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Cime di Valsanguigno e Pizzo Farno (costa Nord-Est)

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Baite di Mezzeno - Roncobello (BG)
Quota partenza 1590 Mt. Quota di arrivo

2493 Mt. Cima Occidentale di Valsanguigno
2580 Mt. Cima Orientale di Valsanguino
2506 Mt. Pizzo Farno

Dislivello totale 1400 Mt. con i saliscendi Sentieri utilizzati n. 217, 232
Ore di salita 3 h. 15' Cima Occ. di Valsanguigno
+45' per l'Orientale
+1 h. per il Pizzo Farno
Ore di discesa 2 h. 15'
Data di uscita 27/08/2020 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE; F- la Cima Occidentale di Valsanguigno
Condizioni climatiche e dei sentieri

Fastidiose nebbie e nuvole basse hanno accompagnato la prima parte della camminata fino al Passo di Valsanguigno Nord. Da qui in poi la giornata si è trasformata in soleggiata, con ampi panorami dalle varie cime raggiunte. Sentieri ben tenuti e segnalati fino al Passo di Valsanguigno Nord. Da qui occorre maggior attenzione per individuare il percorso corretto. Il tragitto che conduce alla sella tra le due Cime di Valsanguigno non è segnalato e non è visibile nessuna traccia, ma appare comunque intuitivo e privo di difficoltà. Anche la salita alle due cime non è segnata, nemmeno da ometti, specialmente per quella Occidentale. Per l'Orientale si rinviene una labile e discontinua traccia leggermente discosta a destra della cresta di salita. Il percorso per il Pizzo Farno lungo la sua costa Nord-Est (che parte direttamente dal Passo di Valsanguigno Nord) non è tracciata né segnata e nemmeno percorsa da labile traccia, qui si cammina su terreno piuttosto friabile, specialmente nella parte che precede l'erba erbosa finale, dove una breve ma sottile crestina semipianeggiante è costituita da roccia a scaglie molto friabile.

Eventuali pericoli
Una certa attenzione alla salita della Cima Occidentale di Valsanguigno, dove alcuni passi su roccia sono un poco impegnativi, ma la qualità della roccia è quasi sempre buona (verrucano lombardo). Diverso discorso per la costa Nord-Est del Farno durante la cui salita si deve camminare su una breve crestina non difficile, ma stretta e molto friabile, con un paio di saltelli verticali un poco esposti.
Presenza di acqua
Alla partenza, presso il parcheggio in località Baite di Mezzeno, si trova una fontanella.
Punti di appoggio
Salendo al Passo di Mezzeno, superiamo un paio di baite (la seconda delle quali è la Baita Croce, a 1933 metri di quota) che possono offrire un certo riparo in caso di necessità. Dal Passo di Mezzeno, abbandonando il nostro itinerario, è possibile scendere verso il rifugio Laghi Gemelli in circa 45' di veloce discesa e successivo falsopiano.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Dall'imponente e panoramico Monte Pardella, verso Ovest, si diparte una lunga e tormentata cresta rocciosa che termina con le Cime di Valsanguigno, due aguzze vette poco conosciute e ancor meno salite, per degradare poi al Passo di Valsanguigno Nord. Sulla maggior parte delle carte le Cime di Valsanguigno non vengono riportate, mentre su qualcuna viene indicata solo la Cima Orientale, la più alta delle due. La loro salita, sebbene priva di difficoltà tecniche, richiede comunque una certa abitudine alla progressione su facili passaggi su roccia (per quella Occidentale) e terreno non segnalato e ripido (per entrambe). La loro salita ed il loro panorama ripagheranno certamente dello sforzo e dell'impegno richiesto. Il Pizzo Farno viene normalmente salito dal Passo di Valsanguigno Ovest lungo al sua ripida ma priva di difficoltà costa Sud, oppure dal Passo di Valsanguigno Nord, tagliando le sue pendici settentrionali lungo un comodo ghiaioncello e da qui per la breve e  ripida china Ovest, posta sotto la sua piramide terminale. In questa escursione viene invece salito direttamente dal Passo di Valsanguigno Nord percorrendone la ripida e non tracciata costa Nord-Est; questa si presenta ripida, su terreno spesso friabile, ed interrotta a metà da una divertente crestina rocciosa poco salda, che richiede passo sicuro ed con un paio di saltelli verticali emozionanti. In generale l'escursione richiede un discreto impegno fisico, anche se contenuto dalla partenza da una quota elevata e una certa esperienza su terreni poco o nulla segnalati, passo sicuro e una minima esperienza su facili passaggi rocciosi non oltre il I grado superiore.
Descrizione percorso
Dal bel paese di Roncobello, in Valle Brembana, proseguiamo fino alla frazione di Capovalle. Acquistiamo il ticket di accesso alle località Baite di Mezzeno, alla quale arriviamo lungo una stretta ma ben asfaltata stradina che con 14 tornanti. Al termine di questa si trova un comodo ma piccolo parcheggio con fontanella. Lasciata l'auto prendiamo il sentiero n. 215/217 con direzione Passo di Mezzeno, tralasciando sulla destra il sentiero che si dirige verso il Passo di Branchino. Saliamo per un tratto sassoso che alterna punti erbosi, tra qualche cespuglio e prati. Segue un tratto su prati più aperti e con fondo rovinato dal passaggio di motociclette. Lasciamo sulla destra un acquedotto e poco più sopra eccoci ad un bivio segnalato con una scritta su di un masso e da una palina: sinistra (sentiero n. 217 per il Pietra Quadra e i Tre Pizzi, destra sentiero n. 215 per il Passo di Mezzeno). Sempre su prati ripidi superiamo una casera di pastori poco sulla destra. Perdiamo leggermente quota per poi tornare a salire. Arrivati ad un bel pianoro erboso ci troviamo davanti una piccola baitella ben fatta. Siamo nella conca sottostante il Passo di Mezzeno che si trova leggermente a sinistra. Dopo il pianoro riprendiamo a salire su sentiero serpeggiante e poi su ripidi tornanti. In poco più di 1 ora arriviamo al valico, dove una croce segna i 2142 Mt.. Bella la vista sulla valle nel versante opposto, dove si adagiano i Laghi Gemelli (visibili abbassandoci poco sotto il passo stesso, oppure spostandosi verso destra). Alla nostra sinistra si innalzano i ripidi pendii del Monte Spondone dal quale si sviluppala lunga dorsale che comprende il Monte Tonale, il Pizzo delle Orobie e il Pizzo dell'Orto. Proseguiamo verso destra con direzione Passo dei Laghi Gemelli, anche se mancano indicazioni su paline o frecce. Il sentiero è comodo ed evidente e con alcuni brevi saliscendi con splendida vista sui sottostanti Laghi Gemelli alla nostra sinistra, ci conduce a questo secondo passo a 2139 Mt.. Qui troviamo un'altra croce ed una placca rotonda che riporta le cime visibili con la loro quota. Ora, aguzzando la vista, cerchiamo una freccia di metallo che riporta la direzione per il Pizzo Farno. Seguiamo verso tale indicazione, ignorando il sentiero che scenderebbe verso i laghi ed il rifugio Laghi Gemelli. Viso ai laghi, dobbiamo andare verso destra. Camminiamo seguendo numerosi ometti e bolli bianchi ben visibili tra placche rocciose affioranti e serpeggianti tracce tra massi e bassi gradini rocciosi. Superiamo alla nostra destra il Pizzo Camilla e poco oltre l'attacco della cresta Sud-Ovest del Monte Corte (vedi relazione del 07.09.2013). Passiamo accanto ad una fascia rocciosa alla nostra destra e sbuchiamo in un terreno più pratoso. Più avanti, dopo un pianoro roccioso, iniziamo un lungo mezza costa passando sotto le tetre e severe pendici rocciose del Monte Corte. Il percorso è piacevole con bel panorama sulla sinistra e la piramidale cima del Pizzo Farno davanti a noi. Con alcuni saliscendi proseguiamo attraversando anche alcune disagevoli pietraie, sempre con bolli banchi ben presenti. Sfioriamo alcune rocce che scendono verticali alla nostra destra. Oltrepassiamo un masso che riporta l'indicazione per la Valcanale (direzione da cui veniamo). Passiamo tra alcune rocce ed arriviamo sopra ad un bel valloncello al quale scendiamo attraverso uno stretto passaggio friabile. Arrivati nel valloncello, lo seguiamo verso destra lungo il sentiero n. 232 che sale dai Laghi Gemelli. Il sentiero sale pietroso verso una evidente sella davanti a noi, alla quale arriviamo in pochi minuti di ripida salita, specie nella parte finale. Eccoci al Passo di Valsanguigno Ovest (o Passo del Farno), come segnalato da un masso. Alla nostra sinistra si legge l'indicazione su alcune curiose rocce violacee, tipiche di questa zona, per il Farno ed il Passo di Aviasco. Andiamo quindi a sinistra, mentre sul versante opposto del passo si apre ai nostri piedi la parte alta della Valsanguigno. Saliamo tra le rocce viola, seguendo i bolli bianchi. Poco sopra di queste, camminiamo per prati. Lasciamo alla nostra sinistra la traccia per il Pizzo Farno (da qui scenderemo al ritorno) e proseguiamo verso destra per il Passo di Aviasco. Davanti a noi appare la Cima Occidentale, appuntita e rocciosa, mentre alla sua sinistra una lunga cresta tormentata scende verso il Passo di Valsanguigno Nord che dobbiamo raggiungere. Su comodissima traccia erbosa semipianeggiante passeggiamo godendoci il paesaggio. Superiamo una scritta su di un masso che indica il Lago Nero, per poi scendere in una bella conca verdeggiante ai piedi del Passo di Valsanguigno Nord. Giunti ad un masso per terra, andiamo a sinistra, seguendo la scritta P. Farno. Saliamo per prati fino al passo, alla cui destra si innalza la cresta rocciosa vista dal basso, con numerosi saliscendi e pilastri rossastri. Dal passo prendiamo verso destra seguendo la direzione per il Passo di Aviasco. Un sentierino pietroso in mezzacosta sale alcune elementari roccette per poi divenire comodo  semipianeggiante. Passiamo sotto ad un paio di elevazioni insignificanti della cresta. Scendiamo ora nella conca sottostante: in alto, leggermente alla nostra destra , risulta ben visibile la sella tra la Cima Occidentale (a destra) e quella Orientale (a sinistra) di Valsanguigno a cui dobbiamo puntare. Ci dobbiamo arrivare abbandonando i bolli che condurrebbero al Passo di Aviasco e salendo verso destra su terreno pietroso, con qualche breve e facilissima placchetta rocciosa. Giunti alla sella, pieghiamo verso destra per salire la rocciosa cresta Est-Nord-Est della Cima Occidentale di Valsanguigno. L'impatto con la ripida cresta potrebbe essere preoccupante, ma osservando bene la conformazione della roccia, è possibile trovare dei facili passaggi tra gradoni e caminetti. Le difficoltà non superano il I+, anche se volendo si possono cercare passaggi più impegnativi e verticali a pochissima distanza dal nostro tracciato. Dopo un breve zoccolo poco ripido, risaliamo una balza rocciosa quasi verticale. Entriamo in un canalino-caminetto appoggiato leggermente a destra del filo di cresta a cui ne segue un secondo  che può essere affrontato anche sulla sinistra per placca rocciosa (II grado sulla sinistra; oppure I al suo centro). Sbuchiamo ora su un tratto  erboso camminabile al quale segue un bel camino verticale di solida roccia, da affrontarsi sul lato sinistro, che rappresenta l'ultima relativa difficoltà prima del tratto erboso finale. Sulla vetta troviamo un ometto di sassi. Ripercorriamo a ritroso il tracciato della salita fino alla sella tra le due cime e proseguiamo dritti verso la più alta e facile Cima Orientale proprio davanti a noi. Poche decine di metri e ricominciamo a salire per facile pendio erboso. In brevissimo eccoci alla costa piuttosto ripida che alterna semplici passaggi su roccette a balze erbose. Preferibilmente occorre stare il più a sinistra possibile per sfruttare le roccette presenti, Chi preferisse procedere su erba deve invece stare più sulla destra. L'aspetto della salita è piuttosto impegnativo, ma proseguendo ci accorgeremo presto che il tutto si risolve in una camminata ripida tra facili rocce lungo le quali serve un piccolo aiuto con le mani e pendii erbosi a balze piuttosto faticosi. L'ultimo tratto appare fatto da sassi e pietre. In circa 20 minuti dalla sella arriviamo così al primo di due ometti posti a pochi metri di distanza sulla Cima Orientale di Valsanguigno con splendido panorama sul Lago Colombo alla nostra sinistra, il Pizzo Becco, i Corni di Sardegnana e il Pizzo Torretta. Bellissima anche la vista sul proseguo della cresta rocciosa verso il Monte Pradella con i vertiginosi precipizi verso sinistra. Ridiscendiamo alla sella tra le due cime e da qui al Passo di Valsanguigno Nord. Qui arrivati, dopo altri 20', puntiamo direttamente al Pizzo Farno davanti a noi salendone la non battuta costa Nord-Est. Ignoriamo la bella traccia che con un giro in senso antiorario percorre le pendici del Nord Farno per risalire poi ad un selletta dalla quale sarebbe più comodo giungere alla croce di vetta. Iniziamo allora la costa davanti a noi su terreno molto friabile e ripido. Pochi metri pietrosi e poi camminiamo per un breve tratto erboso. A questo segue un secondo tratto pietroso a metà del quale prendiamo una rampa rocciosa verso sinistra fatta a scaglie che ci porta direttamente sulla costa che poi seguiamo senza problemi fino ad una prima sommità. Da qui, sena preavviso ci troviamo davanti una sottile crestina di roccia scistosa a scagli, piuttosto friabile e pianeggiante. La percorriamo con una certa attenzione per poi perdere quota sempre sul filo di cresta, ora più larga ma con qualche passo piuttosto esposto e friabile. Più avanti potremmo abbandonarla, scendendo verso destra, ma è più divertente proseguire sul suo filo con estrema cautela. Un paio di saltini gradonati richiedono passo fermo ed attenzione (I grado friabile in discesa). Verso la fine della crestina, ci imbattiamo in un salto di 4 metri verticale che conviene aggirare verso sinistra per più accessibili gradini sempre piuttosto friabili. Eccoci ora ad una selletta erbosa dalla quale proseguiamo dritti verso la vicina ma non visibile croce del Farno. Risaliamo per ripido terreno sassoso a cui segue il pendio finale di balze erbose che in pochi minuti ci porta alla croce di metallo. Dalla vetta si ha un ottimo punto di vista sulle Cime di Valsanguigno e su parte dell'itinerario percorso: dal Passo di Mezzeno al Passo di Aviasco. Bello anche il panorama sui Laghi Gemelli.
Discesa
Scendiamo ora con alcuni tornantini, lungo il ripido versante Nord-Ovest che dà sulla selletta alla quale si arriverebbe dal Passo di Valsanguigno Nord lungo il ghiaioncello che non abbiamo attraversato in precedenza. Da qui, dritti davanti a noi sale un dosso erboso che dolcemente si allunga verso Ovest. Ignorando tale dosso, pieghiamo decisamente verso sinistra e per sentierino in mezza costa traversiamo sotto la cima del Farno dalla quale siamo appena scesi. Passiamo accanto ad alcune caratteristiche rocce con fasce rosse e poi poco oltre attraversiamo un canalino roccioso alla nostra sinistra che in inverno viene risalito fino alla croce di vetta con ramponi e piccozza. Proseguiamo ora, sempre in mezza costa per sentierino poco evidente, in parte erboso ed in parte sassoso. Eccoci ora in alto sopra al Passo di Aviasco Ovest al quele scendiamo per traccia erbosa. Ad un certo punto l'erba lascia il posto ad una zona rocciosa di color rosa che percorriamo sulla destra e per poi spostarci a sinistra. Segue un altro tratto erboso e poi una fascia rocciosa simile alla precedente. Ormai in vista del passo, non ci manca che discendere le ultime placche violacee un poco sdrucciolevoli ed eccoci al Passo di Valsanguigno Ovest. Da qui, per tornare ai passi dei Laghi Gemelli e di Mezzeno, ed in seguito all'auto, non ci resta che seguire il percorso dell'andata.

Note
Di ritorno dal Farno, poco prima del Passo dei Laghi Gemelli, visto l'orario e l'energia rimasta, ho pensato di salire anche il Pizzo Camilla (vedi relazione invernale del 11.01.2020) con pochi minuti di salita per facili roccette. Una volta al passo, la vista della vicina Cima Giovanni Paolo II (ex Cima Centrale di Mezzeno a 2230 Mt.) mi ha invogliato alla sua salita per facile dorsale in circa 15' (vedi la stessa relazione del Camilla). Nella relazione della camminata alle Cime di Valsanguigno e Farno, non ho riportato la descrizione di queste due facili e veloci cime, poiché non apportavano nulla all'escursione in oggetto, salvo qualche decina di minuti in più di cammino, qualche metro in più di dislivello e un paio di punti panoramici differenti sulle zone visitate.
Commenti vari
Una volta sceso dal Passo di Valsanguigno Nord ed entrato nel vallone ai piedi delle Cime di Valsanguigno, ho vagato per quasi un'ora alla ricerca della sella tra le due cime da salire, ritenendo che quelle che apparivano le mie mete, non lo fossero... così ho proseguito quasi fino al Monte Aviasco cercando quello che avevo sotto gli occhi fin dall'inizio. Il provvidenziale arrivo di un escursionista, che ringrazio caldamente, mi ha confermato quali fossero le Cime di Valsanguigno, raccomandandomi attenzione nella loro salita ben poco frequentata.
   

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Le Cime di Valsanguigno con la sella che le divide

La cima occidentale con il tracciato di salita

   

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Bel passaggio per la cima occidentale

Zaino e bastoncini di Omar
sulla Cima Occidentale di Valsanguigno

   

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Vista sulla cima occidentale salendo a quella orientale

La cima orientale, col percorso di salita, vista dalla occidentale

   

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Omar sulla Cima Orientale di Valsanguigno

Bella vista sul Lago Colombo dalla cima orientale

   

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La costa Nord-Est del Farno

La crestina friabile lungo la costa Nord-Est del Farno

   

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Croce del Farno con assembramento

Le tre cime salite con il tracciato