| Descrizione generale Tra il
Monte Pegherolo ed il Monte Cavallo, corre una lunga ed in parte attrezzata
cresta con andamento in saliscendi molto remunerativo e divertente; presso la Sella
dell’Erba, si diparte verso Sud un’altra cresta, in parte rocciosa, sempre
molto esposta e praticamente sconosciuta alla maggior parte degli escursionisti,
per cui percorsa da pochissime persone all’anno. Tale cresta se seguita fin dal
suo nascere, permette di salire in sequenza i Torrioni di Archera, il Monte Archera
e la Corna dell’Erba. Dalla Forcella o Sella dell’Erba, possiamo proseguire
verso il Monte Cavallo e da lì scendere per prati fino al Pizzo Cavallo.
Completeremo così un bel percorso che nella prima parte è sicuramente riservato
solamente ad escursionisti esperti e pratici di percorsi esposti e senza
tracce, mentre nella seconda (dalla Sella dell’Erba) può essere affrontato da
tutti.
Descrizione percorso
Dall’ampio
piazzale degli alberghi di San Simone, si sale in direzione
dell’impianto di
skilift verso sinistra. Arrivati al termine dell’impianto, lungo prati
non
troppo ripidi, alzando lo sguardo è possibile vedere l’inizio della
cresta che
prosegue verso il Monte Archera e la Corna dell’Erba. Noi andiamo verso
sinistra in mezza costa, lungo una misera traccia senza perdere quota.
Poco
oltre la traccia attraversa un tratto sassoso e poi una zona di mughi.
Dalla
zona dei mughi, senza un vero e proprio itinerario dobbiamo risalire il
ripidissimo pendio alla nostra destra fino ad arrivare sul filo di
cresta. Da
qui non dobbiamo fare altro che seguire la cresta verso sinistra, senza
mai
abbandonarne il filo. Si tratta della zona rocciosa dei Torrioni di
Archera. Ad un certo punto il percorso sarà interrotto da alcuni
mughi e per proseguire siamo costretti ad abbassarci sul lato sinistra
della
cresta, percorrendo alcuni metri a mezzacosta su prati molto ripidi ed
esposti.
Si tratti di qualche metro, ma saranno sufficienti a scoraggiare i meno
avvezzi
a tale tipo di terreno. Proseguiamo ora senza mai scendere dal filo di
cresta.
Questa presenta tratti erbosi alternati a tratti rocciosi. Non esistono
vere e
proprie difficoltà tecniche, ma l’esposizione estrema e l’assenza della
minima
traccia di passaggio possono creare serie difficoltà nonché dubbi sul
corretto
procedere. A un certo punto dovremo affrontare un tratto di cresta in
discesa
piuttosto insidioso e delicato. Al suo termine ci troviamo ad una
forcella, con
alla nostra sinistra un profondo e quasi verticale canalino roccioso.
Da qui
risaliamo la cresta davanti a noi restando sul terreno più abbordabile
verso
sinistra, tra balze erbose e roccette. Eccoci ora ad un breve tratto
pianeggiante della cresta, caratterizzato da una specie di troncea
naturale ed
alcune placche orizzontali. Siamo sulla cima del Monte Archera (1 h e
30’ da San
Simone). Un piccolo ometto di sassi indica la vetta. Poco sotto di
questa, sul
versante che guarda verso San Simone si nota un chiodo di calata per
chi
percorre le vie di roccia della verticale parete rocciosa alla nostra
destra.
Bello il panorama verso la Cima di Lemma, il Monte Cavallo, il Valegino
ed il
Cadelle. Proseguiamo su facile dorsale erbosa fino a portarci alla base
della
salita verso la Corna dell’Erba. Qui arriviamo senza problemi. Giunti
ad una
evidente sella, dobbiamo spostarci verso destra e, arrivati alla base
di un
evidente canalino roccioso, ne risaliamo i primi metri, per poi
spostarci verso
destra con un delicato traverso su materiale instabile. Ora il percorso
diviene
più facile e sicuro e dopo qualche decina di metri su comodo terreno
che
costeggia una lunga ed ampia placca rocciosa alla nostra sinistra,
individuiamo
un bel canalino roccioso (quasi un camino) che risaliamo con divertenti
e
solidi passaggi rocciosi (max II grado inferiore). Sbuchiamo così su
una comoda
dorsale erbosa che percorriamo verso l’alto e che in pochi minuti ci
condurrà
sulla vetta della Corna dell’Erba, senza alcuna difficoltà (40 minuti
dall’Archera). Immenso il panorama, fin verso i giganti della Val
Masino ed il
vicino Monte Pegherolo. Ora proseguiamo lungo la logica dorsale erbosa
fino ad
incrociare la cresta che verso sinistra proseguirebbe verso il
Pegherolo e che
invece noi prendiamo in discesa verso destra fino all’evidente sella
con il
Monte Cavallo. Risaliamo ora la ripida costa verso la cima di
quest’ultimo.
Finalmente camminiamo lungo un percorso tracciato e ben battuto. Le
pendenze
sono notevoli ed il sentierino sale tra facili rocce e balze erbose,
cercando
sempre il percorso più facile. L’ultimo tratto diviene meno ripido e la
dorsale
più ampia, fino alla grande croce in ferro del Monte Cavallo (30 minuti
dalla
cima precedente). Ancora una volta il panorama è ampissimo e consente
anche di
guardare sul versante opposto, verso Sud. Non ci resta ora che scendere
verso
Sud-Ovest, lungo l’evidente, ripida, ma facile dorsale che con una
veloce ed
erbosa discesa ci condurrà verso il Pizzo Cavallino. Una volta
terminata la
discesa dai ripidi pendii del Monte Cavallo, eccoci ad un pianoro
erboso. Qui
un sentierino si stacca verso destra e scende verso il vallone che poi
risale
al Passo di San Simone. Lo ignoriamo per ora, ma ci torneremo più
tardi.
Proseguiamo lungo il pianoro che poco oltre torna ad essere costa in
discesa,
caratterizzata da alcuni divertenti ed elementari balzelli rocciosi,
fino ad
arrivare alla poco pronunciata cima del Pizzo Cavallo. Qui un ometto di
pietra
segna l’arrivo (30 minuti scarsi dal Monte Cavallo). Il luogo è posto a
strapiombo sulla vallata sottostante e sul paese di Mezzoldo.
Discesa Dalla
cima del Pizzo Cavallo, risaliamo verso il pianoro sotto al Monte Cavallo e da
qui, prendiamo a sinistra il sentierino che scende nel profondo valloncello
sotto di noi. Scendiamo tra ontani e cespugli, percorrendo un sentierino
scomodo e a tratti piuttosto scivoloso che, con vari tornantini ci permette di
perdere quota. Attraversiamo un paio di canaloni che scendono dalla nostra
destra e risaliamo un tratto erboso in diagonale. Eccoci ora in vista del bel
sentiero che sale verso il soprastante Passo di San Simone. Raggiunto il detto
sentiero, lo seguiamo verso destra ed in meno di 15 minuti ci arriviamo
all’ampia sella del passo. Qui possiamo ammirare l’originale formazione
rocciosa delle “canne d’organo” sulla destra: bellissime lamine parallele e
verticali di roccia. Scendiamo dritti nel vallone sottostante, seguendo come
direzione, quella dell’evidente ristoro Baita Camoscio al centro della conca
sottostante. Scesi alcune centinaia di metri, eccoci ad incrociare l’evidente
sentiero n° 115 che porterebbe verso il Passo di Tartano. Noi seguiamo questo
sentiero verso destra fino ad arrivare al ristoro Baita Camoscio e da qui per
ampia e comoda sterrata scendiamo fino al parcheggio presso gli alberghi di San
Simone dove abbiamo lasciato l’auto. |