Monte Madonnino - Canale Nord di Destra
 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Carona (BG)
Quota partenza 1200 Mt. Quota di arrivo 2501 Mt.
Dislivello totale 1300 Mt. compresi i saliscendi
Sentieri utilizzati n. 210
Ore di salita 4 h. 30'
Ore di discesa 3 h.
Data di uscita 22/06/2024 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar
Difficoltà F+, PD-
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bella giornata invernale. Sentieri evidenti, ampi e ben segnalati fino al rifugio Calvi. Da qui al Passo del Portulino, in caso di neve, il tracciato diviene incerto per chi non lo conosce già, per cui occorre molta attenzione nel progredire, oppure una bella traccia davanti a noi...La salita del canale non è, ovviamente, segnalata e vale il discorso subito sopra. Suggerisco di studiarsi bene il pendio Nord dal rifugio Calvi ed individuare la linea più logica da seguire.

Eventuali pericoli
I soliti di una salita in un canale invernale. Attenzione anche durante la ripida discesa che si svolge tra qualche roccia affiorante. Il percorso fino al rifugio Calvi è soggetto a slavine in diversi tratti, specialmente oltre la diga di Fregabolgia.
Presenza di acqua
Potrete rifornirvi di fresca acqua ad una fontanella presso il borgo di Pagliari. Nel caso risultasse aperto, anche al rifugio Calvi troverete di che dissetarvi.
Punti di appoggio
Appena partiti passerete dal borgo di Pagliari. Dopo circa 2 h. e 30’ arriverete al rifugio Calvi, ampio ed accogliente, al quale potrete rifocillarvi per bene (il rifugio è spesso aperto anche in inverno). Il rifugio è dotato anche di un bel locale invernale riscaldato, ideale per le escursioni invernali con la neve. Qualche baita la trovate anche lungo il sentiero invernale n. 210. Anche presso la diga di Fregabolgia si trova riparo: basta chiedere ospitalità al custode dell’impianto idroelettrico…
Materiale necessario oltre al tradizionale
Ramponi, casco, imbraco e due piccozze.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il ripido versante Nord del Monte Madonnino, massiccia cima posta tra la Valle Brembana e la Val Seriana, presenta tre via di salita, tutte con punto di partenza il Passo del Portulino, oltre ad un percorso sulla costa Ovest, quella che rappresenta la cosidetta via normale, tipicamente utilizzata nel periodo estivo per raggiungerne la sommità (vedi relazione del 05-10-2013) e spesso anche in inverno, essendo piuttosto frequentata e priva di difficoltà tecniche anche se molto ripida (da evitare in caso di neve instabile o ghiaccio); la prima via sul versante Nord è quella più a sinistra (Ovest), comunemente chiamata "Canalino Nord", ma che del canale ha decisamente poco, essendo piuttosto una ripida rampa che vagamente assume le sembianze di un ampio canalone aperto: questo percorso è molto usato in inverno sia per la salita che per la discesa e, pendenze a parte, non offre grosse difficoltà tecniche; poco più ad Est rispetto a quest'ultimo itinerario si trova quello che ritengo il vero canalino Nord del Monte Madonnino, ripido, incassato tra le rocce, poco visibile, stretto e con un paio di passaggi di misto, pochissimo frequentato e piuttosto impegnativo; per ultimo ecco il canale più a destra della parete, anche questo poco frequentato, con un ripido ma bonario zoccolo alla sua base e decisamente più impegnativo e ripido (50 gradi) nella parte finale, specialmente all'uscita, dove raggiunge e supera i 60 gradi (ma per pochi metri). Proprio quest'ultima via è stata salita e descritta in questa relazione. Come via di discesa seguiremo poi un ripido pendio che si trova tra la costa Ovest e il canale di sinistra (quello comunemente chiamato canale nord) che ci riporta eattamente al Passo del Portulino.
Descrizione percorso
Giunti a Carona, in alta Val Brembana, prendete la direzione (ben indicata) per il parcheggio dei rifugi Longo e Calvi. Lungo la strada asfaltata arriverete al bivio per i rifugi stessi, oltre il quale non è più possibile proseguire in auto. Parcheggiate in prossimità di un netto tornante verso sinistra. Proprio al tornante si stacca la strada verso destra (chiusa al traffico) che prenderemo. Si inizia a camminare su ripido asfalto fino al bel borgo di Pagliari (10’). Seguiamo il frequentatissimo sentiero invernale per il rifugio Calvi, percorso da decine di escursionisti anche nella stagione invernale. Dopo il borgo proseguiamo per ampia carrareccia su pendenze costanti. Lasciamo alla nostra sinistra il primo bivio per la Val Sambuzza ed in breve eccoci alla spettacolare cascata omonima (bellissima quando è tuonante in estate che quando è ghiacciata in inverno). Più avanti superiamo una baita nei pressi di una fontanella (qui si stacca verso sinistra una seconda deviazione per la Valsambuzza). Sopra la baita il percorso, dopo un paio di tornanti, perde pendenza e ci permette di riposare un poco. Proseguiamo fino a superare la terza deviazione per la Valsambuzza e poi arrivare all'aperto pianoro del Lago del Prato, dove vediamo l'ampio bivio verso sinistra per il rifugio Longo. Noi restiamo sulla strada principale e saliamo verso destra. Dopo un tratto ripido, la pendenza diviene regolare e non eccessiva. Lasciamo alla nostra destra l'indicazione per il rifugio Laghi Gemelli e poco dopo ecco che davanti a noi appare maestoso il Pizzo del Diavolo di Tenda, con il suo satellite Diavolino. Qui vediamo un bivio al quale andiamo a destra. Pochi metri dopo sulla sinistra si stacca un sentierino che sale tra le piante, evitando così di proseguire fino alla base della diga di Fregabolgia. Superiamo un grosso rudere abbandonato e poi arriviamo alla casa del custode della diga. Da qui imbocchiamo una ripida scalinata che ci porta sulla sommità della diga. Proseguiamo così con il lago alla nostra destra. Il sentiero è ampio e tranquillo, con una ripida discesa a cui segue un lungo falsopiano. In prossimità del rifugio incontriamo alcuni dolci saliscendi. iunti al rifugio Fratelli Calvi, ci riposiamo un attimo e ci godiamo la bellissima conca dominata dalle frequentate cime della zona. Ci portiamo ora nei pressi della piastra metallica che indica le cime visibili dal rifugio e da qui scendiamo nella conca sottostante il rifugio per giungere ad una baita sul cui muro è indicato il sentiero n. 226, che ci condurrà al Passo della Portula attraverso una serie di conche e conchette erbose percorrendo un sentiero mai troppo ripido e con continui cambi di pendenza. Giunti ad un bivio, su di un masso è ben indicata la direzione verso sinistra per il Passo della Portula (a destra si trova l’indicazione per il Lago dei Curiosi) mentre alla nostra destra lasciamo una specie di pianoro poco sotto di noi al cui centro si trova una baitella (Baita Pian dell’Asino). Deviamo quindi a sinistra e risaliamo per sentiero serpeggiante tra erba e qualche sasso affiorante. Un ultimo sforzo per portarci al Passo della Portula (2278 Mt., 1 h. dal rifugio) e da qui si prosegue verso destra su sentierino con vari saliscendi fino al Passo del Portulino (2305 Mt., 10’ dal Passo della Portula). Il versante settentrionale del Madonnino ci sovrasta ed incute anche un poco di timore, ma le difficoltà non saranno elevate. Portiamoci alla base del ripido pendio e tralasciamo la traccia che sale dalla via normale, pieghiamo invece verso destra, scendendo qualche decina di metri. Assecondiamo ora il pendio sempre costeggiando verso destra il fianco della montagna. Con un semicerchio in senso antiorario, passiamo sotto il classico Canale Nord; proseguiamo oltre, salendo leggermente in diagonale mentre proseguiamo nel nostro periplo. Ora, alzando lo sguardo, possiamo vedere bene il ripido Canalino Nord Centrale, quello più impagnativo, stretto ed incassato. Andiamo ancora oltre, sempre salendo man mano proseguiamo il giro. Ecco che ora ci appare evidente anche l'ultimo canale di salita, quello che dobbiamo affrontare noi. Saliamo verso di esso con una certa fatica, rimontando il ripido zoccolo con pendenze che arrivano attorno ai 40 gradi. Ormai prossimi al canale, le pendenze aumentano fino ai 45 e poi 50 grandi nella parte intermendia e finale. Non esistono difficoltà, salti o punti impegnativi, occorre solo procedere con cura ed attenzione. Il canale ora è più stretto, ma mai oppressivo. Ormai vediamo l'uscita sopra di noi e proprio qui le pendenze si avvicinano ai 60 gradi, ma è solo per pochissimi metri finali. Eccoci in cresta, inondati di sole. Non ci resta che seguire la facile cresta verso sinistra tra balze erbose e qualche roccetta innoqua. Poche decine di metri ed eccoci al cospetto della piccola Madonnina bianca posta sulla vetta del Monte Madonnino.
Discesa
Lasciando la Madonnino della cima alla nostra sinistra, scendiamo lungo la docile cresta. Superiamo l'uscita del cosidetto Canale Nord (quello che io preferisco indicare come Canale di Sinistra). Qui, se le condizioni della neve sono buone, possiamo scendere senza grosse difficoltà. Noi invece, essendoci neve molto farinosa, abbiamo preferito proseguire oltre. Giunti alla fine della cresta, questa si rasforma in ripida costa he scende verso il Passo del Portulino. Evitiamo tale discesa poiche piuttosto esposta in caso di caduta e preferiamo imboccare il più ripido ma più sicuro pendio alla nostra sinistra, con neve ben assestata e dura. Scendiamo quindi, viso a monte, senza un percorso obbligato. Le pendenze sono ttorno ai 45 gradi e la presenza di alcune piccole isole rocciose ci obbliga a zigzagare. Senza mai allentare l'attenzione, perdiamo velocemente quota fino ad arrivare sopra ad una piccola ma insidiosa fascia rocciosa, che evitiamo spostandoci verso destra (faccia a  monte), per poi piegare decisamente verso sinistra una volta superata tale fascia. Ora possiamo anche voltarci e scendere viso a valle e traversare verso il vicino Passo del Portulino. Qui giunti, ci rilassiamo e poi scendiamo nuovamente verso il rifugio Fratelli Calvi, dal quale torniamo tranquillamente a Carona.

Note
E' possibile, anzi consigliabile, con neve ben assestata, salire al Passo della Portula e da qui al Portulino dalla Val Seriana e più precisamente da Gromo, passando per gli affascinanti Laghi del Cardeto; si tratta di un itinerario decisamente più vario ed interessante rispetto alla monotona salita da Carona; ma ovviamente si tratta di un parere personale...
Commenti vari
Tanti saluti ai due ragazzi conosciuti al rifugio Calvi e con i quali ho unito le forze e le idee per proseguire fino alla vetta del Monte Madonnino e la discesa fino al Passo del Portulino. L'idea iniziale era quella di percorrere il più frequentato canale Nord, ma l'assenza totale di tracce e la vaghezza del canale, lo hanno reso poco o nulla individuabile; continuando così la ricerca di una possibile via di salita, in compagnia dei due ragazzi incontrati al rifugio Calvi, ci siamo trovati sotto la verticale di quello che appariva come un invitante canale con una bella uscita in cresta a pochi verso destra metri dalla cima; è venuto così naturale salire questo percorso.
   

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Il versante Nord del Monte Madonnino

Dal Passo del Portulino vista sulla costa Ovest

   

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Ai piedi dello zoccolo verso il Canale di Destra

All'interno del canale

   

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Ormai prossimi all'uscita

Ultimi metri del canale

   

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Omar sulla cima del Madonnino,
con i due bravissimi ragazzi incontrati

Lungo la ripida discesa con massi affioranti

   

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L'evidente traccia di salita al Canale di Destra
Il versante Nord del Madonnino con le vie presenti
 

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Omar dopo la discesa La splendida giornata di sole con il Cabianca