Pilastro del Vajo Stretto - Spigolo Noaro

 
Zona montuosa Piccole Dolomiti Vicentine
Sottogruppo del Sengio Alto
LocalitÓ di partenza Malga Cornetto
Passo del Pian delle Fugazze (VI)
Quota partenza 1220 Mt. circa Quota di arrivo 1590 Mt.
Dislivello totale +255 Mt. dal parcheggio all'attacco
+115 Mt. la via (140 lo sviluppo +100 di roccette)
Sentieri utilizzati n. 44, 150, 175
Ore di salita 45' dal parcheggio all'attacco
1 h. 30' la via
Ore di discesa 30' dalla vetta fino al Vajo Stretto
50' dal vajo al parcheggio
(lungo il sentiero dell'Emmele)
Esposizione Nord-est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 08/08/2014 Difficoltà IV+, V-
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Alessandro S.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Via salita nel tardo pomeriggio a seguito del termine di una perturbazione. Il sentiero che conduce al Vajo Stretto nella prima parte non è ben evidente. Poco prima dell'attacco si supera una catena che non è ancorata nella parte bassa. Il sentiero di discesa si svolge, per la prima parte, su terreno esposto e richiede attenzione. La roccia è ottima lungo tutta la via.

Eventuali pericoli
Soliti d'arrampicata in ambiente. Attenzione durante l'avvicinamento lungo il Vajo Stretto alla caduta di sassi provocata da eventuali animali presenti nel vajo.
Presenza di acqua

No.

Punti di appoggio
Malga Cornetto (1220 Mt.), bar presso il passo Pian delle Fugazze (1162 Mt.)
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale dotazione alpinistica. Portare friend e cordini per integrare.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Bella ed evidente linea che si può già ammirare dal parcheggio. La via è stata salita da G. Cavion e A. Pojer il 19 maggio del 1957 e supera lo spigolo nord-est del Pilastro del Vajo Stretto. La salita si svolge su roccia ottima lungo un percorso logico e divertente.
Attacco, descrizione della via
Raggiungere il passo del Pian delle Fugazze (1162 Mt.) che collega le province di Vicenza e Trento ed imboccare la strada che conduce all'Ossario Militare. Poco dopo aver superato la Malga Cornetto (segnalata da un cartello in legno) parcheggiare sulla sinistra (sul lato opposto è presente una lapide datata 1918 in memoria al reparto del "Genio" dell'esercito).
Oltrepassare la strada e salire lungo prati obliquando verso destra. La traccia all'inizio non è marcata e richiede di essere cercata ma, una volta entrati nel bosco, diviene più evidente e segnalata (presenti indicazioni per il Vajo Stretto - sentiero n. 44 e 150) fino all'imbocco del vajo. Risalirlo fino a superare un salto attrezzato con catena oltre il quale si passa in un buco. Qui abbandonare il sentiero che risale il vajo e abbassarsi per qualche metro nel canale sino ad identificare, sulla destra (viso a valle), una cengia che conduce ad un terrazzino alla base dello spigolo (passaggi di II, sosta su mugo+cordini+maglia rapida).
AGGIORNAMENTO AGOSTO 2017: La ferrata del Vajo Stretto è stata smantellata. Pertanto non sono più presenti le catene indicate durante l'avvicinamento. Se non dovesse venire ripristinata forse potrebbe essere più comodo optare per la variante "attacco diretto" che aggiunge 3 lunghezze di corda (max V-) all'itinerario originale (vedi "commenti vari" a fine relazione).

1° tiro:
seguire il filo dello spigolo. Raggiunto un primo terrazzo proseguire sempre sullo spigolo. La sosta si trova sulla destra in corrispondenza di un terrazzino (2 golfari). 55 Mt., II, III.

2° tiro:
continuare seguendo il filo dello spigolo e in seguito spostarsi a sinistra lungo rocce rotte sino a raggiungere la sosta (1 golfaro).
25 Mt., II, III.

3° tiro:
salire a destra lungo una paretina articolata sino a raggiungere la successiva sosta (1 golfaro). 30 Mt., IV, 3 chiodi.

4° tiro:
superare la placca puntando al tettino che si evita sulla sinistra in corrispondenza di una spaccatura. Proseguire poi per rocce rotte sino ad un terrazzo dove si trova la sosta (2 golfari). 30 Mt., IV+, V-, 4 chiodi.

Per rocce rotte si raggiunge la sommità. 100 Mt.
Discesa
Seguire la traccia verso sud (sinistra, viso a monte) fino a raggiungere un foro che si attraversa con un po' di fatica. Sosta di calata subito fuori dal foro (clessidra+cordoni+maglia rapida) oppure abbassarsi pochi metri al terrazzino sottostante dove si trova un'altra sosta (2 fix+cordone+maglia rapida). Con una breve calata raggiungere la forcella dalla quale si prosegue verso destra (viso verso la calata) aggirando un pinnacolo (II, esposto). Proseguire ora per facile traccia sino ad un'altra sosta per la calata (grosso spuntone/clessidra+cordoni+maglia rapida). Con una doppia di 15 Mt. si raggiunge il sentiero del Vajo Stretto.
Da qui esistono due possibilità:
1- (soluzione da noi adottata) risalire il canale detritico fino alla forcella dell'Emmele (1675 Mt.) dalla quale si scende alla Strada del Re mediante il sentiero dell'Emmele (n. 175). Raggiunta la strada la si segue verso sinistra fino al parcheggio. Questa soluzione, forse leggermente più lunga, è notevolmente la più comoda. Il vajo è sovente umido e scivoloso;
2-
discesa lungo il Vajo Stretto (qualche tratto con catena e una scala metallica); AGGIORNAMENTO AGOSTO 2017: la ferrata del Vajo Stretto è stata smantellata. Pertanto non sono più presenti le catene e la scala; il salto può essere superato mediante una calata in corda doppia (presente una sosta 3 fix+cordone).

Note
Data la sua brevità la via può essere abbinata ad un’altra salita sulla parete immediatamente successiva: il Coston del Vajo Stretto. Dalla forcella del Vajo Stretto si passa accanto al grosso masso squadrato e si scende per circa 100 metri alla base della parete. Si può optare per una delle numerose vie presenti (es. via dei Dottori, Logica classica, Placca d'argento, Predoni per caso, ecc.).
Commenti vari
Se dovesse rivelarsi difficile, se non addirittura impossibile, risalire il Vajo Stretto per la mancanza delle catene e scale metalliche, consigliamo questa variante d'attacco aperta da Arturo Franco Castagna e Raffaele Ferraretto il 23 agosto 2007.
Per l'attacco si segue quello descritto sopra ma, giunti all'inizio del Vajo stretto, portarsi alla base delle rocce che formano lo spigolo a sinistra del vajo (visibili i primi chiodi). La fonte della descrizione delle seguenti lunghezze è il sito www.redclimber.it
1° tiro:
salire la bella paretina verticale sfruttandone le debolezze, inizialmente vicino al filo dello spigolo poi spostandosi un poco a destra, con passaggi esposti (IV+/V-, clessidre e vari chiodi). Usciti su terreno più facile ed erboso, superare un altro risaltino (chiodo) e raggiungere la base del secondo risalto dello spigolo. La sosta (3 chiodi+cordoni) si trova appena dopo il primo muretto. 45 Mt., IV+, V- (passo).
2° tiro:
doppiare lo spigolo a destra in bella esposizione (IV+, 2 chiodi), dunque salire la divertente placca lavorata (IV, chiodi) fino ad un terrazzino con un pino mugo (sosta evitabile). Proseguire facilmente lungo il filo fino al comodo terrazzo con sosta (2 chiodi e libro di via). 30 Mt., IV+, III.
3° tiro:
superare il risalto soprastante (IV+, chiodo) e continuare lungo l’ampio crestone cercando la via più facile (II, mugo con cordone). E’ ora visibile lo Spigolo Noaro vero e proprio: puntare alla sua base dove si sosta (mugo+cordini+maglia rapida). 40 Mt., IV+, IV, II.
Altre segnalazioni
Gli aggiornamenti in merito allo smantellamento della ferrata ci sono stati comunicati da Carlo Emanuele Pupo, che ringraziamo.
   

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Le prime facili lunghezze dello spigolo

Matteo recupera Alessandro

   

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Alessandro sull'ultimo tiro

A destra il Pilastro del Vajo Stretto con i tracciati delle vie:
Maica e Spigolo Noaro.
A sx il Coston del Cornetto col tracciato della via Placca d'argento