Monte Vaccaro

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Località Campella - Parre (BG)
Quota partenza 680 Mt. Quota massima raggiunta 2100 Mt.
Dislivello totale 1420 Mt. Data di uscita 23/12/2017
Ore di salita 3 h. (fino alla cima del Monte Vaccaro) Ore di discesa 2 h. 10'
Sentieri utilizzati n. 241 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bellissima giornata di sole, fin troppo calda; infatti già verso metà mattinata il manto nevoso (comparso a partire dai 1400 metri di quota) cominciava a dare segni di cedimento. In vetta la quantità di neve era comunque modesta e non superava i 20-25 centimetri, a parte nei punti di maggior accumulo. Sentieri perfettamente segnalati ed evidenti. La parte bassa del percorso, fino al rifugio Vaccaro, si svolge su sentieri nel bosco e stradine agro-silvo-pastorali. La parte alta si snoda su un facile costone erboso.

Eventuali pericoli
Nessuno. Occorre solo prestare attenzioni alle condizioni della neve nella parte alta.
Presenza di acqua
Alla partenza, presso il parcheggio in località Campella, si trova un bel fontanino. Durante il periodo estivo, in località Monte Alino, presso la chiesetta di Sant'Antonio, si trova un ristoro. Altra acqua la troveremo al rifugio Monte Vaccaro dove una fontana ci disseterà (salvo ghiaccio...).
Punti di appoggio
Nella parte bassa saranno numerose le baite e i casolari che incontreremo. Dopo un'oretta eccoci alla bella chiesetta di Sant'Antonio al Monte Alino (1045 Mt. di quota) dove troveremo eventuale riparo. Dopo circa 2 ore di cammino dalla partenza arriveremo al rifugio Monte Vaccaro (vedi relazione del 02-03-2013), preceduto da un paio di baite isolate, dotato di locale invernale con stufa, tavolo, sedie e letti (senza coperte né materassi). Da qui in poi non si trova più nulla.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Viste le condizioni della neve e le caratteristiche del percorso, è opportuno essere muniti di ramponi. In caso di neve molto dura, e se si volesse proseguire oltre la vetta del Vaccaro, lungo l'invitante cresta che conduce al Monte Secco, sarebbe bene avere con sè anche una piccozza.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Classica escursione invernale della zona. Sebbene la prima parte possa sembrare noiosa e poco interessante (molta parte del tracciato si svolge su mulattiere e stradine asfaltate), con il guadagnare quota, l'ambiente ed i panorami si faranno sempre più interessanti e gratificanti. La seconda parte della salita si svolge su ampi e soleggiati pascoli che, se innevati, renderanno particolarmente suggestivo il procedere. Il panorama ampio dalla croce e la bellissima cresta che dalla vetta del Vaccaro prosegue verso il Monte Secco, sapranno ripagarci della fatica necessaria per arrivare fin qui.
Descrizione percorso
Risaliamo la Valle Seriana fino al bivio tra Clusone ed il Passo della Presolana a destra e Valbondione a sinistra. Andiamo a sinistra e dopo poche centinaia di metri saliamo ripidi verso sinistra per il paesello di Parre (terra di produzione degli scarpinocc, un tipico e gustoso tipo di ravioli). Arrivati davanti alla chiesa del paese, andiamo a destra eseguiamo strada in salita fino a dove possibile. Al termine di questa ci troviamo in località Campella. Qui, una bella bacheca riporta i sentieri e i monti della zona. Seguiamo a destra e parcheggiamo nei pressi di una piccola isola ecologica. A piedi scendiamo lungo una strada asfaltata con divieto alle automobili. In fondo ad un valloncello, superate un ponticello e iniziate a salire, sempre su asfalto, fino ad incontrare una freccia che indica la mulattiera sassosa per il rifugio del Monte Vaccaro. Si entra in un bosco camminando su ciottoli e gradini sassosi con moderata pendenza. Dopo circa 30 minuti sbucherete, nei pressi di una vecchia baita con alcuni cavalli, su una stradina asfaltata. Seguite l'asfalto in salita per circa 10 minuti, superando alcune belle baite ristrutturate fino ad arrivare alla bella chiesetta di Sant'Antonio (40-45' dalla partenza). Lasciate la chiesa alla vostra destra e proseguite lungo la strada in salita per un paio di tornanti. Quando il percorso lo consente, prendete a destra e tagliate lungo i pascoli salendo fino a sbucare nuovamente sull'asfalto nei pressi di una sbarra che chiude la strada. Superate la sbarra e proseguite dritti fino ad incontrare i primi rari abeti. Il percorso perde pendenza e attraversa una bella fascia boscosa di abeti e faggi. Riprende poi a salire e giunge dinanzi ad un capanno – mimetizzato dalle piante – adibito ad osservatorio faunistico dall'Università di Milano. Qui un tornante piega a sinistra e poco dopo si raggiunge la prima baita del monte Vaccaro (1412 Mt.), nei pressi della quale si trova una bella pozza con vista sulla Presolana. Il panorama si fa bello ed ampio. Dopo pochi minuti tra pascoli, si raggiunge la seconda baita (1496 Mt.) posta sotto le pendici del monte Vaccaro. Da qui, andando verso sinistra, in pochi minuti quasi pianeggianti si arriva al rifugio del Monte Vaccaro (1519 Mt.). Noi invece proseguiamo dritti verso l'alto sempre lungo l'evidente stradina sterrata. Giunti ad una palina, ad un cartello indicante il Parco delle Orobie e ad una nuova pozza d'acqua (a circa 1650 metri d'altezza) svoltiamo nettamente a destra verso l'evidente dorsale del Vaccaro. In questi paraggi sorge anche la terza baita del Vaccaro. Saliamo comodi e senza troppa fatica fino alla dorsale stessa. Qui una freccia in legno ci indica a destra verso il basso il giro delle baite del Secco, ma noi la ignoriamo. Da qui seguiamo fedelmente, invece, il filo erboso verso sinistra che, con una certa costante e marcata pendenza, ci porta all'ampia e allungata vetta del Monte Vaccaro, tra balze erbose e qualche pietra affiorante, ma senza la minima difficoltà. Sulla cima troviamo una piccola croce in ferro, una seconda croce poco più avanti ed un curioso alberello in ferro più avanti ancora.
Discesa
Seguiamo a ritroso il percorso fatto in salita ed in circa 2 ore siamo al parcheggio.

Note
Dalla vetta, se l'orario e le condizioni della neve lo consentono, è possibile proseguire verso la lontana vetta del Monte Secco (del quale è ben visibile la croce posta sulla sua antecima). Per raggiungere quest'ultimo occorre però essere dotati di piccozza e meglio ancora di imbraco e corda (20 metri possono bastare), per superare in sicurezza un paio di salti rocciosi che si incontrano verso la fine del percorso. Noi abbiamo proseguito lungo la prima parte della cresta, facile e priva di pericoli, fino a circa 2100 metri di quota, rinunciando ad andare oltre quando le condizioni della neve non risultavano più sicure. Regalatevi 10 minuti di tempo per una visita alla chiesetta di Sant'Antonio con il suo originale soffitto.
Commenti vari

Un rumoroso e festante saluto al bel gruppo incontrato nei pressi della chiesetta del Monte Alino e con il quale abbiamo proseguito la salita, ben oltre la vetta lungo la cresta per il Monte Secco, tra risate e battute.
La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 16,1 Km. La velocità media (comprese le soste) è risultata essere pari a 2,3 Km/h.

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Si parte

La parte mediana del percorso sotto le pendici del Vaccaro

   

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L'inizio della dorsale del Monte Vaccaro

Il festoso gruppone sulla cima del Vaccaro

   

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Guly all'inizio della cresta oltre il Vaccaro

L'intero sviluppo dal Vaccaro all'antecima del Secco

   

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La cresta percorsa

Durante la discesa

   

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Rilievi GPS