Pizzo Tornone (Cresta Nord) e Pizzo Tornello

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Fraz. Vilmaggiore - Vilminore di Scalve (BG)
Quota partenza 1060 Mt. Quota di arrivo 2577 Mt. Pizzo Tornone
2687 Mt. Pizzo Tornello
Dislivello totale 1700 Mt. circa Sentieri utilizzati n. 432,  412
Ore di salita 3 h. 15' per il Tornone
altri 45' per il Tornello
Ore di discesa 3 h. 15'
Data di uscita 08/08/2020 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE;
F la cresta Nord del Tornone con passaggi di I
Condizioni climatiche e dei sentieri

Sole e cieli sereni hanno regalato una bellissima giornata tra i monti. Sentieri ben segnalati e tenuti fino alla sella tra il Tornone ed il Tornello. Lungo la cresta Nord di salita al Tornone non esistono bolli, indicazioni o tracce di passaggio, la roccia non è delle migliori e diviene più solida nella seconda parte. Lungo la discesa dal Tornone per il ripido pendio orientale passa una pseudo-traccia di capre che taglia il suddetto pendio; qui sono presenti alcuni ometti che facilitano il cammino.

Eventuali pericoli
Attenzione alla salita del Tornello dalla cresta Nord: qui la roccia non è sempre solida e qualche sasso potrebbe restarvi tra le mani. Anche la discesa dal versante orientale presenta terreno infido, anche se non difficile.
Presenza di acqua
Troverete acqua di torrente fino al Lago di Varro. Poco oltre questo, lungo la salita alla sella che separa il Tornello dal Tornone, vi imbatterete in una roccia sulla sinistra dalla quale sgorga acqua fresca da un tubo: approfittatene perché è l'ultima fonte.
Punti di appoggio
Durante la discesa passeremo dalla Baita di Varro. Ristrutturata nel 1997. questa è spartana ma accogliente e sempre aperta, dispone di quattro o cinque letti con coperte, attrezzature per cucinare e scorta di alimenti di prima necessità, nonché di acqua. Si trova a circa 30' di distanza dal Lago di Cornalta ed offre anche uno splendido panorama. Ovviamente può essere raggiunta anche salendo, facendo una deviazione dal percorso di salita qui descritto, sia partendo dal Lago di Varro che da più a valle, come da palina con indicazioni.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
I Pizzi Tornone e Tornello si trovano nella bellissima Val di Scalve. Dirimpettai uno dell'altro, sono divisi da una sella posta sopra il luminoso e limpido Lago di Varro. La salita al maggiore dei due pizzi, il Tornello, non richiede alcuna capacità, se non un discreto allenamento viste le pendenza costanti ed elevate dell'intera escursione; mentre la salita lungo al cresta Nord del Tornone, necessita di un minimo di capacita ed esperienza su roccia e terreno esposto e privo di segni di passaggio, sebbene non raggiunga mai vere difficoltà tecniche. la salita di entrambe le cime regala soddisfazione all'escursionista che può anche godere di ampi panorami e ambienti vari ed affascinanti (pietraie, laghi cristallini, ampi pascoli ariosi, abetaie fitte e fresche).
Descrizione percorso
Per chi proviene da Bergamo, una volta raggiunto il Passo della Presolana, si deve scendere lungo la ripida discesa che porta verso la Valle di Scalve. Ignoriamo la deviazione per Colere e seguiamo per Schilpario. Superata la deviazione per il paesino di Vilminore di Scalve, proseguiamo ancora un paio di chilometri sulla provinciale per Schilpario. Al bivio indicante Vilmaggiore (amena frazione di Vilminore), saliamo a sinistra, entriamo tra le poche case del nucleo montano e oltrepassata la chiesa, scendiamo lungo la strada fino al primo curvone verso sinistra. Qui, in corrispondenza di uno spiazzo alla nostra sinistra lasciamo l'auto. Sul lato opposto della strada un palina di metallo segnala la partenza del sentiero 412 per il Pizzo Tornello. Dopo poche decine di metri lungo un sentiero rettilineo che fiancheggia il bosco, si entra in quest'ultimo. Subito le pendenze sono significative, ma la frescura degli abeti ci aiuta a non sentiero la fatica. Arrivati ad un incrocio si sale verso destra, ignorando un ponticello in basso alla nostra sinistra. Pochi metri e incrociamo un altro sentierone che seguiamo verso sinistra. In breve si giunge ad una statuetta di una madonnina con alcuni segni votivi. La superiamo e proseguiamo dritti nel bosco. Subito dopo eccoci davanti ad una palina con le indicazioni per il Pizzo Tornello in 4 ore e 15 minuti. Il sentiero diviene molto ripido e sconnesso. Al termine del ripido tratto rettilineo un paio di curve ci conducono su una specie di passerella di legno. Proseguiamo con pendenze costanti nella bella abetaia. Un'altra palina ci indica il percorso per la nostra meta in tre ore e mezza. Dopo altri 20 minuti ecco che nel bosco si apre uno spiraglio e alla nostra sinistra si può ammirare la grande mole calcarea della Presolana con la sua parete nord ed il suo splendido spigolo. Poco oltre superiamo un rudere di pietra costruito sopra ad una piccolissima pietraia. Ora la fitta abetaia diviene più rada e sempre più ampio appare il panorama sulla Presolana ed il Monte Ferrante. Più in alto i larici prendono il posto degli abeti. Sopra le nostre teste si apre un grande vallone verdeggiante al cui centro scorre uno spumeggiante torrente ricco di salti e cascatelle. In circa 30' dall'uscita dal bosco si arriva ad una palina. Qui abbiamo due possibilità per proseguire, a sinistra si passa dalla Baita di Varro, per poi riprendere il sentiero di destra, oppure direttamente a destra per il Pizzo Tornello. Si sale tra prati ed ampi panorami verso valle, all'interno di questo grande anfiteatro verdeggiante dominato dalla cima del Monte Tornone a destra, mentre il Tornello ancora si nasconde alla nostra vista. Dopo circa 20 minuti di cammino, si attraversa il torrente che ci ha accompagnato nel vallone, per poi riattraversarlo verso sinistra pochi minuti più in alto. Alzando lo sguardo è possibile ora vedere un enorme ometto di pietra che raggiungiamo in meno di 15 minuti di cammino, preceduto da una palina in metallo indicante la Baita Varro verso sinistra (ossia il sentiero che abbiamo ignorato più in basso e che seguiremo invece al ritorno). Attraversiamo l'ennesima volta il torrente per poi salire ai piedi dell'ometto di pietra alto almeno 3 metri. Camminiamo ora tranquillamente in un ampio pianoro erboso con la vetta del Tornello, appena visibile in lontananza. Un quarto d'ora di comodo cammino ed eccoci sulle rive del luminoso laghetto di Varro dalla vaga forma quadrata. Qui una palina ci invita ad andare verso sinistra per il Tornello e a destra per il Tornone. Andiamo quindi a sinistra e dopo aver attraversato il corso del torrente appena nato dal lago, percorriamo la sponda sinistra (per chi sale) del lago, restandone più alti. Pochi minuti ed il sentiero diviene decisamente più ripido. In breve l'erba lascia il posto alle rocce affiornati e più sopra ad una grande e ripida pietraia da risalire faticosamente. Giunti alla sella tra il Tornello ed il Tornone pieghiamo decisamente a destra e risaliamo l'erta costa rocciosa davanti a noi. Si tratta di una cresta che inizialmente appare verticale, ma essendo ben gradonata e ben appigliata non offre grosse difficoltà: siamo nell'ordine del I grado o poco più, anche se la forte esposizione e la verticalità stessa rendono tutto più impegnativo. Dopo i primissimi metri appoggiati sul filo di cresta, possiamo aggirare sulla sinistra un verticale salto roccioso, per poi tornare sul filo di cresta poco più avanti. Da qui in poi conviene restare fedeli alla roccia senza cercare deviazioni a sinistra (a destra sarebbero impossibili vista la verticalità del versante. Tra salti, gradoni (uno dei quali leggermente più impegnativo ma mai difficile) e qualche bella placchetta arriviamo al termine del tratto più ripido della cresta. Ora si procede su cresta piuttosto sottile ma appoggiata e con il conforto del cippo di vetta ben visibile davanti a noi. Senza farci tentare dal pendio alla nostra sinistra, procediamo sul filo roccioso, a tratti molto esile ed esposto, ma che presenta passaggi rilevanti. In un punto occorre cavalcare letteralmente una roccia triangolare tenendo una gamba su un versante e l'altra su quello opposto. Qualche saliscendi con facili salti rocciosi alternati a passaggi su erba ed eccoci agli ultimi metri erbosi che precedono un altarino roccioso cilindrico su cui è posta una Madonnina di bronzo. Per scendere, viso alla Madonnina, si procede verso destra sul versante Nord-Est, aguzzando al vista per individuare una labilissima traccia che tagliando tale versante con andamento verso la sella tra Tornone e Tornello, ci consente di evitare la cresta percorsa in salita (scelta comunque poco raccomandabile). Abbassiamoci pochi metri sotto la Madonnina, su terreno erboso piuttosto ripido fino ad individuare la traccia e la seguiamo verso sinistra. Qualche raro ometto (molto raro...) ci aiuta ad individuare il percorso, altrimenti poco evidente. Il tracciato alterna tratti in orizzontale a improvvise discese di qualche metro per poi tornare a mezzacosta. Con calma ed attenzione, cercando sempre il passaggio più ovvio, perdiamo lentamente quota e ci dirigiamo verso la sella di cui sopra. Il percorso non è difficile, ma la forte pendenza e la natura friabile del terreno richiedono la massima attenzione. Tornati su terreno più sicuro, 20' dopo la vetta,  risaliamo alla sella e da qui proseguiamo verso il Pizzo Tornello. Saliamo tra balze erbose e rocce affioranti cercando di tenere il lato sinistro della facile costa del Tornello. Arrivati ad una conca semipianeggiante, sulla destra si stacca il sentiero per il rifugio Tagliaferri. Lo ignoriamo e proseguiamo verso la vetta della nostra montagna. La salita si fa ripida, ma senza alcun problema. In circa altri 20-25' siamo al cospetto della croce di metallo sulla cima del Pizzo Tornello. Possiamo ora rilassarci e godere del magnifico panorama attorno a noi.
Discesa
Ridiscendiamo alla sella tra le due come di oggi e poi prendiamo il ripido sentiero sassoso che ci riporterà al Lago di Varro. Quasi arrivati al punto in cui fuoriesce il torrente dal lago, in terra si nota una pietra su cui è riportata la direzione per la Baita di Varro ed il Lago di Cornalta. Quindi andiamo a destra seguendo la freccia. Procediamo tra prati su sentiero in mezzacosta avendo davanti a noi la Cima di Cornalta, lunga e con una articolata cresta. Attraversiamo tratti pietrosi e tratti erbosi fino ad arrivare alti sul lago. Da qui il sentiero inizia a scendere in un valloncello, transita sotto ad alcune fasce rocciose alla nostra sinistra, per poi giungere sulle sponde del bel Lago di Cornalta (2180 Mt., 20 minuti dal Lago di Varro) stretto ed allungato. Procediamo verso sinistra ed al termine del lago riprendiamo i prati cosparsi di massi e pietre. Scendiamo seguendo i numerosi bolli bianchi e rossi. Attraversiamo un paio di pietraie composte da grossi massi instabili e poi perdiamo velocemente quota verso la Baita di Varro. Questa è ben visibile da lontano, ma man mano ci avviciniamo verrà nascosta da un grosso masso sotto il quale è stata costruita. Qui un sentiero risale al Lago di Varro. Dopo una sosta presso la bella baita, riprendiamo la discesa pre ripidi prati. Attraversiamo uno scrosciante torrente ed in breve arriviamo alla palina che durante la salita segnava la deviazione per la Baita di Varro. Da qui riprendiamo il sentiero fatto durante la salita in senso opposto fino all'auto.

Note
La salita al Pizzo Tornone può essere effettuata con meno difficoltà e da tutti, in 1 ora, partendo direttamente dal Lago di Varro e percorrendo la sua facile e panoramica costa Sud (sentiero n. 412 verso destra al lago). È anche possibile salire prima al Pizzo Tornello, scendere alla sella tra i due pizzi, salire la cresta Nord del Tornone e discendere da questo lungo la suddetta costa Sud che ci riporta al Lago di Varro.
Commenti vari
Nel corso di una precedente salita al Pizzo Tornello (vedi relazione del 06-08-2016), giunto alla sella tra questo ed il Tornone, avevo ammirato la bella e ripida cresta rocciosa Nord per quest'ultimo e mi ero ripromesso di tornare e salirla; a distanza di anni ecco realizzato quanto desiderato. Uno scaramantico grazie, con tanto di corna... ai due signori incontrati poco prima della sella tra le due cime e che mi hanno "tenuto d'occhio da sotto" (testuali parole dei due) durante la salita al Tornone, e che poi ho reincontrato al Tornello, perché "non ci sembrava una salita tanto facile e tu eri da solo. Se capitava qualche cosa di brutto chiamavamo noi i soccorsi!!".
   

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La parte ripida della cresta Nord del Tornone

L'intera cresta Nord del Tornone

   

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Placche e roccette in cresta

Il punto più impegnativo

   

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La roccia da cavalcare lungo il tratto finale

Omar alla Madonnina del Tornone

   

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Il Pizzo Tornello con la costa da risalire visto dal Tornone

La croce del Tornello con vista verso Presolana e Ferrante

   

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Il Lago di Cornalta

La Baita di Varro