Cima di Lemma

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Loc. San Simone - Valleve (BG)
Quota partenza 1670 Mt. Quota di arrivo 2348 Mt.
Dislivello totale 800 Mt. circa Data di uscita 05/01/2019
Ore di salita 2 h. 30' Ore di discesa 1 h. 45'
Sentieri utilizzati n. 101, 116 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Ghiaccio ovunque... dal parcheggio alla cima. Il clima di questi giorni, con scarsa neve al suolo e abbondante freddo notturno, con temperature diurne piuttosto elevate, ha causato la formazione di colate di ghiaccio anche sui sentieri più comodi ed assolati. Neve in scarsa quantità nei versanti assolati. La poca neve caduta in questo inverno è rimasta solo nei versanti settentrionali o nelle zone ombrose.

Eventuali pericoli
Come già detto, attenzione al ghiaccio. In generale, l'escursione non presenta particolari situazioni di pericolo oggettive, se non legate particolari alle condizioni ambientali e del tracciato di questo periodo. Comunque raccomando una certa attenzione lungo la cresta seguita durante la discesa dalla Cima di Lemma all'omonimo passo: qui è possibile la presenza di ampie cornici aggettanti.
Presenza di acqua
Troverete acqua presso il ristoro Baita Camoscio, se aperto.
Punti di appoggio
Il già nominato ristoro Baita Camoscio, dopo circa 20 minuti dalla partenza, nelle vicinanze del quale si trovano anche altre strutture ed un paio di baite poco distanti. Arrivati in località Fontanini (1861 metri di quota), troveremo altre baite. Anche arrivati al bivio tra il sentiero n. 8 ed il sentiero 101, con una breve deviazione in discesa, potremo arrivare alla Baita Tri Camì. Proseguendo verso il Passo del Tartano, eccoci arrivare ad un ricovero semi distrutto, ma al cui interno si può benissimo trovare riparo (sono presenti anche un paio di ami tavoli di legno con panche). Presso il Passo del Tartano sorge un minuscolo baitello privato. Da qui in poi non troveremo più nulla.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Sicuramente ramponi; utile anche una piccozza lungo la cresta di discesa dalla Cima al Passo di Lemma.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Escursione di limitato impegno fisico, vista la lunghezza del percorso, le pendenze ad il dislivello, ma di sicuro interesse per via della bella cresta di discesa e dei piacevoli panorami osservati. La Cima di Lemma, frequentemente salita in inverno dagli sci alpinisti, è sicuramente un bella e abbordabilissima meta invernale anche per camminatori se affrontata con le sicure condizioni del manto nevoso, permettendo di godere di un ambiente affascinante, con anche spunti storici legati alla presenza di trincee di guerra della Linea Cadorna al Passo del Tartano che mette in collegamento la Valle Brembana con la Valtellina.
Descrizione percorso
Saliamo lungo la Valle Brembana fino a San Simone, semi abbandonata località sciistica che un tempo era ben frequentata, ma ora è caduta quasi in rovina. Dal piazzale degli alberghi saliamo lungo l'ampia strada sterrata che porta al ristoro Baita Camoscio e che presenta una regolare pendenza decisamente tranquilla. Arriviamo in vista del ristoro e passiamo accanto ad una cabina dell'ENEL su cui si trovano delle indicazioni per il Passo di Tartano (venti minuti dal parcheggio). Da qui, lasciando il ristoro alla nostra sinistra, proseguiamo verso una baita poco più in alto e proseguendo lungo l'evidente ampio sentiero 116 giungiamo nei pressi di una seconda baita. Molto bello il panorama alle nostre spalle e sopra le nostre teste (monti Pegherolo e Cavallo, con passo di San Simone e la Cima dei Siltri). Poco dopo eccoci all'incrocio con il sentiero n. 101 (palina con segnalati tra l'altro anche il Passo del Tartano ad 1 ora e 15 minuti, ma serviranno qualche decina di minuti in più) che seguiamo verso destra. Ora il tracciato procede quasi pianeggiante in mezzacosta e molto rilassante fino alle baite in località Fontanini. Poco prima di arrivare alle baite, ignoriamo il sentiero che sale a sinistra verso il Passo di Lemma e dal quale scenderemo al ritorno. Proseguiamo invece sul nostro sentiero pianeggiante (qui indicato come n. 116). Arriviamo alla località Fontanini (1861 metri d'altezza; 45 minuti dal parcheggio). Il tracciato prosegue regolare e tranquillo. Arrivati ad un tratto protetto da una labile barriera sulla destra, scendiamo leggermente di quota. Bellissima la vista sull'intera cresta che dal Pegherolo porta al Monte Cavallo. Passiamo sotto ad una paretona rocciosa per poi entrare in un breve tratto boscoso con abeti e conifere. Una palina ci segnala che siamo sul sentiero n. 101 e che manca circa 1 ora e 10 minuti per il Passo del Tartano...in palese contraddizione con la palina nei pressi del Ristoro Camoscio). Ora il sentiero, uscito dal boschetto, prosegue attraversando anche un paio di ripide pietraie, sempre su comodo tracciato pianeggiante. Eccoci ora ad un bivio: scendendo verso destra si arriva al sentiero n. 8 e alla Baita Tri Camì. Noi saliamo invece verso sinistra. La salita è poco ripida e con vari tornanti dolci, su fondo sassoso. Rimontiamo così il fianco erboso della vallata. Bella la vista sul Monte Valegino e Arete. In circa 15 minuti, eccoci ad un paio di baite, di cui una attrezzata per un eventuale sosta improvvisa (tavoloni e panche all'interno). Alle baite, troviamo una palina che ci segnala il passo a circa 20 minuti. Qui vediamo anche una freccia del sentiero n. 112 per Cambrembo. Salendo in una zona ariosa erbosa, tra qualche ondulazione del terreno, rimontiamo l'ampia conca ai piedi della Cima di Lemma. Salendo si vede anche una baitella isolata, verso sinistra. Giunti al Passo del Tartano, ci godiamo il bellissimo panorama verso la Valtellina e verso il Monte Cadelle. Al passo vediamo anche i resti di tricee di guerra, una alta croce di ferro posta accanto ad una più piccola ed una minuscola baitella privata. Una palina ci segnala che siamo a 2108 metri di quota e che per la Cima di Lemma mancano altri 45 minuti. Ora non dobbiamo fare altro che salire verso sinistra seguendo la timida traccia che, restando poco sotto la cresta che fa da confine con la provincia di Sondrio, ci conduce con regolare pendenza verso la nostra meta. Saliamo il tracciato a mezzacosta per poi portarsi in cresta più in alto tagliando verso l'alto, oppure restare sempre sulla traccia più in basso. Una volta arrivati alla sella sotto la vetta, non dobbiamo fare altro che seguire la facile dorsale che in pochi minuti ci porta all'omino di sassi con paletto di metallo sulla vetta della Cima di Lemma.
Discesa
Dall'omino di vetta proseguiamo lungo la inizialmente pianeggiante cresta che, senza particolari problemi, ci condurrà al lontano Passo di Lemma. Poco dopo la partenza inizieremo a perdere quota piuttosto lentamente. Ovviamente non dobbiamo seguire la dorsale che porta verso il dirimpettaio Pizzo Scala. La larghezza della cresta ci consente di camminare tranquillamente, facendo attenzione solamente ad eventuali cornici presenti, o a qualche breve tratto più sottile. La prima parte della discesa è quella più regolare e facile. Giunti ad una selletta poco accennata, riprendiamo una leggera salitella fino ad un dossetto che possiamo comunque evitare restando bassi sotto la linea di cresta, sul versante Valtellinese. Tornati a scendere, la pendenza risulta leggermente maggiore, ma sempre molto comoda e limitata, anche se qui si possono incontrare tratti meno larghi. Alla sella successiva, riprendiamo a salire dolcemente fino alla sommità di un secondo dosso su cui si trova un ometto di sassi. Scesi pochi minuti eccoci presso una lapide in marmo che ricorda due escursionisti. Continuiamo a scendere, ora lungo alcuni tratti sassosi. All'ennesima selletta, più marcata delle precedenti, torniamo a guadagnare quota, sempre restando sul filo di cresta, anche se potremmo tagliare il fianco valtellinese, tra alcune semplici placche rocciose. Segue poi un ultimo tratto di discesa, sempre lungo facili placche, ed eccoci al Passo di Lemma. Qui troviamo una palina che indica il passo (scritto però come Passo di Lemme...) a 2137 metri. Scendiamo ora verso il versante brembano, seguendo un comodissimo sentiero che inizialmente procede verso destra (spalle al passo), per poi piegare ad un tornante verso sinistra. Segue ora un lungo mezzacosta tra ampi prati ripidi, passando poco dopo accanto a quello che rimane di una baita in pietra. Al termine del mezzocosta, il sentiero torna verso destra per poi scendere fino ad incrociare l'ampio sentiero che proviene dalla località Fontanini, dalla quale siamo passati all'andata. Seguiamo ora il sentierone pianeggiante ripercorrendo i nostri passi fino al Ristoro Baita Camoscio e da qui a San Simone, dove abbiamo lasciato l'auto.

Note
La Cima di Lemma era già stata salita nell'escursione del 27/07/2014 unitamente al Pizzo Rotondo, percorrendo in quel caso la cresta finale in senso opposto. Presso il Passo del Tartano è possibile osservare alcune trincee, camminamenti e muretti in pietra facenti parte della lunga linea difensiva della Prima Guerra Mondiale, denominata Linea Cadorna e posta a baluardo delle Alpi Orobie, nel caso avesse ceduto il fronte lungo le Retiche.
   

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Lungo il sentiero 101, vista sul Gruppo Pegherolo-Cavallo

Omar al Passo del Tartano

   

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Dal Passo del Tartano vista verso Est

Omar sulla Cima di Lemma

   

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In discesa la prima parte della cresta verso il Passo di Lemma

La seconda parte della cresta. La freccia indica il passo

   

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Omar nell'ultima risalita poco prima del passo

Il Passo di Lemma con vista verso la cima