Grotta dei Laghetti (o delle Capre) al Canto Alto

Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Bruntino di Villa d'Almè (BG)
Quota partenza 400 Mt. circa Quota di arrivo 800 Mt.
Dislivello totale +700 Mt. circa compresi i saliscendi Data di uscita 28/12/2011
Ore di salita 2 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 113 Giudizio sull'escursione Avventurosa
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Amici presenti
Tino "Barbiere".
Condizioni climatiche e dei sentieri
Bella giornata. Sentieri ben evidenti, comodi e sicuri fino alla Forcella di Rua , da lì poco evidenti fin sul fondo del vallone del Giongo , in seguito praticamente senza bolli, spesso scomodi, sdrucciolevoli e a tratti introvabili fino alla grotta.
Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Sul fondo del vallone scorre il Giongo, ma non mi fiderei molto a bere. Nella grotta vi è molta acqua limpidissima… stesso discorso di quella precedente.
Punti di appoggio
Alcune baite lungo tutto il percorso.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Pila e cavalletto per le fotografie.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Semplice ma interessante escursione che ha il suo primario scopo nel trovare una delle grotte più originali e affascinati di questa zona. Trovare è la parola giusta poiché il percorso per giungervi è pochissimo frequentato e visibile. All'interno della grotta troverete un bel laghetto limpido e varie strutture calcaree.
Descrizione percorso
Arrivati a Bruntino , frazione che si trova sopra Villa d' Almè , si supera la piccola chiesa di San Mauro e si procede fino ad una evidente santella posta poco prima di un tornante. Qui si parcheggia e si prende la strada sterrata che si inoltra pianeggiante nel bosco (seguite l'indicazione di una palina che segna Zappel d'erba). Dopo pochi metri pianeggianti, la strada scende. Alla prima evidente deviazione con la presenza di una sbarra, prendete a destra e continuate fino al una deviazione (presenza di palina) in discesa a sinistra. Scendete nel valloncello boscoso per poi risalire dal lato opposto della valle. In circa 30' arriverete in località Zappel d'erba dove troverete un incrocio di sentieri. Prendete quello di sinistra che con una lieve pendenza vi permetterà di guadagnare quota. Passerete un paio di belle cascine all'interno di boschi di castagni. Il sentiero inizialmente è stretto ma poi diviene ampio e agevole, quasi come una strada che sinuosamente si inoltra nel bosco. Continuate fino ad una grossa sbarra in legno in località forcella di Rua (653 Mt.) che si trova alla fine del bosco. Qui troverete sulla vostra sinistra 3 sentieri. Prendete quello centrale, ossia il secondo. Percorretelo inizialmente in discesa e poi in falsopiano sempre in mezzacosta. I segnali iniziano a divenire meno evidenti. Dopo circa 15-20 minuti, il sentiero compie un evidente giro verso destra. Attenzione in questo punto: poco prima troverete un poco evidente bivio, ignoratelo e proseguite sul sentiero principale fino a prendere il sentiero che, sdrucciolevole, porta in fondo alla valle del Giongo . La discesa è costante ed in mezzacosta, a tratti piuttosto scivoloso; l'ambiente decisamente più ombroso. Poco prima di arrivare sul fondo del vallone, il sentiero compie un ampio tornante verso sinistra (grossa freccia su un masso al termine del tornante) Attraversa un torrentello che scende da una ripida valletta sfasciumata alla vostra destra e ricomincia a risalire il versante opposto della valle. Dopo pochissimi metri troverete un bollo azzurro. Continuate seguendo i bolli rossi fino ad una invisibile deviazione verso destra, appena presa la quale un bollino azzurro sbiadito si fa vedere sul terreno. Da qui in poi non vi sono più bolli, se non qualche rarissimo segnetto giallo e blu quasi irriconoscibile. Voi continuate a salire molto ripidamente e su terreno scivoloso e instabile con stretti tornantini . Ad una certo punto troverete due bolli blu su una grossa roccia. Da qui proseguite verso sinistra seguendo la traccetta in falsopiano che con alcuni saliscendi e tratti molto accidentati vi porta ad un nastro azzurro appeso ad un ramo. Giunti all'inizio di un valloncello, alzate lo sguardo e vedrete una grossa fascia rocciosa grigia. Raggiungetela e rimarrete ammirati dalla presenza di una enorme grotta poco profonda che sembra ancora abitata. Seguite la fascia rocciosa verso sinistra , arrivate ad una madonnina posta in una piccola cavità e proseguite oltre la fascia rocciosa seguendo una lievissima traccia che inizialmente procede a sinistra. Guardate verso l'alto e cercate una struttura rocciosa giallastra che contrasta con il resto della roccia attorno. Raggiungetela salendo dritti sotto le rocce. Si tratta di una specie di blocco alto circa 4-5 Mt. nel quale sono stati praticati dei fori a mò di gradini. Con un poco di attenzione scalate il roccione scivoloso e vi troverete davanti all'ingresso strettissimo della Grotta dei laghetti. Per entrarvi sdraiatevi e strisciate per un paio di metri dopo i quali l'ambiente si allarga e si lasci ammirare nella sua originalità.
Discesa
Lungo il medesimo itinerario di salita.

Note
Come già detto la parte finale del percorso è da farsi prestando la massima attenzione a quei segnali che indicano la presenza della traccia e il passaggio di altri escursionisti, ma il bello è proprio qui. In zona esistono altre numerose grotte, più o meno grandi e profonde, alcune facilmente raggiungibili, altre no. Per facilitarvi le cose, vi consiglio di fare questa escursione nel periodo autunnale, quando le foglie delle piante sono già tutte cadute, in modo d'avere una migliore visibilità all'interno del bosco. Attenzione alla presenza di cinghiali.
Commenti vari
Sono stato a lungo combattuto se descrivere l'itinerario per giungere a questa grotta, in quanto non volevo renderlo noto a tutti e preservarne l'alone di solitudine e di avventura che circonda questa zona pochissimo battuta. Cercando informazioni su internet si trovano pochissime, se non quasi nulle, indicazioni ed alcune di queste grossolanamente sbagliate o alquanto imprecise sul modo di raggiungere la grotta. Con questa breve e semplice relazione spero di aver chiarito un poco le idee di chi volesse cercare questo bel luogo, confidando che venga lasciato intatto come lo è ora.
   
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In alto a sinistra la zona della grotta sotto il Canto Alto
Il roccione da risalire
   
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L'ingresso
Omar fa l'esploratore
   
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I laghetti nella grotta
Le varie pozze
   
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Le zone profonde della grotta
Un angolino nascosto
   
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Le numerose pozze
Altra zona
   
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Tino il barbiere
Splendidi giochi d'acqua
   
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Occhio alla testa
Un amico nel bosco
   
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