Zuc di Cam

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Località Ceresola - Valtorta (BG)
Quota partenza 1300 Mt. Quota di arrivo 2192 Mt.
Dislivello totale 1000 Mt. con i saliscendi Data di uscita 26/11/2016
Ore di salita 3 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 101 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Neve non tracciata a partire dai 1900 Mt. Il manto nevoso ha raggiunto a stento i 15 cm sulla cima dello Zuc di Cam, ma anche in così scarsa quantità, ha contribuito, unitamente alla forte nebbia a tratti, a richiedere maggiori attenzioni in alcuni punti, poiché ogni bollo era invisibile ed il sentiero poco evidente, specialmente nel tratto di salita dalla Bocchetta di Foppabona alla cima dello Zuc di Cam.

Eventuali pericoli
Una certa attenzione deve essere posta nel passaggio subito successivo al del Passo del Toro: qui, con la neve, si possono creare spiacevoli situazioni. In quest'ultimo caso, se la cengia risultasse ingombra di neve poco assestata, oppure si trovasse del ghiaccio, conviene salire fino alla vicina cima dello Zucco del Corvo e discendere lungo un breve e ripido tratto attrezzato, caratterizzato da alcune roccette, che termina poco oltre la stretta ed esposta cengia rocciosa successiva al passo. Le difficoltà risulteranno maggiori rispetto al tradizionale percorso, ma ci muoveremo in una situazione più sicura.
Presenza di acqua
No. Nei paraggi del'Alpe di Valbona dovrebbe esserci una fonte, ma con le condizioni di oggi, non l'ho vista.
Punti di appoggio
Alla partenza da Ceresola si trova il bar-rifugio Il Trifoglio. Lungo il percorso, all'inizio si incontrano numerose baite che possono dare riparo. Dal Passo del Gandazzo, con una deviazione in discesa di 5 minuti si raggiunge il rifugio Buzzoni. Dalla Bocchetta di Foppabona, con un'altra deviazione di circa 30 minuti dal percorso originale, si arriva al rifugio Capanna Grassi.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bella camminata in ambiente di media montagna, con ampi panorami e piacevoli ambienti attraversati. Si tratta di raggiungere per boschi, in una oretta, il Passo del Gandazzo e da qui proseguire lungo una bella ed ondulata dorsale erbosa (Dorsale Orobica Lecchese - DOL) che consente grandi visuali (in caso di bel tempo...) e che in un paio di ore ci conduce sulla massima elevazione della cresta stessa, lo Zuc di Cam, passando per lo Zucco del Corvo, la Cima del Corvo ed il Monte Foppabona. Punto migliore dell'escursione il bel passaggio in zona Passo del Toro, luogo selvaggio ed esposto, roccioso e severo anche se non difficile.
Descrizione percorso
In Valle Brembana, dopo Lenna, si prende il ramo occidentale della valle, quello che porta verso il Passo di San Marco. Giunti a Cassiglio, si devia a sinistra verso Valtorta. Dal centro del paesello, si sale verso la località di Ceresola, da dove partono gli impianti sciistici della zona Valtorta-Piani di Bobbio. Dall'ampio parcheggio sterrato, dove si lascia l'auto, ci si incammina lungo l'ampia strada asfaltata che conduce verso i Piani di Bobbio e il cui accesso è vietato ai veicoli. Dopo poche centinaia di metri, l'asfalto lascia il posto allo sterrato ed arrivati al primo tornante verso sinistra, una palina ci invita a procedere verso destra in direzione del rifugio Grassi e del Passo di Gandazzo. Scendiamo in un piccolo valloncello sempre su strada sterrata, Attraversiamo il torrente sul fondo della valletta e risaliamo verso la pista da sci che scende dai piani di Bobbio. Attraversiamo la pista stessa per poi piegare decisamente a sinistra (freccia su un masso) e risalire una seconda pista da sci attraversandola in diagonale verso l'alto. Al suo margine opposto rientriamo in un bel bosco di faggi. Usciti dal bosco vediamo una bella baita ristrutturata verso destra. Attraversiamo una terza pista salendo verso destra in direzione di un casottino in legno ed una palina in legno con l'indicazione per il rifugio Grassi (sulla palina sono indicate anche le coordinate del rifugio per il gps). Camminiamo ora in un bosco più ampio e fitto, sempre di faggi. Saliamo con regolarità fino ad uscire dal fitto della vegetazione e risalire un prato che alla sua sommità termina al Passo di Gandazzo. Qui una palina di indica quota (1651 Mt., 1 ora da Ceresola) e luogo; una freccia segnala anche il rifugio Buzzoni a poca distanza scendendo lungo il versante opposto, quello lecchese. Noi andiamo a destra lungo il sentiero 101 delle orobie occidentali con direzione rifugio Grassi. Risaliamo con una certa pendenza la bella e panoramica dorsale erbosa che divide la Valle Brembana dalla Valsassina. Il tracciato inizialmente è chiaro e ben tenuto, ma in breve diviene rovinato dall'erosione dell'acqua che ha scavato ampi e profondi solchi. Pochi minuti ed arriviamo ad un tratto caratterizzato da alcune placche rocciose molto inclinate e facili da affrontare ma che in caso di neve marcia, possono risultare scivolose. Seguiamo il sentiero 101, oppure ce ne discostiamo leggermente verso sinistra per restare più fedeli alla linea della dorsale. Giunti al Passo del Toro (palina che indica località e quota di 1945 Mt.), il sentiero compie una secca curva verso sinistra ed in mezzacosta prosegue verso una bella cengia larga circa 1 metro ma alla cui destra scende verticale un profondo e roccioso precipizio. Prima di proseguire lungo il sentiero 101, facciamo una brevissima deviazione a sinistra verso la cima dello Zucco del Corvo distante meno di 100 metri di cammino. Tornati al passo, l'ambiente cambia improvvisamente e ci troviamo per poche decine di metri in una zona rocciosa e scura, alla nostra sinistra si innalza una nera paretina che incombe strapiombante sulle nostre testa, mentre a destra abbiamo il suddetto precipizio. Percorsa la breve cengia, dove sono anche presenti delle catene (utili in caso di neve, pioggia o ghiaccio), arriviamo ad una selletta dalla quale torniamo a percorrere la facile dorsale che per un breve tratto risulta pianeggiante. Riprendiamo la salita su terreno erboso verso la vicina rotonda sommità della Cima del Corvo (2050 Mt.). Il panorama ora è completamente aperto verso il lato lecchese (Grigne e Resegone) e verso il lato brembano (Pizzo dei Tre Signori e zona del Passo San Marco). Da qui si prosegue in discesa verso una selletta tra questa cima e la successiva che è il Monte Foppabona. Su nessuna di queste cime è posto un segno di vetta. Dal Monte Foppabona (2082 metri; 2 h. e 15' dal parcheggio) si scende facilmente alla Bocchetta di Foppabona a 1985 Mt. dove c'è anche una palina ed una bacheca che illustra le caratteristiche della zona. Poco distante, in basso verso sinistra, si trova l'Alpe di Foppabona. Dalla bocchetta saliamo con percorso libero alla cima dello Zuc di Cam su facile terreno erboso e cespuglioso, godendoci l'ampio panorama, fino al piccolo altare in pietra posto sulla sommità.
Discesa
Lungo il medesimo itinerario, evitando però di seguire fedelmente la dorsale. Si percorre infatti il più regolare sentiero 101 che, restando sempre a mezzacosta, evita i continui saliscendi fatti all'andata.

Note
Per chi volesse allungare il percorso, è possibile, dalla bocchetta di Foppabona, anziché salire direttamente allo Zuc di Cam, proseguire verso il rifugio Capanna Grassi (30') e da qui salire alla medesima cima con alcuni passaggi su facili roccette attrezzati da catene. Al ritorno poi, giunti al Passo di Gandazzo, si può proseguire dritti verso i Piani di Bobbio (circa 45' di facile e rilassante cammino) e da qui scendere poi verso Ceresola.
Commenti vari
Da tempo volevo fare questo percorso per poter vedere il Passo del Toro e devo dire che questo particolare passaggio, posto lungo il Sentiero delle Orobie Occidentali, è molto affascinante. Peccato per le nebbie basse che hanno precluso il panorama.
   

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Dal Passo di Gandazzo verso la dorsale da seguire

Omar mimetizzato al Passo del Toro

   

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Il Monte Foppabona

Omar sullo Zuc di Cam

 

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