Monte Venerocolo

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Località Ronco - Schilpario (BG)
Quota partenza 1080 Mt. Quota di arrivo 2590 Mt.
Dislivello totale 1500 Mt. Data di uscita 15/07/2017
Ore di salita 4 h. Ore di discesa 2 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 414, 416, 161 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Luminosa giornata dal carattere primaverile. Piuttosto freddo dal Passo di Venerocolo in poi. Sentieri perfettamente tenuti ed indicati fino al Passo di Venerocolo. Da qui in poi, solo lievi tracce e qualche raro ometto. La cresta est, piuttosto esposta, si presenta ben segnalata da ometti, ma si sviluppa su terreno poco stabile, specie nella parte bassa.

Eventuali pericoli
Un minimo di attenzione lungo la cresta est che porta in vetta al Venerocolo.
Presenza di acqua
Se escludiamo quella ai laghetti del Venerocolo e i relativi ruscelli, ho trovato acqua potabile solo presso una bella fontanella dopo circa 30-40 minuti di cammino, nei pressi di una piccola centrale elettrica, poco prima del bivio con il sentiero 414A.
Punti di appoggio
Si incontra una baitella, o meglio un ricovero di pastori, poco discosta verso la sinistra dal sentiero, dopo circa 60-70 minuti dalla partenza. Dal Passo di Venerocolo, è possibile dirigersi al rifugio Tagliaferri con altre due ore di cammino.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevolissima escursione di media lunghezza nella bellissima valle del Venerocolino, ricca di ambienti vari ed affascinanti: dall'abetaia fitta ed ombrosa, ai prati aperti ed ariosi, dai laghetti limpidi ed azzurri, fino al valico panoramico. Sebbene da non sottovalutare, la salita lungo l'esposta e rocciosa cresta est del Monte Venerocolo, è di facile percorribilità e priva di passaggi tecnici; la parte finale della camminata necessita comunque di un passo sicuro e un buon allenamento.
Descrizione percorso
Lungo la strada che da Bergamo porta a Schlipario, giunti in località Ronco, poco prima del paese, si prende la strada asfaltata verso sinistra con indicazione ristorante Vò. Dopo circa 800 Mt. la strada diviene sterrata. Una volta c'era la possibilità di parcheggiare al ristorante, ora il parcheggio è riservato ai clienti. Pochi metri dopo il ristorante un pannello in legno riporta una bella cartina che ci aiuta a farci un'idea delle belle escursioni nella zona. Superato il cartello, al primo bivio, si prende a destra, seguendo le indicazioni per il passo del Venerocolo (sentiero n. 414). Il sentiero si addentra ripido in un bel bosco di abeti. In breve il fondo morbido coperto di aghi, lascia spazio ad un noioso fondo di cemento. Terminata la copertura in cemento, siamo ormai al limitare del bosco. Il sentiero si porta decisamente sul lato destro del vallone che stiamo risalendo (Valle del Venerocolino) e con alcuni tornanti, mai ripidi, guadagna quota fino a portarsi a livello di una bella conca erbosa. Con un ampio giro da destra verso sinistra, si attraversa quest'ultima, superando dapprima un torrentello e poi un secondo corso d'acqua di maggiori dimensioni, il tutto al cospetto di un verticale salto roccioso con tanto di cascatella. Superato il secondo torrente grazie ad un recente ponticello di legno, ci troviamo sul versante opposto della valle. Rientrati nel bosco di larici si torna a salire con una serie di tornati che in breve fanno guadagnare quota, fin oltre il limite della vegetazione. Sempre su tornanti, adesso ci troviamo in un ambiente aperto fatto da ripidi prati che scendono verso valle. Giunti su un evidente costone, il sentiero gira verso sinistra e poco dopo compie un'ampia curva verso destra, iniziando un lungo tratto in mezza costa che attraversa alcuni ripidi valloncelli pratosi e tratti che tagliano brevi salti rocciosi. Giunti ad una specie di muretto a secco su cui passa il sentiero, termina il tratto in mezza costa e ci troviamo a camminare tra piccole conche e zone pianeggianti. Dopo pochi minuti, verso destra, molto lontani si dovrebbero vedere i primi due laghetti del Venerocolo (io ero immerso nella nebbia e non ho visto nulla, se non al ritorno). Si prosegue oltre superando alcuni tornati ricavati con muretti a secco fino a una specie di passo dal quale, verso il basso, si vede il terzo dei laghi, decisamente più grande. Qui si incontra un bivio. Noi prendiamo a destra e con percorso in leggera salita arriviamo ad un quarto piccolissimo lago nei pressi del quale un grosso ometto piramidale ci indica la via. Il bel sentiero prosegue tra saliscendi fino ad una palina. Ormai vediamo l'ultimo lago. Qui incontriamo il sentiero n. 416. Lo seguiamo verso sinistra e camminando in mezza costa sotto un costone roccioso, pochi metri più alti dell'ultimo lago alla nostra sinistra, giungiamo in breve all'evidente intaglio del passo del Venerocolo, dove una palina ci indica l'arrivo. Qui è bellissimo il panorama verso il versante valtellinese. Dal passo, seguiamo fedelmente la dorsale pietrosa che sale in direzione est verso le pendici del Monte Venerocolo. Seguiamo quindi il percorso privo di indicazioni ed ometti, fino alla prima sommità. Ad un certo punto la discesa presenta un salto roccioso verticale ed improvviso: abbandoniamo quindi la linea della dorsale per scendere verso sinistra, con una certa attenzione. Aggirato il salto roccioso, riprendiamo la dorsale, ora più semplice fino ad una selletta erbosa. Proseguiamo lungo la cresta ovest del Venerocolo, più sottile, ma non difficile. Superiamo un primo cartello di divieto di caccia per poi raggiungerne un secondo. Da qui diviene troppo difficile proseguire lungo la cresta per via della qualità scadente della roccia. Si tratta di scaglie friabilissime e molto instabili, di un deciso colore aranciato. A questo punto ho optato per un poco piacevole traverso lungo le pendici sud del monte fino ad incrociare la sua cresta est che scende dalla cima. Si cammina tra pietre friabili e instabili e tratti erbosi, sempre su pendenze molto elevate. Giunti in cresta, al limite tra le rocce rossastre tipiche dalla parte bassa e quelle più scure e solide della parte alta. Seguiamo ora la cresta verso sinistra. Tra saltini rocciosi, blocchi da rimontare e facili roccette, con semplici passaggi di massimo I grado spesso esposti ma mai difficili, raggiungiamo la vetta del Monte Venerocolo, dove un paletto in ferro arrugginito assomiglia ad un crocefisso.
Discesa
La discesa si compie seguendo fedelmente ed integralmente la cresta est fino al Passo del Sellerino. Terminate le rocce scure, iniziano quelle rosse ed arancioni, l'esposizione diminuisce, ma la friabilità e la pendenza aumentano. Dal passo del Sellerino (2412 Mt.) scendiamo lungo il sentierino n. 161, dritti fino ad incrociare il sentiero n. 416 che porta al Passo del Gatto verso sinistra. All'incrocio con questo sentiero, noi invece andiamo a destra in direzione del Passo del Venerocolo. Giunti al passo, rifacciamo al contrario il percorso dell'andata.

Note
Il Monte Venerocolo, su alcune cartine è indicato anche come Monte Tre Confini. Una volta salito il Monte Venerocolo e ridiscesi al Passo del Sellerino, è possibile tornare al Passo del Venerocolo e da qui proseguire fino al rifugio Tagliaferri in circa due ore di cammino. Dal rifugio si può poi scendere all'auto lungo il sentiero 413 in altre 3 ore di cammino. Per chi avesse un'oretta scarsa di tempo in più consiglio di fare una deviazione verso le belle cascate del Vò che si raggiungono in meno di 30 minuti dal ristorante Vò, lungo un comodo ed ampio sentiero (n. 413) in un fitto e fascinoso bosco di abeti; lungo questo breve percorso avrete anche la possibilità di visitare un "poiat", col quale si produceva del carbone, ed una teleferica militare.
Commenti vari
A seguito di un mio errore di interpretazione mi sono convinto che la salita più logica al Monte Venerocolo si svolgesse lungo l'articolata cresta ovest, partendo direttamente dal Passo del Venerocolo, e una volta giunto in vetta sarei sceso dalla cresta est. Giunto all'ultima selletta, prima di affrontare la parte finale della salita, mi sono reso conto dell'errore e che, a seguito della natura della roccia, il procedere sarebbe risultato troppo pericoloso. Quindi ho deciso di compiere un delicato (ma non difficile) e lungo traverso che dalla cresta ovest, mi ha portato fino alla cresta est e da qui, lungo quest'ultima, ben più comodamente in vetta. Per altre informazioni e foto, date un occhiata anche alla vecchia escursione del 18 novembre 2006.
   

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La Valle del Venerocolino con la Presolana

I Laghetti del Venerocolo

   

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Parte del percorso finale in salita

Panorama dalla cima

   

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Omar sul Monte Venerocolo

Un bel laghetto sotto al Passo Sellerino

   

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Eriofori ai laghetti del Venerocolo

La cascata del Vò