Monte Serottini - Laghi Seroti

 
Zona montuosa Alpi Retiche - Gruppo Pietra Rossa LocalitÓ di partenza Malga Salina Bassa
Loc. Pianaccio - Monno (BS)
Quota partenza 2087 Mt. Quota di arrivo 2967 Mt.
Dislivello totale 1030 Mt. Data di uscita 20/07/2019
Ore di salita 3 h. 40' Ore di discesa 4 h.
Sentieri utilizzati n. 73a, 73, 2A ("Senter de l'Asen") Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata con tempo stabile, a tratti leggermente nuvoloso, che comunque ci ha protetto dal caldo estremo di queste giornate estive. Sentiero ottimo ed evidente fino al Lago Storto. Il sentiero che invece scende dal Lago Storto verso i Laghi Seroti Superiori più orientali è a tratti invisibile e senza segni evidenti di passaggio. Occorre prestare molta attenzione ad individuare i bolli (pochi, e abbastanza sbiaditi dal tempo) sulle rocce.

Eventuali pericoli
Nessun pericolo in particolare. La cresta finale sotto la cima è leggermente esposta in un paio di punti, ma rientra sempre nelle abituali difficoltà per escursionisti esperti.
Presenza di acqua
Lungo il percorso si incontrano molti ruscelli e laghetti, ma dei quali la potabilità è sempre da considerarsi quanto meno dubbia. Meglio portarsi scorte sufficienti di acqua da casa.
Punti di appoggio
Malga Salina Bassa, alla partenza, Casine di Val Bighera, dopo meno di mezzora dalla partenza, e poi niente altro, da lì in avanti.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Niente altro.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Escursione molto remunerativa all'interno del bellissimo Parco Nazionale dello Stelvio. Con un percorso circolare e a tratti molto scenografico si attraversano praterie e pietraie di alta quota costellate di laghi e suggestivi laghetti giacciati fino a stagione avanzata, fino ad arrampicarsi sulla piccola sommità rocciosa (panoramicissima) del Monte Serottini, per poi iniziare una lunga discesa molto articolata attraverso ampie lande desolate impreziosite di laghetti solitari.
Descrizione percorso
Si parte nei pressi del Passo del Mortirolo, in località “Pianaccio”. In Valle Camonica, dopo Edolo, salire al paese di Monno seguendo poi le indicazioni per il Mortirolo, poco prima del passo svoltare a gomito a destra imboccando la stradina asfaltata pianeggiante con indicazioni per il Pianaccio e le malghe Varaita, Salina e Bighera. La strada è stretta ma molto bene asfaltata e non ci sono limitazioni al transito in automobile, e in quasi 5 km ci porta attraverso boschetti, radure, lariceti e pascoli fino al bivio con la strada sterrata che si stacca verso la già visibile Malga Salina Bassa. Pochi metri più avanti c'è uno slargo dove è possibile parcheggiare. Iniziare a camminare passando nel piazzale di pertinenza della malga, e proseguendo oltre con andamento rettilineo, segendo una traccia di passaggio che costeggia la piana umida fino a andare a toccare la strada carrozzabile che da qui scende verso le vicine Casine di Val Bighera, che però noi non raggiungeremo. Abbandonare immediatamente la strada seguendo invece il sentiero che rimane più alto e che si addentra in un boschetto rado di larici iniziando a salire dolcemente in maniera appena percettibile, andando ad attraversare il greto di alcuni ruscelli senz'acqua, e poi, con ultimo tratto leggermete più ripido e pietroso, si giunge al Lago Seroti Inferiore (2196 Mt., 45' dalla partenza), posto in una conca davvero idilliaca, sospesa sopra la Val Bighera, e affiancato al di là di un dosso panoramico sul lago da una torbiera di alta quota che raccoglie le acque che discendono dei numerosi laghi disseminati lungo i versanti della montagna sovrastante. Camminare lungo le sponde del lago (destra o sinistra, è indifferente) fino al suo termine. Qui tenere la sinistra, e seguire il sentiero n. 73 che sale fin da subito molto ripido, facendo guadagnare rapidamente quota risalendo dei ripidi gradoni rocciosi alternati a tratti erbosi molti scoscesi. Dopo un lungo tratto caratterizzato da brevi tornanti, il sentiero piega verso sinistra ed arriva nei pressi di un piccolissimo laghetto, da qui inizia a calare le pendenza del percorso, mentre si entra in un vallone glaciale che iniziamo a seguire addentrandoci lungo il bel sentiero. La vallata è molto bella e severa, attorniata da grandi montagne rocciose, e ora con minora fatica transitiamo a pochi metri da un altro minuscolo laghetto mentre ci avviciniamo alla mole massiccia del Monte Serottini. Un ultimo strappetto su pietraia ci conduce all'improvviso al cospetto del Lago Storto (2698 Mt. 2 h. 10' dalla partenza), che è il più grande e anche elevato dei Laghi Seroti, e che – rimanendo ghiacciato per la maggior parte dell'anno – si stende con la sua forma allungata e ricurva ai piedi della grande pietraia creata dai detriti che cadono dal Monte Serottini. A questo punto prima di salire verso la cima della montagna bisogna portarsi all'altra estremità del lago; noi lo abbiamo costeggiato transitando sugli enormi blocchi della pietraia lungo la sua sponda settentrionale, poi, prima del suo termine, abbiamo iniziato a risalire i facili gradoni rocciosi cosparsi di detriti, senza percorso obbligato tra placche lisce, cengie e enormi massi, fino a sbucare sul filo di cresta, dove è possibile improvvisamente gettare lo sguardo sulla Valtellina, che si stende oltre 2000 metri più in basso, sotto una parete abbastazna impressionante, che da qui sembra quasi verticale. Seguire la cresta verso sinistra in direzione della cima del Monte Serottini, già visibile da sotto, ben riconoscibile perché sormontata da un piccolo “casotto” sormontato di antenne. La cresta è tutta abbastanza facile, ci sono solo un paio di tratti dove questa si fa più stretta ed esposta, e dove si deve passare su delle rocce un po' delicate, ma senza particolari problemi di sicurezza, l'importante è avere solo l'accortezza di non spostarsi sul versante valtellinese, dove la roccia è decisamente meno salda, e anche parecchio più eposta… Un ultimo facile muretto di roccia conduce infine sulla piccola cima, dove è stato piazzato un (orrendo) picoclo edificio assiepato di antenne di ogni tipo, che stonano parecchio con il magnifico contesto naturalistico e paesaggistico circostante. Dalla cima del Monte Serottini la vista spazia fino a grandi distanze, ed è abbastanza impressionante il salto sopra la Valtellina, con Grosio e Sondalo nelle immediate vicinanze, e più a Nord sull'alta valle, mentre verso la Valle Camonica il terreno digrada più dolcemente, con una bella distesa di laghi e valloni glaciali.

Discesa
Ridiscendere la cresta e facendo a ritroso lungo il percorso della salita, portandoci all'estremità orientale del Lago Storto. Da qui inizieremo l'ampia discesa che ci porterà a toccare altri due laghi, ma occorre prestare grande attenzione nella ricerca dei bolli che indicano il sentiero: l'area è prettamente rocciosa e non mostra segni di passaggio, nelle immediate vicinanze del lago ci sono alcuni bolli, che poi paiono sparire del tutto lungo il percorso in discesa più verosimile che tende verso Est (che sarà da qui in avanti la nostra direzione). In realtà perdendo quota per qualche decina di metri è possibile osservare su delle rocce dei segni rossi molto sbiaditi, e anche dei labilissimi segni di passaggio sull'erba. Il percorso ora inizia a scendere mantenendo sempre la direzione verso Est, transitando dapprima appena al di sotto a degli evidenti pilastri rocciosi, e costringendoci spesso a guardarci bene intorno per rinvenire altri bolli per non perdere la traccia corretta. Si cala per terrazzi erbosi e tratti caratterizzati da fasce rocciose, fino a sbucare di fronte al (chiamiamolo così) “Lago Seroti Superiore 1” (2565 Mt., 20-25' di cammino dal Lago Storto), molto grazioso e isolato, con il suo immissario che ne fuoriesce per precipitare poi lungo delle vicine cascate poste più a valle. Proseguiamo ancora lungo la traccia seguendo la medesima direzione (ignorare il sentiero con dei bolli rossi che scende direttamente verso il fondovalle); il percorso ci porta a rimontare alcune rocce guadagnando leggermente quota, poi si passa dentro alla sede di un antico laghetto, ormai completamente intorbato. Ancora poche centinaia di metri in leggera salita tra rocce e arriviamo al cospetto dell'altro lago, il “Lago Seroti Superiore 2”, il più orientale di tutti (2605 Mt., 15' da lago precedente), che è abbastanza grande e che si trova ai piedi della mole rocciosa del Corno Tremoncelli, che volendo è raggiungibile da qui seguendo la freccia con indicazioni. Lasciamo la sponda meridionale del lago e proseguiamo ancora lungo la traccia verso Sud-Est, salendo pochi metri di quota rimontando alcune rocce, per poi iniziare una costante discesa lungo un percorso labile e a volte da interpretare (attenzione sempre ai bolli poco visibili), fino a scendere in un bel vallone glaciale disseminato di rocce affioranti, con in basso già visibile da lontano la Val Bighera e il Lago Seroti Inferiore, da cui si era transitati in salita. Arrivati ad attraversare un corso d'acqua sotto il crinale frastagliato dei Monti Tremoncelli, ci troviamo in una valletta che potrebbe assomigliare all'alveo di un antico lago di fondovalle; ora si inizia a seguire un percordo verso Sud-Ovest, parallelamente al percorso del ruscello, poi si abbandona il corso d'acqua (che da qui scende verso destra in un ripido scivolo roccioso) per perdere quota camminando lungo comodi prati intervallati da pietraie, resti di antiche frane, fino a arrivare a incontrare il ben più evidente sentiero 2A chiamato “Senter de l'Asen” (1 h. dall'ultimo lago) che proviene dalla non lontana Val Grande di Vezza d'Oglio. Seguirlo in discesa verso destra dirigendosi verso l'evidente e già vicino Lago Seroti Inferiore, che si raggiunge dopo aver attraversato un'ultima pietraia. Da questo lago il percorso è il medesimo già fatto in salita fino al Pianaccio e Malga Salina Bassa, dove si è lasciata l'automobile.

Note

I Laghi Seroti sono molti, tra i 12 e i 17, a seconda di quali vogliamo considerare. Sono tantissimi spacchi d'acqua molto solitari e spesso difficili da raggiungere perché non raggiunti da sentieri, di varie forme e dimensioni, ospitati in varie conche glaciali che digradano verso la Val Bighera, sul versante camuno di questo gruppo montuoso. L'ambiente in cui sono dislocati è particolarmente selvaggio e trascurato dagli escursionisti, così questo territorio appartenente al Parco Nazionale dello Stelvio richiede capacità di muoversi e orientarsi su terreni di alta quota. Il premio per chi vi si avventura sarà l'avvistamento di animali pregiati come aquile e stambecchi.

Interessante anche l'ampio pianoro di alta quota denominata “Pianaccio” da cui parte questa escursione: si tratta di una piana torbosa lunga circa un chilometro, a quasi 2100 Mt. di quota, ospitata tra il Monte Pagano (vedi la nostra escursione del 23/11/2003) a Sud e il Monte Seroti a Nord. L'area è totalmente intrisa di acqua, ed ospita praterie di eriofori e altre specie vegetali caratteristiche delle zone umide. Oltre a questo sono presenti i resti di trincee appartanenti alla seconda linea della Prima Guerra Mondiale. Nella bella stagione Malga Salina Bassa propone in vendita i propri prodotti caseari a chi passa in zona.

Commenti vari

Dal Lago Seroti Superiore Orientale avremmo voluto scalare anche il sovrastante Corno Tremoncelli, che da lì richiedeva circa un'alta ora di salita, ma il giro era già abbastanza lungo ed articolato, così abbiamo preferito rinunciare.
La lunghezza totale del percorso è di 15,85 Km. La nostra velocità media (comprese le soste) è stata di 2,1 Km/h.

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Il Lago Seroti Inferiore

Costeggiando la sponda Nord del Lago Storto

   

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La cresta verso la cima del Monte Serottini

Il Lago Storto visto dal Monte Serottini

   

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Omar mentre ridiscende la cresta

Al Lago Seroti Superiore Orientale

   

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Scendendo verso la Val Bighera e il Lago Seroti Inferiore

Sulla sponda orientale del Lago Seroti Inferiore

   

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Rilievi GPS