Monte Pegherolo, Monte Cavallo e Cima di Siltri

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Piani di Arale - Valleve (BG)
Quota partenza 1600 Mt. Quota di arrivo 2369 Mt. il Pegherolo
2323 Mt. il Monte Cavallo
2175 Mt. la Cima dei Siltri
Dislivello totale 1100 Mt. circa con i saliscendi Sentieri utilizzati n. 115, 101
Ore di salita 2 h. 30' per il Pegherolo
1 h. 45' da qui al Cavallo
1 h, 15' da qui alla Siltri
Ore di discesa 1 h. 15'
Data di uscita 29/08/2015 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE; brevi tratti EEA
Condizioni climatiche e dei sentieri

Clima ideale per una camminata di media montagna. Sentieri ben segnalati o comunque evidenti. Tratti attrezzati in buone condizioni.

Eventuali pericoli
Un minimo di attenzione lungo la cresta che conduce al Pegherolo, che risulta in vari punti sottile e sdrucciolevole.
Presenza di acqua
No. Potreste trovarne al ristoro Baita del Camoscio nel caso fosse aperto.
Punti di appoggio
Come per l'acqua, non esistono punti di appoggio, salvo il suddetto ristoro.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla. Per i meno avvezzi potrebbe tornare utile un set da ferrata per i brevi tratti attrezzati.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Monte Pegherolo è una delle montagne bergamasche più belle da osservare da qualunque angolazione, con la sua forma a piramide poggiata su quello che pare un basamento più largo e massiccio. Si eleva severa e rocciosa da una lunga cresta che la collega al più bonario ed erboso Monte Cavallo e pare logico concatenare le due vette. A queste è possibile unire anche la salita alla vicina Cima dei Siltri, sicuramente la meno affascinante della zona, (almeno nel periodo estivo; in inverno assume maggiore interesse per la sua sottile cresta innevata che parte dalla Forcella Rossa). Nel complesso la salita presenta due aspetti differenti: il primo più interessante ed impegnativo, ma mai difficile, riguarda la salita del Pegherolo lungo la sua bellissima cresta Nord-Ovest, ricca di tratti rocciosi ben appigliati, punti attrezzati sui quali divertirsi ad arrampicare, panorami ampi ed emozionanti ambienti quasi lunari. Il secondo aspetto è quello della più facile salita alle altre due vette, erbose e quasi bucoliche, ma molto panoramiche ed appaganti.
Descrizione percorso
Parcheggiata l'auto al piazzale degli alberghi di San Simone, nelle vicinanze di Foppolo, in alta Val Brembana, ci si incammina verso il ristoro Baita dei Camosci lungo una ampia strada sterrata (esiste la possibilità di salire fino al ristoro in auto, ma il fondo della strada è molto accidentato e a tratti un poco ripido). Dopo meno di un km  e 20' di cammino si arriva al piccolo ristoro. Pochissimo prima del Camoscio, sulla sinistra si trova un vecchio edificio abbandonato (ex rifugio Baita Camoscio). Una palina indica di salire a sinistra lungo il sentiero n. 115 che sale ampio e con moderata pendenza più alto della pista da sci di San Simone. Puntiamo al vicino Passo di San Simone che raggiungiamo in circa 30' di salita tra prati, sempre su ampia sterrata, anche se a tratti un poco ripida.  Arrivati al passo, sulla sinistra si vedono delle curiose ed inconsuete formazioni rocciose a lame dette Canne d'Organo. Qui pieghiamo verso sinistra con un lungo traverso che passa alla base delle canne d'organo e poi prosegue con alcuni saliscendi fino alla base di un ripido vallone detritico. Saliamo nel vallone sul suo lato destro per chi sale, per poi tagliare verso sinistra ed entrare in un ripidissimo canale aperto che termina ad una bocchetta dove rinveniamo una Madonnina ed una lapide. Verso destra si andrebbe al Monte Cavallo, ma per ora andiamo a sinistra, verso la lunga cresta che ci condurrà al Monte Pegherolo. Al ritorno da questo, ripasseremo dalla bacchetta e proseguiremo verso il Cavallo. A sinistra quindi. Il sentiero originale scende dalla bocchetta lungo il versante opposto a quello del ghiaione per un breve tratto e poi con un traverso a mezzacosta su erba, risale nuovamente in cresta poche centinaia di metri più avanti. E' possibile anche restare sul filo di cresta direttamente dalla bocchetta. In questo caso affrontiamo alcuni passaggi molto esposti su lame di roccia molto sottili e friabili, con difficoltà attorno al II grado. Arrivati alla cresta erbosa, si procede per un breve tratto per poi scendere ad un primo intaglio tramite un bel passaggio roccioso attrezzato e risalire subito dopo, con traverso friabile ma facile, a cui segue un secondo tratto attrezzato con catena. Da qui in poi è un continuo susseguirsi di punti in sottile cresta, mai difficile e troppo esposta, e traversi poco sotto di essa. Arrivati in vetta al Pizzo Cavallino (sommità erbosa su cui si trova un cumulo di pietre), si inizia una ripida discesa erbosa fino ad una sella rocciosa. Qui percorriamo la parte di cresta più affascinante: si tratta di punto molto sottile, leggermente friabile e dall'aspetto quasi desertico e lunare. Oltre questo punto inizia l'ultima parte di salita al Pegherolo. Ci portiamo sotto ad una balza rocciosa che risaliamo e dove passa un terzo tratto attrezzato molto ben appigliato e verticale. Poco oltre ecco il quarto punto con catene e dopo poche decine di metri di sassi un poco friabili ci troviamo ai piedi di un bel diedro aperto da affrontare con divertente arrampicata (catena presente) di II grado. Usciti dal camino-diedro seguiamo la cresta ed i grossi massi per arrivare in breve alla grande croce di vetta affiancata dai resti della vecchia croce in legno e da un grande ometto di pietre. Ripercorriamo a ritroso il percorso fin qui fatto fino alla bocchetta con la Madonnina. Da qui proseguiamo dritti verso il Monte Cavallo. Risaliamo ora la ripida costa verso la cima di quest’ultimo. Finalmente camminiamo lungo un percorso tracciato e ben battuto. Le pendenze sono notevoli ed il sentierino sale tra facili rocce e balze erbose, cercando sempre il percorso più facile. L’ultimo tratto diviene meno ripido e la dorsale più ampia, fino alla grande croce in ferro del Monte Cavallo. Il panorama è ampissimo. Scendiamo ora lungo la facilissima ed ampia costa Ovest, piuttosto ripida. Ci muoviamo lungo un sentierino poco evidente ma comunque la direzione è logica. Giunti ad una zona erbosa quasi pianeggiante. Risaliamo pochi metri per poi scendere nuovamente per un poco. Incontriamo un piccolo cumulo di pietre. Proseguendo dritti andremmo verso il Pizzo Cavallo. Noi invece andiamo a destra, facendo bene attenzione alla poco evidente deviazione. Scendiamo così nell'ampia valle alla nostra destra. Percorriamo un piccolo ma fitto boschetto di bassi ontani. Subito dopo la deviazione si vedono alcuni bolli sbiaditi. La discesa in mezzacosta si svolge su terreno scivoloso, tra radici e e rami. Facciamo attenzione a dove mettiamo i piedi. In breve perdiamo quota. Oltrepassiamo tre o quattro valloncelli con altrettanti rivoli d'acqua. Arrivati sul fondo della discesa, saliamo a destra verso il Passo di San Simone che raggiungiamo su comodo sentiero dopo 10 minuti. Siamo così tornati nei pressi delle Canne d'Organo. Qui andiamo a sinistra lungo l'ampia ed evidente sterrata che porta alla stazione d'arrivo di un impianto di sci. Superata la stazioncina in legno, proseguiamo fino ad un successivo rudere in cemento. Qui termina la strada sterrata, ma noi proseguiamo in mezzacosta in direzione della Forcella Rossa, alla quale arriviamo tagliando i ripidi fianchi della Cima dei Siltri alla nostra sinistra. Dalla forcella pieghiamo a sinistra e percorriamo con attenzione la ripida e a tratti sottile cresta erbosa con tratti coperti da rododendri e mirtilli. Arrivati all'antecima scendiamo pochi metri, sempre su facile cresta, per poi risalire alla vicina cima vera e propria, preceduta, sulla sinistra, da una curiosa serie di pali e paletti di legno legati tra loro a mò di paravalanghe.
Discesa
Dalla Cima dei Siltri si torna indietro fino alla Forcella Rossa, facendo attenzione all'ultimo tratti di cresta in discesa. Nel caso possiamo abbandonare la cresta negli ultimi metri per proseguire poco sotto di essa. Dalla forcella scendiamo verso destra con direzione San Simone. Camminiamo tra prati fino ad alcune pozze d'acqua che lasciamo alla nostra destra. Quindi incrociamo l'ampio sentiero che sale dagli impianti di San Simone e lo seguiamo verso destra. In pochi minuti questo ci conduce direttamente alla Baita Ristoro Camoscio e da qui lungo la sterrata eccoci al piazzale degli alberghi.

Note
Con una breve deviazione possiamo raggiungere anche la vicina cima del Pizzo Cavallo, poco più che una balconata su Mezzoldo, semplicemente proseguendo dritti la discesa dal Monte Cavallo, anziché deviare verso destra per scendere nel boschetto di ontani. Dal Pizzo Cavallo, si risale poi verso detta deviazione a riprendere il percorso descritto (vedi relazione del 17 agosto 2019 con la salita di alcune cime di questa zona).
Commenti vari
Questa relazione è stata scritta 4 anni dopo aver compiuto la camminata. È possibile che le caratteristiche di alcuni tratti attrezzati non corrispondano a quanto riportato. Potete dare un'occhiata anche alla (scarna) relazione del 25/08/2002. Per altre foto e cime della zona, consultate anche la relazione del 17/08/2019.
   

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Le Canne d'Organo al Passo di San Simone

Il vallone che segue le Canne d'Organo

   

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Dal Pizzo Cavallino sguardo sulla cresta verso il Pegherolo

Ancora uno scorcio della lunga cresta

   

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Salto roccioso nei pressi della cima del Pegherolo

Il grande omino sulla cima del Pegherolo

   

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Omar sul Monte Cavallo

Verso la vetta della Cima dei Siltri