Pizzo di Spino - Cresta Sud

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Tessi di Spino al Brembo - Zogno (BG)
Quota partenza 500 Mt. Quota di arrivo 958 Mt.
Dislivello totale 500 Mt. Sentieri utilizzati n. 594, 594A
Ore di salita 45' per l'attacco
45' per la cresta
Ore di discesa 1h 30'
Data di uscita 14/07/2021 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar
Difficoltà EE; I
Condizioni climatiche e dei sentieri

Pomeriggio nuvoloso con minaccia di temporale per l'intera salita. Temporale puntualmente arivato durante la discesa. Sentieri segnalati fino al bivio per la cresta Ovest, poi occorre improvvisare seguendo a naso la direzione verso la base della crestina Sud. La cresta Sud è stata recentemente bollata con frecce azzurre ad indicare la via migliore, ma nulla vieta di andare a cercarsi passaggi più impegnativi. I facili tratti rocciosi sono su roccia solida di tipo calcareo; i tratti erbosi sono spesso ripidi e scivolosi.

Eventuali pericoli
Una certa attenzione lungo la crestina Sud che in alcuni punti diviene un poco esposta e con tratti erbosi ripidi.
Presenza di acqua
Troverete acqua al ritorno, presso l'abitato di Pregaroldi.
Punti di appoggio
Qualche casolare e qualche baita lungo l'intero tragitto.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla. Non è richiesto materiale per salite su roccia e non esistono tratti attrezzati.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Pizzo di Spino è la prima montagna a dividere la Valle Brembana dalla Val Serina (attenzione, non Seriana). Alle sue pendici scorrono il fiume Brembo ed il torrente Serina; quest'ultimo si getta nel primo, proprio ai piedi di questa piccola montagna aguzza. La sua salita avviene normalmente lungo sentieri ben segnalati e dalla croce di vetta è facilmente possibile proseguire verso i vicini Pizzo Rabbioso e Croce di Bracca. Dalla vetta, scende verso Sud una divertente cresta, in buona parte rocciosa, che costituisce una via di salita praticamente sconosciuta e altrettante poco salita. Solo di recente è stata segnata da varie frecce, consentendo così di non dover cercare l'itinerario corretto e magari finire in qualche punto pericoloso e troppo difficile. La salita non presenta particolari difficoltà, se non quelle legate ad un poco di esposizione (mai elevata), un minimo di passaggi su facile roccia e piccole incertezze di un percorso quasi inesplorato. Per la discesa si può tranquillamente percorrere il boscoso sentiero che conduce a Pregaroldi e da qui, con un traverso tra boschi e radure, tornare all'auto.
Descrizione percorso
Giunti a Zogno, paese all'inizio della Valle Brembana, si prende la deviazione per la Val Serina e subito dopo aver attraversato il fiume Brembo su di un breve viadotto, prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Spino al Brembo. Una panoramica strada asfaltata ci conduce con una serie di tornanti presso la località Tessi di Spino al Brembo. Attenzione a metà salita a non prendere la deviazione verso destra che condurrebbe a Pregaroldi. Giunti a Tessi, si prosegue fino al termine della stradina asfaltata e si lascia l'auto nel piccolo parcheggio sulla destra. Da qui saliamo una evidente scalinata acciotolata che passa in mezzo ad alcune case. Il sentiero è il n° 594. Poco dopo le case, eccoci in una radura erbosa che tagliamo salendo verso destra. Entriamo così, poco dopo, in un fitto bosco misto. Arrivati ad un bivio, due cartelli ci indicano le direzioni: prendiamo a sinistra (anche a destra si andrebbe al Pizzo di Spino), mentre al ritorno arriveremo dalla direzione opposta, cioè da Pregaroldi. Più avanti costeggiamo un bel muro a secco, coperto da felci e muschio. La pendenza diminuisce poco oltre. Sulla nostra destra intravediamo tra le fitte piante una radura erbosa con una baita. Proseguiamo su sentierino pianeggiante che serpeggia tra le piante. Arrivati ad una freccia in legno, andiamo a sinistra. Ora la pendenza torna ad aumentare. Giunti ad un altro bivio, una scritta su un masso (poco visibile) ci invita ad andare verso destra per Pregaroldi. Andando invece a sinistra si proseguirebbe per il Pizzo di Spino lungo il versante Ovest (utilizzabile come rapida discesa). In breve e senza sforzo eccoci ad una baita nel bosco. La superiamo e proseguiamo fino ad intravedere in alto alla nostra sinistra un capanno verde per la caccia. Saliamo verso il capanno e lo lasciamo alle nostre spalle (evitare in caso di presenza cacciatori!). Saliamo dritti verso il bosco dietro al capanno, senza alcuna traccia presente. Superiamo un grande abete circondato da latifoglie. Poco oltre, sempre senza sentiero, eccoci ad una radura erbosa dove vediamo un secondo capanno mimetizzato. Attraversiamo la radura verso l'alto e rientriamo nel bosco oltre questa. Qui vediamo un grosso rudere di pietra. Lo superiamo puntando sempre a salire fino ad uscire dal fitto bosco e trovarci su una vaga dorsale che seguendo, tra cespugli, erba e piante, ci conduce alla base della cresta Sud del Pizzo di Spino. Attenzione alla nostra sinistra, dove il dirupo è piuttosto vicino. Una freccia azzurra ci assicura che siamo sul percorso corretto. Saliamo senza possibilità di errore fino alle prime rocce. Qui una piccola croce è incisa in una roccia ed un evidente (e poco piacevole...) bollo azzurro è dipinto con vernice spray su un'altra. Sotto di noi è ben evidente l'abitato di Pregaroldi dal quale passeremo al ritorno. Tra balze erbose e traversini eccoci ad una serie di saltelli rocciosi che si alternano a tratti camminabili. Le frecce azzurre sono numerose (e non integrate nell'ambiente...) e non c'è possibilità di uscire dal percorso corretto. Solamente nei punti rocciosi è possibile cercare una salita alternativa, magari più impegnativa di quella consigliata dal tracciatore, tanto per divertirci di più. Dopo un primo tratto dove prevalgono i punti erbosi, eccoci maggiormente su facili roccette. La cresta, salendo, tende ad assottigliarsi e divenire più continua, con qualche breve salto, placche e piccoli monoliti calcarei, ma mai con passaggi difficili, anzi! Come detto, però, esiste la possibilità di trovare passi di II grado e forse qualcosina di più, comunque evitabili seguendo le frecce. Nella terza parte della cresta, ormai in vista della croce, la pendenza diminuisce e non ci resta che camminare tranquillamente su un sentierino tra erba e massi fino alla vetta del Pizzo di Spino.
Discesa
Dalla croce di vetta, scendere lungo la ripida traccia che porta alla evidente strada tagliafuoco che corre lungo l'ampia dorsale che dal Pizzo di Spino prosegue verso il Monte Rabbioso. Arrivati nei pressi di una cascina immersa nel bosco, meno di 5 minuti dalla vetta, deviamo verso destra, seguendo i poco visibili segnali rossi e bianchi dipinti sulle piante (n. 594A, per Pregaroldi, Ambria). Ad un primo tratto di sentiero che taglia il bosco, ne segue uno decisamente più diretto verso il basso, preceduto da una piccola costruzione con il tetto di cemento quadrato e piatto, caratterizzato da numerosi tornanti stretti e ripidi. Superiamo una pozza d'acqua tondeggiante. Poi ecco un lungo muretto a secco. Giunti ad un evidente incrocio di sentieri, per proseguire la discesa, andiamo a destra, mentre andando a sinistra si salirebbe verso la vicina Croce di Bracca (30'). Noi scendiamo verso Pregaroldi. Puù in basso passiamo accanto ad alcuni grandi massi coperti di muschio ed edera. Da qui in breve usciamo dal bosco e ci troviamo in alcuni prati poco prima dell'abitato di Pregaroldi. Attraversiamo il piccolo nucleo abitato. Superiamo una fontanella dal rubinetto a forma di vipera e poi una teca di vetro in cui vediamo la particolare statua di un'originale Madonna con Bambino. Pochi metri dopo, su un muro di cemento vediamo una freccia con l'indicazioni per Spino al Brembo (30'). Passiamo per un prato preceduto da un lavatoio. Poi rientriamo nel bosco che ora diviene di abeti molto fitti. Troviamo poi una freccia di legno con l'idicazioni per Spino al Brembo. Il sentiero è praticamente pianeggiante e taglia i pendii boscosi alla nostra destra. Costeggiamo ora un muretto a secco con alcuni bolli rossi. Poco dopo arriviamo davanti ad una baita al centro di una piccola radura. Passimo accanto alla baita (con un cartello che avvisa della presenza di telecamere), facendo attenzione a non perdere il sentiero. Oltre la baita torniamo nel fitto bosco. Qui un breve tratto di sentiero è particolarmente scivoloso. Oltre troviamo ancora un muretto a secco. Alla nostra destra si apre un'ampia radura erbosa con alcune baite e con bella vista sul Pizzo di Spino e la cresta appena salita. Proseguendo sempre in falsopiano eccoci all'incrocio con i cartelli, dal quale siamo passati all'andata. Qui andiamo verso sinistra e con comoda discesa torniamo in breve a Tessi dove abbiamo lasciato l'auto.

Note
Essendo questa una camminata molto breve, consiglio di proseguire oltre la cima del Pizzo di Spino verso il Pizzo Rabbioso e da qui alla Croce di Bracca. Da quiest'ultima si può tranquillamente scendere a Pregaroldi e quindi tornare a Tessi (vedi relazione del 07-03-2015).
Commenti vari
Purtroppo non ho una bella foto della cresta Sud del Pizzo di Spino nel suo sviluppo completo. Questa andrebbe vista salendo verso San Pellegrino, poco oltre Ambria. Da qui, volgendo lo sguardo a destra, vedreste il Pizzo e la sua bella cresta Sud. Io stesso ho guardato con curiosità a questa simpatica e breve crestina, ogni volta che sono passato da lì e ho pensato spessissimo se fosse possibile salirla o se qualcuno l'avesse già fatto. È stato con una certa delusione che, un volta deciso di andare a provarla, ho scoperto che la crestina era già stata percorsa e recentemente ribollata (qualche vecchia freccia e bollo si possono ancora notare sulle rocce).
   

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L'attacco della crestina

Salendo tra roccia ed erba

   

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Uno dei tanti salti rocciosi

Omar ai piedi di un tratto roccioso

   

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La divertente cresta in un punto camminabile

Parte della cresta vista da Pregaroldi

   

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L'originale Madonna contadina di Pregaroldi

Parte della cresta vista da Spino al Brembo