| Zona montuosa |
Alpi Orobie |
Località di partenza |
Brumano (BG) |
| Quota partenza |
911 Mt. |
Quota di arrivo |
1241 Mt. Monte Magnodeno
1347 Mt. Cima del Fò |
| Dislivello totale |
600 Mt. con i saliscendi
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Sentieri utilizzati |
n. 576, 575, 11, 24, 23 |
| Ore di salita |
2 h. 15' per il Magnodeno
1 h, 15' per la Cima del Fò
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Ore di discesa |
1 h. 45' |
| Data di uscita |
05/03/2022 |
Giudizio sull'escursione |
Bella |
| Sass Balòss presenti |
Omar |
Difficoltà |
EE, EEA |
| Condizioni climatiche e dei sentieri |
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Una
improvvisa tormenta di neve che ha depositato al suolo 5-6 centimetri
di neve, il vento forte e teso ed il freddo intenso hanno reso questa
divertente ma semplice escursione, ecisamente più impegnativa rispetto
alle caratteristiche solite di questa cresta. I passaggi attrezzati
sono così divenuti più ostici, i tratti esposti hanno richiesto molta
attenzione, ma nel complesso ne è risultata un'uscita molto piacevole
e dal sapore leggermente alpinistico. Sentieri ben segnalati, tranne
una poco chiara segnaletica presso il rifugio Capanna Monzesi, dove
mancano delle chiare indicazioni per il Monte Magnodeno. Lungo la cresta
il tracciato è ben evidente, con numerosi tratti attrezzati in buone
condizioni.
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| Eventuali pericoli |
| La
camminata non presenta particolari pericoli; lungo la cresta della
Giumenta, occorre comunque prestare una certa attenzione. Le condizioni
incontrate hanno reso sicuramente più impegnativa e a tratti insidiosa
la cresta, altrimenti priva di difficoltà tecniche. |
| Presenza di acqua |
| Troverete acqua presso il rifugio Capanna Monzesi e, al termine della cresta, presso la Capanna Ghislandi, qualora sia aperta. |
| Punti di appoggio |
| Nei
pressi della località La Passata, sorge una baita con minima
possibilità di riparo. Poco dopo, giunti alle miniere della Passata,
possiamo trovare riparo in una piccola costruzione molto spartana,
oppure all'interno delle miniere stessa. Incontreremo anche la Capanna
Monzesi, dopo circa 1 ora e mezza di cammino. Presso la cima del Monte Magnodeno
si trova un bivacco. Al termine della cresta arriviamo alla Capanna
Ghislandi. |
| Materiale necessario oltre al tradizionale |
| Essendo
un sentiero attrezzato, la cresta della Giumenta dovrebbe essere
effettuata con set da ferrata, come da cartelli posti al suo inizio; in
realtà, a mio personalissimo parere, può essere tranquillamente affrontato anche senza
queste attrezzature. In caso di neve o ghiaccio, come nel caso odierno,
valutate invece bene il ricorso al set da ferrata... |
| Caratteristiche dell'escursione |
| Descrizione generale
La bella e sottile cresta della Giumenta unisce il Resegone (zona Passo del Fò, sotto il Pian della Serrada) al Monte Magnodeno, passando dalla Cima del Fò, e rappresenta un bellissimo percorso, aereo e panoramico, fattibile anche dai poco avvezzi a cimentarsi con catene e passaggi esposti. Può essere fatta sia partendo dal Passo del Fò verso il Magnodeno che nella direzione opposta, come durante questa escursione; quest'ultima scelta è forse la migliore perché permette di affrontare il passaggio più bello in salita ed in caso di terreno non asciutto permette di percorrere il tracciato nella maggior parte del tempo in salita, quindo con minor difficoltà. In generale, il Monte Magnodeno offre un affascinante balcone panoramico su Lecco, sui laghi e sulle montagne nelle vicinanze, ma non manca di regalare possibili sguardi fino alle Alpi.
Descrizione percorso
Giunti a Brumano, in alta Valle Imagna, si supera la chiesa ed il cimitero; poco dopo si incontra un segnale di divieto di transito. Immediatamente prima, sulla sinistra trovate un piccolo lavatoio e un parcheggio per poche auto (piazzetta Carlo Vitari). Lasciata qui l'automobile, ci si incammina sul sentiero 587. Questo passa accanto ad alcune casette e cascine. I bollini che trovate indicano sentiero 13. Seguiteli e, tra prati, qualche macchia boscosa e tratti asfaltati, arriverete ad un tornante destrorso dove un cartello indica il bivio per il rifugio Capanna Alpinisti Monzesi al Resegone. Seguiamo quest'ultima direzione lungo un breve prato per poi entrare in un boschetto all'inizio del quale una palina ci invita ad andare verso sinistra lungo il sentiero 576. In breve arriviamo ad un grande prato che attraversiamo puntando ad un grande faggio poco più in alto, ai cui piedi si trovano un tavolo ed una panca. Proseguiamo fino ad incrociare la strada privata asfaltata che proviene dal parcheggio in corrispondenza di una casa sulle cui pareti è dipinto un grande cervo, e la seguiamo a sinistra fino ad una santella ed una casa presso cui termina il tratto asfaltato. Qui scendiamo nel bosco lungo un comodo sentiero che procede perdendo quota in modo lieve ma continuo. Il sentiero, in mezzacosta, ci condurrà in circa 1 h. 10' alla Passata. Subito incontriamo una bacheca con una bella cartina della zona e poco oltre una palina ci invita a proseguire verso sinistra. Dopo il tratto in lieve discesa, torniamo a salire leggermente fino al Passo della Porta (1123 Mt., 35' dal bivio per il rifugio Monzesi). Da qui scendiamo nuovamente camminando accanto ad alcune paretine rocciose che a tratti lambiscono il sentiero. Passiamo una santella e pochi minuti dopo siamo ad un bivio che indica a destra la Passata (sentiero 575) e a sinistra Valsecca. Saliamo ora più ripidamente fino alla Passata (1244 Mt., 1 h. dal bivio per il Monzesi) dove troviamo un piccolo rifugio privato, due antichi cippi di confine e l'inizio del sentiero 571 delle creste sud. Procediamo ora lungo il sentiero 575. Giunti ad un paio di cavità nella roccia alla nostra destra, andiamo avanti fino ad un baitello adibito a bivacco di fortuna, proprio pochi metri prima dell'ingresso di alcune miniere visitabili arrivando in località Rolla, dove una piccola croce in ferro battuto fa bella mostra di sé. Qui si stacca il sentiero della Civetta verso le creste del Resegone. Noi andiamo dritti verso il rifugio Monzesi. Ad un certo punto usciamo per un breve tratto dal bosco e traversiamo un piccolo valloncello pietroso a cui segue il greto asciutto di un torrente sul cui fondo si trovano grossi massi. Si sale qualche decina di metri di dislivello fino a giungere al cospetto della parte posteriore del rifugio Capanna Alpinisti Monzesi (1171 Mt., 1 h. 30' dalla partenza). Spalle al rifugio scendiamo lungo un sentierino (n. 11) che presto entra in una piccola abetaia. Poco dopo procediamo in piano fino ad un vecchio cartello rosso che segna il Monte Magnodeno verso destra (sentiero n. 24). Saliamo brevemente e poi iniziamo un mezzacosta caratterizzato da numerosi saliscendi. Superiamo una serie di vallette più o meno ampie, con bella vista su pendii erbosi punteggiati da alberi e pinnacoli rocciosi. Sopra le nostre teste si vede la lunga cresta della Giumenta che percorreremo al ritorno. Ad un certo punto possiamo osservare un curioso arco naturale di roccia, poco sotto il bel sentierino che stiamo seguendo. Arrivati ad un secondo cartello rosso, proseguiamo in direzione del Monte Magnodeno. Poco dopo ecco una palina metallica che indica il sentiero n. 24, dato a circa 30 minuti di cammino. Qui si trova anche una panchina. In questo punto si stacca anche il sentiero che sale alla cresta della Giumenta. Qui torneremo fra poco, dopo essere stati sulla cima del Magnodeno. Attraversiamo ora un bosco di betulle molto bello. Fino ad uscire sulla facile dorsale che seguiamo verso sinistra in direzione del vicino Magnodeno. L'ultimo tratto di salita è caratterizzato da alcuni ripidi gradini fiancheggiati da una catena. Giunti sulla cima della nostra montagna, troveremo una piazzola d'atterraggio per elicotteri, un bivacco ed una grande croce in ferro. Bello il panorama... in caso di bel tempo. Torniamo lungo il medesimo percorso fino alla palina nei pressi della panchina di legno. Qui, invece di procedere verso la Capanna Monzesi, andiamo a sinista per la Cresta della Giumenta (sentiero n. 23). Camminiamo facilmente fino ad una selletta dove troviamo una seconda palina. Qui saliamo un ripido tratto tra bosco e cespugli fino all'inizio del lungo trtto ferrato in cresta. Troviamo anche il classico cartello che invita all'uso del set da ferrata. Inizia qui il bel percorso in cresta. Iniziamo con una facile cengia erbosa, per poi scendere lungo un tratto di discesa piuttosto ripido affiancato da una robusta catena. Proseguiamo poi su un mezzacosta che taglia un ripido prato. Aggirato un costone scendiamo un altro ripido tratto, per poi trovarci ad una sottile sella. Saliamo ora per qualche metro fino ad una bella serie di saliscendi su stretta traccia rocciosa. Segue un punto più tranquillo e panoramico, camminabile, che ci porta alla parte più rocciosa della cresta. Qui iniziamo una ripida salita che alterna salti rocciosi a ripidi tornanti pietrosi ai piedi di bellissimi torrioni. La presenza costante della catena metallica ci rassicura, anche se i passaggi sono molto semplici e i tratti rocciosi ben appigliati e nemmeno lontanamente difficili. In cima a questo tratto seguiamo la traccia in cresta, sottile ma camminabile. Un facile traverso passa ai piedi di alcuni tozzi torrioncini rocciosi. Poi saliamo un balzo roccioso dove vediamo anche l'immagine di una Madonnina. Usciti dal facile salto, ecco davanti a noi la croce della Cima del Fò. Ci portiamo ai suoi piedi tramite una bella traccia che traversa in falsopiano. Saliamo poi tra roccette fino alla croce di ferro della Cima del Fò, dopo circa 45' dall'inizio della cresta. Dalla croce è ben evidente il prosieguo della cresta. Scendiamo ora con attenzione lungo il tracciolino che ci conduce ad una profonda spaccatura tra due placche rocciose. Possiamo scendere direttamente nella spaccatura (catena), oppure aggirare la spaccatura sulla destra, affrontando un paio di placche appoggiate a cui segue un salto roccioso ben gradinato. Arrivati, in un modo o nell'altro ad una sella, riprendiamo a salire verso un evidente tratto roccioso. Ignoriamo la facile traccia erbosa che si sviluppa verso destra. Saliamo invece dritti ai piedi delle rocce. Qui, arrampichiamo un divertente camino ben articolato, senza difficoltà. Giunti al termine del canalino roccioso terminano le difficoltà, non ci resta che seguire la crestina in falsopiano, per poi iniziare la facile discesa tra cespugli, arbusti e piante verso il visibile monumento triangolare ai caduti (1 ora e 10' dall'inizio della cresta) posto sopra al Passo del Fò. Bella la vista sulla bastionata rocciosa che sorregge il Pian della Serrada e sulla quale si sviluppano varie vie di arrampicata e la ferrata del Centenario del Resegone. Dal monumento non ci resta che scendere al sottostante e vicino passo del Fò dove trovaimo la Capanna Ghislandi.
Discesa Dal
Passo del Fò, scendiamo velocemente verso la capanna Monzesi che
raggiungiamo in pochi minuti lungo un tortuoso sentierino nel bosco. Da
qui non ci resta che ripercorrere i nostri passi fino a Brumano.
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| Note |
| La zona è molto frequentata, specialmente nei pressi dei due rifugi, per cui questa escursione è da evitare nei periodi di maggior affluenza, per fuggire la calca vociante, ma soprattutto al traffico in cresta. |
| Commenti vari |
| Per
altre info e foto, potete dare un'occhiata alla escursione del 1 maggio
2014, durante la quale la cresta è stata percorsa sia in un senso che
nell'altro, tra andata e ritorno. |
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Omar alla croce del Magnodeno
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Prima parte della cresta della Giumenta
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Verso il tratto roccioso più bello
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Inizia la parte interessante
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Tra cresta e roccette
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Facili salti rocciosi attrezzati
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Traverso in vista della croce della Cima del Fò
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L'ultimo affascinante tratto in salita (freccia rossa)
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| Ai piedi del camino finale |
La discesa dalla Cima del Fò, con la
spaccatura rocciosa |
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