. Superare uno strapiombo con fessura poi 3 metri in placca raggiungendo la sosta sulla sinistra (clessidre con cordoni). 20 Mt., IV, VI, VI-, 2 chiodi, 1 spit, 1 clessidra con cordone. 

5° tiro:
a destra della sosta si supera la difficile placca strapiombante dapprima mediante dei buchi e poi per fessura; poi si prosegue più facilmente in un diedrino. Al suo termine per facili rocce si obliqua a sinistra sino al termine delle difficoltà. Sosta su 2 spit.
55 Mt., VI, V, III, 7 spit, 2 clessidre con cordone.

Alzarsi 2 metri e traversare a sinistra raggiungendo il terrazzino con la prima sosta per le calate in doppia (1 spit+1 fittone+catena con maglia rapida. Presenti anche 3 anelli inox poco sopra). Da qui è possibile raggiungere la sommità della Roccia dello Schiavo mediante una lunghezza di II (consigliabile solo se si vuole scendere a piedi).
Discesa
Di seguito elenchiamo tre calate effettuabili con due mezze corde da 60 Mt. seguendo vagamente le soste della via Diretta; con corde da 50 Mt. è necessario effettuare più calate sfruttando gli altri ancoraggi citati:
1a. calata: 60 Mt., fino un esposto pulpito dove si trova la S4 della via Diretta (presenti altri 2 ancoraggi intermedi);
2a. calata: 45 Mt. fino al bordo esterno della terrazza con ulivo;
3a. calata: 55 Mt. fino a terra (possibile dividere la calata cercando, verso destra -viso a monte-, la S1 della Diretta).

Note

Abbiamo descritto le lunghezze di corda fino alla sosta dove hanno inizio le calate in corda doppia. La via terminerebbe sulla cima ma l'ultima lunghezza è di scarso interesse. Inoltre una volta giunti in  cima bisognerebbe affrontare una discesa a piedi abbastanza lunga oppure ridiscendere alla quinta sosta per calarsi in doppia.

Commenti vari

Nel periodo estivo attenzione alle zecche.

   

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Il diedrino iniziale della via

La placchetta verso la fine della prima lunghezza

   

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Il traverso del secondo tiro

Sul pilastrino della terza lunghezza

   

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Il diedrino che porta nella grotta

Uscendo dalla grotta nel quarto tiro

   

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La difficile placca del quarto tiro, fuori dalla grotta

Quinta lunghezza

   

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La Roccia dello Schiavo con i tracciati delle vie:
Mùrtola, Diretta (in viola le varianti alla Diretta), Syusy,
della Speranza e A Giulio.
In verde i 3 ancoraggi per le calate in doppia.

Sul terrazzino della prima doppia