Corno dei Tre Signori - Via Normale

 
Zona montuosa Ortles/Cevedale Località di partenza Passo Gavia (SO)
Quota partenza 2618 Mt. Quota di arrivo 3360 Mt.
Dislivello totale 780 Mt. con i saliscendi Data di uscita 05/08/2017
Ore di salita 3 h. 15' Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. 2 (Alta Via Camuna) Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà PD-
Condizioni climatiche e dei sentieri

Ottima giornata di sole, con temperature gradevoli. Sentiero ottimamente segnato, con evidenti bolli rossi fino alla Bocchetta dei Tre Signori. Le corde della parte alta e attrezzata del sentiero (n. 2, Alta Via Camuna) che si arrampica sotto la Bocchetta dei Tre Signori sono vecchie e un po' usurate, ma comunque sicure, ed in genere abbinate a delle solide catene.

Eventuali pericoli
L'itinerario è alpinistico ma nel complesso non difficile. Il pericolo principale è la cadura di sassi, possibile nel ripidissimo canale sotto la cresta Est che poi porta in vetta. La cresta è molto esposta, ma a parte il primo pezzo in cui un passaggio è un po' delicato, la parte rimanente è abbastanza larga da renderla camminabile.
Presenza di acqua
Lungo il percorso si transita nei pressi di vari piccolissimi laghetti e da ruscelli derivanti da quello che resta dello scioglimento della Vedretta del Corno dei Tre Signori, oramai ridotta ad un quasi invisibile rimasuglio glaciale semisepolto dai detriti. Meglio portarsi dell'acqua da casa!
Punti di appoggio
Rifugio Bonetta al Passo Gavia, alla partenza dell'itinerario. Il resto del percorso non offre altre possibilità di riparo dalle interperie.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Fondamentale il casco: sulle placche e nel canale è alto il rischio di incappare in scariche di sassi e detriti. Inoltre è utile (e a parere nostro raccomandabile) portarsi uno spezzone di corda da 25-30 metri e l'occorrente per calarsi in discesa nel canale, e per assicurarsi lungo un tratto di cresta un po' più delicata. L'alpinista più esperto invece potrà tranquillamente farne a meno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Breve e remunerativa ascensione a questa bellissima ed apparentemente inaccessibile piramide nera che si può ammirare da Passo Gavia. Il percorso è piacevole e abbastanza tecnico, e si sviluppa tra placche attrezzate, cenge, ripidi e faticosi sfasciumi, un ripidissimo canale che risale tra affilate lame di roccia, e una facile ma a tratti espostissima cresta su ottima roccia, davvero molto aerea e divertente!
Descrizione percorso
Dalla Valle Camonica (o dall'alta Valtellina) portarsi fino al Passo Gavia, dove si parcheggia nell'ampio spazio sterrato a fianco del rifugio Bonetta, la nostra escursione partirà da qui, da una quota già abbastanza alta (2618 Mt.). Ci si incammina sulla comoda strada militare che costeggia in piano a destra il Lago Bianco, per poi iniziare a salire con una pendenza lieve. Ad un certo punto ad un tornante ignorare. Ora si cammina su terreno più ripido, risalendo un vallone morenico coperto da detriti e massi abbandonati dal ghiacciaio. Il sentiero sale ben marcato da segnavia bianchi e rossi, portandosi sopra all'antica Vedretta del Corno dei Tre Signori, che oramai è quasi scomparsa ed è visibile solo sotto la parete rocciosa, affiorante da sotto i detriti. La traccia tiene costantemente un andamento rettilineo la destra, ignorare i bolli visibili in alto, sulle rocce sovrastanti, e proseguire sul sentiero principale fino a arrivare sotto le parete di roccia, dove inizia un tratto attrezzato con delle evidenti corde e anche delle catene che aiutano a rimontare le numerose placche e rocce scoscese, intervallate da cenge un po' esposte. Questo tratto attrezzato dell'Alta Via Camuna è facile e piacevole, ma occorre prestare particolare attenzione a non smuovere i numerosi sassi presenti sul percorso. si rimontano dei risalti rocciosi coperti da terra e detriti, piegando dapprima a sinistra e poi a destra lungo delle cenge, infine un facile tratto in mezzacosta verso sinistra a tagliare un pendio a tratti esposto, e si giunge all'evidente intaglio della Bocchetta dei Tre Signori (3100 Mt., 1 h. 30' dalla partenza), da cui è possibile vedere il versante meridionale della nostra montagna, con la croce sulla cima da raggiungere. Qui siamo all'incirca a metà strada, ma ci vorrà almeno un'altra ora e mezza di cammino; scendiamo quindi dal versante opposto (verso la vallata di Ercavallo) della bocchetta per alcune decine di metri (un tratto più ripido è attrezzato con una catena d'acciaio), seguendo le indicazioni per il rifugio Bozzi, ma poi seguire subito a sinistra la traccia, indicata con dei rari ometti di sassi, che sale mantenendosi poco al di sotto delle rocce che scendono dalla cresta, puntando alla pietraia visibile in lontananza sotto la cima del Corno dei Tre Signori, passando lungo un cordone morenico e portandosi nella conca direttamente sotto la cima rocciosa, al centro della cresta Est è intuibile un canale alto circa 30-40 metri, indicato alla base con un grosso bollo rosso. Si risale molto faticosamente la pietraia ripidissima, colma di massi mobili e ghiaia parecchio fastidiosa, seguendo i rari ometti e le tracce di passaggio fino a portarsi alla base della parete, sotto l'evidente canale, che ora dovremo risalire direttamente, aiutandoci con le numerose lame di roccia sporgenti, circa a metà canale ci sono 3-4 metri un po' più difficili e verticali (II), poi, poco prima di giungere sul filo di cresta, si raggiunge un grande masso attorno al quale è fissato un cordone per calarsi in discesa; da qui è possibile passare alla sua destra rimontando delle rocce rotte (II) e raggiungendo la cresta, oppure si può anche salire alla sinistra della roccia per la calata, lungo un ripidissimo pendio terroso, abbastanza scivoloso. In ogni modo, quasi subito, in cresta, occorre traversare verso sinistra una inevitabile placca inclinata (attenzione), aiutandosi con delle fessure poste in basso, molto comode per mettere i piedi; questo passaggio alla vista non è molto rassicurante, anche a causa della notevole esposizione, ma si supera in realtà abbastanza facilmente, inoltre quasi dappertutto è possibile trovare spuntoni e rocce per assicurarsi, qualora si volesse procedere legandosi. Una volta raggiunta un'altra roccia con un cordone di calata (utile all'occorrenza in discesa), le difficoltà sono terminate, è sufficiente seguire la bellissima cresta, aerea e davvero molto estetica, che in pochi minuti conduce sulla vetta, da cui si gode di un fantastico panorama sulle montagne dell'Ortles-Cevedale (tra le quali il Tresero e il San Matteo sembrano veramente ad un passo, con il grande Ghiacciaio del Dosegù ai loro piedi), e verso sud, più lontani, i giganti del gruppo dell'Adamello.

Discesa
Lungo lo stesso itinerario fatto in salita, effettuando se necessario una calata in corda doppia nel canale che scende dalla cresta (ci sono dei cordoni attrezzati con anello per la calata). Non farsi tentare, prima di raggiungere la Bocchetta dei Tre Signori, dal discendere il ripidissimo canale che scende a destra verso la ex Vedretta e Passo Gavia: è pericoloso e molto soggetto alla caduta di sassi!

Note
Da non confondersi con il più noto “Pizzo dei Tre Signori”, montagna probabilmente più conosciuta agli escursionisti lombardi, ma che è completamente diversa e che si trova da tutt'altra parte (tra le Orobie Bergamasche e il Lecchese); in ogni modo anche questa nostra cima, come quella orobica, prende il nome dai confini di tre territori che fin dai tempi antichi si congiungono sulla sua cima: la Valle Camonica per la provincia di Brescia (un tempo facente parte della Repubblica di San Marco), la Valtellina per la provincia di Sondrio (un tempo appartenente ai Grigioni, Svizzera), e la Val di Sole per provincia di Trento (che coincideva con il Principato Vescovile di Trento, per lungo tempo dominio austriaco). Lungo le creste che scendono dalla cima del Corno dei Tre Signori è possibile imbattersi in resti di fortificazioni della Guerra Bianca. Anche sul versante della vallata che scende a Passo Gavia i pendii sono attraversati da varie strade e mulattiere militari, ancora ben riconoscibili e in buono stato di conservazione.
Commenti vari

Volendo effettuare la salita al Corno dei Tre Signori con un percorso più lungo e un dislivello più importante, è possibile partire dal bellissimo borgo alpino di Case di Viso, posto oltre Pezzo (frazione di Ponte di Legno), e transitando dai solitari laghetti di Ercavallo, fino ad arrivare al ripidissimo pendio ricoperto di sfasciumi sotto la cresta est descritto in questa relazione.

La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 8,23 Km. La velocità media (comprese le soste) è risultata essere pari a 1,3 Km/h.

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La bella piramide del Tre Signori vista dal Passo Gavia

Omar sulle rocce attrezzate sotto la Bocchetta dei Tre Signori

   

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La Bocchetta dei Tre Signori vista dalla pietraia sotto la cresta

Risalendo il canale che porta alla cresta est, sotto la cima

   

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Omar impegnato sulle rocce fessurate all'inizio della cresta

Una vista sulla bellissima cresta poco distante dalla cima

   

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La cima è quasi raggiunta…

Foto di rito in cima al Corno dei Tre Signori

   

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Calata in corda doppia nel canale durante la discesa

Il sentiero attrezzato che scende dalla bocchetta

   

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Rilievi GPS