Monte Due Mani - Ferrata Simone Contessi

 
Zona montuosa Prealpi Lecchesi Località di partenza Località Forcola - Ballabio (LC)
Quota partenza 900 Mt. Quota di arrivo 1656 Mt.
Dislivello totale 750 Mt. Sentieri utilizzati n. 36
Ore di salita 10' per l'attacco
2 h. 30' la ferrata
Ore di discesa 1 h. 30'
Data di uscita 03/08/2019 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EEA
Condizioni climatiche e dei sentieri

Piacevole giornata estiva, non particolarmente calda, visto il periodo, grazie ad alcuni temporali dei giorni scorsi. Sentieri ben segnalati ed evidenti. Solo il punto di partenza del sentiero che porta all’attacco è poco visibile lungo la strada, ed occorre porre una certa attenzione per trovare la freccia in legno (rotta e caduta dalla palina) che dove lasciare l’auto. La ferrata è ben attrezzata e recentemente rimodernata; presenta una catena di medie dimensioni, alla quale si aggiunge anche un nuovo cavo d’acciaio nel tratto più difficile: quello lungo il Torrione della Discordia. Per il resto sono presenti alcune staffe nei punti più difficili. Tutto in ottimo stato e con numerose possibilità di abbandonare la via per portarci sul sentiero n. 36. Il sentiero di discesa è ben indicato e corre nei pressi della ferrata, anzi, nella parte finale, dopo l’anticima Sud (dove praticamente termina la ferrata vera e propria), lungo la cresta, a tratti sottile ma mai difficile, che conduce alla vetta, i due itinerari sono praticamente identici, salvo alcune brevi deviazioni della ferrata.

Eventuali pericoli
I soliti di una ferrata.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Sulla vetta del Monte Due Mani si trova il curioso bivacco di forma geodetica Locatelli-Scaioli-Milani, di proprietà del CAI di Lecco, sottosezione Ballabio. Questo ha 8 posti letto, nel senso che ci stanno 8 persone, ma noi di letti non ne abbiamo visti… anzi, avremmo qualche difficoltà a dormire sul pavimento di un posto così mal tenuto, decisamente sporco e trasandato.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Casco, imbraco e set da ferrata.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Monte Due Mani, di modesta quota ma di discrete dimensioni e piacevoli forme, presenta vari itinerari di salita, uno di questi è rappresentato dalla bella, ma a tratti difficile e faticosa, ferrata Simone Contessi. Questa si sviluppa lungo la frastagliata e cresta Sud della montagna, andando a cercare le formazioni rocciose calcaree, affioranti da ripidissimi pendii erbosi, che lungo di essa si incontrano. La ferrata è classificabile come “difficile”, con un tratto “molto difficile” lungo il Torrione della Discordia posto a tre quarti di percorso. La ferrata vera e propria termina ben prima della vetta del Monte Due Mani; il restante percorso è caratterizzato da una bella cresta molto panoramica e con continui saliscendi lungo i quali si incontrano ancora alcuni tratti con catene di nessuna utilità. Sia lungo la cresta che sulla cima del monte avremo la possibilità di ammirare splendidi scorci sui laghi del lecchese e sui monti di questa zona (Grigna Meridionale e Settentrionale, Monte Barro, la zona del Medale, così come le principali vette delle Orobie bergamasche).
Descrizione percorso
Raggiunto Lecco, prendiamo la strada che conduce in Valsassina ed arrivati presso Ballabio Inferiore, saliamo lungo la tortuosa e stretta strada asfaltata che porta a Morterone. Se scegliete di percorrere la nuova strada in galleria che porta in Valsassina, al termine dell’ultima galleria, presso una rotonda, dovrete scendere a sinistra per poi svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Morterone. Se invece percorrerete la vecchia strada per la Valsassina, arriverete direttamente a Ballabio Inferiore e la svolta per Morterone sarà alla vostra destra. In ogni caso, dopo circa 4-5 chilometri di salita, fate attenzione alla vostra sinistra perché troverete un minuscolo spiazzo nel bosco con una palina indicante l’inizio del sentiero per la ferrata. Da qui salite lungo il ripido sentiero n° 36 all’interno di un bel boschetto. Poco più in alto superate un traliccio della corrente e cominciate a scorgere il bel panorama verso la zona dei laghi verso sinistra con il Monte Barro in evidenza. Pochi istanti di ripida salita ed eccoci all’attacco della ferrata dove una targa ricorda Simone Contessi. La via inizia subito verticale ed abbastanza impegnativa, ma la sempre presente catena ed un paio di gradini in metallo facilitano la progressione. Una seconda parete più impegnativa, con un breve tratto strapiombante rende l’inizio piuttosto selettivo. Segue un tratto camminabile. Il successivo torrione è bellissimo e necessita di alcuni passaggi atletici decisamente divertenti: prima con un traverso verso destra, poi in verticale sale verso la sommità di una bella paretina e in fine prosegue in un bel diedro appoggiato. Usciamo ora su un pulpito naturale che ci consente di recuperare fiato e braccia. Segue un lungo tratto di raccordo su sentierino erboso. Il successivo tratto attrezzato è più facile e discontinuo. Scendiamo ora per una breve discesa su sentiero costeggiato dalla catena di sicurezza per poi risalire lungamente e ripidamente tra erba alta. Siamo fiancheggiati da paretine rocciose, ma noi camminiamo su sentiero per balze erbose. Dopo l’ennesimo sentierino in cresta eccoci alla base di alcuni articolati e ben appigliati salti di roccia. Poi camminiamo con bella vista su un elevato torrione, lo risaliamo costeggiando verso destra un tetto a cui seguono passaggi più semplici. Dopo un raccordo eccoci alla base del Torrione Discordia, lungo il quale si sviluppa la parte decisamente più difficile ed impegnativa della ferrata. Per chi non se la sentisse di risalire questa alta parete, è possibile aggirarla sulla destra e ricongiungersi alla ferrata su uno spiazzo erboso sopra al torrione. Affrontiamo direttamente il torrione dove una targa ci avvisa della difficoltà di questo punto. Il torrione inizia con un bel traverso verso sinistra proprio sotto ad un evidente tetto. Poi si sale leggermente in diagonale verso sinistra con qualche difficoltà. Ora la salita diviene diretta e faticosa e solo grazie alla presenza di alcune staffe è possibile progredire anche se con il fiato corto. Segue ora un traverso obliquo verso destra, sotto ad un ampio tetto scuro, che ci costa un deciso sforzo di braccia e capacità di bilanciare il corpo, essendo privo di appoggi. Al termine di questo saliamo dritti con le ultime forze nelle braccia sfruttando il più possibile gli scarsi appoggi e qualche presa naturale, ma sarà la presenza del cavo a rendere il tutto fattibile. In ultimo ci attende un balzo convesso, quasi strapiombante ma ben lavorato e con appigli più evidenti sui quali fare ottima presa. Eccoci ora sul terrazzo erboso dove una grossa bobina di cavo d’acciaio ci attende. Riprendiamo fiato e defatichiamo le braccia. Riprendiamo ora a salire su un sentierino erboso fino alla base di una bella placca rocciosa che saliamo con una certa fatica. A metà salita un provvidenziale albero che sbuca dalla roccia ci consente di riposare e sfruttando il suo tronco possiamo proseguire nella salita. Occorre ancora un deciso sforzo di braccia e l’uso della catena, nonché di un paio di staffe in ferro per aver ragione dell’ultimo tratto verticale. Da qui in poi le difficoltà scemano. Percorriamo una divertente crestina esposta e sottile per poi rimontare un sentierino pietroso. Ecco che in lontananza si vede la vetta con la croce del Monte Due Mani. Il cammino sarà ancora lungo, ma la ferrata è praticamente finita. Non ci resta che seguire il sentiero n° 36 lungo il filo di cresta, oppure poco sotto di essa. Con piacevoli e mai monotoni saliscendi, proseguiamo lungo la cresta e passiamo accanto a vari torrioncini rocciosi senza mai salirli. Solo in qualche tratto il percorso della ferrata si discosta dal sentiero n°36, ma stiamo parlando di deviazioni forzate, utili solo a giustificare un prolungamento del percorso attrezzato, dove per altro non si necessita di set da ferrata, casco ed imbraco. Eccoci ora ad una selletta erbosa dove troviamo una palina che segnala Ballabio ed il Monte Due Mani. Proseguiamo dritti verso la vicina vetta. Passiamo una piacevole cengia rocciosa attrezzata con una catena e torniamo sugli aperti pendii erbosi. Ad un certo punto, ormai in vista della metà, il sentiero n° 36 pare dividersi in due e su di un masso si intravede una freccia verso destra per la ferrata e verso sinistra per il sentiero normale. Andiamo a destra e, complicandoci un poco la vita cerchiamo qualche bel passaggio roccioso non obbligato, transitando nei pressi di una curiosa spaccatura tra due paretine, fin sulla cima di un dosso che dobbiamo ora ridiscendere sfruttando un evidente canalino alla nostra sinistra, oppure scendendo direttamente verso destra con l’aiuto di alcune catene che noi abbiamo trovato rotte. Arrivati alla base dell’ultimo dosso, non ci resta che salire la ripida china erbosa davanti a noi per giungere al cospetto della grossa croce in ferro e del curioso bivacco dalla forma di igloo. La vera cima del monte, in realtà e posta qualche decina di metri oltre la croce, in direzione Nord. Bellissimo e molto ampio il panorama.
Discesa
Per tornare all’auto seguiamo il comodo e piacevole sentiero n° 36 che percorre l’intera cresta Sud fino all’anticima, praticamente in comune con la parte finale camminabile della ferrata. Scendendo occorre affrontare vari saltelli rocciosi molto semplici che rendono il procedere più divertente. Ci godiamo così la comoda discesa ed il bel panorama. Dall’anticima, pieghiamo a sinistra e con una serie di ripide svolte, tornanti e tratti in mezzacosta, scendiamo lungo tratti prativi, spesso incrociando il percorso della ferrata o transitando sotto i vari torrioni risaliti all’andata, fino ad immetterci in un bosco misto piuttosto ripido. Sempre sul sentierino, con un paio di tratti in cui serve l’uso delle mani per procedere, torniamo all’attacco della ferrata e da qui all’auto.

Note
Una volta arrivati sulla cima del Monte Due Mani, è possibile proseguire lungo la comoda dorsale ed arrivare in circa 20 minuti sul vicino Zucco di Desio (vedi relazione del 03.01.2019 con la salita dal versante Est). Il nome Due Mani è dovuto alle dieci elevazioni che si innalzano lungo la sua cresta e che ricordano appunto le dieci dita di due mani.
Commenti vari
I primi metri della ferrata sono decisamente selettivi e impegnativi, indi per cui il povero Guglielmo ha dovuto alzare bandiera bianca dopo i primissimi metri, accontentandosi di salire in cima al Monte Due Mani lungo il sentiero normale, con le pive nel sacco e le orecchie basse.
   

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Golem poco dopo l'attacco (e prima dell'ignominiosa ritirata)

Panorama verso il Monte Barro

   

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Una bella placca

Omar impegnato sul torrione dopo il primo tratto camminabile

   

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Lungo un tratto camminabile tra un torrione e l'altro

Il difficile Torrione della discordia

   

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La paretina dopo l'albero tra le rocce

La lunga cresta dopo la ferrata vera e propria

   

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Vetta con croce e bivacco

Omar e Golem in vetta