Torre Innerkofler - Via Dibona

 
Zona montuosa Dolomiti - Gruppo del Sassolungo Località di partenza Passo Sella (BZ)
Quota partenza 2240 Mt. Quota di arrivo 3098 Mt.
Dislivello totale +558 Mt. circa per l'attacco
+300 Mt. circa la via
(365 Mt. lo sviluppo +300 per la vetta)
Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 1 h. per l'attacco
5 h. la via (40' per la vetta)
Ore di discesa 1 h. 30' fino alla forcella
1 h. 30' dalla forcella al parcheggio
Esposizione Est, Sud Giudizio sull'ascensione Bella
Data di uscita 19/07/2025 Difficoltà IV, IV+
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Alessandro.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Meteo variabile con temperature gradevoli. L'avvicinamento avviene inizialmente lungo sentieri ben evidenti e prosegue lungo un ripido canale ghiaioso (alcuni passi di III). All'inizio della stagione, il canale potrebbe essere parzialmente ostacolato dalla neve. La roccia è buona nel primo tratto e ottima nel secondo. Data la scarsa frequentazione dell'itinerario, è importante prestare attenzione alle terrazze detritiche presenti lungo il percorso.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Rifugio Carlo Valentini (2218 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito d'arrampicata in ambiente. Necessari per integrare dadi, friend e cordini.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La Torre Innerkofler (o Punta Pian de Sass) è un poderoso torrione situato tra il Dente e la Punta Grohmann, nel Gruppo del Sassolungo.
Ivo Rabanser, nella sua guida Sassolungo (CAI-TCI, 2001), scrive:
"La Torre Innerkofler riveste una notevole importanza alpinistica, ma nonostante ciò è frequentata relativamente poco, e comunque meno di quanto meriterebbe. Numerosi itinerari percorrono ogni versante, offrendo all'alpinista una vasta scelta di scalate, di ogni difficoltà e impegno. Molto attraenti, ma saltuariamente ripetuti, sono la via 'Dibona' sulla parete Est, l'originale arrampicata lungo il grandioso 'Camino Rizzi' (Luigi Rizzi, Giuseppe Davarda e Guido e Max Mayer - 18 agosto 1908) e, negli ultimi anni, la 'Via del Calice' (Graziano Maffei e Giuliano Stenghel - 1 e 2 settembre 1977).
Il toponimo (in tedesco: Innerkofler Turm) ricorda la celebre guida di Sesto Michel Innerkofler (1848-1888), "alpinista nel senso più alto della parola" (T. Wundt), che ne compì la prima ascensione in solitaria nell'agosto 1880, percorrendo la cresta Est."

La via Dibona venne salita il 6 agosto 1910 da Guido e Max Mayer, insieme alle guide Angelo Dibona e Luigi Rizzi. La prima ripetizione, nonché la prima solitaria, avvenne il 13 agosto 1911 e porta la firma di Paul Preuss.
Per raggiungere l'attacco della via, è necessario percorrere il fastidioso canalone incassato tra la Torre Innerkofler e la Punta Grohmann, che a inizio stagione può essere ostacolato dalla presenza di neve. L'arrampicata segue un percorso logico, alternando salti verticali a camini, canali e fessure.
I ripetitori resteranno a bocca aperta pensando a come Dibona sia riuscito a superare nel 1910, in completa arrampicata libera e senza l'ausilio dei chiodi di protezione, la settima lunghezza.
Le difficoltà non sono mai eccessive, ma l'ambiente è decisamente severo e la discesa è laboriosa. Non commettere l'errore di sottovalutare la via: è fondamentale affrontarla solo con condizioni meteo stabili, poiché la nebbia che spesso copre il gruppo del Sassolungo nei pomeriggi estivi può creare seri problemi di orientamento.
Lungo la via sono presenti rari chiodi di passaggio, ma spesso la roccia si presta a una facile integrazione delle protezioni.
Attacco, descrizione della via
Raggiungere Passo Sella e parcheggiare. Imboccare la strada che dal passo scende verso la Val Gardena, per poi abbandonarla dopo poco, seguendo sulla sinistra la strada che conduce al rifugio Valentini (2218 Mt. – possibilità di parcheggio a pagamento). Continuare lungo la strada sterrata (sbarra) in direzione del Col Rodella e poi abbandonarla per salire verso destra lungo l'evidente crinale, che si segue in direzione della Punta Grohmann. Risalire il crinale fino al suo termine, in corrispondenza della Punta Grohmann (spigolo Sud-Est), e, poco prima di raggiungere le rocce, traversare verso sinistra (Ovest) lungo una traccia evidente, fino a oltrepassare lo sperone roccioso che divide in due la parte inferiore del canalone che scende dalla Forcella Grohmann. Salire il canalone, passando a sinistra dell'avancorpo e superando alcuni facili ma delicati passaggi di arrampicata (max III). L'attacco si trova nel punto in cui le rocce di sinistra, inizialmente gialle e strapiombanti, diventano più lavorate. Qui è facilmente riconoscibile una fessura verticale. Circa un metro alla sua destra e cinque alla sua sinistra, sono presenti due chiodi con un cordino rosso. Poco più a destra della fessura si trova un avancorpo formato da una scaglia. La via originale sale lungo questo avancorpo, ma è più interessante, con difficoltà leggermente superiori, salire direttamente lungo la fessura verticale.

1° tiro:
salire la fessura verticale, che poi diventa una rampa/canale. Seguirla fino a quando è possibile piegare facilmente a sinistra. Continuare in verticale, puntando a un muro giallo, alla cui base si trova la sosta (chiodo+chiodo a pressione+cordino+maglia rapida).
45 Mt., IV, III, 1 sosta intermedia (2 chiodi+cordino+maglia rapida), 1 clessidra con cordone (un po' fuori via a sinistra della sosta intermedia).

2° tiro:
salire a sinistra sfruttando la spaccatura e, raggiunta una grande lama gialla che non permette di essere usata per la progressione, spostarsi a sinistra per pochi metri fino a guadagnare la scomoda sosta (2 chiodi). 20 Mt., IV.

3° tiro:
affrontare il muretto a sinistra della sosta (difficile da proteggere) e, appena possibile, rientrare a destra nel camino. Seguirlo in verticale per poi attraversarlo orizzontalmente fino a uscire dall'altro lato, in corrispondenza di una terrazza. Qui la roccia migliora notevolmente. Alzarsi per pochi metri fino a identificare la sosta sulla sinistra (2 chiodi). 30 Mt., IV, IV-, III, II, 2 chiodi, 1 masso incastrato con cordone.

4° tiro:
traversare a sinistra (delicato) fino a raggiungere uno sperone. Rimontarlo e continuare in obliquo a sinistra fino a raggiungere la base di un camino nascosto, dove si trova la sosta (2 chiodi+cordone). 35 Mt., IV+, IV, III, 2 clessidre con cordone.

5° tiro:
salire in verticale sopra la sosta e poi, raggiunto uno spiazzo, spostarsi sulla sinistra per continuare lungo il canale/camino. La sosta (chiodo con anello+clessidra con cordone) si trova sulla sinistra. 35 Mt., IV, III+, IV, 2 chiodi, 1 clessidra con cordone.

6° tiro:
continuare lungo il canale/camino, superando una breve placca e un paio di salti verticali, l'ultimo dei quali richiede uno spostamento a destra. La sosta (2 chiodi+cordone) si trova in corrispondenza di una piccola forcella fra la parete e una torre staccata.
55 Mt., III, IV, passi di IV+, 2 chiodi, 2 clessidre con cordone.

7° tiro:
portarsi sul lato opposto della forcella e alzarsi in verticale per alcuni metri. Non appena possibile, spostarsi a destra mediante una spaccata. Ignorare la netta fessura e salire alla sua destra, lungo un muro verticale, sfruttando una fessurina meno marcata. La sosta (spuntone+cordone) si trova su un piccolo ballatoio. 25 Mt., IV, passi di IV+, 1 clessidra con cordone, 2 chiodi.

8° tiro:
percorrere il canale/camino che sale verso sinistra, tendendo inizialmente a destra e poi a sinistra. La sosta (2 chiodi) è preceduta da una strozzatura dove si può incontrare roccia umida.
40 Mt., III, IV, III, IV, 1 passo di IV+, 1 chiodo con cordone.

9° tiro:
percorrere la cresta sopra la sosta, superando delle paretine e alcuni salti. Non appena possibile, traversare a destra ed entrare nel canale. Seguirlo fino a quando questo si chiude. Sostare (spuntone da attrezzare) sulla sinistra. 50 Mt., IV-, III.

10° tiro:
alzarsi sopra la sosta e proseguire in obliquo verso destra fino a quando è possibile passare sul versante opposto. Abbassarsi di un paio di metri e attrezzare la sosta (spuntone). 30 Mt., III.

Da questo punto in poi, le difficoltà diminuiscono notevolmente e conviene proseguire slegati o in conserva. Dallo spuntone di sosta, abbassarsi di alcuni metri fino alla forcella. Superare il muretto opposto e oltrepassare una crestina. Abbassarsi nel canale e proseguire in salita fino a quando è possibile salire a sinistra lungo facili salti rocciosi. Raggiunto un muro giallo, traversare a sinistra lungo una stretta cengia per circa una decina di metri (ometti). Raggiunta una placchetta di roccia compatta, salirla fino al filo di cresta e qui affrontare un breve passaggio in strapiombo (III+, valutare se legarsi o rimettere le scarpette). Continuare lungo la cresta fino a una forcellina. Spostarsi circa 5 m a sinistra e guadagnarne un'altra. Abbassarsi per circa 3 metri ed entrare nel canale. Evidenti segni di passaggio, qualche raro ometto e un po' d'intuito permettono di guadagnare, grazie a rocce via via più semplici, la vetta.
Discesa
Dalla vetta, abbassarsi nuovamente sulla grande terrazza (Sud) ritornando sui propri passi. Qui, piegare a Sud-est (verso Pozza di Fassa) e scendere seguendo i vari ometti di roccia e qualche raro, ma evidente, bollo rosso, prestando attenzione ad alcuni passaggi esposti. In corrispondenza di uno sperone, individuare la prima sosta di calata (piccolo spuntone+cordino+chiodo+maglia rapida) e abbassarsi per circa 25 Mt.
Scendere tendendo verso destra (viso a valle, numerosi ometti) e girare uno spigolino. Qui – dopo essersi abbassati di qualche metro – si trovano due soste di calata: la prima su chiodi e la seconda, più a sinistra, su due fittoni resinati con catena e moschettone. Da questa calata, per errore, abbiamo abbandonato la via Normale. Teoricamente, al termine della discesa in doppia, bisognerebbe risalire una paretina (bollo rosso ben visibile) e continuare seguendo i vari ometti, compiendo altre due calate.
Noi, per errore, abbiamo continuato a scendere nel canale sfruttando le varie soste presenti (3 calate tra i 20 e i 30 Mt. - le soste appartengono a "L'apparizione", un'impegnativa via di misto) e compiendo brevi e facili spostamenti a piedi. Raggiunta una sosta attrezzata con fix (2 fix+cordoni+maglia rapida), in corrispondenza di un salto, abbiamo unito le corde e compiuto una discesa di 60 Mt., fino a individuare sulla destra (viso a valle) una sosta attrezzata (spuntone+cordini+maglia rapida). Qui, un'ultima calata di 55 Mt. ci ha depositato nel canale Moppo (che divide la Torre Innerkofler dal Dente del Sassolungo), poco sotto la forcella del Dente (2772 Mt.). Abbassarsi lungo l'estenuante ghiaione fino a raggiungere la traccia orizzontale che taglia il pendio. Percorrerla verso sinistra (viso a valle) fino a ricongiungersi al sentiero di avvicinamento.

Note
Nonostante le difficoltà tecniche siano contenute, non sottovalutare minimamente questa salita. Le nebbie, che spesso avvolgono il Sassolungo nel pomeriggio, possono creare problemi di orientamento sia durante la salita che lungo la discesa.
   

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Will sui primi metri di L2

Alessandro recupera Will alla S3

   

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Matteo sul quarto tiro

   

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Alessandro a pochi metri dalla S4...

... qui sui primi metri di L5

   

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Settimo tiro

Alessandro sta per raggiungere la S8

   
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Torre Innerkofler con il tracciato della via Dibona La Punta Grohmann con il tracciato della via Dimai
e la Torre Innerkofler con il tracciato della via Dibona