Pizzo Tresero - Via Normale

 
Zona montuosa Ortles/Cevedale LocalitÓ di partenza Rifugio Berni, Passo Gavia (SO)
Quota partenza 2541 Mt. Quota di arrivo 3594 Mt.
Dislivello totale 1120 Mt. Data di uscita 07/07/2018
Ore di salita 4 h. 15' Ore di discesa 3 h. 20'
Sentieri utilizzati n. 25, 41 Giudizio sull'ascensione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà F+
Condizioni climatiche e dei sentieri
Giornata particolarmente fredda, limpida nelle prime ore della mattinata, ma poi purtroppo si sono formate delle nubi attorno alle montagne circostanti, limitando un po' il panorama. I sentieri sono quasi sempre ben evidenti, tranne in alcuni tratti prima di raggiungere il ghiacciaio, dove comunque basta seguire degli ometti di sassi per non sbagliare strada. Nel tratto finale del canale sotto la cresta abbiamo potuto beneficiare solo di una porzione delle corde fisse: la parte superiore risultava assente.
Eventuali pericoli
Il percorso è nel complesso abbastanza sicuro, ma rimangono sempre i rischi dell'alta quota. Il canale da risalire sotto la cresta è soggetto alla possibile caduta di sassi, e la placca rocciosa da risalire negli ultimi metri sotto la stessa potrebbe risultare insidiosa con ghiaccio o bagnato.
Presenza di acqua
Solo alcuni rivoli d'acqua derivanti dallo scioglimento delle nevi e del ghiacciaio, ma è meglio evitarla…
Punti di appoggio
Il Bivacco Seveso (3420 Mt.), posto sul filo della affilata cresta che conduce alla cima del Pizzo Tresero. Rimane poche decine di metri sopra le teste di chi sale dalla via Normale; in caso di necessità è raggiungibile in 10-15 minuti risalendo con una breve deviazione.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Ramponi e piccozza altamente raccomandabili, imbracatura, materiale per assicurarsi, abbigliamento adeguato alla quota. Anche la corda potrebbe essere utile a seconda delle condizioni del ghiacciaio (che al nostro passaggio appariva ben innevato e senza alcun crepaccio). Uno spezzone di corda può offrire un buon aiuto nel salire, e soprattutto nello scendere, dalla liscia placca rocciosa sotto la cresta finale, nel caso in cui – come accaduto a noialtri – mancasse parte delle corde fisse che solitamente attrezzano questo unico passaggio un po' delicato. Non ultimo, è raccomandabile indossare il casco nei pressi della cresta.
Caratteristiche dell'ascensione

Descrizione generale
Escursione molto appagante in un maestoso ambiente di alta quota, relativamente breve e alla portata dal punto di vista tecnico e dell'impegno fisico. La salita si snoda a partire dal selvaggio Passo del Gavia, salendo tra torbiere d'alta quota, pietraie e morene, fino a calcare un facile ghiacciaio per poi arrampicarsi su un'aerea cresta rocciosa che conduce brevemente in vetta. Magnifica la vista sul grande ghiacciaio del Dosegù, che sebbene in evidente ritirata, offre ancora un notevole spettacolo con il suo sviluppo articolato da sotto la cima della Punta San Matteo, tra scivoli ghiacciati e seracchi sospesi, fino alle morene terminali.
Descrizione percorso
Dalla Valle Camonica (o dall'alta Valtellina) portarsi fino al Passo Gavia, posto appunto a metà strada tra Ponte di Legno e Santa Caterina Valfurva. Qui si parcheggia nell'ampio spazio sterrato a fianco del rifugio Berni, che si trova poche centinaia di metri scendendo verso il versante Nord del passo stesso (verso Santa Caterina Valfurva): la nostra escursione partirà da qui, da una quota già abbastanza alta (2541 Mt.). Dal parcheggio scendere di una ventina di metri andando ad attraversare il torrente seguendo il sentiero n. 25. Seguire sempre le indicazioni per il “Ponte dell'amicizia” e il Pizzo Tresero, dopo meno di 15' dalla partenza si perviene ad un bivio dove si tiene la destra, seguendo sempre le indicazioni per il Ponte dell'amicizia. Si cammina per ben 1,7 km in piano, attraversando piacevolmente pascoli, grandi placche rocciose levigate dall'antico ghiacciaio alternate a piccole zone umide, mentre pian piano si entra nella valle Dosegù. Dopo 30' dalla partenza si giunge al Ponte dell'Amicizia, che permette di scavalcare il tumultuoso torrente che fuoriesce dal vicinissimo ghiacciaio del Dosegù, che qui scorre incassato in fondo alla forra. Subito dopo il ponte c'è un bivio: tenere la destra. Il sentiero (che ora è il n. 41) prosegue in lieve salita, per poi aumentare pendenza e iniziare a salire decisamente più ripido, andando a rimontare i grandi gradoni glaciali con vari tornanti sul ripidissimo pendio erboso, giungendo al greto di un piccolo corso d'acqua che scorre sul fondo di un valloncello. Seguendo le tracce di passaggio e gli ometti di sassi si sale al di sopra dell'ennesimo gradone, giungendo ad un pianoro sufficientemente grande da ospitare una piccola zona umida (2950 Mt., 1 h. 40' dalla partenza), nell'anfiteatro morenico dove si allargano le acque che scendono dal ghiacciaio posto più a monte. Proseguire lungo la traccia in piano seguendo dei grandi ometti di sassi, poi la salita riprende molto ripida, portando nei pressi di un bellissimo laghetto ospitato nel ghiaccio di un nevaio (3100 Mt., 2 h. dalla partenza). Intanto la vista si allarga tutto attorno verso il ghiacciaio del Dosegù dominato dall'invitante cuspide innevata della Punta San Matteo, oltre che sulla più lontana piramide nera del Corno dei Tre Signori. Ma sopra di noi, a sinistra salendo, è già possibile notare la cresta che conduce al Pizzo Tresero, con ben visibile lungo il suo sviluppo il Bivacco Seveso. Il percorso di salita da qui in avanti seguirà sempre l'andamento di questa cresta, ma rimanendone al di sotto, più in basso di varie decine di metri. Ben presto le rocce e i detriti morenici lasciano il posto al nevaio, che a seconda delle condizioni può essere opportuno risalire calzando i ramponi (il primo tratto è subito abbastanza ripido). Proseguire a risalire il nevaio/ghiacciaio costeggiando le fasce rocciose che scendono dalla cresta, la montagna è abbastanza frequentata ed è abbastanza probabile trovare una traccia di passaggio; la salita lungo il ghiacciaio è ora comoda e con poca pendenza, fino a quando si supera un marcato costone di roccia che scende dalla cresta, subito dietro (3400 Mt., 3 h. 30' dalla partenza) si nota un ripido nevaio che sale a sinistra verso il filo della cresta sovrastante. Risalire direttamente il nevaio facendo attenzione a non scivolare fino a giungere sotto a un'evidente placca liscia attrezzata con delle corde fisse. Qui occorre risalire la placca, che costituisce di fatto l'unico tratto un po' delicato di tutta la salita (breve, peraltro: sono poco più di 10 metri), fino a giungere ad un piccolissimo forcellino sul filo di cresta (3500 Mt., 4 h. dalla partenza). Seguire ora la cresta a destra verso la cima già da tempo visibile dal basso, sormontata da una grande croce metallica. I primi metri della cresta sono un po' esposti, ma subito dopo la cresta diventa più camminabile, e in pochi minuti lungo la traccia di passaggio tra i detriti e i massi si arriva a toccare la cima di questa bellissima montagna.

Discesa
Ridiscendere lungo lo stesso percorso fatto in salita, prestando particolare attenzione alle rocce sotto la cresta, nel calarsi verso il ghiacciaio sottostante. In presenza di persone timorose o poco esperte potrebbe essere utile fare una piccola calata usando uno spezzone di corda.

Note

Il Pizzo Tresero è la prima delle 13 elevazioni che danno il nome alla magnifica cavalcata in cresta nota come “Traversata delle Tredici Cime”, che consiste in una lunghissima dorsale che da qui porta a toccare nell'ordine le seguenti cime glaciali: Pizzo Tresero, Punta Pedranzini, Cima Dosegù, Punta San Matteo, Monte Giumella, Punta Cadini, Rocca Santa Caterina, Cima di Pejo, Punta Taviela, Monte Vioz, Palon de La Mare, Monte Rosole, Monte Cevedale.

Commenti vari

Un saluto ai tre ragazzi del gruppo di Thomas, che abbiamo raggiunto appena sotto la placca attrezzata, e con i quali ci siamo intrattenuti piacevolmente sulla cima della montagna.
La lunghezza totale del percorso è pari a 12,92 Km. La nostra velocità media (comprese le soste) è stata di 1,5 Km/h.

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Omar risale i gradoni glaciali,
sullo sfondo il Corno dei Tre Signori

Tratto prima della cresta, già visibile sullo sfondo,
con la cima del Pizzo Tresero

   

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Risalendo il ghiacciaio

Omar in cima al nevaio sotto la cresta

   

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Il gruppo di Thomas si appresta a scalare la placca liscia

Guly impegnato sulla placca,
in genere attrezzata con le corde fisse

   

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FInalmente sulla cresta

Cima del Pizzo Tresero raggiunta!

   

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Uno sguardo sulla lingua glaciale del ghiacciaio del Dosegù

Il bel laghetto glaciale al limite del ghiacciaio

   

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