Passo del Tartano (tentativo)

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Teggio - Foppolo (BG)
Quota partenza 1580 Mt. circa Quota di arrivo 2100 Mt.
Dislivello totale +600 Mt. circa Data di uscita 10/02/2007
Ore di salita 3 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati Non numerati Giudizio sull'escursione Sufficiente
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E
Amici presenti
James.
Condizioni climatiche e dei sentieri
La neve alta e farinosa nella seconda parte dell'escursione, unitamente alla forte nebbia hanno reso la camminata faticosa e molto lenta. I sentieri sono facili, ma  a tratti non ben segnalati.
Eventuali pericoli
Nulla in particolare.
Presenza di acqua
Alla partenza trovate alcuni torrentelli, ma vista la presenza di abitazioni e baite, si sconsiglia di attingere acqua da qui.
Punti di appoggio
Nella parte finale della salita, a circa 1900 Mt., trovate una piccola baita chiusa che può dare quel minimo di riparo, almeno dal vento.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione Generale
Semplice camminata, a tratti su sentiero ripido o privo di segnaletica. La neve e la nebbia, come detto, hanno reso il tutto piuttosto faticoso e complicato, tanto che, avendo sbagliato sentiero, ci siamo trovati a procedere su terreno aperto, privo di tracce e con visibilità in certi momenti nulla. Sebbene il dislivello fosse limitato, le condizioni incontrate, hanno richiesto un certo impegno fisico. Crediamo che in caso di bel tempo o comunque, senza errori di sentiero, la camminata risulti facile e non eccessivamente faticosa. La zona è piuttosto solitaria e risulta maggiormente frequentata, nella parte vicino al passo del Tartano, dagli sci alpinist,i che vi giungono soprattutto dalla Valtellina.
Descrizione Percorso
Lungo la strada che porta a Foppolo, in coincidenza di un tornante, si segue a sinistra per la località Teggio. Giunti al termine della stradina asfaltata, dopo circa 300 Mt., trovate un piccolo parcheggio. Lasciata l'auto si inizia a camminare seguendo l'indicazione per il Passo del Tartano su sterrata in leggera discesa. Si supera subito un ponte e immediatamente si devia a destra su sentierino ripido che con vari tornati porta all'interno di un bel bosco di abeti. Il sentiero prosegue ripido nel bosco fino ad una poco visibile deviazione verso destra (freccia su una pianta). La si prende, sempre con direzione Tartano, e la pendenza aumenta ulteriormente. Qui si cammina su traccia a volte non chiara, fino ad uscire dal bosco per trovarsi in una piccola insenatura da attraversare per poi riprendere a salire fino ad una successiva radura prativa con cespugli ed arbusti. Giunti ad un piccolo falso piano, si prosegue in mezza costa verso sinistra, ignorando una palina che ci porta al monte Arete (o Erele). Inizia ora un lungo tratto in mezza costa, molto panoramico. Sotto di noi, a sinistra, si vede la strada asfaltata che conduce a San Simone. Continuando in mezza costa, si giunge, dopo vari saliscendi, ad un evidente costone prativo, dove una palina caduta ci ha indicato di salire verso destra su una costa ripida ed erbosa. In realtà qui si deve proseguire dritti, perdere un poco di quota, entrare in una lunga e placida valle e da qui risalire fino al passo. Avendo seguito la destra, noi abbiamo rimontato la ripida cresta erbosa fino al un colletto dal quale è facile scendere  in una ampia e pittoresca conca chiusa dalle pendici del monte Valeggino. Giunti sul fondo del vallone, nei pressi di una baita, per evitare l'abbondante neve, abbiamo proseguito seguendo le zone con neve ventata, per cui abbiamo camminato zigzagando fino a superare un primo costone. Da qui abbiamo continuato fino ad un secondo crestone che scende dal monte Valeggino. In teoria, scendendo nel vallone del versante opposto e proseguendo in mezza costa saremmo arrivati al Passo del Tartano, ma viste le condizioni ambientali, abbiamo preferito tornare sui nostri passi. Da qui, abbiamo seguito una debole traccia, non vista in salita, che, senza perdere quota e senza saliscendi, sempre in mezza costa, ci ha riportato alla baita al centro del primo vallone. Siamo poi risaliti verso il costone erboso che scende dal monte Arete e siamo tornati alla palina ingannatrice. In seguito abbiamo rifatto il sentiero dell'andata.

Commenti vari
Al Passo del Tartano non siamo mai arrivati, ci siamo accontentati di vederlo, per un attimo, tra la nebbia, a poche centinaia di metri in linea d'aria. La colpa, oltre che nostra, forse va attribuita ad una antipatica e burlona palina che ha deciso di cadere e ruotare, indicando così la direzione sbagliata. Solo al ritorno ci siamo accorti del madornale errore, giustificato, solo in parte, dalla nebbia che ci ha privato di punti di riferimento. Sconsigliamo vivamente di effettuare questa camminata nelle domeniche del  periodo estivo o invernale in quanto al ritorno trovereste una coda interminabile in discesa dalla bella Valbrembana.
   
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Due Sassi burloni
Omar apre la pista
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Losio e James
Neve e nebbia
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Losio e James in cresta
Immerso nella nebbia
   
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Va beh
Nel bosco al ritorno
   
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