Cresta di Valzurio

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Loc. Rusio - Castione della Presolana (BG)
Quota partenza 920 Mt. Quota di arrivo 2100 Mt. ca.
Dislivello totale 1400 Mt. con i saliscendi Data di uscita 02/03/2019
Ore di salita 3 h. 30' Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. 318, 320 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Tracciati ben segnalati lungo la Valle dei Mulini e fino al rifugio Olmo. Da qui in poi, fino alla sommità della Cresta di Valzurio non esistono segnali e nemmeno una traccia che porti alla cresta. Lungo la cresta si rinviene una timidissima e scostante traccia lasciata probabilmente dal passaggio dei camosci. La giornata si è mantenuta bellissima per l'intera camminata. Ghiaccio nella parte bassa della valle dei Mulini e neve dalla Malga Presolana in poi, fino al rifugio Olmo e poco oltre. Da qui in poi non vi era più neve, grazie all'esposizione a Sud del tracciato.

Eventuali pericoli
Nessuno. Attenzione alla forte esposizione e ad un paio di brevi tratti rocciosi piuttosto arcigni ed esposti lungo la parte finale della cresta, con difficoltà di I-II grado.
Presenza di acqua
Lungo la Valle dei Mulini si attraversa spesso il torrente. Di acqua ne troverete anche al rifugio Olmo.
Punti di appoggio
Al termine della Valle dei Mulini, dove in alcuni anfratti rocciosi è possibile ripararsi in caso di pioggia, si incontra la Malga Presolana (1538 metri di quota, meno di 2 ore di cammino). Da qui, in circa 1 ora si arriva al rifugio Rino Olmo costruito tra il 1989 ed il 1991 in onore del presidente e fondatore della sezione del CAI di Clusone, posto tra le Creste di Valzurio ed il Pizzo Olone. Il rifugio è dotato di una veranda vetrata che offre riparo anche nel caso in cui la struttura fosse chiusa.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Eventuali ramponi, se le condizioni lo richiedono.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
La Cresta di Valzurio rappresenta la parte finale verso Ovest del massiccio della Presolana, rocciosa montagna della Valle Seriana. Questa prende il via ad Est dal Monte Visolo e termina ad Ovest con l'erbosa e sottile Cresta di Valzurio, passando per la Presolana Orientale, quella Centrale, la Presolana del Prato, l'Occidentale, e la Presolana di Castione. La salita descritta in questa camminata prende il via dall'ameno abitato di Rusio, frazioncina di Castione della Presolana, si sviluppa nella affascinante valle dei Mulini, caratterizzata da altissime ed incombenti pareti calceree, prosegue lungo i ghiaiosi fianchi sud-occidentali della Presolana, scende al rifugio Olmo e risale per ripidissimi prati senza tracce e percorsi obbligati fino allo spartiacque tra la conca del rifugio Olmo e la Valzurio. Dalla sottile cresta si può proseguire verso Est verso la rocciosa ed alpinistica Presolana del Prato. Non esiste una vera e propria sommità della Cresta di Valzurio, ma questa termina nel punto in cui inizia la parte tecnicamente più difficile, su terreno roccioso con difficoltà di II-III grado che conduce verso la suddetta Presolana di Castione.
Descrizione percorso
Provenendo da Bergamo, giunti nel centro abitato di Castione della Presolana, saliamo verso sinistra seguendo le indicazioni per la frazione di Rusio. Qui arrivati, poco prima di un ristorante e della chiesa, lasciamo l'auto in un ampio spiazzo sterrato sulla destra. Attraversiamo la strada e percorriamo l'evidente sentiero nei prati che corre verso destra parallelo alla strada asfaltata (paline che indicano tra le altre destinazioni, il rifugio Olmo e la Valle dei Mulini lungo il sentiero n. 318). Una bella bacheca con cartina ci aiuta nella ricerca del percorso che effettueremo. Poco dopo la partenza transitiamo sopra ad un ponte di pietra e poi al ristorante Ol Mulì di Romi. Una seconda palina ci indirizza verso destra. Qui a destra prosegue il sentiero n. 318, mentre a sinistra sale il 317, Entriamo così nella profonda e rocciosa valle dei Mulini. Subito dopo incontriamo una bacheca che ci illustra le famose falesie rocciose della zona, con difficoltà decisamente sostenute. Attraversiamo il torrente della valle su un bel ponticello in pietra. Proseguiamo fino ad un altro ponticello di legno trovandoci ai piedi di altissime pareti rocciose che incombono minacciose e severe su di noi. Il sentiero serpeggia tre le pareti e le rocce, proseguendo con scarsa pendenza. Ecco un secondo ponticello di legno che ci porta sul lato destro orografico della valle nei pressi di un grosso masso. Più avanti l'ennesimo ponticello di legno ci facilità l'attraversamento del torrente che in inverno è praticamente congelato. Arrivati ad una palina, seguiamo verso destra le indicazioni per Malga Presolana ad 1 ora di cammino, dopo che circa tre quarti d'ora sono già trascorsi dalla partenza. Qui continuiamo a camminare restando sul versante sinistra orografico, senza farci ingannare da tracce che ci farebbero cambiare lato. La salita diviene ora più decisa e dopo un breve e facile gradino pietroso prosegue su una stretta traccia in alto sopra il letto del torrente. Poco dopo la traccia torna comoda ed ampia, ma sempre piuttosto ripida e tortuosa. Sale con vari tornantini e curve fino ad un rudere. Continua poi, sempre nel fitto bosco misto ed umido, superando una casetta dell'acquedotto. Eccoci ora davanti ad una tabella con indicazioni per Malga Presolana a 50 minuti ed immediatamente dopo troviamo una palina. Da qui proseguiamo dritti, mentre andando a destra si andrebbe verso la Valle dei Papa. Più avanti superiamo un'altra casetta di pietra dell'acquedotto. Ecco poi un grosso masso su cui troviamo un bollo del sentiero n° 318. Poco oltre usciamo dal bosco per trovarci in una piccola radura erbosa. In breve arriviamo in un grande prato costellato da numerosi massi di varie dimensioni; su alcuni di questi è possibile cimentarsi in brevi ed intense arrampicate. La traccia costeggia il bosco alla nostra destra e sbuca più avanti su un'ampia strada sterrata che seguiamo verso sinistra (indicazioni per Malga Presolana a 5 minuti verso sinistra e la Sorgente Mesclusa a destra). In breve, andando a sinistra, giungiamo al bell'edifico della Malga Presolana che ci offre anche piacevoli e bucolici panorami. Ottimo lo sguardo sulle Cime di Bares e sul gruppo della Presolana. Dalla malga saliamo verso un abbeveratoio poso sopra e proseguiamo verso le pareti rocciose della Presolana, camminando in un bel valloncello erboso costellato da massi e più avanti da qualche abete. Passiamo sotto ad un grosso masso sulla cui sommità si trova una freccia di legno che indica il rifugio Olmo. Transitiamo poi accanto ad un abbeveratoio sulle cui pareti è indicato il sentiero 318. Ci dirigiamo ora verso l'ampio ed evidente ghiaione davanti a noi, ma senza arrivarci e senza percorrerlo. Superiamo una piccola croce di metallo lucente a memoria. Giunti al ghiaione, pieghiamo verso sinistra e saliamo per gande e pietre. Più in alto incrociamo il ghiaione che ora saliamo restandone sul lato sinistro, quasi al suo margine, seguendo i numerosi bolli. Sbuchiamo ora su una evidente traccia del sentiero n° 320 che proviene dal Passo di Pozzera e la seguiamo verso sinistra per il rifugio Olmo, dato a circa 20 minuti. Camminiamo in falsopiano sulla bella e comoda traccia che taglia a mezzacosta i ripidi fianchi del pendio alla nostra destra. In breve arriviamo alla palina che ci segnala di essere al Passo degli Agnelli a 1950 metri di quota (1 ora dalla Malga Presolana). Una freccia in legno indica anche una breve salita per il Crocefisso del Signore dei ghiaioni dal quale scenderemo al ritorno. Da qui scendiamo lungo il sentiero 320, perdendo circa 130 metri di quota, che in circa 10 minuti di comoda discesa in piccoli valloncelli erbosi ci porta alla capanna del rifugio Olmo (1819 metri di altezza, 1 ora e venti minuti scarsi dalla Malga Presolana). Dopo una breve pausa ripartiamo per le ormai vicine Creste di Valzurio, poste dietro il rifugio, prima pratose e e che proseguono sempre più rocciose verso la Presolana di Castione. Senza un preciso itinerario ne traccia, saliamo dietro al rifugio con direzione Nord. Dopo un paio di dossi erbosi ci troviamo in una conca prativa ai piedi della Cresta di Valzurio. Per raggiungerne il filo, dobbiamo risalire i ripidissimi prati davanti a noi, trovando il miglior percorso tra quasi verticali balze erbose, piccole cenge e terrazzamenti naturali dove scorrazzano interi gruppi di agilissimi camosci i quali si muovono senza apparente sforzo dove noi, invece, saliamo arrancando. Una volta giunti sul filo di cresta, ammiriamo la bellissima vista verso la sottostante Valzurio ed il vertiginoso precipizio che cade verso di essa. Seguiamo ora la cresta verso destra, facendo un minimo di attenzione. Non esiste traccia, se non qualche raro passaggio di animale. L'esposizione è elevata, la cresta erbosa è decisamente sottile, ma priva di difficoltà, fino ad un primo salto roccioso che si affronta con una certa attenzione per via dell'esposizione. A questo segue un facile tratto erboso e poi un decisamente più difficile segmento roccioso della cresta, da farsi con molta attenzione e passaggi di II grado esposto. Terminato questo passaggio non ci resta che proseguire su terreno erboso ed abbandonare la cresta poco più avanti, scendere qualche metro e tagliare verso sinistra con la dovuta cautela il ripido ma non difficile fianco della Presolana di Castione fino a portarci su un dosso erboso verso Ovest dal quale sarà comodo scendere verso il Crocefisso del Signore dei Ghiaioni.
Discesa
Come detto, scendiamo qualche decina di metri di ripida erba e poi tagliamo il fianco della montagna seguendo una labilissima traccia di passaggio di camosci su terreno in parte erboso ed in parte sassoso. Teniamoci più bassi delle rocce che scendono dalla cresta della Presolana di Castione e raggiungiamo un piccolo ghiaione che attraversiamo in falsopiano fino ad un più sicuro terreno nuovamente erboso. Da qui possiamo vedere il piccolo altarino del Signore dei ghiaioni sotto di noi. Lo raggiungiamo camminando senza un vero percorso obbligato. Passiamo lungo facili dorsali e piccoli valloncelli; risaliamo infine qualche metro per arrivare sul dosso dove sono ubicati un grande crocifisso ligneo ed una piastra di pietra a mo' di altare. Bellissimo il panorama che ci circonda, pare quasi di essere in un ambiente di alta montagna, tra estesi ghiaioni, pareti rocciose, creste e canaloni. Ben evidente risulta il Pizzo di Corzene ed il Passo Pozzera. Scendiamo ora lungo una comoda dorsale che ci riporta senza problemi al Passo degli Agnelli e da qui ripercorriamo il tracciato dell'andata.

Note
Parte della escursione di oggi era già stata effettuata nel 24 marzo 2007 da Guglielmo ed Omar che erano arrivati al rifugio Olmo e da lì al Pizzo Olone. Il dislivello che leggete nella prima parte della scheda è dovuto, oltre ad alcuni saliscendi, ad un mio rientro al rifugio dopo essere tornato al Passo degli Agnelli con conseguente risalita al passo stesso.
Commenti vari
Proprio nel giorno di questa escursione il nuovo gestore del rifugio Rino Olmo ha inaugurato la sua nuova avventura in questa semplice ma accogliente struttura ed io ho avuto l'onore di essere il primo escursionista a firmare il libro del rifugio.
   

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Dalla Malga Presolana sguardo verso il gruppo omonimo

I vasti ghiaioni ai piedi della Presolana

   

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Bandiere e bandierine al vento presso il rifugio Olmo

Parte della cresta percorsa…

   

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…e da percorrere

Il punto più elevato della Cresta di Valzurio indicato dalla freccia

   

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La prima parte della discesa verso il Passo degli Agnelli

Omar nei pressi del Cristo dei ghiaioni