Descrizione generale
Visto il nome di questo itinerario: "Creste dell'Alben", mi immaginavo che si camminasse sul filo di esse per l'intero percorso. Invece, il sentiero n. 525 ci conduce ad incrociare la cresta sud di questa bella montagna calcarea, già piuttosto in quota e seguirla solo per brevi tratti. Il tracciato si sviluppa infatti nella prima parte per bellissimi boschi, poi per aperti prati e solo alla fine lungo le tanto agognate creste, restandovi, tra l'altro, spesso sotto e raramente sul loro filo. Rimane comunque il fatto che questo sia uno dei migliori itinerari per raggiungere la cima dell'Alben: vario, panoramico e ricco di tutti gli ambienti tipici di questa zona. Per completare la giornata ho proseguito fino al Passo della Forca lungo la bella cresta nord (ma anche qui si rimane di poco sotto il suo filo...) e da qui ho risalito la vicina Punta della Croce su comodo sentiero pietroso.
Descrizione percorso
Raggiunta Costa Serina in Valserina, diramazione della Valle Brembana, si prosegue per la località Tagliata. Giunti alla chiesetta della Madonna della Neve, si scende lungo la strada per Cornalba. Dopo poche centinaia di metri, sulla destra si vede una palina con una freccia che indica il Monte Suchello e il Monte Alben. Parcheggiamo poco più a monte in un piccolo spiazzo a bordo strada ed imbocchiamo il sentiero suddetto. Entriamo subito in un umido bosco misto. Superiamo un torrentello grazie ad una brevissima passerella di metallo e proseguiamo lungo l'evidente tracciato. Poco dopo un segnale bianco e rosso ci indica che siamo sul sentiero 519. Camminiamo ora in falsopiano lungo il quale abbiamo una bella vista sul paesello di Cornalba e la bella falesia sopra di esso. Superiamo una baita alla nostra sinistra. Ora il panorama si apre verso il Monte Gioco (vedi relazione del 23 dicembre 2012). Poco dopo il bosco diviene di nuovo fitto precludendo ogni vista attorno. Scendiamo sul fondo di un valloncello per risalire dalla parte opposta. Qui alcune frecce indicano da dove proveniamo e dove potremmo andare. Noi andiamo dritti fino ad un evidente bivio al quale teniamo la sinistra. Saliamo in modo costante su terreno più aperto, tra cespugli di noccioli. Alla nostra destra si stagliano alcuni bei torrioni rocciosi che formano la cresta del Monte Suchello. Rientrati nel bosco arriviamo ai piedi di un buio ed umido vallone che risaliamo, circondati da alte e scure pareti rocciose. Al suo termine, improvvisamente giungiamo in una valletta ricca di faggi che sale verso sinistra. La seguiamo restando sul suo lato sinistro (salendo) fino ad arrivare ad alcuni esemplari di faggio piuttosto belli. Subito dopo ci troviamo in una grande radura erbosa. In alto verso sinistra si vede una cascina, mentre dritti sopra di noi si intravede un roccolo ben tenuto. Seguiamo il sentiero fino ad una selletta, poco discosta a destra del roccolo. Qui una palina ci invita a proseguire verso sinistra. Passiamo vicini al roccolo e poi poco sopra ad una pozza d'acqua circolare. Una serie di paletti di legno bianchi e rossi ci indicano la via lungo il sentiero 525. Salendo il panorama sul dirimpettaio monte Suchello e sulla pianura diviene sempre migliore. Passiamo poco sopra la cascina di cui sopra e rientriamo gradualmente nel fitto bosco, ora piuttosto ripido. In breve le pendenze diminuiscono e alla salita si alternano alcuni tratti in falsopiano. Giunti in una zona di pinnacoli rocciosi e torrioncini, il sentiero scende per alcune decine di metri fino ad una valletta, per poi risalire ripido. Qui un paio di cartelli ci indicano il sentiero 525. Lasciamo alla nostra sinistra in basso, una piccola cavità. Ancora cinque minuti ed eccoci improvvisamente nella bellissima ed ampia conca ai piedi delle creste sud che salgono verso la cima dell'Alben. Siamo in un posto idilliaco. Su di un grosso masso una sbiadita scritta bianca ci indica di andare verso destra per le creste. Lasciamo alla nostra sinistra un baitello di pietra per proseguire dritti verso l'alto fino ad un faggio solitario sul cui tronco vediamo una freccia che ci indica "Monte Alben - via delle creste". Da qui è possibile osservare parte del percorso da effettuare. Seguiamo la traccia ben evidente tra erba e cespugli sempre più rari. Il tracciato si avvicina al filo di cresta, ma senza mai raggiungerlo, tranne in un paio di brevi punti. Il panorama diviene bellissimo sulla zona circostante, soprattutto sul versante opposto della montagna: pinnacoli, valloni, gole, torri e speroni rocciosi. In lontananza si vede un grande ripetitore quadrato che dobbiamo raggiungere piuttosto faticosamente. Poco prima di arrivarci dobbiamo raggiungere una sommità. Ora camminiamo sul filo di cresta. Dalla cima di questa sommità, scendiamo ripidamente ad una selletta dove una freccia di legno verso destra indica Oneta. Andiamo dritti lungo la cresta, lasciamo il ripetitore alla nostra sinistra e riprendiamo a salire su traccia evidente e zigzagante fino ad una palina con pannello di metallo che indica ancora 40 minuti per la vetta. In realtà in meno di 30 minuti saremo ai piedi della croce sulla cima dell'Alben, sempre camminando su sentierino sicuro e serpeggiante tra erba e pietre, con un paio di saltini rocciosi elementari. Dalla croce, scendiamo pochi metri sui nostri passi, per poi piegare decisamente a destra lungo il bellissimo tratto sentiero che conduce al Passo della Forca (vedi relazione dell'1 ottobre 2016). Il percorso si sviluppa con vari saliscendi, brevi salti rocciosi, traversi su traccia sdrucciolevole ma sicura, fino al caratteristico foro nella roccia dal quale dobbiamo passare per poi giungere al Passo della Forca. Da qui, saliamo verso la vicina cima del Monte della Croce. Oltrepassiamo il bivacco del Gioan e percorriamo il facile sentierino pietroso, tra gradini rocciosi, massi e pietre. In circa 20-25 minuti eccoci al cospetto della croce sulla cima. Il panorama è ampio e molto bello.
Discesa
Tornati velocemente al Passo della Forca, scendiamo nel sottostante vallone alla nostra sinistra. Seguiamo l'evidente sentiero che lo percorre al centro fino ad arrivare alla zona prativa al suo termine. Qui l'ambiente è molto rilassante: prati punteggiati da pozze circolari, qualche cascina e molti massi erratici affioranti. Senza arrivare alla grande cascina alla nostra destra, puntiamo ad una baitella verso sinistra, praticamente ai piedi del pendio che scende direttamente dall'Alben (su questo versante si sviluppa anche il poco accennato Canale Ilaria). Qui spariscono anche i bolli (che invece proseguono verso destra). Scendiamo ad intuito oltre la baitella restando prossimi al pendio alla nostra sinistra. Superiamo un enorme masso solitario e rimaniamo alti sopra la cosca sottostante. Passiamo accanto ad un lungo edifico in rovina del quale sono rimasti solo i pilastri. Appena possibile, saliamo a destra lungo una poco evidente traccia che in circa 30 minuti ci riporterà alla baitella in pietra all'inizio del sentiero delle creste. Da qui, non facciamo altro che seguire a ritroso il percorso fatto in precedenza fino all'auto. |