Monte Due Mani e Zucco di Desio

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Culmine di S. Pietro - Cassina Valsassina (LC)
Quota partenza 1258 Mt. Quota di arrivo 1666 Mt. il Monte Due Mani
1658 Mt. lo Zucco di Desio
Dislivello totale 600 Mt. con i saliscendi Data di uscita 03/01/2019
Ore di salita 2 h. Ore di discesa 1 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 32, 31 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata caratterizzata da un bel sole ed un intenso freddo secco che ha creato qualche problema per la presenza di tratti ghiacciati. Sentieri ben indicati e tracciati, salvo in un paio di punti (specificati nella successiva descrizione del percorso) in cui la direzione da tenere non è segnalata e si potrebbe sbagliare strada.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Al parcheggio presso il Culmine di San Pietro si trovano un paio di ristoranti, tra cui il "Ristorante Passo Culmine di San Pietro" ed una fontana nelle vicinanze della chiesetta al passo.
Punti di appoggio
Nella prima parte del percorso ci imbatteremo in numerose baite e cascine. Successivamente, una volta lasciate alle spalle le ultime baite nei pressi del culmine, ne troveremo altre a circa 30' dalla partenza. Dopo queste, al termine della discesa che ci condurrà sotto le pendici del Monne Due Mani, alla base della salita finale, si rinvengono un paio di cascine semi distrutte ma utili in caso di maltempo. Sulla cima del Monte Due Mani è collocato un bivacco del CAI di Lecco sotto sezione Ballabio (poco pulito e disordinato purtroppo) sempre aperto, dalla curiosa forma ad igloo, con spazio sufficiente per ripararsi a mangiare qualcosa, oppure per passare una notte d'emergenza, oppure dove aspettare la notte per godersi uno splendido panorama sulla zona dei laghi lecchesi e comaschi con le relative luci dei centri abitati.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Breve ed abbastanza veloce camminata con un basso dislivello, adatta a tutti coloro che voglio sfruttare al meglio una mattinata libera. Eppure, i panorami che si possono vedere dalle due cime raggiunte sono ad dir poco ampi ed entusiasmanti, sia verso i laghi sottostanti che verso la pianura, ma anche verso le vicine Grigne lecchesi e le montagne bergamasche (dallo Zucco dei Campelli al Pizzo del Diavolo).
Descrizione percorso
Giunti a Taleggio, ameno paesino nella omonima valle bergamasca, proseguire verso Vedeseta e da qui sconfinando nella provincia di Lecco, arrivare fino al passo che mette in collegamento la Val Taleggio con la Valsassina. Siamo al Culmine di San Pietro, dove, poco prima di una chiesetta, lasciamo l'auto. Poco oltre si trova un ristorante con relativi posti auto, ma ad uso dei clienti. Superiamo il ristorante a scendiamo lungo l'evidente stradina alla sua destra. Qui si trova una palina che indica il Monte Due Mani a 2 ore e 45 minuti di cammino; in realtà serviranno circa 2 ore, non di più. Scesi lungo la strada sterrata, superiamo alcune baite e cascine in un bel tratto di falsopiano (Cassina Nova). Lasciamo alle spalle un altro ristorantino agrituristico (Agriturismo Stella) e poco oltre una grande stalla. Passeggiamo sotto a due ali di abeti e più avanti superiamo un borgo ristrutturato ed adibito a una specie di residence. Ancora un ultima baita (Cascina Laura) posta in un ampio prato e finalmente ci lasciamo alle spalle tutti gli edifici della zona. Camminiamo senza sforzo lungo la sterrata, ampia e con andamento regolare. Una palina ci dice di proseguire dritti (1 h. e 45' per la nostra meta), ignorando una strada a destra in netta salita. Più avanti, ad un evidente bivio, saliamo verso destra, superando una sbarra di metallo con freccia per il Monte Due Mani. Ora procediamo in leggera salita, fino ad un borghetto semi sperduto, ridotto a poco più di un cumulo di pietre. Qui deviamo a destra (palina con indicazioni per il sentiero n. 32) e con un mezzacosta in un prato arriviamo, dopo un breve strappetto finale, ad una selletta. Da qui (palina con indicazioni; 1 h. e 30' per il Due Mani) proseguiamo verso sinistra e rimontiamo con un poco di fatica un ripido pendio boscoso fino al suo culmine dove fanno bella mostra di loro, alcuni faggi solitari. Davanti a noi si presentano le nostre due cime di oggi: il Monte Due Mani, pratoso, a sinistra e lo Zucco di Desio, più boscoso, a destra, con ben evidente il percorso che ci attende. Da qui, dove mancano chiare indicazioni, scendiamo verso sinistra per un breve tratto di prato al limite del bosco, per poi deviare subito a destra e dirigerci verso un grosso faggio. Proseguiamo l'evidente discesa in un bosco di faggi (attenzione alle foglie scivolose...) lungo un comodo ed ampio sentiero che ci conduce fino ad una conca prativa al termine della discesa, dove sono poste un paio di ruderi. Da qui, proseguiamo con alcuni saliscendi, fino a rientrare in un altro bosco ben più maestoso, camminando su un tranquillo sentiero che presenta alcuni tratti in salita ed altri pianeggianti. Più avanti il sentiero prosegue in una zona di piante meno fitta. Superiamo un capanno da caccia sulla sinistra per poi arrivare ad una baita semi distrutta, dalle caratteristiche colonne cilindriche; poco discosta vi è anche una pozza. Un breve tratto ed eccoci ad una selletta dove una palina ci indica la via (1 h. e 5' per il Monte Due Mani). Riprendiamo ora la salita che inizialmente si svolge in un boschetto, piuttosto ripida e ricca di tornanti. Salendo dobbiamo tenere la sinistra, ignorando un sentiero che si stacca all'inizio verso destra. Passiamo una zona di massi affioranti e in breve usciamo dalla vegetazione. Davanti a noi si presenta un grande masso con una croce dipinta: segno che siamo sulla buona strada. Proseguiamo a salire su terreno erboso aperto e con belle vedute verso i monti della bergamasca, sul Legnone, nonché sul Resegone alla nostra sinistra. Dopo qualche minuto di salita, prima di giungere sotto ad una fascia rocciosa, il sentiero si divide in due, noi andiamo verso destra puntando alla selletta tra il Due Mani e lo Zucco di Desio. Qui arriviamo con una certa fatica, vista la pendenza del terreno, ma lo spettacolo che ci appare oltre la dorsale è bellissimo: la zona dei laghi lecchesi, il Monte Coltignone, il Medale, il Monte Barro, i Corni di Canzo, la pianura e lontanissime le Alpi. Andiamo in discesa a destra lungo il sentiero n. 31 (scritta su un masso e palina) seguendo fedelmente la facile dorsale erbosa. Scendiamo qualche metro fino ad una sella dalla quale, restando sul versante di Lecco, proseguiamo a mezzacosta. Poi, ripresa la dorsale, tra elementari roccette e tratti erbosi, eccoci sulla cima dello Zucco di Desio. Da qui le Grigne sembrano potersi toccare allungando una mano. Dopo esserci godersi lo spettacolo dalla cimetta erbosa, torniamo nuovamente alla palina incontrata prima e da qui, proseguiamo lungo la comoda dorsale fino alla cima del Monte Due Mani, posta poco distante dalla croce di vetta e dal bivacco dalla curiosa forma ad igloo che raggiungiamo lungo una semipianeggiante crestina erbosa.
Discesa
Anziché tornare da dove siamo saliti, andiamo in direzione opposta, verso sud, sempre in cresta per poche decine di metri, per poi scendere decisamente verso sinistra ad una sella, prima di riprendere a salire verso un salto roccioso lungo la dorsale e dal quale proviene la ferrata che sale da Ballabio. Scendiamo quindi per prati ripidi, con un sentierino zigzagante. Passiamo sotto ad una fascia di rocce ed in breve eccoci al punto di incontro con il sentiero fatto all'andata. Da qui, proseguiamo dritti in discesa seguendo il percorso già fatto fino all'auto.

Note
Per raggiungere il Monte Due Mani e poi lo Zucco di Desio, è possibile salire anche da Ballabio, lungo un noioso sentiero che si inerpica per prati, oppure attraverso l'impegnativa ferrata Contessi, recentemente riattrezzata, che, sempre da Ballabio, si sviluppa lungo numerose torri e torrioni, anche se piuttosto discontinua.
Per questa via ferrata, potete consultare il libro di Matteo "Ferrate - Lombardia e Svizzera" edito da Vividolomiti.
Commenti vari
Sulla cima del Monte Due Mani, ho trovato uno sparuto gregge di pecore che evidentemente non soffre il freddo intenso di questi giorni; una di queste, particolarmente molesta e coccolona, non ha fatto altro che strusciarsi la testona contro le mie gambe, alla costante ricerca di una carezza o, forse, di un pezzo del mio panino...
   

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La dorsale che porta allo Zucco di Desio

Omar sullo Zucco di Desio con le Grigne alle spalle

   

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Panorama verso il Monte Barro, il Medale e il M. Coltignone

Ultimo tratto verso il Monte Due Mani

   

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Il Bivacco sul Monte Due Mani

Tracciato della parte finale
(in rosso la salita al Desio, in giallo il tratto fino al Due Mani, in blu la prima parte della discesa)