Valle del Giongo

 
Zona montuosa Alpi Orobie Localitą di partenza Frazione Bruntino - Villa d'Almè (BG)
Quota partenza 471 Mt. circa Quota di arrivo 650 Mt. circa
Dislivello totale

+200 Mt. circa compresi i saliscendi

Data di uscita 02/11/2013
Ore di salita 3 h. Ore di discesa 1 h. 30'
Sentieri utilizzati

n. 113

Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri
Tempo uggioso per l'intera camminata. Sentieri inesistenti lungo il torrente: si segue semplicemente il corso dell'acqua camminando lungo la riva sinistra o destra a seconda delle condizioni e del terreno. Solamente all'inizio del percorso, da Bruntino fino alle sponde del torrente Giongo, si percorre un ampio sentiero sterrato, poi si cammina su percorso libero. Una volta terminata la valle e il torrente, si percorre un sentiero che porta alla Forcella di Rua e da qui si imbocca un ampio sentiero fino all'auto.
Eventuali pericoli
Attenzione ad alcuni tratti nel bosco particolarmente ripidi e scivolosi che si percorrono per aggirare i punti dove non è possibile seguire il corso del Giongo.
Presenza di acqua
Acqua potabile la trovate poco dopo la partenza (15'): arrivati a livello del torrente, anziché iniziarne la risalita, lo si discende per poche decine di metri fino ad un tubicino in rame che fuoriesce direttamente dalla roccia verticale sul lato destro orografico della valle.
Punti di appoggio

Nessuno lungo la risalita dell'acqua, tranne una sperduta cascina in località Rua Bassa, dopo circa 1 h. 30' dalla partenza. Dopo la Forcella di Rua, scendendo verso Bruntino vi imbatterete in alcune baite private.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Assolutamente da evitare gli stivali di gomma. Molto utili vi saranno due bastoncini telescopici che vi aiuteranno in alcuni salti sull'acqua.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione Generale
Avventurosa escursione che permette di seguire un tratto del corso del torrente Giongo che scorre nell'omonima valle partendo dalle pendici del Canto Alto fino al fiume Brembo. La parte bassa viene descritta nell'escursione del 19 ottobre 2013. Il punto di partenza è lo stesso ma di seguito descriviamo il percorso (pił selvaggio e praticamente non frequentata) risalendo il corso d'acqua fin sotto le pendici del Canto Alto dove, una serie di alti salti rocciosi, pongono fine alla possibilità di proseguire. Il percorso risulterà spesso accidentato, intricato, scivoloso e pieno di piante cadute. Rispetto alla parte bassa, più tranquilla, luminosa e ricca di belle pozze d'acqua limpida e placida, qui l'ambiente è decisamente meno ospitale, più cupo e selvaggio, anche se non mancano cascate e cascatelle ed angoli affascinanti, in special modo la prima e l'ultima delle cascate che si incontreranno.
Descrizione Percorso
Arrivati a Bruntino , frazione posta sopra Villa d'Almè , si supera la piccola chiesa di San Mauro e si procede fino ad una evidente santella posta poco prima di un tornante. Qui si parcheggia e si prende la strada sterrata che si inoltra pianeggiante nel bosco (seguite l'indicazione di una palina che segna Zappel d'erba, sentiero 113). Dopo pochi metri pianeggianti, la strada scende, ignorate una evidente deviazione a destra preceduta da una bacheca di legno su cui vi è un disegno di un percorso didattico. Continuate a scendere lungo l'ampia sterrata che in breve diviene cementata e piuttosto ripida fin sul fondo di un valloncello. Qui sarete davanti ad un bivio: a destra il sentiero che porta ad un altere votivo con tanto di angioletti lungo il percorso; noi procediamo invece verso sinistra sempre su sterrata. Al successivo bivio, seguiamo verso destra in leggera salita per poi discendere al corso del torrente Giongo ed iniziarne la risalita. Dopo le prime anse dolci e pianeggianti, si inizia a salire leggermente, saltando di riva in riva a seconda delle possibilità di proseguire. Giunti ad una bellissima cascata (Cascata Poscarboi) alta circa 8 Mt. e costellata da strane formazioni muschiose (40 minuti dalla partenza), il percorso diviene impraticabile, occorre arretrare qualche decina di metri e risalire il ripido fianco destro orografico del bosco aggrappandosi a piante e pianticelle per evitare pericolose scivolate. Dopo una trentina di metri di dislivello, si incrocia un comodo sentiero che si segue verso destra. Quando questo tende a scendere, lo si abbandona per tornare sul fondo della valle (qui il percorso diviene fumoso e da inventarsi, cercando la via più sicura e naturale per discendere nuovamente il fianco del bosco) più a monte della cascata. Io sono giunto proprio sopra al salto aggirato e da qui ho ripreso il cammino lungo il fiume. Per qualche minuto il percorso è più agevole e pianeggiante. Poco più a monte, dalla nostra sinistra, scende il sentiero che abbiamo incrociato poco prima e subito abbandonato per tornare al torrente. Lo ignoriamo, così come ignoriamo la valletta da cui scende un rigagnolo alla nostra sinistra. Proseguiamo invece lungo il torrente principale, lo attraversiamo e ci portiamo sul lato opposto della valle, per poi proseguire verso sinistra. Incontriamo subito un grosso masso coperto da muschio su di cui compare un bollo rosso. Proseguiamo poco più alti rispetto al corso d'acqua e poco dopo vediamo una cascatella sotto di noi (1 ora e 10 minuti dalla partenza). La superiamo e andiamo oltre fino ad un successivo salto d'acqua che però non possiamo superare. Tornati sui nostri passi, scendendo, sulla nostra destra parte una traccia che sale verso la cascina di Rua Bassa (1 ora e mezza dal parcheggio), la si segue fino quasi a raggiungere l'edificio ai bordi del bosco, si piega verso destra su percorso in saliscendi e quando vi risulterà possibile, si scende ripidamente verso il torrente senza un vero sentiero, ma semplicemente cercando la via più facile. Arrivati di nuovo sul greto del fiume, lo si attraversa subito per portarsi sulla sponda opposta (sinistra orografica). L'ambiente è molto buio e selvaggio, i fianchi del bosco molto ripidi e scivolosi e varie piante abbattute ostacolano il procedere. Dopo alcune piccoli salti d'acqua troviamo alla nostra destra una specie di bassa paretina rocciosa su cui crescono felci e muschio e poco oltre, quasi all'improvviso compare un ponticello di cemento e ferro che collega le due rive (poco meno di 2 ore dalla partenza) ed un sentierino che scende dalla nostra destra, con tanto di bollo blu. Ignoriamo la deviazione e proseguiamo oltre, sempre lungo il Giongo , seguendo alcuni rari bolli blu (forse residui di una vecchia traccia ormai abbandonata da anni). Il percorso alterna ora tratti camminabili e rilassanti ad altri impegnativi per aggirare i punti in cui non si possono seguire le acque. Circa 40 minuti dopo il ponticello incontreremo un piccolissimo rudere di quello che potrebbe essere stato un deposito in pietre sulla nostra sinistra, lo superiamo e continuiamo ora lungo il torrente camminando ai piedi di una alta parete rocciosa umida e coperta da muschio fino ad arrivare a dove il corso dell'acqua si divide in due. Una parte prosegue verso la nostra sinistra, mentre una scende ripida dalla nostra destra. Siamo in fondo alla valle e decidiamo di seguire il corso verso sinistra. In pochi metri arriviamo ad incrociare un sentierino che scende dalla nostra destra e che rifaremo al ritorno e che pota alla Forcella di Rua (pochi metri prima, inoltre, si incrocia la traccia che porta verso l'inizio della salita alla Grotta dei Laghetti). Per ora lo ignoriamo e procediamo dritti lungo l'acqua che ora scende ripida da uno stretto valloncello sassoso ricco di vegetazione e piante abbattute che rendono difficile il procedere. Camminiamo praticamente saltando da un masso all'altro in una lunga serie di salti rocciosi facili ma scivolosi rimbalzando da un lato all'altro del torrentello fino ad arrivare dopo 10 minuti sotto ad una alta parete verticale rocciosa che sbarra completamente il cammino e crea una bella cascata dal triplo salto verticale ed ai cui piedi si trova una bella e limpida pozza. Qui termina la risalita del torrente Giongo.
Discesa
Tornati all'incrocio con il sentierino che scende dalla Forcella di Rua, lo si segue verso sinistra e, con andamento in mezza costa, iniziamo la risalita alla forcella stessa. Il percorso è molto scivoloso e la traccia spesso ostacolata da piante cadute. Dopo il lungo tratto in mezzacosta, si piega verso sinistra e ci troviamo a camminare in un bel bosco semipianeggiante, luminoso e riposante che i breve ci conduce al crocevia di vari sentieri in località Forcella di Rua. Da qui, seguiamo verso destra il comodissimo sentiero 113 direzione Bruntino che perdendo lentamente quota scende verso Bruntino passando accanto ad alcune belle baite nel bosco. Giunti in località Zapel d'erba, ci troviamo ad un nuovo crocevia di sentieri: prendiamo il sentiero verso destra che costeggia una piccola staccionata in legno attorno ad un capanno. Scendiamo nel valloncello sottostante ed al primo bivio, procediamo dritti in discesa superando dopo poche decine di metri un capanno alla nostra sinistra. Proseguiamo fin sul fondo del valloncello per poi risalirne il versante opposto e incrociare una stradina sterrata che si segue verso destra. Al successivo incrocio, dove si trova una bacheca in legno con le indicazioni dii un percorso didattico-sensoriale, si procede verso sinistra e si percorre a ritroso la strada sterrata che proviene dal parcheggio dell'auto e che abbiamo fatto in discesa alla partenza da Bruntino .

Note
Le quote ed i dislivelli che ho riportato sono da considerarsi piuttosto approssimativi. La zona è molto frequentata da cinghiali, per cui si prestate attenzione ad un eventuale incontro. Alta anche la possibilità di incontrare caprioli, scoiattoli e salamandre. I tempi indicati sono legati anche alle soste necessarie per capire bene quale sia il percorso migliore da scegliere in alcuni punti.
Commenti vari
Ideale, e fattibile, sarebbe unire questa escursione con quella della parte bassa del Giongo ed anche con quella della Grotta dei Laghetti.
   
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La prima spettacolare cascata
Omar sulla cascata del Poscarboi
   
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Altra piccola cascatella
Il percorso inizia a farsi intricato
   
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Splendidi colori d'autunno
Il Giongo scorre tra le paretine e il bosco
   
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Sempre più ostacoli lungo il torrente
L'ultimo tratto di torrente verso le cascatelle finali
   
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La cascatella finale del Giongo
Triplo saltino del Giongo
   
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