| Descrizione generale
Breve e remunerativa ascensione a questa bellissima ed apparentemente inaccessibile piramide nera che si può ammirare da Passo Gavia. Il percorso è piacevole e abbastanza tecnico, e si sviluppa tra placche attrezzate, cenge, ripidi e faticosi sfasciumi, un ripidissimo canale che risale tra affilate lame di roccia, e una facile ma a tratti espostissima cresta su ottima roccia, davvero molto aerea e divertente!
Descrizione percorso
Dalla Valle Camonica (o dall'alta Valtellina) portarsi fino al Passo Gavia, dove si parcheggia nell'ampio spazio sterrato a fianco del
rifugio Bonetta, la nostra escursione partirà da qui, da una quota già abbastanza alta (2618 Mt.). Ci si incammina sulla comoda strada militare che costeggia in piano a destra il Lago Bianco, per poi iniziare a salire con una pendenza lieve. Ad un certo punto ad un tornante ignorare. Ora si cammina su terreno più ripido, risalendo un vallone morenico coperto da detriti e massi abbandonati dal ghiacciaio. Il sentiero sale ben marcato da segnavia bianchi e rossi, portandosi sopra all'antica Vedretta del Corno dei Tre Signori, che oramai è quasi scomparsa ed è visibile solo sotto la parete rocciosa, affiorante da sotto i detriti. La traccia tiene costantemente un andamento rettilineo la destra, ignorare i bolli visibili in alto, sulle rocce sovrastanti, e proseguire sul sentiero principale fino a arrivare sotto le parete di roccia, dove inizia un tratto attrezzato con delle evidenti corde e anche delle catene che aiutano a rimontare le numerose placche e rocce scoscese, intervallate da cenge un po' esposte. Questo tratto attrezzato dell'Alta Via Camuna è facile e piacevole, ma occorre prestare particolare attenzione a non smuovere i numerosi sassi presenti sul percorso. si rimontano dei risalti rocciosi coperti da terra e detriti, piegando dapprima a sinistra e poi a destra lungo delle cenge, infine un facile tratto in mezzacosta verso sinistra a tagliare un pendio a tratti esposto, e si giunge all'evidente intaglio della Bocchetta dei Tre Signori (3100 Mt., 1 h. 30' dalla partenza), da cui è possibile vedere il versante meridionale della nostra montagna, con la croce sulla cima da raggiungere. Qui siamo all'incirca a metà strada, ma ci vorrà almeno un'altra ora e mezza di cammino; scendiamo quindi dal versante opposto (verso la vallata di Ercavallo) della bocchetta per alcune decine di metri (un tratto più ripido è attrezzato con una catena d'acciaio), seguendo le indicazioni per il
rifugio Bozzi, ma poi seguire subito a sinistra la traccia, indicata con dei rari ometti di sassi, che sale mantenendosi poco al di sotto delle rocce che scendono dalla cresta, puntando alla pietraia visibile in lontananza sotto la cima del Corno dei Tre Signori, passando lungo un cordone morenico e portandosi nella conca direttamente sotto la cima rocciosa, al centro della cresta Est è intuibile un canale alto circa 30-40 metri, indicato alla base con un grosso bollo rosso. Si risale molto faticosamente la pietraia ripidissima, colma di massi mobili e ghiaia parecchio fastidiosa, seguendo i rari ometti e le tracce di passaggio fino a portarsi alla base della parete, sotto l'evidente canale, che ora dovremo risalire direttamente, aiutandoci con le numerose lame di roccia sporgenti, circa a metà canale ci sono 3-4 metri un po' più difficili e verticali (II), poi, poco prima di giungere sul filo di cresta, si raggiunge un grande masso attorno al quale è fissato un cordone per calarsi in discesa; da qui è possibile passare alla sua destra rimontando delle rocce rotte (II) e raggiungendo la cresta, oppure si può anche salire alla sinistra della roccia per la calata, lungo un ripidissimo pendio terroso, abbastanza scivoloso. In ogni modo, quasi subito, in cresta, occorre traversare verso sinistra una inevitabile placca inclinata (attenzione), aiutandosi con delle fessure poste in basso, molto comode per mettere i piedi; questo passaggio alla vista non è molto rassicurante, anche a causa della notevole esposizione, ma si supera in realtà abbastanza facilmente, inoltre quasi dappertutto è possibile trovare spuntoni e rocce per assicurarsi, qualora si volesse procedere legandosi. Una volta raggiunta un'altra roccia con un cordone di calata (utile all'occorrenza in discesa), le difficoltà sono terminate, è sufficiente seguire la bellissima cresta, aerea e davvero molto estetica, che in pochi minuti conduce sulla vetta, da cui si gode di un fantastico panorama sulle montagne dell'Ortles-Cevedale (tra le quali il Tresero e il San Matteo sembrano veramente ad un passo, con il grande Ghiacciaio del Dosegù ai loro piedi), e verso sud, più lontani, i giganti del gruppo dell'Adamello.
Discesa
Lungo lo stesso itinerario fatto in salita, effettuando se necessario una calata in corda doppia nel canale che scende dalla cresta (ci sono dei cordoni attrezzati con anello per la calata). Non farsi tentare, prima di raggiungere la Bocchetta dei Tre Signori, dal discendere il ripidissimo canale che scende a destra verso la ex Vedretta e Passo Gavia: è pericoloso e molto soggetto alla caduta di sassi! |