Sentiero dei Fiori e Cima Payer

 
Zona montuosa Adamello/Presanella Località di partenza Loc. Passo Paradiso - Passo del Tonale (BS)
Quota partenza 2573 Mt. Quota di arrivo 3160 Mt. - quota massima raggiunta
3056 Mt. - Cima Payer
Dislivello totale 850 Mt. con i saliscendi Data di uscita 22/07/2017
Ore di salita 4 h. Ore di discesa 2 h. 50'
Sentieri utilizzati n. 209, 44, 209 Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EEA
Condizioni climatiche e dei sentieri
Bella giornata di tempo stabile, ma con nebbia e nubi basse in quota che hanno in parte nascosto la vista delle cime circostanti. Sentiero in ottime condizioni, sempre evidente, con con attrezzature in eccellenti condizioni di manutenzione. Manca la traccia sul ghiacciaio, durante la discesa, mentre la traccia che dal Passo Maroccaro scende sul ghiacciaio è a tratti accidentata e su sfaciumi instabili.
Eventuali pericoli
Prestare le dovute attenzioni ai rischi dovuti alla rapida variabilità meteorologica su queste creste ad alta quota. Il sentiero attrezato è a tratti molto esposto, ma sempre messo in sicurezza grazie alla posa di cavi metallici, scalette e pioli. Possibile anche la caduta di sassi dall'alto, o nei tratti in galleria (per chi la percorresse).
Presenza di acqua
Presso la stazione di arrivo della ovovia, a Passo Paradiso, e alla stazione intermedia di Capanna Presenta (durante la discesa).
Punti di appoggio
La stazione di arrivo della ovovia a Passo Paradiso; Bivacco Capanna Lagoscuro sotto la cima del Corno Lagoscuro; Bivacco-Ecomuseo a Passo Lagoscuro; e la stazione intermedia della seggiovia di Capanna Presena (durante la discesa). Nonché le varie gallerie di guerra che si incontrano lungo il percorso.
Materiale necessario oltre al tradizionale
È d'obbligo il set da ferrata completo di dissipatore, casco e lampada (per il tratto in galleria, per chi lo volesse percorrere). Consigliabili anche la piccozza e i ramponi da usarsi sul ghiacciaio sulla via del ritorno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Prima ancora che un magnifico percorso attrezzato sulle ardite creste granitiche dell'Adamello, questa escursione equivale a una vera e propria immersione in un toccante museo all'aperto, situato interamente attorno ai 3000 metri di quota. Il percorso si snoda in continuo saliscendi, sorprendente e suggestivo come pochi, tra cenge esposte, creste affilate, buie gallerie, slanciati gendarmi di granito, lunghe passerelle sospese sul precipizio, placche levigate, estese pietraie, e infine su ghiacciaio. Questo itinerario, quindi, è eccezionalmente remunerativo per gli escursionisti per quanto riguarda i panorami sulle cime e sui ghiacciai circostanti, ed al tempo stesso riveste una notevole valenza storica, grazie alle numerosissime testimonianze belliche che sono arrivate fino a noi dopo un secolo, e ai manufatti sapientemente restaurati o ricostruiti fedelmente agli originali degli Alpini (come le famose passerelle sospese) per offrire al comprensorio dell'Adamello questa notevole attrattiva turistica ed escursionistica.

Descrizione percorso
Raggiungere in auto il Passo del Tonale, e parcheggiare nell'ampio spazio adiacente alla nuova cabinovia Paradiso, che in pochissimi minuti ci fa guadagnare quasi 800 metri di dislivello portandoci all'inizio di questa escursione. Dalla stazione di arrivo ci incamminiamo lungo il sentiero 209 costeggiando il piccolo laghetto, e passiamo a destra del secondo laghetto più grande seguendo subito a destra la deviazione in salita sul ripidissimo sentiero (n. 44) che condurrà al Passo del Castellaccio (2963 Mt.), che si raggiungerà in circa un'ora di cammino, lungo un percorso abbastanza faticoso che attraversa grandi pietraie, placche lisce e facili salti di roccia. Da Passo del Castellaccio inizia il Sentiero dei Fiori, da percorrersi in sicurezza indossando il kit da ferrata, e che si mantiene quasi costantemente sul versante bresciano, sempre sotto il filo della cresta tormentata di granito che divide dal territorio trentino. Dapprima si percorrono delle bellissime cenge che corrono poco sotto la cresta, poi si attraversano dei valloni molto scoscesi; alcuni tratti presentano staffe metalliche e passerelle di legno che facilitano la progressione nei tratti più difficili. Ad un certo punto si trova sulla sinistra una breve deviazione che sale in verticale con delle scalette di metallo fino al “Nido d'Aquila”, un punto panoramico di vedetta del tempo di guerra, oggi un magnifico punto panoramico. Ridiscesi sulla cengia, si prosegue sempre verso Sud, pervenendo nei pressi del Gendarme di Casamadre, dove alcune staffe permettono di scendere alcuni metri lungo una placca liscia e di mettere piede sulla vertiginosa e davvero lunga (quasi 80 metri) passerella sospesa, recentemente ricostruita alla medesima maniera in cui gli Alpini la misero in funzione oltre un secolo fa, durante la Prima Guerra Mondiale. Si attraversa la passerella con cautela e non senza una certa emozione, oscillando mossi dal vento e dal peso dei nostri passi, e immedesimandoci per un attimo nei panni dei nostri audaci predecessori, che qui si trovavano a vivere e combattere, in estate come in inverno, di giorno e di notte… l'occasione è buona per apprezzare maggiormente la nostra comoda attrezzatura e tutti gli agi a cui troppo spesso noi moderni frequentatori delle montagne finiamo per abituarci. Una volta terminato l'attraversamento della passerella, si rimette piede sulla roccia, ma solo per affrontare subito dopo la seconda, leggermente più breve della prima, che attraversa il nuovo burrone che precipita sulla Valle Narcanello. Per chi temesse l'esposizione o soffrisse di vertigini, è sempre possibile evitare entrambe le passerelle infilandosi nella lunga galleria (ricordatevi la torcia!) il cui ingresso si trova appena prima dei due attraversamenti sospesi, e che attraversa in maniera diretta la roccia del Gendarme di Casamadre. Si riprende ora a salire lungo la cengia che si alterna a brevi e facili placche inclinate da risalire con cautela, transitando da una zona in cui spesso anche a stagione avanzata si possono trovare accumuli di neve che potrebbero occultare il cavo di sicurezza (attenzione!). Più avanti si transita da un facile pendio detritico non protetto dall'attrezzatura, seguito da uno spigolo roccioso dietro il quale ci si può affacciare sul versante trentino, nella conca del Presena. Alcune facili roccette attrezzate ci fanno guadagnare altri metri di quota, poi, con un sentiero pianeggiante, giungiamo al bivacco “Amici della Montagna” di Capanna Lagoscuro, situato solo pochi metri più in basso della cima aerea del Corno Lagoscuro, e nei pressi di una galleria difensiva scavata nella roccia. Questo è il punto più elevato del sentiero (3160 Mt., 2 h. 30' dalla partenza). Il bivacco di legno, che ricalca una baracca di guerra preesistente, è aperto solo su richiesta, o durante le settimane più centrali del mese di agosto. Dal bivacco si inizia a scendere verso il vicino Passo Lagoscuro, situato poco a Sud, proseguendo lungo il facile sentiero attrezzato, subito a sinistra si nota una traccia che scende verso Capanna Presena (indicazioni ad 1 ora di cammino) abbandonando così il sentiero, da tenersi presente come via di fuga per chi non volesse proseguire sul Sentiero dei Fiori o per chi volesse evitare il ghiacciaio che si percorrerà durante la discesa. Noi invece proseguiamo nella discesa verso l'ampio Passo di Lagoscuro, ben visibile in basso, che raggiungiamo in mezz'oretta di discesa dal bivacco. Il passo (2970 Mt.) è solcato dappertutto di trincee con andamento zigzagante, basamenti di costruzioni militari in pietra, muretti di protezione, inoltre qui è situato un altro bivacco (che è anche un "Ecomuseo” dedicato alla guerra), molto ampio e che offre un ottimo riparo, assieme ad una piccola chiesetta, posta a poca distanza più in basso. Dal Passo di Lagoscuro il Sentiero dei Fiori proseguire ancora verso Sud, ma diventa improvvisamente molto meno battuto: la maggior parte delle persone lo abbandonano qui per traversare al vicino Passo Maroccaro, e da lì discendere verso il passo Paradiso… lo faremo anche noi più tardi (vedi le indicazioni che forniamo qui sotto per la discesa da Cima Payer), ma prima saliremo sulla vicina Cima Payer. Seguiamo quindi ancora l'evidente sentiero che dal passo risale lungo una facile cengia che rimane sempre sul versante bresciano (occidentale) della montagna; ad un certo punto si nota sulla sinistra una cimetta che si alza poco al di sopra del filo di cresta: noi ci siamo divertiti a salirci sopra tramite una breve cengia obliqua a sinistra e un successivo diedro di granito che richiede un minimo di attenzione a causa dell'esposizione e della scarsità di appigli, ma si tratta solo di due passi… in cima ci sono solo i resti di un punto telefonico (nella foto d'epoca riportata in basso si possono infatti notare i fili telefonici che dal passo salivano su questa cimetta), e qualche altro resto bellico abbandonato. Proseguendo poi ancora lungo il sentiero, si arriva a una curiosa finestra che “buca” la montagna permettendo di guardare in giù verso il Lago Scuro e la vallata trentina dove si trova il rifugio Mandrone, subito dopo si percorrono alcune eccellenti passerelle di legno che facilitano di molto l'attraversamento di placche molto ripide di roccia. Ancora qualche ultimo passo su sfasciumi e facili roccette costellate di resti di vecchi baraccamenti militari, e si mette finalmente piede sulla bella Cima Payer (3056 Mt., 30 minuti di cammino dal Passo Lagoscuro) dove campeggia una croce in metallo. Qui vale la pena di dare un'occhiata tutto attorno al bellissimo panorama sulle cime di tutto l'Adamello settentrionale, nonché ai ghiacciai che si aggrappano ai vari versanti.

Discesa
Da Cima Payer, ridiscendere a Passo Lagoscuro, e da qui avviarsi in discesa con l'evidente sentiero indicato verso il Rifugio Città di Trento al Mandrone (già visibile in basso), ma abbandonarlo subito seguendo dopo poche decine di metri una traccia che si stacca a sinistra, con andamento in pianeggiante, che passa sotto a delle lisce placche di roccia verticale. Si transita senza alcuna difficoltà tra grandi pietraie, arrivando in breve poco sotto il già evidente Passo Maroccaro (dove stazione anche un vecchio e piccolo edificio di cemento), che si raggiunge con 15 ultimi minuti di salita molto ripida, e in meno di un'ora complessiva da Passo Lagoscuro. Dal Passo Maroccaro (2980 Mt.) ci si affaccia sulla conca che ospira quanto rimane del Ghiacciaio del Presena, sul quale ci si cala seguendo la traccia molto ripida e traditrice (attenzione ai massi mobili) fino ad arrivare finalmente a toccare la superficie del ghiacciaio. Qui è consigliabile calzare i ramponi, sebbene volendo sia anche possibile evitare il ghiaccio rimanendo a sinistra sul margine morenico del ghiacciaio, ma la cosa potrebbe risultare pericolosa per l'elevata pendenza e i grossi massi mobili che verrebbero smossi al passaggio. Con i ramponi ai piedi, passando tra moltissime palle di shrapnel e vari residuati bellici testimoni della guerra che qui si è consumata tragicamente, in pochi minuti (facendo un minimo di attenzione ai tratti più ripidi di ghiaccio vivo) si scende fino al suo termine, nei pressi dell'evidentissima Capanna Presena (2738 Mt.), che di fatto è la stazione intermedia della seggiovia che da Passo Paradiso porta gli sciatori fino ai 3000 metri del Passo Presena, e dove da un po' di anni in estate fa vistosa mostra di sé un'enorme copertura di teli bianchi, che serve per provare a salvare dallo scioglimento quel minimo di ghiacciaio che serve per continuare a consentire lo sci estivo su questo ghiacciaio morente. Dalla Capanna Presena in soli 20-30 minuti si torna a Passo Presena, dove la cabinovia ricondurrà velocemente al sottostante Passo del Tonale.

Note
Percorso attrezzato molto bello e raccomandabile, facile ed esposto al tempo stesso, ottimamente messo in sicurezza. L'unico difetto è l'alta frequentazione da parte di alpinisti ed escursionisti: il richiamo e la fama del sentiero sono tali da spingere molta gente a percorrerlo, anche grazie al breve accesso offerto dagli impianti di risalita da Passo Tonale. È quindi consigliabile farlo in stagione non troppo avanzata (specie in luglio/agosto), o almeno partire al mattino presto (anche se va detto che la ovovia inizia il servizio abbastanza tardi…). Dal momento che quasi tutti lo percorrono da Nord verso Sud, potrebbe essere alquanto difficoltoso procedere in senso inverso nei giorni di grande affollamento, perché si sarebbe continuamente costretti a fermarsi per dare la precedenza al flusso che proviene da Passo Castellaccio. Noi siamo arrivati poco oltre il Passo Lagoscuro, fino a salire sulla Cima Payer, ma in realtà il Sentiero dei Fiori prosegue anche oltre, più a Sud (con tratti alpinistici), passando per Passo Payer per giungere fino a Passo del Lago di Pisgana, da dove si scende al Rifugio al Mandrone; questo tratto più meridionale è meno conosciuto, e sicuramente molto meno percorso! Lungo il Sentiero dei Fiori esiste una via di fuga per abbandonare il percorso verso la conca del ghiacciaio del Presena prima di giungere a Passo Lagoscuro, nei pressi della capanna Lagoscuro, con un breve e delicato tratto attrezzato.
Commenti vari

Prima di ridiscendere al Passo del Tonale merita una visita anche il memoriale ai soldati di ambo gli schieramenti (Alpini e Schützen), così come il Museo della Guerra Bianca ricavato in una galleria di guerra scavata nel granito; entrambi si trovano a Passo Paradiso, poco distanti dalla stazione di arrivo della ovovia.

La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 10 Km. La velocità media (comprese le soste) è risultata essere pari a 1,4 Km/h.

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Sul primo tratto del Sentiero dei Fiori

La prima delle due celebri passerelle sospese

   

Sulla passerella sospesa, in un parallelo con lo stesso manufatto realizzato dagli Alpini al tempo della Guerra Bianca
   

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Il Gendarme di Casamadre, con le due passerelle sospese

Il bivacco Capanna di Lagoscuro, poco sotto il Corno omonimo

   

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Vista sulla cresta Nord di Cima Payer da Passo Lagoscuro, in un raffronto con la situazione durante la Guerra Bianca

   

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Salendo verso Cima Payer Sui camminamenti in legno poco sotto Cima Payer
   
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In vetta a Cima Payer Sotto il Passo Maroccaro, scendendo dal ghiacciaio del Presena
   

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