Monte Zucco

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza LocalitÓ Sant'Antonio Abbandonato - Zogno (BG)
Quota partenza 988 Mt. circa Quota di arrivo 1232 Mt.
Dislivello totale

+400 Mt. circa

Data di uscita 23/11/2013
Ore di salita 1 h. 30' Ore di discesa 4 h.
Sentieri utilizzati n. 3 Giudizio sull'escursione Sufficiente
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri
Giornata grigia e con alcune spruzzatine di nevischio a rendere il clima più piacevole. Sentieri ben segnalati da evidenti bolli gialli.
Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Poco dopo la partenza nei pressi della Baita di Prisa Bassa si trova una fontana-abbeveratoio; poco prima di Sussia Ŕ presente un'altra fontana ed anche a Sussia si trova acqua.
Punti di appoggio

Dopo circa 1 ora di cammino da Sant'Antonio Abbandonato si incontra il rifugio Monte Zucco; sulla cima dello Zucco è posto un altare coperto per celebrare messa. Sempre sulla cima si trova la capanna del GESP (gruppo escursionistico di San Pellegrino) ma è chiusa. Comunque, lungo tutto l'itinerario, avrete l'imbarazzo della scelta tra baite, cascine, cascinali e piccoli borghi disabitati nel periodo invernale.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Facile camminata che porta, in breve tempo e con poco dislivello, sulla cima del Monte Zucco dalla quale si ha un'ottima vista sulle Orobie e, in basso, sull'abitato di San Pellegrino. Lungo il ritorno si passa dalla contrada di Sussia Alta dove, al numero civico 216, si trova la casa in cui nacque, visse e morì Antonio Baroni, famosa guida alpina di inizio novecento della Val Brembana: luogo suggestivo e ricco di atmosfera.
Descrizione percorso
Dal centro storico di Zogno, all'inizio del Val Brembana, salire al cimitero e proseguire lungo la strada che conduce a Sant'Antonio Abbandonato distante circa 8 ripidi chilometri. Giunti alla chiesa del paesino, si procede poco oltre e si parcheggia sulla sinistra della strada. Tornare indietro di poche decine di metri per incamminarsi lungo la via-sentiero Prisa Alta che passa accanto al cimitero e procede in un prato. Giunti ad una macchia di larici, si procede oltre e si arriva ad un gruppetto di case. Qui si può continuare dritti su alcuni scalini tra le case oppure deviare a destra in mezzacosta; in ogni caso si arriverà alla Cà della Prisa (20'), dove è presente una fontana. Si cammina oltre la casa e ci si immette su un sentierino sassoso verso sinistra che sale nel bosco. Il percorso prosegue, sempre nel bosco, tra baite e cascine più o meno grandi alcune delle quali dalle curiose forme. Giunti ad una cascina con un enorme faggio a fianco si esce dal bosco per un breve tratto. Poco dopo si arriva ad una zona in cui il sentiero è limitato da una staccionata e da due file di piante molto vicine tra loro. Tutto attorno vi sono numerosi massi e pinnacoli rocciosi che emergono dai prati. Qui è presente una palina (1 h. dal parcheggio) che indica la direzione per la vetta e per la contrada Sussia Alta (che seguiremo al ritorno). Continuare dritti per il rifugio Monte Zucco ormai vicino scendendo pochi metri tra alcuni piccoli abeti e sbucando in una ampio prato (1h 10' dalla partenza). Da qui, sempre dritti, dirigersi verso il Monte Zucco. In breve il sentiero scende in un'ampia conca erbosa dove sono presenti un paio di baite. Il sentiero è, ancora una volta, limitato da una lunga staccionata in legno e filo di ferro. Scesi nella conca, si continua verso sinistra puntando ad una grande baita e poco oltre ad un colletto. Su un grosso sasso è scritto il divieto di andare a sinistra per via di un capanno poco sopra. Iniziare ora la ripida salita verso destra del costone che porterà all'antecima del Monte Zucco. Il sentiero è ripido e un poco scivoloso. Dall'antecima, si cammina in falsopiano per poche decine di metri (attenzione al versante sinistro che scende verticale per decine di metri) per giungere alla cima dove è presente una capanna, un altare, la croce in ferro ed un monumento alla memoria della guida alpina Antonio Baroni (1 h. 30' da Sant'Antonio).
Discesa
O meglio... ritorno. Ripercorrere i sentieri fatti in salita fino al rifugio Monte Zucco e poi fino al bivio con palina per la contrada di Sussia Alta (20' dalla vetta). Seguire verso destra l'indicazione per quest'ultima (bolli gialli sui sassi e tronchi). Il percorso si svolge per una buona parte all'interno di una faggeta. Giunti ad un masso su cui si trova un segnale giallo che indica di curvare verso destra (10' dalla palina), iniziare una ripida salita che termina al cospetto di una cascina fuori dalla quale c'è una vasca per abbeverare gli animali ed un deposito attrezzi (5' dal bollo). Girare dietro la cascina e seguire il comodo sentiero che in breve diventa quasi pianeggiante. Giunti ad una cordicella che pare chiudere il sentiero, andare a sinistra ed entrare in un secondo bosco di faggi dai fianchi molto ripidi camminando in mezzacosta. Usciti dai faggi ci si trova davanti alcune formazioni rocciose. Salire il sentierino scivoloso con ripidi tornantini cosparsi di pietre affioranti. In breve si torna a camminare in falsopiano. Giunti ad uno spiazzo nel bosco la salita termina e si procede dritti in discesa per giungere, poco dopo, nei pressi di un'alta parete rocciosa che scende in un profondo vallone sulla destra. Superare una pozza d'acqua (45' dalla palina) e continuare a scendere fino ad una cascina ed un capanno da caccia. Poco dopo, appena comincia una fitta abetaia, deviare a destra (bollo rosso e bianco) su un ripido sentierino. La salita è breve e poco dopo si incrociano nuovamente i bolli gialli. Ora si cammina su sentiero pianeggiante ai limiti del bosco, mentre sulla destra si sviluppano ampi prati. Giunti ad un piccolo borgo (1 h. 15' dalla palina) lo si supera e si piega a sinistra salendo per qualche decina di metri in un ampio prato. Rientrati nel bosco lo si percorre in mezzacosta fino ad una santella (Santella di Grosnello, ad 1 h. 25' dalla palina). Qui una palina invita ad andare verso destra per la direzione Sussia Alta. Si scende, sempre nel bosco, fino ad una grande roccia scura ai cui piedi si trova una bella fontana. Oltre questa, prima di entrare in un'abetaia, si scende verso destra lungo un sentierino che prima passa accanto ad una grande casa e poi arriva sulla sterrata che in breve porta a Sussia Alta ed alla casa di Antonio Baroni (25' dalla santella). Visitato il borgo si torna sui propri passi fino alla santella. Da qui, spalle alla santella, scendere l'ampia strada sterrata e cementata davanti a noi con direzione Catremerio e Sant'Antonio Abbandonato. Scese poche decine di metri, la strada compie un'ampia curva verso destra e passa accanto ad alcune cascine (borgo di Crosnello) dove è costante la presenza di alcuni asinelli. Si superano gli edifici e si prosegue nella ripida discesa fino ad incrociare sulla destra il sentiero che scende dal rifugio Lupi di Brembilla. Ignorare la deviazione e proseguire in discesa. Al successivo tornante verso destra abbandonare la strada ed immettersi dritti nel boschetto che si ha di fornte. Camminare sul sentierino scivoloso pre sbucare, dopo pochi minuti, alla bella chiesetta di Catremerio. Da qui, su asfalto, dirigersi verso Sant'Antonio Abbandonato dove si ha parcheggiato l'auto (30- 40').

Note
Antonio Baroni (Sussia, 1833-1912) ha salito un'infinità di cime delle Orobie esplorando creste e nuove vie. Si è spinto anche tra le montagne della Val Masino, della Val Grosina e nel massiccio del Disgrazia ma alla sua vecchia casa a Sussia aveva sempre fatto ritorno. Figlio di modesti contadini - Giuseppe e Anna Maria Oberti - la sua esistenza non si era discostata di molto da quella dei genitori. Notevole anche il suo lavoro da geologo e cercatore di fossili: vale la pena ricordare che fu suo il ritrovamento di un pesciolino fossile che ancor oggi rappresenta l'unico esemplare al mondo di tale specie, datata circa 220 milioni di anni fa. Le prime scalate furono rivolte alle cime vicine (Alben, Arera, Presolana) per poi spingersi più lontano, fino alla salita del Monte Disgrazia lungo al via che oggi prende il suo nome. Nel 1968 è stato dedicato alla sua memoria il rifugio Brunone.
Altro aspetto interesante di questa escursione è il borgo di Catremerio che merita una breve visita per le sue belle case, alcune delle quali datate 1500.
   

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Il Canto Alto

Il rifugio Monte Zucco e, sullo sfondo, l'omonima cima

   

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La croce dello Zucco

Omar sullo Zucco

   

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Abeti innevati a Sussia

La casa di Antonio Baroni a Sussia

   

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