| Zona montuosa |
Alpi Orobie |
Località di partenza |
Valcanale(BG) |
| Quota partenza |
1120 Mt. |
Quota massima |
1780 Mt. |
| Dislivello totale |
+1200 Mt. circa
(con i saliscendi)
|
Data
di uscita |
11/05/2013 |
| Ore
di salita |
2
h. (fino al Monte Zulino) |
Ore
di cresta e discesa |
5
h. |
| Sentieri
utilizzati |
n. 220, 265 |
Giudizio
sull'escursione |
Bella |
| Sass
Balòss presenti |
Omar,
Gölem |
Difficoltà |
EE |
|
Condizioni climatiche e dei sentieri |
| Inizialmente
la mattinata si è presentata splendida e tersa,
ma già verso le 10 il tempo ha iniziato a
guastarsi e le prime insistenti e fastidiose
piogge si sono verificate a partire dalle 11.
Nel primo pomeriggio è poi tornato un bel sole
caldo. Sentieri evidenti e segnalati fino alla
Forcella di Zulino. Da qui in poi, lungo la
cresta che conduce fino alla Cima di Bani, non
si hanno più né bolli ne indicazioni, il
percorso si svolge sul labili tracce, spesso
invase da pini mughi, e il procedere diviene
piuttosto complicato, ma nulla di difficoltoso.
Dalla Cima di Bani si discende con un comodo
sentiero verso l’abitato di Bani. Da qui si
cammina su asfalto per 1,8 km, e poi si imbocca
il rilassante sentiero didattico del torrente Acqualina immerso nei boschi fino alle case di
Valcanale. Infine ancora poche centinaia di
metri su asfalto fino al parcheggio.
|
|
Eventuali pericoli |
| Nessuno. |
|
Presenza di acqua |
| Fatte
esclusione dell’acqua delle fontane nei pressi
di Bani e di Valcanale, lungo il percorso si
trova un bel fontanino alla Baita degli Amici,
dopo circa 30 minuti di discesa dalla Cima di
Bani. |
|
Punti di appoggio |
|
Le
Baite di Zulino (bassa, media e alta) nella
prima ora e mezza di salita. In seguito non si
trova più nulla fino alla Baita degli Amici,
sotto Cima Bani.
|
|
Caratteristiche dell'escursione |
|
Descrizione
generale
Bella
escursione a cavallo tra la Valcanale e la Val
Sanguigno, lungo la cresta spartiacque che
corre tra queste due valli. Sebbene priva di
difficoltà, la cresta non è comunque da
sottovalutare in quanto a lunghezza,
esposizione (in alcuni punti), tipologia di
terreno, i continui saliscendi, e l’assenza di
un percorso definito e segnato. Tutte queste
caratteristiche la rendono adatta a
escursionisti esperti. Il ritorno verso Bani,
e da qui al parcheggio risulterà piuttosto
lungo e un poco faticoso. Bellissimi i
panorami sul monti rocciosi e selvaggi della
zona.
Descrizione percorso
Risalendo
in auto la Val Seriana, nei pressi di
Pontenossa si prende la deviazione della
strada di fondovalle della Valle Seriana,
verso Fiumenero. Giunti all’altezza del bivio
con la Valcanale, si piega a sinistra per
quest’ultima. Superato l’abitato omonimo, si
prosegue fin al termine della strada. Qui un
ampio spiazzo consente di lasciare l’auto nei
pressi di due bacheche informative. Accanto
alla bacheca di destra, parte il sentiero 220
che sale verso il rifugio Alpe Corte,
immediatamente a destra di questo si stacca
uno stretto sentierino senza numero che sale
ripido nel bellissimo bosco di abeti. Lo si
segue puntando sempre verso l’alto,
ricongiungendosi ben presto (dopo soli 10') al
sentiero ufficiale n.
265,
che risale da destra. Con una certa fatica -
vista la pendenza - si giunge dopo circa 40
minuti dalla partenza ad una radura erbosa,
poco prima della quale, una palina ci invita a
procedere verso destra seguendo il sentiero
265. In breve si giunge alla Baita bassa di
Zulino (1440 Mt., 50' dalla partenza). Il
posto è incantevole: una cornice di monti
dall’aspetto dolomitico racchiude un ambiente
rilassante fatto da abeti, pascoli, una
baitina e una pozza d’acqua nella quale si
specchiano i monti circostanti. Si prosegue in
falsopiano oltre la baita, si supera la
suddetta pozza e svoltando a gomito a sinistra
si inizia a risalire un ripido prato che sale
tra due ali di abeti. Lo si percorre seguendo
alcuni paletti colorati e vari bolli
bianco-rossi. Si arriva ad una palina (non
chiarissima) che dice per la Forcella
di Zulino
di procedere dritti in verticale lungo il
prato; noi invece andremo a destra (segnale su
un sasso ai piedi della palina che indica
Passo di Zulino) puntando alla già visibile e
vicinissima baita Media di Zulino (1600
Mt., 1 h. 15' dalla partenza). Dalla baita si
piega decisamente verso sinistra seguendo
l'evidente sentiero, e si risale il prato che
conduce nuovamente all’interno di un bosco,
meno fitto di prima. Ancora pochi minuti di
salita e siamo arrivati alla Forcella di
Zulino (1750 Mt., 1 h. 30' dalla partenza) dove
è posta una piccola pozza per l'abbeverata
degli animali. Un grosso masso riporta alcune
indicazioni per la Val Sanguigno e il Monte
Campagano. Dopo esserci goduti il bel panorama
sulla Val Sanguigno davanti a noi, e il gruppo
montuoso fatto dal Monte Secco-Cima Fop-Arera
e Corna Piana di dietro, iniziamo a seguire
verso a destra il lungo crinale erboso, privo
di segnali ed indicazioni. Dopo i primi metri
pianeggianti, si inizia una lunga serie di
saliscendi sul filo di cresta. Spesso il
procedere è impedito dalla massiccia presenza
di pini mughi assai contorti ed intricati, che
obbligano talvolta ad abbassarci di qualche
metro sul versante di Valcanale. Appena è
possibile riprendete il filo della cresta, e
tra semplici passaggi su roccia, erba
scivolosa, pini mughi e rododendri, continuate
fin sulla rocciosa cima del Monte Zulino
(1751 Mt., 2 h. dalla partenza) sormontato da
un enorme masso dalla forma a parallelepipedo.
Da qui scendete ripidamente, appoggiandovi
inizialmente sul versante di Valcanale e poi
su quello della Valsaguigno, evitando un
grande salto roccioso posto a destra. Si torna
poi a percorrere la cresta, rimanendo spesso
lungo una vaga traccia di ovini poco sotto
quest’ultima. Si transita dalla vetta del
monte di Zanetti senza nemmeno quasi
accorgersene, trattandosi di un rilievo appena
accennato della cresta stessa. Da qui si
scende ripidi lungo la cresta, ora larga e ben
camminabile, tra mughi tagliati, e poi
nuotando letteralmente tra mughi vergini.
Scesi fino ad un'ampia ed evidente selletta
erbosa si riprende a salire con fortissima
pendenza su terreno erboso cercando di stare
sempre sul margine del crinale. Sulla sommità
di questa altura la pendenza diminuisce e dopo
un breve tratto in mezzacosta, si cammina tra
grossi massi accatastati lungo la cresta,
zigzagando tra essi. Da questo punto si scende
nuovamente per poi risalire l’ultima sommità
della giornata (quella che a posteriori
crediamo essere la Cima di Bani). Evitando
accuratamente di spostarsi dalla cresta si
continua a scendere fino ad incrociare un
comodo sentiero tra i mughi (pena il vagare
disperatamente in una trappola di mughi
intricatissimi, e noi ne sappiamo qualche
cosa...) che in breve porta ad una grande
croce di ferro (1640 Mt., 4 h. 20' dalla
partenza) posta in un grande prato in leggera
pendenza, che la mappa Kompass identifica
(crediamo erroneamente) come Cima di Bani.
Discesa
Spalle alla croce, si prende il ripido
sentierino dinanzi a noi che, con piccoli
tornantini e serpentine, perde velocemente
quota, prima tra prati, poi nel bosco. Giunti
dopo 30' di discesa ad una bella baita in
legno con tanto di fontanino (targa presente
con l'indicazione “Baita degli Amici”), si
prosegue lungo l’evidente sentiero senza
numero né segnali fin nei pressi dell’abitato
di Bani. Poco prima del paese, il sentiero si
divide in due, noi seguiamo il ramo verso
destra ed in breve attraversiamo un ripido
torrentello. Continuiamo fino alle prime
casette del paese. Camminiamo ora tra i vicoli
sassosi e sbuchiamo dinanzi alla chiesa di
Bani. Da qui scendiamo sulla strada del paese
e procediamo su asfalto in discesa fino ad
incrociare la strada del fondovalle che porta
a Valcanale. Attraversiamo la strada asfaltata
e nei pressi di una bacheca prendiamo l’ampio
sentiero sassoso del scende verso il torrente
Acqualina (sentiero didattico del Torrente
Acqualina). Scendendo tra abeti, si arriva ad
una prima palina, che ci invita a procedere
verso destra. Si supera una vecchia segheria
che sfrutta la forza motrice dell’acqua e si
continua rimanendo sul lato sinistro
orografico del torrente fino a superare il
bivio per l’abitato di Zanetti. Ora tra abeti,
ora tra prati, si sale in leggera pendenza
fino a sbucare tra le case di Valcanale a
pochi metri dalla chiesa. Rimaniamo ora sulla
strada, passiamo accanto ad un laghetto con
panchine e continuiamo fino al parcheggio dove
abbiamo lasciato l’auto.
|
|
Note |
| Definire
“cima” la Cima di Bani ci pare piuttosto
esagerato. In realtà il luogo identificato da
questo toponimo sulla mappa Kompass è un mero
prato contornato da mughi e radure erbose in cui
è stata posta un’alta croce in ferro, ben al di
sotto di una cima posta alle sue spalle. Noi
abbiamo dedotto che la cima vera e propria sia
quest’ultima. Forse alcuni usano indicare come
“Cima di Bani” la località dove c'è la croce
perché ben visibile dal paese di Bani
sottostante. Resta il fatto che l’interesse di
questa escursione esula completamente da
quest'ultimo discorso, esso è da ricercarsi
nell'articolato sviluppo della lunga cresta, sia
che questa termini o meno nel punto in cui si
trova la croce. Poche centinaia di metri prima
del parcheggio in Valcanale, lungo la strada di
fondovalle, sulla destra si trova l’inizio del
sentiero 265. Si potrebbe parcheggiare qui e
iniziare da questo punto la camminata, ma manca
lo spazio per lasciare comodamente l'auto. Lungo
la discesa dall’abitato di Bani è possibile
osservare, al centro di un ripido canalone
sassoso, un piccolo nevaio perenne che pare
essere il più basso nevaio d’Europa, come
riportato su una bacheca all’incrocio tra la
strada che scende da Bani e quella di
fondovalle. |
|
Commenti vari |
| Teoricamente
avremmo dovuto compiere il ritorno lungo il
medesimo percorso dell’andata, rifacendo così
l’intera cresta in senso opposto, tornare alla
Forcella di Zulino, per poi dirigerci al Rifugio Alpe Corte e da qui scendere al parcheggio, ma la pioggia ci ha consigliato di scendere all’abitato di Bani e seguire un percorso meno impegnativo, anche se più lungo. La lunghezza
totale del percorso è di 15,6 Km. La nostra
velocità media (comprese le soste) è stata di
2,15 Km/h. |
|
SCARICA IL FILE
PER IL GPS |
| |
|
|

|

|
|
I
monti fanno capolino tra le nuvole... |
Il bellissimo laghetto alla Baita Bassa di Zulino |
| |
|
|

|

|
|
Salendo verso Baita Media di Zulino |
Fioriture di erica |
| |
|
|

|

|
| Inizia
la cresta |
Un tratto in salita lungo la cresta |
|
|
|

|

|
|
Alcune roccette evitabili
|
Assieme in cima al Monte Zulino |
| |
|
|

|

|
|
Rilievi GPS |
| |
|
|
Il contenuto di questo sito (testo, elementi
grafici, immagini, ecc.) così come il modo
in cui i contenuti sono presentati e
formati è di esclusiva proprietà del
gruppo SassBalòss ed è protetto dalle
leggi italiane ed internazionali in
particolare da quelle in materie di
copyright. E' consentita la consultazione.
Sarà concessa la duplicazione, anche
parziale, solo dopo esplicita richiesta;
in tal caso dovrà essere espressamente
indicata, sulle copie realizzate, la
provenienza della fonte ossia il sito
internet www.sassbaloss.com. Ogni
utilizzazione diversa da quelle sopra
previste quindi (indicativamente: la
distribuzione a terzi e/o la pubblicazione
a scopo di lucro, la modificazione,
l'elaborazione in qualunque forma e modo)
deve considerarsi abusiva e sarà
perseguita a norma delle vigenti leggi. |
|