Cima Vertana - Via Pinggera

 
Zona montuosa Ortles - Cevedale Località di partenza Solda (BZ)
Quota partenza 1907 Mt. (Solda)
2348 Mt. (Il Pulpito - stazione superiore seggiovia)
Quota di arrivo 3545 Mt.
Dislivello totale +814 Mt. il 1° giorno (441 Mt. in seggiovia)
+824 Mt. il 2° giorno (450 Mt. dall'attacco alla vetta)
Sentieri utilizzati n. 12, 5, 11
Ore di salita 1 h. dal Pulpito al rifugio
1 h. dal rifugio all'attacco
4 h. 30' dall'attacco alla vetta (battendo la traccia)
Ore di discesa 3 h. dalla vetta a Solda
Esposizione Nord Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 21-22/06/2008 Difficoltà D, TD-
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e del ghiaccio
Entrambi i giorni sono stati belli. L'avvicinamento si svolge lungo un comodo sentiero e ben segnalato. Purtroppo le temperature non rigide hanno reso la neve molle sin dalle prime ore del mattino. Il ghiaccio era completamente ricoperto da uno strato di 30 cm di neve molle... pertanto per proteggersi (nei tiri più verticali) occorreva scavare...
Eventuali pericoli

Pericolo concreto che qualche pezzo di ghiaccio possa cadervi sulla testa... specie in presenza di altre cordate.

Presenza di acqua

A Solda (diverse fontane) e al rifugio Serristori.

Punti di appoggio
Rifugio Serristori.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Corda, imbraco, caschetto, ramponi, ghette, due piccozze da ghiaccio verticale, occhiali da sole, almeno 7-8 viti da ghiaccio.
Descrizione dell'ascensione

Descrizione generale
La parete nord della Cima Vertana è stata vinta nel 1937 da Kurt Richter, Joseph Pichler e Hans Sepp Pinggera. La prima salita invernale appartiene a Dieter Drescher, Heini Holzer e Helmuth Larcher (22 dicembre 1963). Si tratta senza dubbio di una salita molto bella che regala panorami mozzafiato sulle pareti nord del Gran Zebrù e dell'Ortles.
Attacco, descrizione della via

Da Solda salire al rifugio Serristori. E' possibile evitare 441 Mt. di dislivello utilizzando una comodissima e costosissima seggiovia che da Solda vi condurrà in pochi minuti al "Pulpito" ovvero la stazione d'arrivo situata a 2348 Mt.
Da qui comodamente raggiungere il Rifugio seguendo il sentiero n. 12. Ad un certo punto il sentiero è sbarrato e un'ordinanza del sindaco vieta di proseguire ed invita ad una deviazione (causa possibile caduta massi). Noi, da perfetti alpinisti scansafatiche... abbiamo ignorato il divieto perché l'idea di perdere dislivello non ci piaceva proprio. Il sentiero è di fatto ostruito da grossi massi... ma possiamo sbilanciarci nel dire che anche il normale escursionista passerebbe senza problemi. A voi l'ardua scelta.
Al mattino abbiamo fatto colazione alle 4.00 ma ci sentiamo di consigliare di anticipare la partenza in quanto la parete va presto al sole.
Dietro al Rifugio parte il sentiero n. 5 (traccia abbastanza evidente) che sale ai Laghi di Zai. Da qui si prosegue lungo un nevaio (in vari punti si sprofondava a causa della neve marcia) puntando direttamente alla grande parete ghiacciata.
La relazione del Buscaini contenuta nelle Guide dei Monti d'Italia indica per i primi 200 Mt. di dislivello un'inclinazione di 60°. Oggi i primi 200 Mt. sono praticamente verticali (80° probabilmente con dei passaggi di 90°). Il percorso della parete ghiacciata non è obbligatorio e la strada migliore ovviamente è diversa da anno in anno. In linea di massima si sale al centro della stessa... noi abbiamo evitato queste lunghezze (parete non in condizioni) passando a destra lungo un canalino e poi per qualche sperone roccioso sino a quando è stato possibile ritornare verso il centro della parete (con un'inclinazione di 45°-50°). Da qui si prosegue sino a raggiungere la cresta ovest. Continuare verso sinistra (viso a monte) seguendo la cresta ovest sino a raggiungere l'anticima e successivamente la cima vera e propria (croce di vetta - passaggi molto esposti).
Discesa
La discesa avviene per la via normale. Dalla vetta abbassarsi verso sud lungo un pendio di neve sino a quando è possibile passare in mezza costa verso sinistra (viso a valle). Continuare puntando alla vedretta del Rosim (già ben visibile dalla vetta) al termine della quale (tenere la destra - viso a valle) s'imbocca il sentiero n. 11 che conduce a Solda (presente durante la discesa il bivio per "Il Pulpito").

Note

Era nostra intenzione rimanere a Solda e salire l'Intergrat all'Ortles. Purtroppo la cresta non era in condizioni e aveva già respinto diverse cordate locali ben più allenate e forti di noi. L'idea di tentare l'abbiamo abbandonata definitivamente dopo aver condotto questa salita che ci ha veramente 'spompato'.
Prima di salire al rifugio abbiamo visitato i due musei di Messner... sicuramente il museo delle curiosità alpine (ingresso gratuito) merita una visita.

Commenti vari
Handwurzer e Muller il 9 agosto del 1977 hanno salito lo stretto colatoio di neve e ghiaccio situato sul fianco destro della via Pinggera. A detta del rifugista (e come dargli torto ?!?) pare che questo canale non sia più in condizioni.
   
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Da sx le pareti nord del Gran Zebrù, Zebrù e
Ortles alle prime luci dell'alba
La parete di ghiaccio con una cordata già impegnata
sui tiri verticali
   
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Bertoldo tutto attrezzato
Bertoldo mentre giunge alla base del seracco
   
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In fuga sulle roccette per via della neve molle
Sulla parte meno ripida sprofondando ben bene
   
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Un tratto in cresta prima di arrivare sull'anticima

La vetta con la parte terminale della cresta

   

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Finalmente in vetta

Durante la lunga discesa

   
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