Corna Trentapassi

 

Zona montuosa

Prealpi Bresciane

LocalitÓ di partenza

Govine di Pisogne (BS)

Quota partenza

200 Mt.

Quota di arrivo

1248 Mt.

Dislivello totale

+1048 Mt.

Data di uscita

Primavera 1999

Ore di salita

3 h.

Ore di discesa

2 h.

Sentieri utilizzati

n. 205

Giudizio sull'escursione

Discreta

Sass Bal˛ss presenti

Omar, G÷lem

DifficoltÓ

E

Condizioni climatiche e dei sentieri

Il cielo ha retto fino al raggiungimento della cima, in vetta una fitta nebbia densa e umidissima, poi in discesa pioggia a scrosci, con i sentieri trasformati in torrenti.

Eventuali pericoli

Nessuno. Attenzione solo sulla vetta in caso di neve, le rocce sono abbastanza esposte.

Presenza di acqua

Fontanelle all’inizio del percorso.

Punti di appoggio

Nessuno.

Materiale necessario oltre al tradizionale

No.

Caratteristiche dell'escursione

Descrizione Generale
Bella passeggiata panoramica sul Lago d’Iseo, non Ŕ tuttavia l’unico percorso che conduce in vetta. Dalla cima si vede tutto il lago settentrionale e le montagne della medio-bassa valle Camonica.
Il tratto di sentiero fino alla Croce di Zone ripercorre l’antica strada romana chiamata “Valeriana”, che risaliva la Valle Camonica.
Descrizione Percorso
Si parcheggia al Govine, frazione di Pisogne, nei pressi del santuario. Si segue la stradina stretta tra due muri, arrivando alla parte superiore dell’abitato di Govine (250 Mt.). Si attraversa il torrente nei pressi dell’abitato, su un ponticello (mulino). Poi il sentiero procede in falsopiano, nel bosco, traversando il fianco della montagna. Si transita su un piccolo ponte di ferro, poi nei pressi di una santella, giungendo poi al santuario di San Bartolomeo (opera del ‘400, 550 Mt., 1 h.), posto in una bellissima balconata naturale sull’Alto Sebino, nei pressi di bellissimi prati  e boschi di castagni. Qui si nota il ripido versante nord della Corna Trentapassi.
Abbandonato il santuario si procede lungo il sentiero incontrando subito le poche case di Sedergno, poi si segue la strada che sale tra i castagni, compie un tornante e comincia a puntare al soprastante passo della Croce di Zone. Lungo la strada nel bosco, poco prima del passo, sulla sinistra c’Ŕ una enigmatica ed inquietante lapide in pietra, recante una data, 1848, e poi una croce, un teschio e delle iniziali in rilievo.
Ben presto il passo Ŕ raggiunto (902 Mt., 2 h.).
Si segue a destra la mulattiera pianeggiante che traversa nel bosco, poi la strada diviene sentiero e comincia a salire, costeggia delle rocce e conduce ad un altro passo, la Forcella Orientale (940 Mt.). Da qui il percorso segue la cresta, in realtÓ un susseguirsi di dossi. Si passa poco sotto il primo e si arriva ad un’altra forcella, quella Occidentale (960 Mt.). Seguire a destra il sentiero che fa risalire la cresta finale, che ora prende forma distinta, si raggiunge in breve la croce sull’anticima e in pochi passi si Ŕ sulla vetta della Corna Trentapassi (1248 Mt., 3 h.).

Note
L’idea iniziale era di salire il Pizzo Badile Camuno, il tempo era pessimo, ed essendoci incontrati a Pisogne si era deciso di puntare alla Corna Trentapassi, proprio lý a due passi.
 
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Vista (da Rogno) della Corna Trentapassi

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